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	<title>Il Cantaro &#187; Economia Locale</title>
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	<description>Periodico d'informazione libera online</description>
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		<title>Il cavallo dei pantaloni</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 12:23:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Chilivani]]></category>
		<category><![CDATA[Ippica]]></category>
		<category><![CDATA[Ippodromo_don_Deodato_Meloni]]></category>
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		<category><![CDATA[UNIRE]]></category>

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		<description><![CDATA[Si va al galoppo verso la fine: &#8216;Il primo gennaio tutti gli ippodromi chiuderanno i cancelli mettendo in atto tutte quelle operazioni che avviano la chiusura delle aziende che non hanno piu&#8217; futuro&#8217;. Lo afferma Federippodromi con una nota che segue l&#8217;annuncio dello stop a fine anno dell&#8217;Arcoveggio di Bologna. Federippodromi denuncia &#8216;l&#8217;impossibilita&#8217; di programmare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #ff0000;">Si va al galoppo verso la fine:</span></strong></p>
<blockquote><p><strong>&#8216;Il primo gennaio tutti gli ippodromi chiuderanno i cancelli mettendo in atto tutte quelle operazioni che avviano la chiusura delle aziende che non hanno piu&#8217; futuro&#8217;</strong>. Lo afferma <span style="text-decoration: underline;"><em><strong><code>Federippodromi</code></strong></em></span> con una nota che segue l&#8217;annuncio dello stop a fine anno dell&#8217;Arcoveggio di Bologna. Federippodromi denuncia <strong>&#8216;l&#8217;impossibilita&#8217; di programmare l&#8217;attivita&#8217; perche&#8217; le risorse non sono sufficienti ne&#8217; per il montepremi ne&#8217; per le Societa&#8217; di Corse&#8217; e chiede una profonda riforma del sistema delle scommesse&#8217;.</strong></p></blockquote>
<p><strong></strong><span style="color: #ff0000;">Commenta Mario <strong>Carta</strong> su</span> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/dalgiornale/2011/12/15/news/non-si-uccidono-cosi-anche-gli-ippodromi-5418197"><strong><em><code>La Nuova Sardegna</code></em></strong>:</a></span></p>
<blockquote><p>[...] da 400 milioni l&#8217;anno si precipita a 250, con un calo da 90 a 60 degli importi per gli ippodromi e da 190 a 112 per i montepremi delle corse. Che caleranno ancora. Per questo,<strong> pochi ippodromi riusciranno a sopravvivere.</strong><br />
Non si tratta di chiudere il recinto quando gli animali sono già scappati. Si tratta di farli correre, i cavalli, e insieme a loro un indotto che in Sardegna ha numeri importanti. Ma <strong>il sistema complessivo dei 43 ippodromi italiani non regge la crisi, e mentre i soldi delle scommesse sarde &#8211; non in calo, contrariamente al resto d&#8217;Italia &#8211; vanno a foraggiare buchi altrui,</strong> l&#8217;impressione è che dalla barca che affonda si voglia scaricare la zavorra di periferia, a partire dalla Sardegna. Dove è annunciata la mobilitazione, guidata dagli amministratori pubblici di Sassari, Ozieri e Medio Campidano. [...]</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2011/12/La-Nuova-del-15.12.jpg"><img class="size-full wp-image-4586 alignnone" style="border: 2px solid black; margin: 3px;" title="La Nuova del 15.12" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2011/12/La-Nuova-del-15.12.jpg" alt="" width="554" height="704" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il cavallo azzoppato</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 13:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia Locale]]></category>
		<category><![CDATA[AGRIS]]></category>
		<category><![CDATA[Chilivani]]></category>
		<category><![CDATA[Fulvio_Tocco]]></category>
		<category><![CDATA[Ippica]]></category>
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		<category><![CDATA[Villacidro]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Ozieri si batte (e si dibatte…) per salvare il cavallo e tutto il suo mondo, in senso lato, come legame ancestrale, eredità culturale e insieme fonte ancora vitale d’economia. Inevitabilmente, se ci si cala nella realtà di regresso e ristrettezze che viviamo, si finisce per sgomitare sulle costole dei vicini tentando di conquistare uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ozieri</strong> si batte (e si dibatte…) per salvare il cavallo e tutto il suo mondo, in senso lato, come legame ancestrale, eredità culturale e insieme fonte ancora vitale d’economia. Inevitabilmente, se ci si cala nella realtà di regresso e ristrettezze che viviamo, si finisce per sgomitare sulle costole dei vicini tentando di conquistare uno spicchio striminzito di una torta rinsecchita.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>“Mors tua, vita mea”</strong></em> è il grido di battaglia tra i disperati, al quale tutti tentano inutilmente di sottrarsi e lo fa anche Fulvio <strong>Tocco</strong>, presidente della Provincia del Medio Campidano che dà il suo alto patrocinio all’ippodromo di <strong>Villacidro</strong>, ultimo arrivato e mai partito nel sempre più desolato e povero panorama dell’ippica sarda.</p>
<p style="text-align: justify;">Con un po’ commistione tra <em><strong>“aequus”</strong></em> (= uguale) ed <em><strong>“equus”</strong></em> (=cavallo) <a href="http://www.villacidro.info/2011/03/ippica-sarda-%C2%ABun-fronte-comune-contro-lunire%C2%BB/">difende l’acqua di tutti </a><br />
ma soprattutto quella del suo mulino.<br />
