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	<title>Il Cantaro &#187; X-file</title>
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	<description>Periodico d'informazione libera online</description>
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		<title>Vivo o morto</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 10:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>X-file</dc:creator>
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		<description><![CDATA[WANTED DEAD OR ALIVE! REWARD € 150.000 Quello che non è riuscito all&#8217;addormentata opposizione comunale in quasi cinque anni, e cioè di spaventare il nostro impareggiabile Leo e gettare lo scompiglio nel palazzaccio di via Veneto, è invece riuscito ad un “feroce” bastardino di nome Ugo, che boatos di corridoio danno molto vicino all&#8217;ala destra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;" align="center"></h2>
<h2 align="center"><span style="color: #ff0000;"><strong>WANTED </strong>DEAD OR ALIVE!</span></h2>
<h2 align="center"><span style="color: #3366ff;">REWARD € 150.000</span></h2>
<p>Quello che non è riuscito all&#8217;addormentata opposizione comunale in quasi cinque anni, e cioè di spaventare il nostro impareggiabile <strong>Leo</strong> e gettare lo scompiglio nel palazzaccio di via Veneto, è invece riuscito ad un “feroce” bastardino di nome <strong>Ugo</strong>, che boatos di corridoio danno molto vicino all&#8217;ala destra dell&#8217;<strong>UDC</strong> canina.</p>
<p>Qualche giorno fa lo svergognato ha pensato bene di introdursi di soppiatto nei piani nobili del Comune, prima in aula consiliare e poi, avendo trovato la porta aperta e tanto per non andare via senza salutare, avrebbe dato persino una sbirciatina nell&#8217;ufficio di <strong>Leo</strong>. Il nostro primo cittadino, che tutti sanno non essere esattamente quello che si dice “un cuor di leone”, è letteralmente balzato dalla sedia ed ha iniziato ad urlare, pare terrorizzato dall&#8217;insolita presenza.</p>
<p>In realtà il mistero è stato svelato dalle solite veline politiche locali qualche ora dopo. Pare infatti che il bassottino (<strong>UGO</strong>) fosse stato mandato dai vertici dell&#8217;<strong>UDC</strong> locale per iniziare le trattative con il suo omologo (<strong>LEO</strong>), forse pensando che fra bassottini ci si potesse intendere meglio ma, ahinoi, il fax che preannunciava l&#8217;arrivo dell&#8217;inviato centrista si sarebbe perso nei meandri del protocollo che, occorre riconoscere, da quando manca il capufficio non funziona più come una volta!</p>
<p>E così <strong>Leo</strong>, preso alla sprovvista da quella inaspettata visita, e probabilmente pensando che si trattasse di un cane kamikaze con pedigree <strong>PDL</strong>, ha letteralmente perso la testa.</p>
<p>Alle urla sarebbero arrivati in forze gli uomini dell&#8217;efficientissima polizia politica municipale che, dopo avere non senza fatica immobilizzato “l&#8217;intruso” hanno provveduto a segregarlo in guardina. Tuttavia il nostro, evidentemente piccolo di taglia ma grande di cervello, eludendo la stretta sorveglianza ha fatto perdere le sue tracce.</p>
<p>Immediata la riunione straordinaria di Giunta che ha deliberato una ulteriore spesa, pare anche questa fuori bilancio, decidendo di mettere una sostanziosa taglia, praticamente l&#8217;ammontare di quanto costò alle casse comunali il concerto di Mario <strong>Biondi</strong> organizzato dallo <strong>Smilzo</strong>, a chi catturerà il presunto attentatore alle coronarie di <strong>Leo</strong>, vivo o morto!</p>
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		<title>Mal Comune&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 10:30:22 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica Locale]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>I disastri amministrativi e finanziari del nostro <strong>Leo</strong> e della sua arlecchina coalizione sono inesorabilmente sfociati nell&#8217;ufficializzazione del clamoroso buco a carico della società partecipata comunale <strong>Prometeo</strong>, trasformata dal nostro in un carrozzone che a suo tempo <strong><em>“Il Cantaro”</em></strong> aveva solitariamente denunciato, purtroppo anche con il silenzio complice di una parte della minoranza, forse ancora affascinata dalle passate capacità affabulatorie del fumoso capitano del vascello municipale.</p>
<p>Eppure che le cose finanziarie comunali non andassero per il verso giusto, e sopratutto che qualcuno giocasse pericolosamente con i numeri, lo si era capito molto bene, già due anni e mezzo fa,  con le dimissioni dell&#8217;allora assessora Maria Giovanna <strong>Polo</strong> da noi talvolta ma sempre bonariamente presa in giro e che, conoscendo la sua irreprensibilità, non si era probabilmente prestata ai giochi di prestigio di <strong>Leo</strong> e di qualche a suo tempo stretto collaboratore.</p>
<p>Intanto, mentre continuano i baccanali della spensierata combriccola comunale extra-large, vera e propria associazione culinaria locale che, sotto le ali protettrici del nostro impareggiabile <strong>Leo</strong> ricorda  la parassitaria nobiltà parigina ai tempi di Luigi e Maria Antonietta, l&#8217;<strong>opposizione pidiellina</strong> non trova di meglio che occuparsi di tessere e congressi, anzichè prendere iniziative concrete per costituire, insieme ai centristi e alle altre componenti del centro-destra vogliose di rivincita, un progetto politico serio che inizi a minare le fondamenta del castello voltaico-clientelare costruito in questi anni dai sinistri comunali.</p>
<p>Non aspettano altro, infatti, i possibili alleati del terzo polo se non di essere coinvolti nella costruzione di un progetto politico serio che, ai nomi faccia precedere i programmi, alle candidature faccia precedere le proposte. Al contrario il <strong>PDL</strong> prosegue nell&#8217;opera di autoflagellazione e di logoramento al proprio interno, con un gioco al massacro che rischia di vanificare quanto di buono era stato costruito in cinque anni di opposizione.</p>
