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	<title>Il Cantaro &#187; Cultura</title>
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		<title>Miopia</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 12:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Alexis_de_Tocqueville]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; “Credo che la forma di oppressione da cui sono minacciati i popoli democratici non rassomiglierà a quelle che le hanno precedute nel mondo. Le antiche parole, dispotismo e tirannide non le convengono affatto. La cosa è nuova, bisogna tentare di definirla poiché non è possibile indicarla con un nome… Al di sopra degli uomini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;"><strong>“Credo che la forma di oppressione da cui sono minacciati i popoli democratici non rassomiglierà a quelle che le hanno precedute nel mondo. Le antiche parole, dispotismo e tirannide non le convengono affatto. </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;"><strong>La cosa è nuova, bisogna tentare di definirla poiché non è possibile indicarla con un nome… <span style="color: #0000ff;">Al di sopra degli uomini si eleva un potere immenso e tutelare … è assoluto e particolareggiato, regolare, previdente e mite. Lavora volentieri al loro benessere ma vuole essere l’unico agente e regolatore. </span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;"><strong>Così ogni giorno esso rende meno necessario e più raro l’uso del libero arbitrio, restringe l’azione della volontà in un più piccolo spazio e toglie a poco a poco ad ogni cittadino persino l’uso di se stesso. Così dopo aver preso volta a volta nelle mani sue potenti ogni individuo ed averlo plasmato a suo modo, il “sovrano” estende il suo braccio sull’intera società; ne copre la superficie con una rete di piccole regole complicate, minuziose ed uniformi, attraverso le quali anche gli spiriti più originali e vigorosi non saprebbero come mettersi in luce e sollevarsi sopra la massa: esso non spezza le volontà, ma le infiacchisce; non distrugge, ma impedisce di creare; <span style="color: #0000ff;">non tiranneggia direttamente, ma ostacola, comprime, snerva, estingue, riducendo infine la nazione a non essere altro che una mandria di animali timidi ed industriosi della quale il governo è il pastore.</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;"><strong>Ho sempre creduto che questa servitù regolata e tranquilla possa combinarsi meglio di quanto si immagini con qualcuna delle <span style="color: #0000ff;">forme esteriori della libertà e che non sia impossibile che essa si stabilisca anche all’ombra della sovranità del popolo</span>”</strong></span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: right;">da <strong><em>La Democrazia in America </em></strong>(di Alexis de <strong>Tocqueville</strong><em>, 1805-1859)</em></p>
<h3 style="text-align: center;"><em><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">Ogni riferimento a quanto succede in Italia è puramente voluto.</span></span><br />
</em></h3>
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		<title>E pur si muove…</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 10:07:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Churchill]]></category>
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		<description><![CDATA[In questo nostro mondo tecnologico, dove la comunicazione è istantanea e universale, non c’è più tempo per fermarsi non dico a meditare, ma almeno a pensare. Il fiume in piena dell’immaginario collettivo ci travolge e ci trascina tutti nei gorghi del pensiero debole. Opporsi alla corrente e tentare di raggiungere la riva è difficile e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo nostro mondo tecnologico, dove la comunicazione è istantanea e universale, non c’è più tempo per fermarsi non dico a meditare, ma almeno a pensare. Il fiume in piena dell’immaginario collettivo ci travolge e ci trascina tutti nei gorghi del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pensiero_debole " target="_blank"><strong>pensiero debole</strong></a>.<br />
Opporsi alla corrente e tentare di raggiungere la riva è difficile e pericoloso, perché facendo (o dicendo o pensando) qualcosa di diverso o di originale si dimostra disprezzo verso lo sterminato “parco buoi” che galoppa a testa bassa e che, forte del numero, è arciconvinto d’essere nel giusto. Anche quando, in una nuvola di polvere, s’avventa verso un precipizio.</p>
<p>E’ il più grave difetto della <strong>regola democratica</strong>, dove a vincere e comandare sono i più, anche quando hanno torto, contro i meno che magari sono nel giusto.</p>
<p><span style="color: #3366ff;"><strong>“La democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte le altre”</strong></span> sosteneva <strong>Churchill</strong> ed aveva ragione e si può essere d’accordo, se il metodo si applica a questioni politiche e d’interesse generale, che toccano tutti i cittadini e sulle quali ognuno deve esprimere un parere. Ma <strong>ci sono questioni che non possono essere affrontate a colpi di maggioranza</strong> e anche Costituzioni che proclamano solennemente che <span style="color: #ff0000;"><strong>“la sovranità appartiene al popolo”</strong></span> le sottraggono al suo giudizio, evidentemente non fidandosi sino in fondo della sua saggezza.</p>
<p>Tutto ciò che riguarda argomenti “sensibili” è tabù ed è, per motivi facilmente intuibili, vietato:</p>
<blockquote><p><span style="color: #ff0000;"><strong>“Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.” </strong></span></p></blockquote>
<p>recita l’art. 75 della <strong>Costituzione Italiana</strong>.</p>