Dichiara su <em><strong>Libero (<a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/884281/Ippica-Tocco-Medio-Campidano-no-a-guerre-tra-ippodromo-Ozieri-e-Villacidro.html"> 1 </a>) (<a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/884298/Ippica-Tocco-Medio-Campidano-no-a-guerre-tra-ippodromo-Ozieri-e-Villacidro-2.html"> 2 </a>) (<a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/884308/Ippica-Tocco-Medio-Campidano-no-a-guerre-tra-ippodromo-Ozieri-e-Villacidro-3.html"> 3 </a>)</strong></em>:</p>
<blockquote>
<h3><span style="color: #008000;">no a guerre tra ippodromo Ozieri e Villacidro</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;">Il consiglio comunale di <strong>Ozieri</strong> (Ss) parte a testa bassa all&#8217;attacco dell&#8217;ippodromo di <strong>Villacidro</strong>, in difesa del &#8216;suo&#8217; impianto di <strong>Chilivani</strong>. L&#8217;assemblea cittadina del Logudoro si e&#8217; infiammata nell&#8217;affrontare i problemi dell&#8217;ippica sarda ormai al collasso, dopo la cancellazione di numerose giornate di corse negli ippodromi di Sassari e Chilivani, di cui appunto il Comune di Ozieri, e&#8217; proprietario e gestisce con una societa&#8217; in house dopo l&#8217;abbandono e la dismissione dell&#8217;impianto avvenuta nel 2007 da parte della Regione sarda.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;"><strong>&#8221;Che ci sia rabbia e&#8217; abbastanza comprensibile perche&#8217; l&#8217;ippica e&#8217; stata quasi totalmente cancellata dall&#8217;agenda del governo nazionale. Un governo che non ha tenuto conto dell&#8217;importanza che riveste il comparto sullo scenario economico nazionale. Circa 60. 000 persone hanno a che fare con il mondo del cavallo sportivo. Molti di questi occupati sono sardi. Cio&#8217; che pero&#8217; e&#8217; inspiegabile e&#8217; che quando si affrontano le questioni dell&#8217;ippodromo di Chilivani </strong><span style="color: #000000;">(frazione di Ozieri dov&#8217;e&#8217; l&#8217;ippodromo, ndr)</span><strong> si facciano commistioni improponibili con l&#8217;ippodromo di Villacidro&#8221;</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;"> Lo afferma Fulvio <strong>Tocco</strong>, presidente della Provincia del <strong>Medio Campidano</strong>, appassionato di ippica e &#8216;sponsor&#8217; dell&#8217;ippodromo di <strong>Villacidro</strong>, capoluogo della provincia, fermo al &#8216;palo&#8217; nonostante sia ultimato da 5 anni con una spesa di oltre 5 milioni di euro a totale carico delle casse pubbliche rappresenti uno dei migliori impianti dell&#8217;intero Paese. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;"><strong>&#8220;Questo riferimento</strong> &#8211; afferma Tocco &#8211; <strong>e&#8217; ingeneroso. E&#8217; il solito e insopportabile campanilismo tra nordisti e sudisti, una guerra fratricida che accelera l&#8217;agonia dell&#8217;ippica sarda. All&#8217;ippodromo di Villacidro</strong> &#8211; prosegue il presidente Tocco &#8211; <strong>non sono state assegnate le giornate di corse. Giornate che prima o poi, comunque, dovranno essere assegnare visto e considerato che la struttura e&#8217; stata realizzata a totale carico della Regione sarda, su indicazioni tecniche dell&#8217;Unire per rafforzare il sistema ippico isolano in una delle zone che fino al 1983 aveva le corse riconosciute con il relativo finanziamento&#8221;.</strong></span><br />
<span style="color: #339966;">&#8216;<strong>&#8216;Da non dimenticare</strong> &#8211; afferma Tocco &#8211; <strong>che le corse che prima venivano assegnate all&#8217;ippodromo di Cagliari sono state poi spalmate tra l&#8217;ippodromo di Sassari e quello di Chilivani, &#8216;spostate provvisoriamente&#8217;, come di disse, per non farle perdere alla Sardegna, in attesa della ristrutturazione dell&#8217;ippodromo del Poetto. Allora non ci furono proteste, anzi, l&#8217;azione comune permise all&#8217;ippica sarda di non perdere le 11 giornate di corse che Cagliari non poteva gestire. Ora la questione e&#8217; un&#8217;altra: noi sardi vogliamo che si riconosca alla Sardegna intera un giusto calendario di corse e che Governo e Regione consentano l&#8217;apertura dell&#8217;ippodromo di Villacidro&#8221;.</strong></span><br />
<span style="color: #339966;"><strong>&#8221;Piu&#8217; volte l&#8217;Unire si e&#8217; impegnata in questa direzione ma non e&#8217; mai successo niente. In questo momento serve un corale &#8216;fortza paris&#8217;</strong> <span style="color: #000000;">(forza, avanti insieme, grido di guerra dei sardi della Brigata Sassari, ndr)</span> <strong>per non essere inghiottiti dai piu&#8217; famosi ippodromi nazionali&#8221; &#8221;dobbiamo pretendere a gran voce</strong> &#8211; prosegue Tocco &#8211; <strong>che vengano assegnate delle giornate di corse a Villacidro, nel quadro generale del Sardegna. Per il 2012 e&#8217; prevista una riduzione degli stanziamenti governativi in circa 40% rispetto a quelli degli anni precedenti. Mancherebbero 160 milioni di euro rispetto ai 400 del 2011. Per questa ragione</strong> &#8211; continua &#8211; <strong>e&#8217; auspicabile che si costituisca un fronte unico di pressione verso i Ministeri dell&#8217;Agricoltura e delle Finanze&#8221;. </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;"><strong>&#8221;Questo fronte e&#8217; ancora piu&#8217; necessario in quanto le lobbie dei grandi ippodromi vorrebbero che la parte mancante di finanziamento</strong> &#8211; sostiene Tocco &#8211; n<strong>on venga riferita a loro, ma ai piccoli ippodromi, magari eliminandone alcuni. Noi dobbiamo pensarla e agire diversamente. Per questo serve l&#8217;unita&#8217; d&#8217;azione dei sardi, non le sterili polemiche come quella del consiglio comunale di Ozieri, che si e&#8217;p schierato contro Villacidro. Dobbiamo richiedere una ragionevole assegnazione delle giornate al sistema Sardegna</strong> &#8211; dice Tocco &#8211; <strong>e una convenzione minima per Villacidro per superare questa assurda vicenda d&#8217;esclusione&#8221;.</strong></span><br />