<p>Non di meno anche dalle parti dell&#8217;<strong>UDC</strong> della evanescente neo direttrice sembrerebbero (il condizionale è più che mai d&#8217;obbligo) non essere particolarmente interessati alla contesa pur se, da voci di corridoio una parte (piuttosto larga, nel senso fisico del termine) starebbe pensando di buttarsi solitariamente “a sinistra”, come si suol dire, forse convinta di essere ben gradita!</p>
<p>A questi amici oggi più che mai ballerini diamo un consiglio, che proviene da un detto sardo che forse non tutti conoscono:</p>
<blockquote><p><span style="color: #3366ff;"><em><strong>Chie sighit duos leperes, non de sighit manc’unu!</strong></em></span> (Chi insegue due lepri non ne insegue nessuna).</p></blockquote>
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		<title>Ci vuole anche Fantasia&#8230;.</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 09:45:22 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel frattempo che gli addetti provvedevano a spostare i locali della salumeria e della mensa comunale all&#8217;altro lato del piano terra del palazzaccio, trasferendoli stavolta in fondo a sinistra per chi entra (zona archivio, per intenderci), il nostro<strong> Leo</strong> ha annunciato <strong>la fine dei miasmi</strong> e nel contempo ci ha informato di un bell&#8217;<strong>aumento delle tasse comunali</strong>.</p>
<p>Fra tarsu, mense scolastiche, scuolabus e dintorni, i nodi dell&#8217;allegra gestione comunale vengono ora al pettine ma, purtroppo, il tutto a pochi mesi dalla fine della legislatura. Naturalmente è tutta colpa di<strong> Berlusconi</strong>, si sono subito affrettati a dichiarare, all&#8217;unisono, <strong>Bice </strong>e <strong>Leo</strong>, o in alternativa di <strong>Cappellacci</strong>. Scuse da principianti della politica, naturalmente, alle quali non credono neanche loro ma che, in mancanza d&#8217;altro, fanno sempre un po&#8217; di audience.</p>
<p>Intanto, come ci ha raccontato<strong> Terenzio</strong> nei giorni scorsi, per la precisione venerdì 17 Giugno, il nostro primo cittadino ha autorizzato a <strong>riversare anche i rifiuti umidi nella discarica consortile</strong></p>
<blockquote><p><span style="color: #3366ff;"><strong>“come avveniva ai bei tempi andati e senza la rottura… della raccolta differenziata ed oneri connessi”. </strong></span></p></blockquote>
<p>Così ci ha informato il discendente di  Publio Terenzio Afro che, come tutti sapete, era, come il nostro, anche lui immigrato: proveniva da Cartagine, e a Roma divenne amico di Scipione Emiliano e di Gaio Lelio.</p>
<p>Ma anche <strong>Leo</strong> ha i suoi amici, persino tra i nemici e <strong>Terenzio</strong>, sempre così bene informato delle cose locali (qualcuno afferma che sappia quasi tutto grazie al fatto che osservi dall&#8217;alto, anche se con occhi disincantati, le cose della politica locale!) non sa che l&#8217;imput di mescolare l&#8217;umido nella discarica, alla napoletana insomma, lo ha ricevuto da un “pezzo grosso” del PdL, addirittura in pieno consiglio comunale.</p>
<p>E&#8217; infatti stato il consigliere comunale dal peso specifico che sale e scende continuamente a seconda dei valori glicemici del momento, a offrire ad un primo cittadino in preda alle sue periodiche crisi di nervi, la soluzione al problema su un bel piatto d&#8217;argento.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>“Caro Leo”</strong></span>, gli ha in sostanza detto, <strong><span style="color: #ff0000;">“questa è una situazione di emergenza e si richiedono soluzioni di emergenza”. </span></strong></p>
<p>In pratica si butta l&#8217;umido nel grande calderone della discarica e, con una bella ruspa, si provvede poi a ricoprire il tutto.</p>
<p>A <strong>Leo</strong> non è sembrato vero cogliere al balzo il suggerimento anche perché non era proponibile ridurre il conferimento dell&#8217;umido. Infatti, dopo tutte le assunzioni degli amici e sodali dell&#8217;attuale maggioranza, la <strong>Secit Ozieri srl</strong> non avrebbe proprio saputo come pagare gli stipendi della pletora di dipendenti che ha dovuto assumere!</p>
<p>Nel frattempo che vi raccontiamo tutto questo, i gabbiani hanno ripreso a svolazzare sui fatali colli ozieresi lungo la statale aerea Gallura-Logudoro e abbiamo l&#8217;impressione che, stavolta, non basterà un po&#8217; di&#8230; fantasia per uscire dal pantano!!</p>
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		<title>Venga a prendere il caffè da noi&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2011 11:13:33 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Quinto_Orazio_Flacco]]></category>

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		<description><![CDATA[“EST MODUS IN REBUS” - C&#8217;è una misura in ogni cosa-  (Quinto Orazio Flacco) Dopo che, grazie alle nostre inchieste, si è diffusa la notizia dell&#8217;apertura, per il momento solo due pomeriggi la settimana, della mensa aziendale ,  per problemi di bilancio (e di bilancia!) riservata al momento solo a pochi intimi, nel palazzaccio cittadino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"></h2>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">“EST MODUS IN REBUS” </span></h2>
<p style="text-align: center;">- <strong>C&#8217;è una misura in ogni cosa</strong>-  (Quinto Orazio Flacco)</p>
<p>Dopo che, grazie alle nostre inchieste, si è diffusa la notizia dell&#8217;apertura, per il momento solo due pomeriggi la settimana, della <strong>mensa aziendale</strong> ,  per problemi di bilancio (e di bilancia!) riservata al momento solo a pochi intimi, nel palazzaccio cittadino si odono già squilli di protesta da parte dei troppo numerosi dipendenti esclusi.  Infatti, dopo aver saputo della distribuzione dei buoni pasto esclusivamente a pochi eletti, qualcuno dei colleghi non l&#8217;ha mandata a dire e ha provveduto, con veri e propri “tazebao” affissi nei corridoi, a manifestare tutto il proprio disappunto.</p>