<p>Uguale schema logico-giuridico bisognerebbe adottare quando si tratti di argomenti scientifici o altamente tecnici, nei quali, con tutto il rispetto per il “popolo sovrano”, il dibattito dovrebbe essere interno alla comunità scientifica e condotto con argomentazioni di prove e controprove galileiane, sottratto quindi alle suggestioni demagogiche di maggioranze anche bulgare la cui opinione “nella fattispecie” conta meno di zero.</p>
<p>Se il giudizio popolare o della maggioranza avesse il sopravvento, la terra sarebbe ancora fissa al centro dell’Universo, con lo <strong><em>“jocondo sole”</em></strong> a girarle intorno, perché così la stragrande maggioranza dei contemporanei credeva e spergiurava contro <strong>Copernico</strong> e <strong>Galileo</strong>.</p>
<p>Dando ragione a <strong>Vico</strong>, la storia si ripete e lo stanno sperimentando Margherita <strong>Hack</strong>, assalita e costretta all’abiura dal “suo” popolo della sinistra e anche da buona parte del “nostro” popolo della destra per le sue opinioni fuori dal coro riguardo al <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/margherita-hack-no-al-nucleare-in-italia-ma-si-alla-ricerca-puntare-su-rinnovabili-e-solare/" target="_blank"><strong>nucleare</strong></a> e alle sue eventuali <a href="http://www.rosarossaonline.org/art/2011/03/21/nucleare-in-sardegna-margherita-hack-corregge-il-tiro_13217" target="_blank"><strong>dislocazioni</strong>, </a>e Umberto <strong>Veronesi </strong>che subisce lo stesso <a href="http://news.google.it/news/story?ncl=http://www.greenme.it/informarsi/ambiente/5217-veronesi-nucleare-uranio-impoverito&amp;hl=it&amp;geo=it" target="_blank">processo mediatico</a> secondo il rito dell’isteria collettiva per le sue affermazioni sull’<a href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/06/17/news/veronesi-a-cagliari-l-uranio-impoverito-non-fa-nulla-4454473" target="_self"><strong>uranio impoverito</strong></a>, di cui chi scrive confessa di non saper nulla ma che invece è materia di quotidiana masticazione per il grande pubblico che parla, discute e s’accalora sulle nanoparticelle con la stessa disinvoltura con la quale “decide” sulla formazione della Sampdoria o sulla “nomination” del Grande Fratello.</p>
<p>Se qualcosa si dovesse obiettare ai due esimi scienziati è caso mai che, <span style="text-decoration: underline;">anche loro, stanno pisciando fuori dal buco</span>, visto che si tratta di un astrofisico e di un oncologo e che meglio sarebbe se a discutere seriamente e a trarre conclusioni fossero specialisti di fisica nucleare.</p>
<p>Un tempo si diceva<em><strong>: </strong><strong>“Chentu concas, chentu berrittas”</strong></em>.</p>
<p>Oggi le cose si sono ulteriormente complicate, dacchè nascono gli <strong>agnelli con due teste…</strong></p>
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		<title>Il sacro ed il profano</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 15:54:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Centrale_Elettrica]]></category>
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		<description><![CDATA[L’attuale amministrazione comunale di Ozieri ha ereditato il magnifico salvataggio architettonico di tre immobili di gran pregio e valore storico, destinati in antico a Convento delle Clarisse, Seminario Vescovile e Centrale Elettrica. Dopo il loro recupero, costato qualche milione, la loro destinazione, quasi d’obbligo, non poteva che essere collocata in ambito culturale e così è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’attuale amministrazione comunale di <strong>Ozieri </strong>ha ereditato il magnifico salvataggio architettonico di tre immobili di gran pregio e valore storico, destinati in antico a <strong>Convento delle Clarisse</strong>, <strong>Seminario Vescovile</strong> e <strong>Centrale Elettrica</strong>.</p>
<p>Dopo il loro recupero, costato qualche milione, la loro destinazione, quasi d’obbligo, non poteva che essere collocata in ambito culturale e così è stato, ospitando il primo il <strong>Civico Museo Archeologico</strong> e il terzo, d’ora in avanti, una<strong> Pinacoteca</strong> permanente per le opere di Giuseppe <strong>Altana</strong> e saltuaria per altri artisti.</p>
<p>Resta invece nel limbo il destino del <strong>SeminarioVescovile</strong>, destinato, nelle intenzioni e nei finanziamenti ottenuti e spesi, a diventare un <a href="http://www.ilcantaro.com/politica/politica-locale/oggetti-smarriti/" target="_blank"><strong>Museo dell’Arte Sacra</strong></a> che ospitasse i molti tesori custoditi, forse troppo gelosamente, in tante sacrestie della diocesi.</p>
<p>Gli sforzi e le cure dell’<a href="http://www.comune.ozieri.ss.it/index.php?pagina=visualizza&amp;id=460" target="_blank"><strong>assessorato alla cultura</strong> ed al <strong>bilancio</strong></a>, concentrati su complessi già avviati, finora non hanno prodotto altro che ragnatele nel vecchio Seminario nel cuore della cittadina. Rifacimento dei tetti, delle facciate, degli interni, allestimento delle strutture espositive, sistemi d’allarme ma tutto inutilmente speso. Manca il meglio, il prezioso materiale espositivo e la decisione gestionale.</p>
<p>Ufficialmente l’argomento è tabù, perché potrebbe urtare la suscettibilità curiale e nessuno ha il coraggio d’affrontare in un colloquio “franco e aperto” (come si dice quando diplomaticamente ci si scambiano botte da orbi) le obiezioni arzigogolate dei monsignori.<br />
<em><strong> </strong></em></p>
<p><em><strong>Usque tandem?</strong></em></p>