<span style="color: #339966;"><strong>&#8221;I numeri sono chiarissimi: l&#8217;allevamento sardo produce circa il 65-70% dei cavalli sportivi italiani. I migliori fantini sono sardi, ma non c&#8217;e&#8217; la palestra, ovvero gli ippodromi, per allevare nuovi talenti, sia per quanto riguarda cavalli che fantini. Il sistema-Sardegna deve marciare unito, da Chilivani a Sassari per arrivare all&#8217;apertura dell&#8217;impianto di Villacidro e alla ristrutturazione di Cagliri. Solo cosi&#8217;</strong> &#8211; conclude Tocco &#8211; <strong>si potra&#8217; ridare quel giusto riconoscimento all&#8217;ultracentenario allevamento equino della Sardegna&#8221;.</strong></span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Considerando anche le prospettive di ridimensionamento e trasloco dell&#8217;ex <strong>Istituto Incremento Ippico</strong>, ex <strong>AGRIS</strong>, ex ex ex ex&#8230;.</p>
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		<title>Casa, dolce casa&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 11:46:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piombino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Chilivani]]></category>
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		<description><![CDATA[Quanta difficoltà -inapparente ma reale-  ci sia in Sardegna e ad Ozieri lo dimostra l’esito del bando per l’assegnazione a condizioni vantaggiose di 12 alloggi del Comune a Chilivani, nelle palazzine ex Ferrovie dello Stato. Non saranno il massimo del comfort e dei collegamenti col centro cittadino, ma meglio dell’albergo della luna senz’altro. Ebbene sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Quanta difficoltà -inapparente ma reale-  ci sia in <strong>Sardegna</strong> e ad <strong>Ozieri</strong> lo dimostra l’esito del bando per l’assegnazione a condizioni vantaggiose di <strong>12 alloggi</strong> del Comune a <strong>Chilivani</strong>, nelle palazzine ex Ferrovie dello Stato. Non saranno il massimo del comfort e dei collegamenti col centro cittadino, ma meglio dell’albergo della luna senz’altro.</p>
<p>Ebbene sono “entrati” in <a href="http://www.comune.ozieri.ss.it/bandi/2010/esiti/130-32_2010-esito.pdf   " target="_blank">graduatoria</a> <strong>solo 5 richiedenti</strong> (e non è detto che non ci ripensino…) mentre ben <strong>12 sono stati esclusi </strong>con la motivazione<a href=" http://www.comune.ozieri.ss.it/bandi/2010/32-canone_moderato/bando.pdf" target="_blank"><em><strong> “in quanto privo del requisito reddituale indispensabile per l’accesso”.</strong></em></a></p>
<p>Il <strong>reddito annuo complessivo  del nucleo familiare </strong> doveva essere <strong>non superiore a € 25.887,96</strong> e <strong>non inferiore a € 12.943,98</strong> per gli alloggi destinati a locazione permanente e <strong>non superiore a € 40.775,00</strong> per gli alloggi destinati alla locazione e successiva vendita.</p>
<p>Tiro ad indovinare, ma non credo che gli esclusi lo siano stati perché sfondavano la barriera superiore del reddito…</p>
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		<title>Chilivani, bel suol d&#8217;amore&#8230;..</title>
		<link>http://www.ilcantaro.com/storia/chilivani-bel-suol-damor/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 16:18:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>X-file</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Bice]]></category>
		<category><![CDATA[Giolitti]]></category>
		<category><![CDATA[Mussolini]]></category>
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		<category><![CDATA[Penna_Bianca]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia Centro_Intermodale_Chilivani]]></category>

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		<description><![CDATA[Già un secolo fa alcuni noti “pacifisti” di inizio secolo si erano opposti alla decisione dell&#8217;allora governo Giolitti nella guerra che il regno d&#8217;Italia aveva dichiarato alla Turchia, a quei tempi padrona del nord Africa. Si chiamavano Pietro Nenni e Benito Mussolini, socialisti. «È brigantaggio internazionale, un diversivo per distrarre il Paese dal porsi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Già un secolo fa alcuni noti “pacifisti” di inizio secolo si erano opposti alla decisione dell&#8217;allora governo <strong>Giolitti</strong> nella guerra che il regno d&#8217;Italia aveva dichiarato alla Turchia, a quei tempi padrona del nord Africa. Si chiamavano Pietro <strong>Nenni </strong>e Benito <strong>Mussolini</strong>, socialisti.</p>
<blockquote><p>«<span style="color: #ff0000;"><strong>È brigantaggio internazionale, un diversivo per distrarre il Paese dal porsi e risolvere i suoi complessi problemi interni</strong></span>»,</p></blockquote>
<p>scrissero. Vennero arrestati l’anno successivo, nel 1912, mentre manifestavano contro la guerra e urlavano senza riguardo:</p>
<blockquote><p>«<span style="color: #ff0000;"><strong>La bandiera tricolore è uno straccio da piantare su un mucchio di letame</strong></span>».</p></blockquote>
<p>Cento anni dopo il lessico ufficiale patriottico corregge il termine <strong>guerra</strong> con «<span style="color: #3366ff;"><strong>un’azione autorizzata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite</strong></span>» (Giorgio Napolitano).</p>
<p>Di sicuro la guerra a <strong>Gheddafi</strong> oltre a regalare  alla Francia e ai suoi amici gli affari e all&#8217;Italia  i clandestini , un risultato importante per noi lo ha raggiunto, e cioè quello di riportare in auge la sempre più desertica Piana detta anche <em><strong>Campo di Ozieri</strong></em>.</p>