<p>In effetti il “<em><strong>sancta sanctorum</strong></em>” non è particolarmente spazioso e tale da accogliere troppe persone, considerando anche che già alcune delle presenti sono di stazza alquanto sostenuta.  Ma la notizia che i pasti sono estremamente appetitosi, preparati da vere e proprie artiste dei fornelli, e che i contorni e i dolci non sono da meno, ha scatenato una vera e propria rincorsa ad entrare nelle grazie delle elette.</p>
<p>Tuttavia, pur sapendo che l&#8217;argomento è di quelli che interessano, abbiamo cose certamente più importanti da fare che occuparci a tempo pieno del refettorio di via Veneto  e continueremo a parlarne di tanto in tanto “<em>en passant</em>”.</p>
<p>Comunque avrete tutti notato come le citazioni latine abbondino nei nostri scritti, ma non sono, questi, puri esercizi di retorica bensì reminiscenze dei tempi del liceo, quando il latino lo insegnavano i laureati in lettere e non quelli in filosofia.</p>
<p>Il mio insegnante di lettere, ad esempio, era un severo professore che parlava in italiano colto, pensava in latino, esclamava in greco e bocciava in sardo. Era solito affermare che <strong>“<span style="color: #ff6600;"><em>Barba non facit philosophum</em></span>”</strong>, cioè a dire che non basta avere la barba per essere filosofi. In effetti anche dalle nostre parti ci sarebbe un barbuto con laurea in filosofia e, a questo proposito, il detto latino del professore calza a pennello.</p>
<p>Poco di filosofico c&#8217;è nel nostro <strong>Leo</strong> che ha più i caratteri sacerdotali acquisiti negli anni del seminario, come ebbe a dirci in una <strong>intervista</strong> <strong><a href="http://www.ilcantaro.com/politica/politica-locale/si-apra-la-prego/" target="_self">( 1 )</a> <a href="http://www.ilcantaro.com/politica/politica-locale/ora-puo-richiudersi/" target="_self">( 2 )</a></strong> di due anni fa.</p>
<p>A lui piace barcamenarsi ora di qua, ora di là, sempre alla ricerca della via di mezzo e chi, come noi, ha sudato sui grandi autori della Roma imperiale ricorderà bene il più grande di tutti, cioè <strong>Orazio</strong>, uno che ha influenzato la letteratura europea fino all&#8217;800. Proprio lui era il poeta della <strong><em>“mediocritas”</em></strong> (ovvero della via di mezzo) e della  <strong><em>“metriotes”</em></strong> (moderazione) anche se, come <strong>Leo</strong> per l&#8217;appunto, non disdegnava l&#8217;epicureismo e il buon vino!</p>
<p>A questo punto conviene che ci fermiamo qui, almeno per il momento, anche per evitare di diventare come il protagonista di una delle più belle satire del nostro <strong>Orazio</strong>, e cioè la IX del I libro intitolata <a href="http://www.antiqvitas.it/doc/doc.ora.sat1,9.htm" target="_blank"><strong>“<em>Il seccatore</em>”</strong></a>.</p>
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		<title>Profumi e sapori</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 10:19:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo avere per settimane informato, Urbi et Orbi, la cittadinanza e il circondario di come, grazie al suo caro “amico” Oppi, segretario regionale dell&#8217;UDC nonché Assessore regionale all&#8217;ambiente, stesse risolvendo il problema dell&#8217;oramai insopportabile tanfo proveniente dall&#8217;impianto di compostaggio di Coldianu che da mesi ammorba Ozieri, Leo si è andato a ficcare in un bel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo avere per settimane informato, Urbi et Orbi, la cittadinanza e il circondario di come, grazie al suo caro “amico” <strong>Oppi</strong>, segretario regionale dell&#8217;UDC nonché Assessore regionale all&#8217;ambiente, stesse risolvendo il problema dell&#8217;oramai insopportabile tanfo proveniente dall&#8217;impianto di compostaggio di <strong>Coldianu </strong>che da mesi ammorba <strong>Ozieri</strong>, <strong>Leo </strong>si è andato a ficcare in un bel pasticcio politico, risultato del suo continuo barcamenarsi ora di qua e ora di là.</p>
<p>Non potendosela più prendere con il suo caro <strong>Oppi </strong>si è dovuto cercare altri responsabili, ma stavolta fra le fila dei suoi amici, nel mentre che <strong>Ozieri</strong> è sempre più spesso attraversata, sia nelle principali vie del centro da camion che trasportano la spazzatura di altri comuni, che nella direttissima aerea “Olbia-Ozieri” da stormi di gabbiani che provengono giornalmente dalla costa gallurese e che vanno a fare colazione, pranzo, merenda e perfino cena, giorni festivi compresi, allo stesso impianto di smaltimento dell&#8217;umido!</p>
<p>La sparata contro l&#8217;<strong>Amministrazione provinciale</strong> sulla stampa di alcuni giorni fa, infatti, rappresenta un tentativo, neppure troppo velato, di scaricare le colpe della sua totale incapacità a gestire le cose dell&#8217;amministrazione comunale che vadano oltre la sistemazione di qualche amico o parente e mostrando, a pochi mesi dalla fine della legislatura, una nervosismo inaspettato che la dice lunga sulla sicurezza di una eventuale riconferma.</p>
<p>Intanto, proseguono anche nel palazzo municipale, le riunioni al vertice che, dati i pressanti impegni di <strong>Leo</strong> vengono talvolta presiedute dalla <strong><em>segretaria di staff</em></strong>, con briefing che si tengono solitamente il martedì e giovedì pomeriggio al piano terra in fondo al corridoio, a destra.</p>
<p>Proprio lì, fra uno scaffale e l&#8217;altro si decidono le sorti dei dipendenti comunali in particolare e la strategia politica della sinistra di lotta e di selezione pubblica in generale. Chi porta un vassoio già bello e pronto di &#8220;<em>angelotti</em>&#8220;  al sugo, chi gnocchetti della casa o, nella brutta stagione polenta al ragù, chi qualche dolcetto locale&#8230; Insomma si fa quel che si può. Una vera e propria mensa aziendale, a dirla tutta, anche se riservata ai pochi eletti che hanno accesso alle sacre stanze dello staff municipale, mensa nella quale fa di tanto in tanto capolino anche qualche “pezzo grosso” del primo piano.</p>