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		<title>Terra!!!! Terra!!! Sottoterra!!!</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 16:42:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Estiamo in Piazza]]></category>
		<category><![CDATA[Ozieri]]></category>
		<category><![CDATA[Terre_Sonore]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’ambito della rassegna estiva di attività ludiche e culturali &#8220;ESTIAMO in PIAZZA&#8221;, utili a distrarre il “popolo” dalle preoccupazioni quotidiane e dalla calura estiva (entrambe opere di misericordia corporale per le quali si otterrà indulgenza se non plenaria almeno parziale) organizzati da un quarto di secolo dal Comune di Ozieri, da tre anni è inserito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Nell’ambito della rassegna estiva di attività ludiche e culturali<span style="color: #3366ff;"><strong><em> &#8220;ESTIAMO in PIAZZA&#8221;</em></strong></span>, utili a distrarre il “popolo” dalle preoccupazioni quotidiane e dalla calura estiva (entrambe opere di misericordia corporale per le quali si otterrà indulgenza se non plenaria almeno parziale) organizzati da un quarto di secolo dal Comune di<strong> Ozieri</strong>, da tre anni è inserito un collage di esibizioni di alto livello a carattere internazionale chiamata <span style="color: #3366ff;"><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>“Terre Sonore”</strong></em></span></span>.</p>
<p>Il costo di questa manifestazione “di punta” è sempre stato oggetto di critiche e mugugni, ma rischia ora di diventare esplosivo.</p>
<p>Infatti il <strong>Comune</strong> è stato <a href="http://78.110.185.34/ozieri/de/at_p_dettaglio.php?ATPRSER=20927&amp;x=" target="_blank"><strong>chiamato in giudizio</strong></a> dalla ditta romana che –su suo incarico- aveva organizzato la prima manifestazione nel 2008 (ma non negli anni a seguire???) e che pretende di avere i <span style="text-decoration: underline;">diritti d’esclusiva sul marchio “Terre Sonore”</span> a suo dire registrato, ragion per cui, previa diffida di avvocati,</p>
<blockquote><p>“sempre a mezzo degli infrascritti legali incaricati, chiede in via provvisoria e salvo il diritto ad una diversa quantificazione, il <span style="color: #ff6600;"><strong>pagamento della somma di € <span style="text-decoration: underline;">300.000/00</span> a titolo di   risarcimento dei danni patiti e patiendi in relazione all’utilizzo del marchio “Terresonore” </strong></span>nella manifestazione organizzata dal Comune di Ozieri nei giorni 7, 8 e 9 agosto 2009;“</p></blockquote>
<p>Ovviamente il Comune resisterà in giudizio e tifiamo per la sua vittoria, anche perché è sufficiente una ricerca su <strong><em>Google</em></strong> per vedere che <strong>Terre Sonore</strong> ce ne sono molte, anzi, troppe.</p>
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		<title>E la fuggevol ora s&#8217;inebrii a voluttà.</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 15:53:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Ozieri]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro_De_Candia]]></category>

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		<description><![CDATA[Una notiziola apparsa su un bollettino di aste giudiziarie, dal quale mi tengo il più distante possibile per il carico occulto di dispiaceri e sacrifici che nasconde dietro il linguaggio glaciale della dura realtà e chiedendo scusa a chiunque si sentisse toccato, mi spinge a violare il rispetto per le vicende private, avendo essa una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una notiziola apparsa su un <span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://marchesud.astagiudiziaria.com/index.php?azione=beni&amp;id=263736" target="_blank">bollettino</a></strong></span> di aste giudiziarie, </span>dal quale mi tengo il più distante possibile per il carico occulto di dispiaceri e sacrifici che nasconde dietro il linguaggio glaciale della dura realtà e chiedendo scusa a chiunque si sentisse toccato, mi spinge a violare il rispetto per le vicende private, avendo essa una valenza pubblica, almeno per quanti hanno superato la barriera degli “anta” ma conservano buona memoria. E tanta nostalgia…</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Il Teatro “De Candia” è in vendita</strong></span>, dopo tante vicende che lo hanno visto nella sua prima età  custodire i sogni, le delusioni, gli amori e i tradimenti di tanti ozieresi e no.</p>
<p>Chissà quanti fantasmi in domino, in un polverone di coriandoli e stelle filanti, assisteranno in ansia, muti e invisibili, all’asta con una base di 1.427.200,00 euro, che forse sono tanti ma che non contano nulla per loro che conoscevano solo le lire, bevevano spuma, vino chinato e Coca Buton, tra il valzer e il fox-trot. E quante millanterie con le ballerine di rivista che anch’esse non navigavano nell’oro…</p>
<p>Impossibile resuscitare il passato ma se l’Amministrazione Comunale riuscisse a ridonarlo alla città, risparmiandogli il disfacimento definitivo o l’uso improprio (malgrado i vincoli della destinazione d’uso), anch’io, che di anni ne ho solo 29 anche se già compiuti, sarei contento, insieme a tanti altri.</p>
<p>Potrebbe essere l’opera meritoria che farebbe ricordare questa amministrazione.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff00ff;"><strong><em>Godiam, la tazza e il cantico<br />
la notte abbella e il riso;<br />
in questo paradiso<br />
ne scopra il nuovo dì.</em></strong></span></p>
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		<title>Accò che no…</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 17:54:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[esportazione_di_capitali]]></category>