<p>E così, a cento anni di distanza dalle proteste del pacifista zio Benito, il sogno dell&#8217;amico Antonio <strong>Attili</strong> che, da parlamentare, riuscì a far finanziare il <em><strong>Centro Intermodale di Chilivani</strong></em>, si avvera: il Centro infatti apre finalmente le porte!</p>
<p>Naturalmente non ai vagoni carichi di merce da trasportare poi sul continente ma bensì carichi di altra mercanzia, e cioè quella di alcune centinaia di <strong>immigrati clandestin</strong>i provenienti dalla Tunisia che, da Lampedusa vengono distribuiti qua e là per la penisola, isole comprese.</p>
<p>Una fine ingloriosa, a dirla tutta, per la struttura che avrebbe dovuto rilanciare, secondo l&#8217;attuale leader locale di <strong>SEL</strong>, l&#8217;economia della nostra zona e che da allora, dopo lo strombazzamento della seconda metà degli anni  &#8217;90, aveva fatto perdere le sue tracce.</p>
<p>Niente vagoni, niente merci, tutto a puttane per dirla chiara, la solita cattedrale nel deserto della Piana dove, fra campi abbandonati, zone “industriali” deserte, treni che passano con il contagocce, carcasse di pneumatici nelle cunette è ora in arrivo la novità partorita dal governo, pressato da un solidarismo d&#8217;accatto che predica accoglienza a tutti i costi, facendo arrivare dal nord Africa torme di sfaccendati con l&#8217;iPad.</p>
<p>Non si capisce certamente come mai dalla <strong>Tunisia</strong>, per dirne una, dove poche settimane fa è stato costretto all&#8217;esilio <strong>Ben Alì</strong> e quindi, ci avevano detto, era tornata la democrazia, possano arrivare perseguitati politici.</p>
<p>Di sicuro è questa una occasione storica per la nostra <strong>Bice</strong>, alla quale piace tanto occuparsi di politiche giovanili, e per il suo collega <strong>Penna Bianca</strong> esperto in opere caritatevoli, di mostrare ai concittadini cosa vuol dire non solo predicare il solidarismo, ma anche metterlo in pratica.</p>
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		<title>UNIRE  per  DIVIDERE</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 15:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel panorama di desolazione che purtroppo attanaglia il territorio ozierese, una delle poche iniziative valide è stata il mantenimento in vita dell’Ippodromo di Chilivani, ottenuto in gestione dal Comune e che sembrava destinata ad un buon risultato non solo economico. Nel disastro della pseudo-riforma degli Enti strumentali della Regione, attuata dall’amministrazione Soru, era stato travolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Nel panorama di desolazione che purtroppo attanaglia il territorio ozierese, una delle poche iniziative valide è stata il mantenimento in vita dell’<strong>Ippodromo di Chilivani</strong>, ottenuto in gestione dal Comune e che sembrava destinata ad un buon risultato non solo economico.</p>
<p style="text-align: left;">Nel disastro della pseudo-riforma degli Enti strumentali della Regione, attuata dall’amministrazione <strong>Soru</strong>, era stato travolto anche l’<strong>Istituto Incremento Ippico</strong> e tutto ciò che esso rappresentava per <strong>Ozieri</strong> e per tutto quel mondo di appassionati e allevatori legati al cavallo.</p>
<p style="text-align: left;">Dopo quell’uragano galleggiava l’ingombrante relitto di Chilivani, di cui non si sapeva come sbarazzarsi. La mano tesa del <strong>Comune di Ozieri</strong> fu provvidenziale.</p>
<p style="text-align: left;">Quell&#8217; operazione poteva, e dobbiamo far di tutto perché ancora possa, rivitalizzare un tessuto economico diffuso su tutta la regione, una nicchia esclusiva che ha negli anni conservato e tramandato il legame ancestrale dei sardi col cavallo e che, al di là del lato romantico, è in grado di produrre concrete opportunità economiche.</p>
<p style="text-align: left;">A livello nazionale e da anni il settore è in crisi, un po’ per i cambiamenti del gusto del pubblico e molto per i criteri gestionali e finanziari adottati dagli enti di governo, più attenti agli ingranaggi del carrozzone burocratico sul quale sono insediati che al benessere dei cavalli adibiti al traino.</p>
<p style="text-align: left;"><em>La parola d&#8217;ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti</em>: <strong>tagliare</strong>. E taglieremo, dicono e fanno all’Unione Nazionale Incremento Razze Equine. Così le corse in calendario a Chilivani per il 2011 scendono rispetto all’anno precedente da 19 a 15 e 4 vengono trasferite pari pari al <a href="http://www.villacidro.info/2010/12/mipaf-inserire-ippodromo-di-villacidro-in-calendario-corse/" target="_blank">nuovo ippodromo</a> di <strong>Villacidro</strong>, rischiando così, per salvare forse due ippodromi, di affossarne certamente e definitivamente uno, l’unico in grado finora di reggersi da solo.</p>
<p style="text-align: left;">Doverose ma inefficaci le <a href="http://www.regionesardegna.it/documenti/1_56_20110131100541.pdf" target="_blank">proteste</a>: conosciamo già la storia, col ritornello della <em>guerra tra poveri</em> e la cantilena del <em>piangerci addosso</em> e perciò supplichiamo che, almeno questi, ci vengano risparmiati.</p>
<p style="text-align: left;">Ci resta l’ultima speranza: <strong>dedicarci all’allevamento dei cavalli a dondolo, sempre che anche questo non faccia gola ad altri.</strong></p>
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		<title>Pannelli solari e pannicelli caldi</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 13:10:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>X-file</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre gli ozieresi “festeggiavano” il Natale, il nostro Leo si vendeva la farmacia comunale con un bel ribasso del 10%. E così, fra una assunzione e l&#8217;altra i nostri sinistri amministratori sottraggono fior di quattrini agli ozieresi per poter continuare nella pazza gioia e nelle pazze spese. Prendiamo il nostro amato comune di Ozieri dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre gli ozieresi “festeggiavano” il Natale, il nostro <strong>Leo</strong> si vendeva la<strong> farmacia comunale</strong> con un bel ribasso del 10%. E così, fra una assunzione e l&#8217;altra i nostri sinistri amministratori sottraggono fior di quattrini agli ozieresi per poter continuare nella pazza gioia e nelle pazze spese.</p>