<p>E così, in attesa degli eventi, prosegue sempre più affannosamente la parabola di chi, dopo aver promesso di far risorgere <strong>Ozieri</strong>, si ritrova alla vigilia della celebrazione delle esequie politiche di una legislatura che, fra balli, feste, concerti e rotonde, un risultato almeno lo ha raggiunto: quello del cambiamento.</p>
<p><strong>Si, ma dell&#8217;aria!!</strong></p>
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		<title>Chilivani, bel suol d&#8217;amore&#8230;..</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 16:18:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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		<description><![CDATA[Già un secolo fa alcuni noti “pacifisti” di inizio secolo si erano opposti alla decisione dell&#8217;allora governo Giolitti nella guerra che il regno d&#8217;Italia aveva dichiarato alla Turchia, a quei tempi padrona del nord Africa. Si chiamavano Pietro Nenni e Benito Mussolini, socialisti. «È brigantaggio internazionale, un diversivo per distrarre il Paese dal porsi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Già un secolo fa alcuni noti “pacifisti” di inizio secolo si erano opposti alla decisione dell&#8217;allora governo <strong>Giolitti</strong> nella guerra che il regno d&#8217;Italia aveva dichiarato alla Turchia, a quei tempi padrona del nord Africa. Si chiamavano Pietro <strong>Nenni </strong>e Benito <strong>Mussolini</strong>, socialisti.</p>
<blockquote><p>«<span style="color: #ff0000;"><strong>È brigantaggio internazionale, un diversivo per distrarre il Paese dal porsi e risolvere i suoi complessi problemi interni</strong></span>»,</p></blockquote>
<p>scrissero. Vennero arrestati l’anno successivo, nel 1912, mentre manifestavano contro la guerra e urlavano senza riguardo:</p>
<blockquote><p>«<span style="color: #ff0000;"><strong>La bandiera tricolore è uno straccio da piantare su un mucchio di letame</strong></span>».</p></blockquote>
<p>Cento anni dopo il lessico ufficiale patriottico corregge il termine <strong>guerra</strong> con «<span style="color: #3366ff;"><strong>un’azione autorizzata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite</strong></span>» (Giorgio Napolitano).</p>
<p>Di sicuro la guerra a <strong>Gheddafi</strong> oltre a regalare  alla Francia e ai suoi amici gli affari e all&#8217;Italia  i clandestini , un risultato importante per noi lo ha raggiunto, e cioè quello di riportare in auge la sempre più desertica Piana detta anche <em><strong>Campo di Ozieri</strong></em>.</p>
<p>E così, a cento anni di distanza dalle proteste del pacifista zio Benito, il sogno dell&#8217;amico Antonio <strong>Attili</strong> che, da parlamentare, riuscì a far finanziare il <em><strong>Centro Intermodale di Chilivani</strong></em>, si avvera: il Centro infatti apre finalmente le porte!</p>
<p>Naturalmente non ai vagoni carichi di merce da trasportare poi sul continente ma bensì carichi di altra mercanzia, e cioè quella di alcune centinaia di <strong>immigrati clandestin</strong>i provenienti dalla Tunisia che, da Lampedusa vengono distribuiti qua e là per la penisola, isole comprese.</p>
<p>Una fine ingloriosa, a dirla tutta, per la struttura che avrebbe dovuto rilanciare, secondo l&#8217;attuale leader locale di <strong>SEL</strong>, l&#8217;economia della nostra zona e che da allora, dopo lo strombazzamento della seconda metà degli anni  &#8217;90, aveva fatto perdere le sue tracce.</p>
<p>Niente vagoni, niente merci, tutto a puttane per dirla chiara, la solita cattedrale nel deserto della Piana dove, fra campi abbandonati, zone “industriali” deserte, treni che passano con il contagocce, carcasse di pneumatici nelle cunette è ora in arrivo la novità partorita dal governo, pressato da un solidarismo d&#8217;accatto che predica accoglienza a tutti i costi, facendo arrivare dal nord Africa torme di sfaccendati con l&#8217;iPad.</p>
<p>Non si capisce certamente come mai dalla <strong>Tunisia</strong>, per dirne una, dove poche settimane fa è stato costretto all&#8217;esilio <strong>Ben Alì</strong> e quindi, ci avevano detto, era tornata la democrazia, possano arrivare perseguitati politici.</p>
<p>Di sicuro è questa una occasione storica per la nostra <strong>Bice</strong>, alla quale piace tanto occuparsi di politiche giovanili, e per il suo collega <strong>Penna Bianca</strong> esperto in opere caritatevoli, di mostrare ai concittadini cosa vuol dire non solo predicare il solidarismo, ma anche metterlo in pratica.</p>
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		<title>LEO si affanna (e si affumica)</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 17:15:38 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica Locale]]></category>
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		<description><![CDATA[Fra un pacchetto di MS e l&#8217;altro Leo si ingegna ad allargare la sua variopinta maggioranza. I boatos comunali assicurano che, fra pochi mesi, si farà da parte e lancerà la candidatura alla sua successione, per la precisione quella dell&#8217;attuale assessore alla cultura Antonio Arca che, da tempo immemore oramai, smania per prenderne il posto. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fra un pacchetto di MS e l&#8217;altro <strong>Leo</strong> si ingegna ad allargare la sua variopinta maggioranza. I boatos comunali assicurano che, fra pochi mesi, si farà da parte e lancerà la candidatura alla sua successione, per la precisione quella dell&#8217;attuale assessore alla cultura Antonio <strong>Arca </strong>che, da tempo immemore oramai, smania per prenderne il posto.</p>