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		<category><![CDATA[Unità_nazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche sotto la caldana ferragostana i quotidiani ho continuato a comprarli, alcuni per necessità (i necrologi e la cronaca locale) altri per abitudine “ideologica”, ma devo confessare che molti sono stati i dubbi sulla bontà dell’acquisto, avendone tratto l’utilità maggiore nell’usarli come scacciamosche. Qualche notizia interessante è anche affiorata, ma il clima vacanziero allenta le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche sotto la caldana ferragostana i quotidiani ho continuato a comprarli, alcuni per necessità (i necrologi e la cronaca locale) altri per abitudine “ideologica”, ma devo confessare che molti sono stati i dubbi sulla bontà dell’acquisto, avendone tratto l’utilità maggiore nell’usarli come scacciamosche.</p>
<p>Qualche notizia interessante è anche affiorata, ma il clima vacanziero allenta le capacità reattive: lo scoprire che ci sono migliaia di italiani con miliardi di euro all’estero, occultati in quelli che si chiamavano “<strong>paradisi fiscali</strong>” e che si rivelano ora invece “<strong>purgatori all’incontrario</strong>” perché dopo espiata la pena conducono all’”<strong>inferno fiscale</strong>”, può essere commentato con invidia e compiacimento (per il lavoro investigativo di chi riesce a stanarli ma anche per la ricchezza, seppure occultata, di tanti compatrioti), con sarcasmo (per il nome degli “intoccabili” coinvolti e per come, esponendo i panni sporchi di famiglia, si son fatti scoprire), con ipocrita, demagogica e scandalizzata indignazione (considerato che tutti vorremmo essere al loro posto e in questi giorni ardentemente cerchiamo d’imitarli col superenalotto). Ma per commentare occorrerebbe un po’ di fresco…</p>
<p>Il palcoscenico politico invece è stato occupato dal <em>vaudeville</em> estivo portato in scena dalla <strong>Lega</strong>, con fantasmagoriche trovate giornaliere, dall’inno nazionale alle gabbie salariali, dai presidi indigeni agli stendardi regionali, dall’imposizione dei dialetti ai festeggiamenti per l’unità d’Italia. Occorre riconoscere la fantasia e la facciatosta dei “padani” che brillano e hanno buon gioco nel confronto con gli “oscuri oggetti del desiderio” che vorrebbero essere i grandi partiti <strong>PdL </strong>e <strong>PD</strong>, arroccati su rendite di posizione e incapaci di proporre qualcosa, qualunque cosa.</p>
<p>Ci sarebbe materiale per scrivere a lungo, ma ciò che mi ha colpito è il silenzio della variegata sinistra di Sardegna per quel che riguarda <strong>la lingua nazionale e quelle locali</strong>. Forse avrebbero voluto condannare aspramente, condendola di “inaudita”, “provocatoria”, “incostituzionale” la proposta leghista, ma li frena il fatto che anche in Sardegna una minoranza rumorosa spinge e si agita per imporre l’uso di <a href="http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20081209&amp;Categ=11&amp;Voce=2&amp;IdArticolo=2304916" target="_blank">uno dei dialetti isolani</a> come “lingua”, avendo anche ottenuto una legislazione favorevole a livello nazionale e regionale, come immancabile premessa di uno strisciante separatismo.</p>
<p>Mentre come operazione culturale non possono elevarsi obiezioni (ognuno è libero di dedicare il proprio tempo e i propri studi a ciò che preferisce, dai geroglifici alla ricerca degli UFO) molte ce ne sarebbero sui rischi di sfaldamento della già lesionata <strong>unità nazionale </strong>e ancor più sull’uso pratico,  in un contesto globalizzato, di una “lingua” minoritaria, poverissima di lemmi se non quelli legati alla vita pratica di una tradizione contadina, fondamentalmente priva di una letteratura “nobile”, impossibile da utilizzare per esprimere concetti immateriali o tecnologici.</p>
<blockquote><p><span style="color: #ff6600;"><strong> “…senza la cornice della lingua nazionale il dialetto diventa un fatto folclorico, da osteria, da barzelletta paesana. […]<br />
Non è un avanzamento, è un regresso. Lo è rispetto alla più autentica tradizione italiana, che ha avuto la ricchezza di più lingue letterarie che spesso hanno attinto alle fonti del dialetto. Tutto ciò è avvenuto in un quadro che si sostiene reciprocamente in tutte le sue parti. Pensare invece che il solo parlare in dialetto costituisca un fatto identitario in Italia è un fenomeno di crassa ignoranza, di volgare abbrutimento”</strong></span></p></blockquote>
<p>sostiene <a href="http://www.unita.it/news/interni/87338/ignoranza_crassa_della_lega" target="_self"><strong>Asor Rosa</strong></a>.</p>
<p>Diatriba ormai stantia, archiviata, subita con rassegnazione, con la magra consolazione di una vittoria sul campo, nella messa in pratica, in sfregio alle disposizioni strategiche ed alle risorse impegnate.</p>
<p>Inutile appellarsi alla evoluzione naturale delle cose, lessico compreso: ogni obiezione viene respinta con un anatema dai cultori della “limba”, quasi sempre in qualche modo interessati per le ricadute culturali o materiali o persino politiche che ne derivano.</p>
<p>Sono le radici della nostra identità e della nostra cultura, l’obiezione più ragionevole. Inutilmente si farà presente che anche i carri a buoi e l’abbigliamento tipico in costume lo sono ma che nessuno li usa ormai più nella quotidianità. Ci si scontrerà con la coorte di salariati degli “Uffici de sa Limba” e gli aspiranti insegnanti ed intellettuali-glottologi prigionieri nel loro poetico localismo.</p>
<p>Ma sarà l’ineludibile necessità di un <em><strong>ceck-in</strong></em> aeroportuale a riportarli coi piedi per terra, anche se in procinto di volare…</p>