<p>Prendiamo il nostro amato comune di <strong>Ozieri </strong>dove noi viviamo, dove <strong>Leo</strong> quattro anni fa vinceva le elezioni e dove hanno recentemente deciso, lui insieme all&#8217;addetto stampa del comune <strong>Gigetto</strong>, che l&#8217;introito della vendita della<span style="color: #ff0000;"><strong> farmacia comunale di San Nicola</strong></span> dovrà essere utilizzato per installare <span style="color: #ff0000;"><strong>pannelli fotovoltaici</strong></span> sul tetto del Palazzetto dello Sport dello stesso quartiere, per il quale qualche anno fa erano stati stanziati, ma dai “nemici” della squadra di <strong>Cubetto</strong>, ben 700.000 mila euro! Questa somma il nostro <strong>Leo</strong> ha preferito utilizzarla per l&#8217;acquisto delle case diroccate delle FS a Chilivani.</p>
<p>Dopo un piccolo giro informativo abbiamo scoperto quello che, dalle parti del Comune, i più furbi sanno ma non dicono e cioè che, a parte la megaparcella di decine di migliaia di euro all&#8217;ingegnere che dovrebbe seguire tale impianto, con circa 800.000  euro si possono installare, forse, 133 Kw/h fotovoltaici, che in un anno potrebbero produrre 186.200 Kw/h (sempre che il brutto tempo che va avanti da due mesi non continui per altri due o tre) -quindi al costo di circa 6.000 euro per Kw installato-.  A questo punto il kilowattora viene acquistato dal <strong>GSE</strong> (<em>Gestore Servizi Elettrici</em>)  che rimborsa 0,40 euro per  Kw prodotto e quindi si ricaverebbero in un anno 74.480 euro. Inoltre l&#8217;energia prodotta si venderebbe all&#8217;ENEL, che la pagherebbe 0.10 euro per Kw ottenendo ulteriori 18.620 euro, per un totale di 93.100 euro di ricavi.</p>
<p>Al passivo ci sarebbero le tasse varie e la manutenzione alquanto costosa, oltre naturalmente al rischio di perdita dell&#8217;impianto  ed all&#8217;aleatorietà degli incentivi statali e regionali che, in prospettiva, potrebbero diminuire o venire a mancare del tutto, e come corollario occorre anche considerare i mancati introiti derivanti dalla perdita della farmacia, destinata con ogni probabilità a rivalutarsi come capitale e come reddito. Viceversa tra 20 anni l’impianto fotovoltaico non varrebbe più nulla e sarebbe da ricostruire.</p>
<p>Oltretutto esistono soluzioni finanziarie per cui il fotovoltaico potrebbe essere realizzato a costo zero da terzi e retrocesso al Comune, dopo il congruo periodo di rimborso (dai 10 ai 14 anni), per l’utilizzo degli ultimi anni.</p>
<p>A questo punto viene da pensare chi potrebbe essere così pazzo da investire oggi 800.000 euro in fotovoltaico sul tetto del fu palazzetto dello sport di San Nicola con la prospettiva di recuperare (forse solo recuperare) le spese fra 15 o 20 anni considerato che, fra 20 anni, <strong>Leo &amp; Company</strong> saranno entrambi abbondantemente fuori dal palazzo comunale?</p>
<p>Senza contare le costosissime spese di manutenzione di tali impianti e le spese per i riti propiziatori che dovranno essere celebrati per evitare che qualche grandinata non demolisca tutto.</p>
<p>É chiaro che, se si fosse trattato di quattrini privati, col cavolo che ce li avrebbero messi ma trattandosi di soldi degli ozieresi la cosa assume un aspetto diverso. Viene da chiedersi se c&#8217;è qualcuno, dalle nostre parti, disposto ad investire soldi propri per recuperarli (forse) fra 20 anni. Infatti non ne investe nessuno poiché si tratta sempre di quattrini di finanziamenti pubblici regionali o statali o, appunto, ricavati dalle vendite delle farmacie comunali!</p>
<p>Ad Ozieri ci sono scuole fatiscenti, palestre fatiscenti, strade fatiscenti, nelle scuole medie di San Gavino non riescono a completare i bagni degli alunni, tutto fatiscente insomma ma, il nostro<strong> Leo</strong> ha deciso di piazzare pannelli fotovoltaici sul tetto dell&#8217;ex Palazzetto dello Sport di San Nicola che non ha voluto completare, perché doveva regalare i soldi del mutuo a suo tempo contratto per completarlo, alle FS per l&#8217;acquisto di case,  fatiscenti anche esse, a Chilivani per mandarci ad abitare “le giovani coppie”, ed intanto incarica il suo nuovo addetto stampa Gigetto di spiegarci l&#8217;utilità dell&#8217;investimento.</p>
<p>Insomma, il business dei pannelli è arrivato anche dalle nostre parti, ma se di vero affare si tratta lo sapremo se e quando, anche i nostri eroi comunali decideranno di metterci un po’ dei loro risparmi, con la prospettiva di recuperarli si intende, magari fra 20 anni!</p>
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		<title>Comune al verde</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 17:32:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>X-file</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da oltre due anni “Il Cantaro” andava scrivendo che l&#8217;allegra gestione dei conti comunali di Leo &#38; C.  avrebbe portato il Comune ozierese sull&#8217;orlo del precipizio finanziario e, ahinoi, non ci eravamo sbagliati.  Le notizie che arrivano dal fronte del palazzaccio di via Veneto, infatti, sono di quelle da fine impero. Che ci fosse un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da oltre due anni <strong><em>“Il Cantaro”</em></strong> andava scrivendo che l&#8217;allegra gestione dei conti comunali di <strong>Leo</strong> &amp; C.  avrebbe portato il Comune ozierese sull&#8217;orlo del precipizio finanziario e, ahinoi, non ci eravamo sbagliati.  Le notizie che arrivano dal fronte del palazzaccio di via Veneto, infatti, sono di quelle da fine impero.</p>