<p>In realtà <strong>Leo</strong>, da buon parac&#8230;<em>adutista</em>, non ha alcuna intenzione di mollare proprio adesso, troppi sono gli interessi (politici naturalmente!) che dovrebbe lasciare in sospeso… E quale migliore tattica che lanciare con otto mesi di anticipo una candidatura alternativa, lasciando poi che siano i suoi amici a farne strame, dato che anche il centralinista del comune sa che sul povero <strong>Arca</strong> si alzerà, a tempo debito, una insormontabile barriera di “niet” degli amici dello stesso <strong>Leo</strong>.</p>
<p>Intanto, mentre al pianterreno comunale la segretaria particolare riceve tutti i giorni i fedelissimi e, con contorno di caffè e pasticcini discute, oltre che dei suoi nuovi ed aggiuntivi emolumenti, anche di promozioni ed assunzioni da sottoporre poi al comandante in capo, <strong>Leo</strong> si attrezza e fra un pacchetto e l&#8217;altro decide di dare il contentino di fine legislatura ad alcuni dei trombati del 2007. Quindi via con le dimissioni degli assessori dal consiglio comunale, non senza qualche mal di pancia naturalmente, e largo alle nuove leve da quattro anni in spasmodica attesa. Arriverà così nuova linfa ad un gruppo di maggioranza del quale dalla scorsa estate si erano perse le tracce.</p>
<p>Zitto <strong>Carmelino</strong>, troppo impegnato a far dimenticare agli ozieresi di essere il marito dell&#8217;assessora, zittissimo <strong>il Cognato</strong> presidente completamente immerso nel ruolo istituzionale che, conoscendolo, gli calza alla perfezione, silenzio di tomba da parte del <strong>muto di Putifigari</strong>, del consigliere <strong>“slot machine”</strong> e della <strong>massaia consiliare</strong>,  non pervenuto<strong> Michelino</strong> “semprinpiedi”, silenzio di tomba (è proprio il caso di dirlo) del <strong>marmista della rotonda</strong>, l&#8217;unico a dare segni di vita sulla stampa, ma sempre accompagnato dalla foto di ordinanza (non sia mai che qualcuno non lo riconosca), è il consigliere, già assessore “in pectore”<strong>,  Boccitta </strong>(che qualche giorno fa ci ha gentilmente rilasciato una lunga intervista ancora in fase di sbobinamento, e che sarà integralmente pubblicata sul nostro <strong><em>Blog</em></strong> <em></em> a giorni, senza censure di sorta!).</p>
<p>Dopo essere venuto a mancare il buon <strong>Tenerone</strong> il nostro non se l&#8217;è francamente sentita di prenderne il posto, e a questo proposito la cosa  è sembrata una buona idea sopratutto perché toglie le castagne dal fuoco al grande capo che la carta assessoriale se la vuole giocare in piena solitudine, per poter placare almeno in parte le crisi di astinenza di fine legislatura.</p>
<p>Nel frattempo nel campo nemico sono iniziate alla chetichella le grandi manovre per le elezioni che si terranno fra dodici mesi. <strong>Nannino </strong>inizia a farci più di un pensiero, vista anche l&#8217;aria che tira fra i nostri concittadini che ritengono non sia più possibile continuare a tenersi un sindaco che, anziché occuparsi di loro passa il tempo ad accendere e spegnere sigarette e, ma solo di tanto in tanto, ad assumere qualche lontano parente!</p>
<p>Di certo sarà in bella compagnia, anche perché dalle parti dello<strong> Scudo Crociato</strong> e dei <strong>Riformatori</strong> (de ghe?) in parecchi sono pronti a tendere il classico trappolone allo smaliziato pidiellino, che rischia così di rimanere con il classico pugno di mosche in mano!</p>
<p>Proprio per questo gli mandiamo un amichevole consiglio, che ci diede tanti anni fa un vecchio amico cinese che abita in una capanna di un piccolo paese nella regione dello “Sichuan” :</p>
<blockquote>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #ff00ff;"><strong>IL BUON CORRIDORE NON LASCIA ORME! </strong></span></p>
</blockquote>
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		<title>Pannelli solari e pannicelli caldi</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 13:10:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mentre gli ozieresi “festeggiavano” il Natale, il nostro Leo si vendeva la farmacia comunale con un bel ribasso del 10%. E così, fra una assunzione e l&#8217;altra i nostri sinistri amministratori sottraggono fior di quattrini agli ozieresi per poter continuare nella pazza gioia e nelle pazze spese. Prendiamo il nostro amato comune di Ozieri dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre gli ozieresi “festeggiavano” il Natale, il nostro <strong>Leo</strong> si vendeva la<strong> farmacia comunale</strong> con un bel ribasso del 10%. E così, fra una assunzione e l&#8217;altra i nostri sinistri amministratori sottraggono fior di quattrini agli ozieresi per poter continuare nella pazza gioia e nelle pazze spese.</p>
<p>Prendiamo il nostro amato comune di <strong>Ozieri </strong>dove noi viviamo, dove <strong>Leo</strong> quattro anni fa vinceva le elezioni e dove hanno recentemente deciso, lui insieme all&#8217;addetto stampa del comune <strong>Gigetto</strong>, che l&#8217;introito della vendita della<span style="color: #ff0000;"><strong> farmacia comunale di San Nicola</strong></span> dovrà essere utilizzato per installare <span style="color: #ff0000;"><strong>pannelli fotovoltaici</strong></span> sul tetto del Palazzetto dello Sport dello stesso quartiere, per il quale qualche anno fa erano stati stanziati, ma dai “nemici” della squadra di <strong>Cubetto</strong>, ben 700.000 mila euro! Questa somma il nostro <strong>Leo</strong> ha preferito utilizzarla per l&#8217;acquisto delle case diroccate delle FS a Chilivani.</p>
<p>Dopo un piccolo giro informativo abbiamo scoperto quello che, dalle parti del Comune, i più furbi sanno ma non dicono e cioè che, a parte la megaparcella di decine di migliaia di euro all&#8217;ingegnere che dovrebbe seguire tale impianto, con circa 800.000  euro si possono installare, forse, 133 Kw/h fotovoltaici, che in un anno potrebbero produrre 186.200 Kw/h (sempre che il brutto tempo che va avanti da due mesi non continui per altri due o tre) -quindi al costo di circa 6.000 euro per Kw installato-.  A questo punto il kilowattora viene acquistato dal <strong>GSE</strong> (<em>Gestore Servizi Elettrici</em>)  che rimborsa 0,40 euro per  Kw prodotto e quindi si ricaverebbero in un anno 74.480 euro. Inoltre l&#8217;energia prodotta si venderebbe all&#8217;ENEL, che la pagherebbe 0.10 euro per Kw ottenendo ulteriori 18.620 euro, per un totale di 93.100 euro di ricavi.</p>