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		<title>La presa della pastiglia</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 18:26:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
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		<category><![CDATA[legge_194]]></category>
		<category><![CDATA[Rino_Fisichella]]></category>
		<category><![CDATA[RU486]]></category>

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		<description><![CDATA[Su L’Osservatore Romano del 1 agosto mons. Rino Fisichella, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha scritto alcune considerazioni sulla pillola abortiva che permetterà a qualunque donna di liberarsi della creatura che la natura le ha affidato in custodia, quando è maggiormente indifesa. Come dovesse assumere un’aspirina per l’emicrania, anche se con qualche rischio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su <strong>L’Osservatore Romano </strong>del 1 agosto mons. Rino <strong>Fisichella</strong>, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha scritto alcune considerazioni sulla pillola abortiva che permetterà a qualunque donna di liberarsi della creatura che la natura le ha affidato in custodia, quando è maggiormente indifesa. Come dovesse assumere un’aspirina per l’emicrania, anche se con qualche rischio in più.</p>
<blockquote><p><span style="color: #e70ef0;"><strong><span style="color: #ff0000;"><em>C&#8217;è una triste tendenza che si sta imponendo poco alla volta in alcuni frammenti della cultura contemporanea: la banalizzazione. Dalla vita alla morte tutto sembra sottoposto a un mero processo semplificativo che tende a rinchiudere ogni cosa in un affare privato senza alcun riferimento agli altri. In questo modo, però, la coscienza si assopisce e diventa progressivamente incapace di giudizio serio e veritiero.</em></span><br />
</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>[…]Come ci si può sottrarre davanti al fatto che troppi casi di morte si sono verificati dopo l&#8217;assunzione di questo trattamento? Come non considerare gli aspetti etici che questa pillola comporta? Come trascurare l&#8217;impatto che avrà sulle giovani generazioni di ragazze che ricorreranno sempre più facilmente a questo uso? […] . Inutile tergiversare. La Ru486 è una tecnica abortiva perché tende a sopprimere l&#8217;embrione da poco annidato nell&#8217;utero della madre. Che il ricorso all&#8217;uso di questa pillola sia meno traumatico che sottoporsi all&#8217;operazione è tutto da dimostrare. Il primo trauma nasce nel momento in cui non si vuole accettare la gravidanza ed è proprio qui che si deve intervenire per aiutare la donna a comprendere il valore della vita nascente. L&#8217;embrione non è un ammasso di cellule né un po&#8217; di muffa come qualcuno ha avuto l&#8217;ardire di definirlo; è vita umana vera e piena. Sopprimerla è una responsabilità che nessuno può permettersi di assumere senza conoscerne a fondo le conseguenze.<br />
L&#8217;assunzione della Ru486, quindi, non rende meno traumatico l&#8217;aborto, solo lo rinchiude ancora di più nella solitudine del privato della donna e lo prolunga nel tempo. È necessario ribadire che quanti vi fanno ricorso stanno compiendo un atto abortivo diretto e deliberato; devono sapere delle conseguenze canoniche a cui vanno incontro, ma soprattutto devono essere coscienti della gravità oggettiva del loro gesto. L&#8217;aborto è un male in sé perché sopprime una vita umana; questa vita anche se visibile solo attraverso la macchina possiede la stessa dignità riservata a ogni persona. Il rispetto dovuto verso l&#8217;embrione non può essere da meno di quello riservato a ognuno che cammina per la strada e chiede di essere accolto per ciò che è: una persona.<br />
[…] è difficile far comprendere che la via da seguire per mantenere il primato dell&#8217;etica non è quella di fornire con molta tranquillità una pillola, ma piuttosto quella di formare le coscienze. Questo compito è arduo perché comporta non solo l&#8217;impegno in prima persona, ma la capacità di farsi ascoltare e di essere credibile. La nostra opposizione a ogni tecnica abortiva è per affermare ogni giorno il «sì» alla vita con quanto essa comporta. Ciò significa ribadire il nostro richiamo all&#8217;urgenza educativa perché i giovani comprendano l&#8217;importanza di fare propri dei valori che permangono come patrimonio di cultura e di identità personale. Non potremo mai abituarci alla bellezza che la vita comporta dal suo primo istante in cui fa sentire di essere presente nel grembo di una madre fino al momento estremo in cui dovrà lasciare questo mondo.<br />
Per questo motivo dinnanzi alla superficialità che spesso incombe permane immutato l&#8217;impegno per la formazione, così da cogliere giorno dopo giorno l&#8217;impegno per vivere la sessualità, l&#8217;affettività e l&#8217;amore con gioia e non con preoccupazione, ansia e angoscia.</strong></span></p></blockquote>
<p>Scrive <a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/3069" target="_blank"><strong>il Foglio</strong></a>, riferendo di una interpellanza del sen. <strong>Cossiga</strong>:</p>
<blockquote><p><span style="color: #6c9966;"><strong>“le donne ingoieranno due pillole (una per abortire, l’altra per espellere il feto) e poi, dopo al massimo due giorni, torneranno a casa senza sapere quando né dove avverrà realmente l’aborto. In più la legge parla di nuove tecniche “meno rischiose”, mentre la mortalità per aborto chimico è dieci volte quella per metodo chirurgico. […] Ma perché, per esempio, non si può ammazzare una persona? E se è proibito che un parlamentare tiri in ballo la morale, perché non stabilire per legge la depenalizzazione dell’infanticidio davanti a un ‘disagio psichico’, come nel caso dell’aborto?”.</strong></span></p></blockquote>