<p>Che ci fosse un bel buco nel bilancio comunale, frutto di oltre tre anni di malaccorta gestione finanziaria lo si sapeva dalla scorsa estate, portando di fatto allo sforamento del Patto di Stabilità per i primi sei mesi dell&#8217;anno in corso, certificato anche dalla decisione con la quale, all&#8217;improvviso, i nostri amministratori hanno recentemente deciso di <span style="text-decoration: underline;">mettere in vendita la farmacia comunale</span>, unico pezzo pregiato rimasto e unico a dare una rendita sicura alle esauste casse cittadine.</p>
<p>Di fatto un estremo tentativo di tappare la voragine finanziaria prima della fine dell&#8217;anno quando, con l&#8217;assestamento di bilancio, il mancato rispetto del suddetto patto rischierebbe di costringere il nostro amato <strong>Leo</strong> a chiudere bottega e consegnare, insieme alle chiavi del comune, anche quelle della berlina grigia da quasi quattro anni nelle sue disponibilità!</p>
<p>In effetti tutto sembra andare storto, almeno dal punto di vista finanziario, agli amici comunali.</p>
<p>L&#8217;<strong>asta per la farmacia</strong> è andata deserta e viene ora ribandita, con relativo ribasso e rischiose perdite di tempo, l&#8217;<strong>ex caserma dei carabinieri </strong>non si riesce a rifilarla a nessuno, gli amici della <strong>ASL</strong> mollano gli <strong>uffici del Distretto</strong> in via Veneto risparmiando un bel gruzzolo di affitto ma facendolo mancare al Comune e, come non bastasse, la segretaria particolare pare abbia deciso di “citare” il suo datore di lavoro cioè il Comune, cioè a dire il nostro Leo, poiché si vocifera (ma sono solo supposizioni di palazzo) che il sudato stipendio più l&#8217;aggiunta di 8.000 euro (netti) generosamente concessole dal fratellino e di cui avevamo dato notizia qualche tempo fa, non siano adeguati alla mole di lavoro ed all&#8217;impegno da lei profuso giornalmente nei corridoi e nella caffetteria del municipio.</p>
<p>A questo punto, fatti due conti, i nostri si sono accorti che solo la vendita dell&#8217;ultimo gioiello di famiglia, la farmacia comunale di San Nicola, avrebbe consentito di pagare i conticini delle feste cittadine, salvare la baracca finanziaria sempre più tremolante e, perché no, magari con i resti, ci potrebbero “uscire” anche alcuni pannelli di fotovoltaico!</p>
<p>A pensar male si sa che si fa peccato ma, come diceva il gobbo di San Lorenzo in Lucina, qualche volta si azzecca!!</p>
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		<title>Giustìscia noa, ferramenta acuta?</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 15:56:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel recente avvicendamento delle cariche in Comune, la poltrona di Assessore alla Cultura, Sport e Spettacolo, lasciata libera da Bruno Farina, è stata occupata da Antonio Arca, finora Presidente del Consiglio e uomo-ombra del Sindaco, al quale stava ostinatamente incollato e che ne subiva la presenza in tutte quelle circostanze pubbliche nelle quali poteva ipotizzarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel recente avvicendamento delle cariche in Comune, la poltrona di <strong>Assessore alla Cultura, Sport e Spettacolo</strong>, lasciata libera da Bruno <strong>Farina</strong>, è stata occupata da Antonio<strong> Arca</strong>, finora Presidente del Consiglio e <span style="text-decoration: underline;"><em><strong>uomo-ombra</strong></em> del Sindaco</span>, al quale stava ostinatamente incollato e che ne subiva la presenza in tutte quelle circostanze pubbliche nelle quali poteva ipotizzarsi lo scatto di qualche foto.</p>
<p>Abbandonato il ruolo di mera rappresentanza, ora finalmente<strong> Arca</strong> potrà dispiegare concretamente le sue capacità operative, senza far rimpiangere il predecessore.</p>
<p>Contiamo su di lui, oltre che per “<span style="text-decoration: underline;">Estare in piazza</span>” e <span style="text-decoration: underline;">correre al boschetto</span>, per concludere in qualche modo la vicenda tra il ridicolo ed il patetico del<a href="http://www.ilcantaro.com/politica/politica-locale/oggetti-smarriti/" target="_blank"><strong> “Museo Diocesano d’arte Sacra”</strong></a> che si trascina da anni svettando tra le incompiute ozieresi. Le sue personali “entrature” diocesane potrebbero aiutarlo a fare chiarezza e arrivare ad una decisione condivisa.</p>
<p>Ce ne siamo <a href="http://www.ilcantaro.com/economia/economia-locale/per-omnia-s%C3%A6cula-s%C3%A6culorum/" target="_blank">occupati altre volte</a> e non vorremmo che alla fine se ne dovesse occupare anche la <strong>Corte dei Conti</strong> per tutti i soldi pubblici spesi e, così restando le cose, sprecati in maniera inconcludente.</p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #038b19;"><strong>Ozieri può sopravvivere anche senza questo Museo?</strong></span></span></h2>
<p>Se la risposta fosse affermativa, certo qualche problema sorgerebbe nel giustificare le cifre investite per recupero strutturale d’un edificio non di proprietà pubblica e l’allestimento di un complesso a destinazione specifica tenuto chiuso <em>ad perpetuum.</em></p>
<p>Intendiamoci, un ripensamento ponderato sull’apertura e sui conseguenti costi sostenibili è sempre possibile e sarebbe preferibile allo stallo attuale che mantiene la struttura ibernata ed inutilizzata. Ma a quel punto occorrerà inventarsi una soluzione alternativa, con l’accordo della <strong>Curia</strong>, proprietaria della struttura e beneficiaria delle ristrutturazioni pagate da…  Pantalone.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><em><strong>Forse si stava meglio da Presidente del Consiglio, in tutte le foto col Sindaco.</strong></em></span></p>