<p>Al passivo ci sarebbero le tasse varie e la manutenzione alquanto costosa, oltre naturalmente al rischio di perdita dell&#8217;impianto  ed all&#8217;aleatorietà degli incentivi statali e regionali che, in prospettiva, potrebbero diminuire o venire a mancare del tutto, e come corollario occorre anche considerare i mancati introiti derivanti dalla perdita della farmacia, destinata con ogni probabilità a rivalutarsi come capitale e come reddito. Viceversa tra 20 anni l’impianto fotovoltaico non varrebbe più nulla e sarebbe da ricostruire.</p>
<p>Oltretutto esistono soluzioni finanziarie per cui il fotovoltaico potrebbe essere realizzato a costo zero da terzi e retrocesso al Comune, dopo il congruo periodo di rimborso (dai 10 ai 14 anni), per l’utilizzo degli ultimi anni.</p>
<p>A questo punto viene da pensare chi potrebbe essere così pazzo da investire oggi 800.000 euro in fotovoltaico sul tetto del fu palazzetto dello sport di San Nicola con la prospettiva di recuperare (forse solo recuperare) le spese fra 15 o 20 anni considerato che, fra 20 anni, <strong>Leo &amp; Company</strong> saranno entrambi abbondantemente fuori dal palazzo comunale?</p>
<p>Senza contare le costosissime spese di manutenzione di tali impianti e le spese per i riti propiziatori che dovranno essere celebrati per evitare che qualche grandinata non demolisca tutto.</p>
<p>É chiaro che, se si fosse trattato di quattrini privati, col cavolo che ce li avrebbero messi ma trattandosi di soldi degli ozieresi la cosa assume un aspetto diverso. Viene da chiedersi se c&#8217;è qualcuno, dalle nostre parti, disposto ad investire soldi propri per recuperarli (forse) fra 20 anni. Infatti non ne investe nessuno poiché si tratta sempre di quattrini di finanziamenti pubblici regionali o statali o, appunto, ricavati dalle vendite delle farmacie comunali!</p>
<p>Ad Ozieri ci sono scuole fatiscenti, palestre fatiscenti, strade fatiscenti, nelle scuole medie di San Gavino non riescono a completare i bagni degli alunni, tutto fatiscente insomma ma, il nostro<strong> Leo</strong> ha deciso di piazzare pannelli fotovoltaici sul tetto dell&#8217;ex Palazzetto dello Sport di San Nicola che non ha voluto completare, perché doveva regalare i soldi del mutuo a suo tempo contratto per completarlo, alle FS per l&#8217;acquisto di case,  fatiscenti anche esse, a Chilivani per mandarci ad abitare “le giovani coppie”, ed intanto incarica il suo nuovo addetto stampa Gigetto di spiegarci l&#8217;utilità dell&#8217;investimento.</p>
<p>Insomma, il business dei pannelli è arrivato anche dalle nostre parti, ma se di vero affare si tratta lo sapremo se e quando, anche i nostri eroi comunali decideranno di metterci un po’ dei loro risparmi, con la prospettiva di recuperarli si intende, magari fra 20 anni!</p>
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		<title>Comune al verde</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 17:32:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da oltre due anni “Il Cantaro” andava scrivendo che l&#8217;allegra gestione dei conti comunali di Leo &#38; C.  avrebbe portato il Comune ozierese sull&#8217;orlo del precipizio finanziario e, ahinoi, non ci eravamo sbagliati.  Le notizie che arrivano dal fronte del palazzaccio di via Veneto, infatti, sono di quelle da fine impero. Che ci fosse un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da oltre due anni <strong><em>“Il Cantaro”</em></strong> andava scrivendo che l&#8217;allegra gestione dei conti comunali di <strong>Leo</strong> &amp; C.  avrebbe portato il Comune ozierese sull&#8217;orlo del precipizio finanziario e, ahinoi, non ci eravamo sbagliati.  Le notizie che arrivano dal fronte del palazzaccio di via Veneto, infatti, sono di quelle da fine impero.</p>
<p>Che ci fosse un bel buco nel bilancio comunale, frutto di oltre tre anni di malaccorta gestione finanziaria lo si sapeva dalla scorsa estate, portando di fatto allo sforamento del Patto di Stabilità per i primi sei mesi dell&#8217;anno in corso, certificato anche dalla decisione con la quale, all&#8217;improvviso, i nostri amministratori hanno recentemente deciso di <span style="text-decoration: underline;">mettere in vendita la farmacia comunale</span>, unico pezzo pregiato rimasto e unico a dare una rendita sicura alle esauste casse cittadine.</p>
<p>Di fatto un estremo tentativo di tappare la voragine finanziaria prima della fine dell&#8217;anno quando, con l&#8217;assestamento di bilancio, il mancato rispetto del suddetto patto rischierebbe di costringere il nostro amato <strong>Leo</strong> a chiudere bottega e consegnare, insieme alle chiavi del comune, anche quelle della berlina grigia da quasi quattro anni nelle sue disponibilità!</p>
<p>In effetti tutto sembra andare storto, almeno dal punto di vista finanziario, agli amici comunali.</p>
<p>L&#8217;<strong>asta per la farmacia</strong> è andata deserta e viene ora ribandita, con relativo ribasso e rischiose perdite di tempo, l&#8217;<strong>ex caserma dei carabinieri </strong>non si riesce a rifilarla a nessuno, gli amici della <strong>ASL</strong> mollano gli <strong>uffici del Distretto</strong> in via Veneto risparmiando un bel gruzzolo di affitto ma facendolo mancare al Comune e, come non bastasse, la segretaria particolare pare abbia deciso di “citare” il suo datore di lavoro cioè il Comune, cioè a dire il nostro Leo, poiché si vocifera (ma sono solo supposizioni di palazzo) che il sudato stipendio più l&#8217;aggiunta di 8.000 euro (netti) generosamente concessole dal fratellino e di cui avevamo dato notizia qualche tempo fa, non siano adeguati alla mole di lavoro ed all&#8217;impegno da lei profuso giornalmente nei corridoi e nella caffetteria del municipio.</p>