<p>Chi volesse conoscere meglio l’argomento può <span style="text-decoration: underline;">“linkare” i siti inseriti alla fine dell’intervista a Cossiga</span>, scoprendo anche qualche aspetto più personale dell&#8217;inventore del metodo.</p>
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		<title>You can?</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 11:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Barack_Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il presidente degli Stati Uniti è alla guida di una macchina sulla cui scia risentiamo anche noi le turbolenze. Non conosciamo le sue reali capacità né possiamo prevedere come e dove condurrà la sua nazione ma solo lui, con le sue origini, nell’attuale fase d’esaltazione carismatica, poteva dire ciò che molti pensano. I due presidenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>presidente degli Stati Uniti</strong> è alla guida di una macchina sulla cui scia risentiamo anche noi le turbolenze. Non conosciamo le sue reali capacità né possiamo prevedere come e dove condurrà la sua nazione ma solo lui, con le sue origini, nell’attuale fase d’esaltazione carismatica, poteva dire ciò che molti pensano.</p>
<p>I due presidenti americani che l’hanno preceduto hanno girato l’<strong>Africa</strong> in lungo e in largo, senza lasciare ricordo del loro passaggio, ma lui, visto come un “campione” ha altre credenziali:</p>
<blockquote><p><span style="color: #3366ff;"><strong>«Nelle mie vene scorre il sangue dell&#8217;Africa, e la storia della mia famiglia possiede sia le tragedie che i più grandi successi della storia africana».</strong></span></p></blockquote>
<p><span style="color: #3366ff;"><strong></strong></span>Possiamo capire i sentimenti della famiglia <strong>Obama</strong> le cui radici sono state strappate non molte generazioni orsono dal continente nero, con abbandoni allora coatti e che tuttora continuano anche se solo semi-obbligati.</p>
<p>Questo è l’aspetto che ci coinvolge con i destini dell’Africa, piagata e ripiegata su se stessa, rassegnata ad un assistenzialismo minimale, comodo placebo per i suoi mali ed alibi per la mancata ricerca di una via d’uscita.</p>
<blockquote><p><span style="color: #990000;"><strong>“Occorre mettere fine alle pratiche antidemocratiche ed alla corruzione, adottando le regole del buon governo, perchè il futuro dell&#8217;Africa dipende dagli africani. Il XXI secolo prenderà forma non solo a Roma, Mosca e Washington, ma anche ad Accra; dobbiamo prima riconoscere una verità fondamentale visibile in Ghana: lo sviluppo dipende da buone pratiche di governo. Questo è l’elemento che è mancato finora in molti posti, per troppo tempo. Questo è il cambiamento che può svelare il potenziale dell’Africa. Nessun Paese crea ricchezza se i suoi leader sfruttano l’economia per arricchirsi o se la polizia può essere comprata dai trafficanti di droga. Nessuna impresa vorrà investire in posti dove il governo si prende il 20% dei guadagni o dove il responsabile dell’autorità portuale è corrotto. Nessuno vuole vivere in una società dove lo stato di diritto è rimpiazzato da brutalità e corruzione. Questa non è democrazia, questa è tirannia, ed è arrivato il momento di mettervi fine. Voi potete servire le vostre comunità e usare la vostra energia e la vostra istruzione per creare nuova ricchezza e nuovi legami con il mondo. Voi potete battere le malattie, mettere fine ai conflitti ed essere protagonisti del cambiamento. Voi potete farlo.”</strong></span></p></blockquote>
<p>Solo un nero poteva dirlo e trovare orecchie pronte ad ascoltare e noi, oltre l’enfasi e la retorica, auguriamo che le sue parole smuovano qualcosa, perché certo l’Europa, pur con tutte le sue colpe, non può farsi carico d’ogni bisogno d’una marea umana che rischia di sommergere tutto e tutti.</p>
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		<title>Una voce poco fa…</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 19:11:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro_Mundula]]></category>
		<category><![CDATA[Elisabetta_Farris]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa, un conoscente incontrato casualmente in riva al mare, algherese e melomane, s’è congratulato con me per essere concittadino di due promesse della lirica, dando per scontato che tutti ad Ozieri ne fossero a conoscenza e tifassero per loro. Preso in contropiede ho “abbozzato” per camuffare la mia “ignoranza”, ripromettendomi di colmarla appena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa, un conoscente incontrato casualmente in riva al mare, algherese e melomane, s’è congratulato con me per essere concittadino di due promesse della <strong>lirica</strong>, dando per scontato che tutti ad Ozieri ne fossero a conoscenza e tifassero per loro.</p>
<p>Preso in contropiede ho “abbozzato” per camuffare la mia “ignoranza”, ripromettendomi di colmarla appena possibile. Ce l’ho fatta e son qui a rimediare, contento per Ozieri e per gli interessati che, direi “<em>silenziosamente</em>” se non fosse fuori luogo data la loro potenza di voce, cercano una via d’eccellenza che gratifichi le loro aspirazioni.</p>
<p>Questa piccola cittadina, che dalle glorie del passato scivola dolcemente dagli undici verso i diecimila abitanti, necessita, anche se di riflesso, di queste buone notizie che, come al solito, sono proprio quelle che appaiono di meno.<br />
Per fortuna ci aggiorna  il <a href="http://notizie.alguer.it/n?id=23778" target="_blank">quotidiano on-line</a> di Alghero:</p>