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		<title>Venghino, siori, venghino&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 17:17:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Farmacia _Comunale]]></category>
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		<description><![CDATA[“Il comune ha deciso di vendere la farmacia. […] ha inoltre deciso che le risorse derivanti dalla vendita della farmacia, saranno immediatamente reinvestite, recuperando un introito annuale almeno triplo a quello che attualmente deriva dalla gestione della farmacia.” Tanto si legge sul sito web del Comune di Ozieri, dove i maghi della finanza abbondano. Attualmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="color: #3366ff;"><strong>“Il comune ha deciso di vendere la farmacia.</strong></span> […]<span style="color: #3366ff;"> <strong>ha inoltre deciso che le risorse derivanti dalla vendita della farmacia, saranno immediatamente reinvestite, recuperando un introito annuale almeno triplo a quello che attualmente deriva dalla gestione della farmacia.”</strong></span></p></blockquote>
<p>Tanto si legge sul <a href="http://www.comune.ozieri.ss.it/index.php?pagina=visualizza&amp;id=384" target="_blank">sito web del Comune</a> di <strong>Ozieri</strong>, dove i maghi della finanza abbondano. Attualmente pare che per il Comune la compartecipazione agli utili della gestione farmaceutica assommi a 35.000 euro all’anno, quindi un <strong>rendimento del 3,84%</strong>. per un cespite valutato poco più di 900.000 euro, capace inoltre di aumentare di valore col tempo. Niente male. Ma se il proposito, anzi la certezza, è di <strong>triplicare la rendita</strong>, portandola quindi a 100.000 euro, <strong>ben venga la vendita!</strong></p>
<p>Peccato che il comunicato prosegua con una geremiade di lamentele per i tagli ai finanziamenti governativi e regionali che mettono in difficoltà le casse comunali sia sul versante degli investimenti che delle spese correnti. Confusamente si raccontano le piaghe ereditate e i rimedi escogitati, lamentando il passato e lodando il presente e concludendo: <span style="color: #3366ff;"><strong> </strong></span></p>
<blockquote><p><span style="color: #3366ff;"><strong>“Abbiamo compiuto ogni sforzo, risanando il bilancio, stiamo sviluppando politiche per aumentare le entrate la sciando sostanzialmente invariate le tariffe per i servizi.”</strong></span></p></blockquote>
<p>Un dubbio atroce ci assale. “Che c’azzecca” tutto questo con la vendita della Farmacia, i cui proventi, spergiurano ed è sicuro,  verranno <span style="color: #3366ff;"><strong>“immediatamente reinvestiti, recuperando un introito annuale almeno triplo…”<span style="color: #000000;">?</span></strong></span></p>
<p>Oppure, usando tatticamente il  <strong><em>“qui lo dico e qui lo nego”</em></strong>, quei soldi serviranno molto più pedestremente a tappare buchi di bilancio ordinario e straordinario, diffondendosi in mille rivoli, come sempre accaduto in passato, anche,  per es., con l’appartamento romano dell’eredità Pietri?</p>
<p>Se così fosse non ci sarebbe niente di male a dire che si sacrificano i gioielli di famiglia per… tirare a campare in un momento di ristrettezza.<br />
I maghi della finanza, a questo punto inattivi, possono concentrarsi sul <strong>Jackpot del Superenalotto.</strong></p>
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		<title>Che fine ha fatto Baby Leon?</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 11:50:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il rientro dalle “ferie” è come il risveglio dopo un’anestesia: la mente naviga ancora tra le nebbie, in un quasi piacevole stato crepuscolare che però progressivamente si dirada e per fortuna o purtroppo ci riporta alla realtà. In fondo è stato bello passare qualche giorno fantozziano tra le zanzare de La Ciaccia, trasferendo il sudore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il rientro dalle “ferie” è come il risveglio dopo un’anestesia: la mente naviga ancora tra le nebbie, in un quasi piacevole stato crepuscolare che però progressivamente si dirada e per fortuna o purtroppo ci riporta alla realtà.</p>
<p>In fondo è stato bello passare qualche giorno fantozziano tra le zanzare de <strong><em>La Ciaccia</em></strong>, trasferendo il sudore al telo della sdraio, sbocconcellando pane e mortadella tratti dalla borsa ex-frigo. Impagabile poi il poter leggere (senza accanimento) le cronache dell’estate, divertentissime (?) quest’anno.</p>
<p>Certo sarebbe stato meglio essere a <strong>Montecarlo</strong>, magari ospiti del “cognato” del <strong>presidente della Camera da Letto</strong>, a sua volta ospite della defunta contessa Colleoni, del defunto <strong>MSI</strong> e della defunta <strong>AN</strong>.</p>
<p>D’altra parte, <em><strong>che fare?</strong></em> come scriveva <strong>Lenin</strong>…</p>
<p>Chi muore giace e chi vive… giace anche lui, possibilmente con una graziosa, anche se dal sorriso cavallino.</p>
<p>I <strong>&#8220;cognati&#8221; </strong> sono la tara che grava sul netto e non godono di gran fortuna, da Marcello <strong>Petacci</strong>, “cognato” di <strong>Mussolini</strong>, a <strong>Pillitteri</strong>, “cognato” di<strong> Craxi.</strong> Ora è il turno di <strong>Elisabetto</strong>, il mezzo che giustifica <strong>Fini</strong>.</p>
<p>Me lasciamo perdere il grande statista, fondatore di nuovi partiti e affondatore di vecchi, capace come pochi di parlare per ore senza dire niente, tanto impegnato sul Futuro da trascurare il presente e cancellare il passato, sempre per sua convenienza, come la stragrande maggioranza dei suoi compagni di professione politica.</p>