<p>A questo punto, fatti due conti, i nostri si sono accorti che solo la vendita dell&#8217;ultimo gioiello di famiglia, la farmacia comunale di San Nicola, avrebbe consentito di pagare i conticini delle feste cittadine, salvare la baracca finanziaria sempre più tremolante e, perché no, magari con i resti, ci potrebbero “uscire” anche alcuni pannelli di fotovoltaico!</p>
<p>A pensar male si sa che si fa peccato ma, come diceva il gobbo di San Lorenzo in Lucina, qualche volta si azzecca!!</p>
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		<title>2 a 0 e Pala in centro</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 08:56:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci sono volute ben otto settimane per nominare il “nuovo” assessore comunale alla Cultura in sostituzione dello Smilzo, approdato alla corte dei miracoli della presidentessa provinciale (che Dio l&#8217;abbia in gloria per avercelo portato via!). In effetti non era facile trovare un nome all&#8217;altezza del predecessore, uno che racchiudesse in se tutte le qualità che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono volute ben otto settimane per nominare il “nuovo” assessore comunale alla Cultura in sostituzione dello <strong>Smilzo</strong>, approdato alla corte dei miracoli della presidentessa provinciale (che Dio l&#8217;abbia in gloria per avercelo portato via!). In effetti non era facile trovare un nome all&#8217;altezza del predecessore, uno che racchiudesse in se tutte le qualità che <strong>Lo Smilzo</strong> ha mostrato in questi tre anni e mezzo ma, con un colpo di genio dei suoi anche questa volta <strong>Leo</strong> è riuscito a stupirci.</p>
<p>Un vero e proprio capolavoro politico, si dice dalle parti del palazzaccio comunale, anzi un vero e proprio puzzle risolto non senza difficoltà dal nostro Leo che, dopo aver attentamente riflettuto ha deciso, con buona pace dei malpancisti della maggioranza, che non hanno certo digerito, di buon grado, la soluzione.</p>
<p>In effetti spostare l&#8217;eterno indeciso della politica locale <strong>Arca</strong> dalla presidenza del Consiglio comunale all&#8217;assessorato alla Cultura non era facile ma sicuramente ha influito, sulla disponibilità dell&#8217;oramai ex presidente, la triplicazione dell&#8217;indennità di carica, dato che fra la presidenza e l&#8217;assessorato ci sono circa 800 euro.</p>
<p>Ma il colpo da maestro è stato quello di chiudere finalmente la parentopoli spostando il “super moderato” cognato <strong>Pala</strong>, una sorta di &#8220;Tulliani in salsa ozierese&#8221;, alla presidenza del Consiglio, che aveva sicuramente bisogno di una ventata di moderazione.</p>
<p>Ebbene, chi più dell&#8217;ex capogruppo, cognato della segretaria particolare, che sarebbe la sorella del cognato del neo presidente, che a sua volta è cugino del presidente dell&#8217;Istituzione comunale, a sua volta imparentato con il progettista della baracca di piazza Garibaldi, a sua volta (uffaaa!!) imparentato con il cognato del nuovo presidente del Consiglio comunale, che a sua volta è fratello della segretaria particolare, che sarebbe anche parente alla lontana del nuovo assessore alla Cultura, racchiudeva in se le qualità politiche per tenere, con piglio istituzionale, le redini della presidenza consiliare?</p>
<p>Insomma, un vero e proprio ambaradan familiare brillantemente risolto dal nostro <strong>Leo</strong> che, in tutta la parentopoli comunale sembrava non raccappezzarcisi più. A questo punto il cerchio sembra essere definitivamente chiuso anche se voci di corridoio ci dicono che, per poter completare il puzzle comunale, manca ancora un tassello: la farmacia di San Nicola!</p>
<p><em><strong>“Cicero pro domo sua”</strong></em> si sarebbe detto a Trastevere, non più di duemila anni fa!</p>
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		<title>La banda del buco</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 16:09:19 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Boccitta]]></category>
		<category><![CDATA[Leo. lo_Smilzo]]></category>
		<category><![CDATA[Ozieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Da tempo il nostro BLOG aveva ampiamente previsto il clamoroso buco del bilancio comunale che si andava sempre più ampliando. Lo avevamo detto in tempi non sospetti ed ora tale situazione viene addirittura certificata da Leo e dalla sua sinistra amministrazione con una bella delibera di giunta. Un grossolano deficit che, nei soli primi sei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da tempo il nostro BLOG aveva ampiamente previsto il clamoroso <strong>buco del bilancio comunale</strong> che si andava sempre più ampliando. Lo avevamo detto in tempi non sospetti ed ora tale situazione viene addirittura certificata da <strong>Leo</strong> e dalla sua sinistra amministrazione con una bella delibera di giunta.</p>
<p>Un grossolano deficit che, nei soli primi sei mesi del 2010 si avvicina al milione di euro e che, sommato ai mancati trasferimenti statali ai comuni come il nostro che non rispettano il patto di stabilità, sfiora i due milioni. Un patatrac finanziario senza precedenti, figlio di una gestione dei conti comunali totalmente scriteriata, che di fatto impedisce ai nostri amici qualunque spesa  che vada oltre il semplice pagamento degli stipendi, pena il commissariamento del comune.</p>
<p>E così <strong>Leo</strong> ha sempre più la faccia del cane bastonato, a dire il vero anche a causa della rissa in maggioranza sul nome del nuovo assessore che dovrebbe prendere il posto dello <strong>Smilzo</strong>, e che voci di corridoio ci assicurano non sarà <strong>Boccitta</strong>.</p>
<p>In realtà la nomina era già fatta, così almeno andava dicendo da giorni la<strong><em> </em></strong><strong><em>segretaria dello staff</em></strong> nel suo salotto al primo piano, e cioè che sarebbe stato il <strong><em>cognatino ozierese</em></strong> ma, complici anche le polemiche monegasche sui cognati che hanno occupato le prime pagine dei giornali nazionali per settimane, qualcuno deve aver consigliato prudenza e piedi di piombo al nostro <strong>Leo</strong>, pena  ricadere nel tritacarne della parentopoli.</p>