<blockquote><p>“… il risultato della terza edizione delle audizioni pubbliche per giovani cantanti lirici sardi organizzate dall’Ente concerti “Marialisa De Carolis” di Sassari […] ha visto posizionarsi al <span style="text-decoration: underline;">primo posto </span>il soprano <a href="http://www.elisabettafarris.com/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>Elisabetta Farris</strong></span></a>, 28 anni di Ozieri, diplomata al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma. Quindi al <span style="text-decoration: underline;">secondo posto</span>, a pari merito, il soprano cagliaritano Roberta Ledda, 33 anni e diplomata al Conservatorio di Cagliari, e il tenore ozierese <span style="color: #ff0000;"><strong>Alessandro Mundula</strong></span> (35), diplomato al Conservatorio di Milano”.</p></blockquote>
<p>Chiedendo scusa per la mia ignoranza e distrazione auguro ad entrambi di realizzare i loro sogni, certo frutto di sacrifici e rinunce.</p>
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		<title>Le volpi e l’uva</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 11:39:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<category><![CDATA[Sgarbi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il povero Berlusconi, oltre tutti i guai che ne sono derivati e le lavate di capo che deve subire, correndo anche il rischio che, per eccesso di shampoo, possa andare a male il trapianto dei capelli, aveva sempre contato sulla complicità dell’universo femminile per le sue scappatelle. Dopo Casanova e D’Annunzio nessun personaggio pubblico d’alto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il povero <strong>Berlusconi</strong>, oltre tutti i guai che ne sono derivati  e le lavate di capo che deve subire, correndo anche il rischio che, per eccesso di shampoo, possa andare a male il trapianto dei capelli, aveva sempre contato sulla complicità dell’universo femminile per le sue scappatelle.</p>
<p>Dopo <strong>Casanova</strong> e <strong>D’Annunzio </strong>nessun personaggio pubblico d’alto livello aveva così disinvoltamente mostrato d’apprezzare le gioie celate (e qualche volta esibite) dall’altra metà del cielo.<br />
Purtroppo questo è tempo di disillusioni e la dura realtà <strong><em>“Repubblicana”</em></strong>, spietata fanatica d’ogni libertà, ha per una volta fatto comunella con la rigida severità canonica, invocando per lui, e solo per lui, (quale onore…) il crucifige.<br />
Profittando della situazione, sul <em><strong>Times</strong></em>, anche tre attempate sibille nostrane, Lucia <strong>Annunziata</strong>,  Natalia <strong>Aspesi </strong>e Lina <strong>Sotis </strong> hanno deciso di unirsi al coro, con queste dichiarazioni:</p>
<blockquote><p>•  <span style="color: #ff9900;"><strong> &#8221; Parte del genio di Berlusconi è che rappresenta perfettamente come sono gli italiani sotto sotto, riassume lo spirito nascosto del paese. Berlusconi è rispettato perchè attrae una parte dell&#8217;anima italiana.”<br />
•    “Io non giudico il comportamento di Berlusconi dal punto di vista morale. E&#8217; semplicemente inappropriato per un capo di governo. E&#8217; un danno per l&#8217;immagine della nazione. I commenti discriminatori e l&#8217;atteggiamento di Berlusconi verso le donne sono solo una piccola parte di tutto questo. Lui ha fatto i soldi e crede perciò di poter fare quello che vuole. Un uomo come Agnelli non si sarebbe mai comportato in questa maniera.”<br />
•    “Oggi è chiaro che per entrare in parlamento, per diventare ministro, per andare al parlamento europeo, devi avere meno di 30 anni, essere molto carina e magari andare a letto con qualcuno. L&#8217;Italia è stata rovinata dalla televisione, dal mondo di frivolità e glamour da cui proviene Berlusconi. Il nostro paese è cambiato molto in fretta. Non eravamo così dieci anni fa. Eravamo un paese normale. Avevamo una morale.”<br />
•    “L&#8217;intera vicenda sarebbe stata impensabile nell&#8217;Italia degli anni 50 e 60, ma da allora il nostro paese ha perso la sua grande borghesia, che non avrebbe mai permesso a una persona come Berlusconi di diventare primo ministro. Se l&#8217;Italia avesse ancora una forte classe media, Berlusconi sarebbe un nessuno. Attraverso le sue proprietà nei media e la sua manipolazione del sistema politica, Berlusconi stesso ha contribuito all&#8217;erosione di alcuni di quei valori vecchio stampo della classe media di un tempo.”</strong></span></p></blockquote>
<p>Conosciute le dichiarazioni e visto il materiale fotografico, il Berlusca e ha voluto chiamare subito <strong>Sgarbi </strong>–un altro&#8230;  cultore della materia- col quale ha concordato la soluzione e <strong>ha dato immediate disposizioni per l’interro.</strong></p>
<p><span style="color: #3366ff;"><strong>Dove? Alla Certosa, ovviamente, nel giardino dei cactus…</strong></span></p>
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		<title>La scoperta dell’acqua calda</title>
		<link>http://www.ilcantaro.com/cultura/la-scoperta-dell%e2%80%99acqua-calda/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 15:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio_Cubeddu]]></category>
		<category><![CDATA[Comune_di_Ozieri]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe_Pirastru]]></category>

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		<description><![CDATA[Questi ozieresi… mai cuntentos: Si pirastru t&#8217;at fattu sa natura non podes render frutu delicadu. Podes benner in pira cambiadu; però fattendedi un&#8217;innestadura. Ma&#8230; si-si siccat cussa inferchidura restas unu pirastru ismutzurradu! E si broteras dae raighinas: bogas solu frueddas pirastrinas. attaccava Antonio Cubeddu in una gara di poesia estemporanea, rivolto al compaesano Giuseppe Pirastru, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;"><strong>Questi<span style="color: #ff0000;"> ozieresi…   <em>mai cuntentos</em></span>:</strong></p>
<blockquote><p><strong>Si pirastru t&#8217;at fattu sa natura<br />
non podes render frutu delicadu.<br />
Podes benner in pira cambiadu;<br />
però fattendedi un&#8217;innestadura.<br />
Ma&#8230; si-si siccat cussa inferchidura<br />
restas unu pirastru ismutzurradu!<br />
E si broteras dae raighinas:<br />
bogas solu frueddas pirastrinas. </strong></p></blockquote>
<p>attaccava Antonio <strong>Cubeddu</strong> in una gara di poesia estemporanea, rivolto al compaesano Giuseppe <strong>Pirastru</strong>, che rispondeva per le rime:</p>
<blockquote><p><strong>Tue insistis e mi naras pirastru<br />
ma semper coronadu de ispinas;<br />
so bonu a fagher de boia e de mastru<br />
a tie e-a sa tua raighina;<br />
ma tue pro disgrascia o pro disastru<br />
non ses cuba, barile, nen mesina;<br />
solu ses unu miseru cubeddu<br />
valorosu che unu cugumeddu.</strong></p></blockquote>
<p>Siccome oggi <a href="http://www.ilcantaro.com/politica/politica-locale/le-primizie-dell%e2%80%99orto/" target="_blank"><strong>Piombino</strong></a> s’è svegliato d’umore particolarmente acido e ha fatto del sarcasmo (fuori luogo, secondo qualche amico degli amici del Comune) riguardo all’<strong><em>opera metallurgica d’incerta destinazione</em></strong> (questa definizione è politicamente corretta e certificata) di piazza Garibaldi, per rimediare, seguendo la mia generosa “<em>naturalesa</em>”,  e dare a Cesare quel ch’è di Cesare e a <strong>Leonardo </strong>quel ch’è di <strong>Leonardo</strong>,</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>nuntio vobis </strong></em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong></strong></em></span>che la Regione ha concesso al <strong>Comune di Ozieri</strong> un contributo di <strong>€</strong> <strong>47.170 </strong>(il 20 % del totale dell’investimento di € 235.870) come cofinanziamento <strong>per installazione in edifici pubblici di impianti solari termici </strong>che producano acqua calda sanitaria e/o riscaldino l’acqua di piscine.<br />
Ne trarranno beneficio la Scuola Media Sebastiano Satta, l’attuale Palazzetto dello sport e la Piscina comunale e soprattutto le finanze del Comune e le tasche dei cittadini.</p>
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		<title>Le belle, i buoni, il cattivo</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 13:46:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
		<category><![CDATA[Fidel_Castro]]></category>
		<category><![CDATA[Muammar_Gheddafi]]></category>

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		<description><![CDATA[Allestita la tenda beduina nel magnifico parco di villa Pamphili dove, da oggi, Muammar Gheddafi, dittatore della Libia, sarà ospite dell’Italia, in visita ufficiale. Per una coincidenza di date è anche il 69° anniversario della dichiarazione di guerra alla Gran Bretagna e alla Francia, quando dal balcone di palazzo Venezia l’Innominato tuonò: ” Popolo italiano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allestita la tenda beduina nel magnifico parco di villa Pamphili dove, da oggi, Muammar <strong>Gheddafi</strong>, dittatore della Libia, sarà ospite dell’Italia, in visita ufficiale.</p>
<p>Per una coincidenza di date è anche il <span style="text-decoration: underline;">69° anniversario della dichiarazione di guerra </span>alla Gran Bretagna e alla Francia, quando dal balcone di palazzo Venezia l’Innominato tuonò: <span style="color: #a90392;"><strong>” Popolo italiano, corri alle armi…”</strong></span> per cui la Libia, negli anni seguenti, vide la nostra tanta miseria e altrettanta nobiltà.</p>
<p>Oggi abbiamo la presenza “ingombrante” di questo personaggio un po’ da operetta un po’ da satrapia orientale, che in nome della “real politik” viene accolto, riverito e vezzeggiato da tutti, a  destra e a sinistra, nonostante la faccia feroce –ma solo quella- mostrata per salvare le apparenze.</p>
<p>Affari e politica: Senato, Montecitorio, Palazzo Chigi, Campidoglio, Confindustria, ma anche Fondazione Italianieuropei di Massimo <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200906articoli/44496girata.asp" target="_blank"><strong>D’alema</strong></a>.  Se l’è scampata il Papa, forse per questioni di religione.</p>
<p>A parte l’ovvia buona accoglienza da parte del Governo e di <strong>Berlusconi </strong>che riincontra il beduino, la sua tenda e la sua scorta con le <span style="color: #f1510d;"><em><strong>*trecento amazzoni trecento*</strong></em></span> si prevedono anche <span style="text-decoration: underline;">grandi proteste, condivisibili ma poco credibili:</span></p>
<blockquote><p><strong>&#8220;E&#8217; una vergogna far parlare un dittatore che non rispetta i diritti umani&#8221; </strong></p></blockquote>
<p>strepitano Amnesty International, l&#8217;Onda, i Radicali e Italia dei Valori, con qualche miagolio degli imbarazzati Piedini.</p>
<p>Se avessero fatto lo stesso per le visite di <strong>Fidel Castro,</strong> altrettanto dittatore ed altrettanto irrispettoso dei diritti umani, nonostante la visita al Papa, avremmo condiviso completamente.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Dittatori buoni da una parte e cattivi dall’altra?</span> <span style="color: #ff0000;">No, grazie.</span></strong></p>
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