<p>In effetti, dopo le sorelle, le mogli, i cugini, i figli dei cugini e persino i vicini di casa, dalle parti del palazzaccio comunale devono aver capito che non era il caso di insistere troppo con i parenti e affini.</p>
<p>A questo punto non resta che aspettare le novità che scaturiranno dai continui conclavi che ogni sera si tengono in municipio, e nel frattempo consolarsi con la sagra del marmista, costata quest&#8217;anno la modica cifra di circa 51.000 euro e nella quale, ne siamo certi, non potrà mancare la gruviera, con i buchi naturalmente!</p>
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		<title>Il grande rientro</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 17:46:46 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Boccitta]]></category>
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		<description><![CDATA[In attesa del ritorno dalle meritate ferie del nostro amato Leo e del grosso delle truppe comunali sparse quà e là nei lidi isolani, a tenere banco in sede locale ci ha pensato bene quello che oramai può, a ben diritto, essere considerato il cavalier servente municipale, da tutti meglio conosciuto come il marito dell’assessora. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In attesa del ritorno dalle meritate ferie del nostro amato <strong>Leo </strong>e del grosso delle truppe comunali sparse quà e là nei lidi isolani, a tenere banco in sede locale ci ha pensato bene quello che oramai può, a ben diritto, essere considerato il cavalier servente municipale, da tutti meglio conosciuto come il marito dell’assessora.</p>
<p>Non accennano a placarsi, infatti, le polemiche sulla <strong><em>parentopoli comunale </em></strong>che, innescate dalla rediviva opposizione, ormai hanno imboccato la discesa e vanno sempre più acquistando velocità e dimensioni, in questo facilitate anche da alcuni componenti della stessa maggioranza che avrebbero al contrario interesse a fare quello che, ad Ansedonia, fa<strong> Fini</strong> insieme al suo clan familiare, e cioè stare un pò zitti e lasciar decantare le torbide acque politiche cittadine, senza con questo voler dare consigli non richiesti, anche perché dalle parti del <strong>PdL</strong> locale non la prenderebbero bene!</p>
<p>In effetti le varie vicende, a livello nazionale quella relativa ai furbetti del clan finiano, e a livello locale quella dei furbetti del clan comunale, sembrano interessare non poco i nostri concittadini, al mare o meno che siano, ed appaiono alquanto sovrapponibili, almeno nelle parti che riguardano la componente relativa alla parentopoli.</p>
<p>Lungi da noi di identificare <strong>Leo</strong> con<strong> Fini</strong>, fra i quali le differenze non sono di poco conto, anche se alcune somiglianze balzano effettivamente all’occhio.</p>
<p>Infatti, a ben guardare <strong>Leo</strong> è basso e <strong>Fini</strong> alto;<strong> Leo</strong> fuma e<strong> Fini</strong> ha smesso;<strong> Leo </strong>utilizza la macchina (non solo nel senso di automobile) comunale mentre <strong>Fini</strong> quella del Parlamento e, sempre in tema di automobili, quella di <strong>Leo</strong> è grigia e senza autista, quella di <strong>Fini</strong> blu e con autista.</p>
<p>E’ anche vero che entrambi amano i liquidi, ma di differente gradazione e colore. Se infatti il presidente della Camera ama fare lunghe immersioni marine, il nostro Leo preferisce le tinozze, ma le differenze sembrerebbero fermarsi quì.</p>
<p>Le analogie, al contrario, sono senz’altro più numerose, se solo si pensi che entrambi hanno studiato pedagogia senza mai aver lavorato (anche se il nostro aveva  recentemente affermato di aver fatto il supplente per 15 giorni alle medie di Nughedu). Sono entrambi degli inguaribili <strong><em>p&#8230;&#8230;li</em></strong> ed entrambi hanno a cuore le sorti della parentela. Tutti e due hanno rotto con il partito, <strong>Fini</strong> recentemente e <strong>Leo </strong>alcuni anni fa, e tutti e due hanno rotto i maroni ai rispettivi elettorati.</p>
<p>Inoltre a <strong>Leo </strong>piace fondare Istituzioni, a <strong>Fini </strong>istituire Fondazioni, e via dicendo!</p>
<p>Insomma, non vogliamo annoiarvi, credeteci, ma mostrare anche a voi amici e lettori di come un sottile e quasi invisibile filo unisca il palazzaccio comunale di Ozieri con il palazzo di Montecitorio.</p>
<p>A questo punto non resta che aspettare Settembre, quando inizieranno le grandi manovre politiche locali e nazionali. Allora si spera, sia ad <strong>Ozieri</strong> che a <strong>Roma</strong>, che  alcuni grandi misteri vengano svelati al pubblico. Sapremo finalmente chi si cela dietro le due società off-shore dei Caraibi di cui tanto si parla sulla stampa nazionale, e che hanno acquistato l’ormai famoso appartamento di Montecarlo lasciato in eredità ad AN e finito nelle mani del cognato dell&#8217;ex leader e, per rimanere dalle nostre parti,  sapremo anche chi sarà il successore dello <strong>Smilzo</strong>.</p>
<p>Voci di corridoio dicono che dovrebbe essere <span style="text-decoration: underline;">uno dei più “svegli ed impegnati” consiglieri comunali</span>, ma potrebbe anche trattarsi solo di affermazioni di pura <strong>fantasia</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda l’altra vicenda che per la quarta estate consecutiva ci appassiona tutti, destra, sinistra e centro indistintamente, e cioè se <strong>Boccitta </strong>riuscirà finalmente a prendere il posto di <strong>Tenerone</strong> in giunta, come dicono  alcuni “<em>boatos</em>” di piazza, abbiamo l’impressione, almeno per il momento, che sarà più facile schiodare<strong> Fini</strong> dalla poltrona di Montecitorio!</p>
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