<p><em><strong>“L’Italia è in tocchi”</strong></em> disse il <strong>Re</strong> prima di arrestare  &#8220;il <strong>Cavaliere</strong>&#8221; il 26 luglio del ’43 e da allora-o da molto prima- nessuno è riuscito a mettere insieme i pezzi: l’unica cosa che riusciamo a fare è di rimescolarli come i numeri nel sacchetto della tombola. Ci era sembrato che <strong>Berlusconi </strong>potesse riuscire a fare la cinquina, ma anche stavolta… Qualcuno sostiene che il<strong> Pdl</strong> sia morto, lui spera sia solo morte apparente&#8230; Il dubbio perdura.</p>
<p>Consoliamoci con la vivacità da anticamera di obitorio del nostro borgo selvaggio, dove l’apatia regna sovrana. Le cronache estive ci hanno portato l’eco di critiche dell’<strong>opposizione-dai-lenti-riflessi</strong> alla <strong>maggioranza-dai-tanti-parenti</strong> e delle reazioni stizzite. A ben guardare.. <a href="http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/256071/" target="_blank"><em><strong>così fan tutte</strong></em></a> e non solo a “Roma ladrona”.</p>
<p>Più grave, sia detto senza astio, è il vuoto di programmi per tentare di svegliare <strong>Ozieri </strong>dalla catalessi in cui è precipitata.</p>
<p>Al sindaco <strong>Ladu </strong>molto potrebbe essere perdonato se molto avesse fatto, ma così non è.  So bene che è facile criticare da fuori e ben più arduo amministrare ed inventare soluzioni originali per soccorrere una comunità umana che non crede più in se stessa. Ma son persuaso che la sua elezione sia derivata dalla convinzione dei suoi sostenitori e dalla speranza dei suoi elettori che egli –<span style="text-decoration: underline;">personalmente e indipendentemente dallo schieramento</span>- avrebbe mostrato, rispetto ai suoi avversari,  più capacità, frutto della smaliziata esperienza, per trarre Ozieri fuori dalle sabbie mobili che l’attanagliano.</p>
<p>Con tutte le attenuanti delle difficoltà oggettive incontrate, ciò s’è rivelato –almeno finora- un’illusione, anche senza voler caricare la croce sulle spalle del singolo. Qualcosa di più comunque poteva esser tentato per uscire dalla palude.</p>
<p>Quando si legge <strong>DA ANNI</strong> che la <a href="http://www.sassarinotizie.com/articolo-1483-veterinaria_a_rischio_chiusura_il_tormentone_di_ogni_estate.aspx" target="_blank">Facoltà di <strong>Veterinaria </strong>di Sassari</a> rischia di essere cancellata dal 2013 perché non risponde ai minimi requisiti d’<a href="http://www.eaeve.org/" target="_blank">accreditamento europeo</a> in quanto non dispone di varie strutture di supporto tra le quali un’<strong>azienda agro-zootecnica didattica</strong>, essendo abortita l’ipotesi soriana di <strong>Bonassai</strong>, ci si chiede perché non rispolverare la soluzione di <strong>Chilivani,</strong> con un terreno acquisito specificamente a questo scopo -e costato sangue- dall’amministrazione <strong>Cubeddu.</strong> Forse solo per questo motivo s’è dirottata la programmazione su un incompiuto canile e sul fotovoltaico?</p>
<p>Ma la facoltà di <strong>Veterinaria</strong> necessiterebbe anche di un <strong>macello</strong> e il <strong>Comune di Ozieri </strong>un macello ce l’ha, anzi un <strong>Frigomacello</strong>, enorme, non sfruttato e obsoleto, acquisito dall’amministrazione Ladu e di fatto finora ancor più decadente. E se anch&#8217;esso venisse messo a disposizione&#8230;.</p>
<p>Abbiamo l’<strong>Ippodromo</strong> e l’idea della <strong>Città del Cavallo</strong> ma a cavallo <a href="http://www.regionesardegna.it/j/v/491?s=148476&amp;v=2&amp;c=1489&amp;t=1" target="_blank">ci vanno gli altri</a>, a quanto pare…</p>
<p>Dell’<strong>Ospedale</strong>, oggettivamente, è meglio non parlare, chè si direbbero solo cose spiacevoli, anche se le colpe ricadono su tanti e <em>“ad impossibilia, nemo tenetur”</em>…</p>
<p>Ma insomma, <span style="text-decoration: underline;">anche dovesse essere un caso disperato, da Lei signor sindaco, ci saremmo aspettati un po’ d’accanimento terapeutico</span> e non solo una sommessa e rassegnata, ancorchè numerosa, veglia di preghiera.</p>
<p><strong>Ozieri alla fin fine, saprebbe morire da sola, anche senza il suo viatico.</strong></p>
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		<title>Questa vince, questa perde…</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 18:32:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piombino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Chilivani]]></category>
		<category><![CDATA[Convesa]]></category>
		<category><![CDATA[Frigomacello]]></category>
		<category><![CDATA[Keller]]></category>
		<category><![CDATA[Ladu]]></category>
		<category><![CDATA[Ozieri]]></category>
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		<category><![CDATA[Villacidro]]></category>

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		<description><![CDATA[Strane coincidenze legano Ozieri, e più precisamente Chilivani, a Villacidro e l’associazione (d’idee e di destini) non sarà certo sfuggita al sindaco Ladu. La prima si riferisce al passato di Chilivani ed al futuro di Villacidro, e, riguardando situazioni per noi morte e sepolte, rientrano nel campo del rimpianto per quanto la CONVESA poteva fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Strane coincidenze legano <strong>Ozieri</strong>, e più precisamente <strong>Chilivani</strong>, a <strong>Villacidro </strong>e l’associazione (d’idee e di destini) non sarà certo sfuggita al sindaco<strong> Ladu</strong>.</p>
<ul>
<li>La <a href="http://www.regionesardegna.it/documenti/1_203_20100701140505.pdf" target="_self">prima</a> si riferisce al <strong>passato di Chilivani</strong> ed al<strong> futuro di Villacidro</strong>, e, riguardando situazioni per noi morte e sepolte, rientrano nel campo del rimpianto per quanto la <strong>CONVESA</strong> poteva fare e la<strong> KELLER</strong>, più fortunata (?) s’accinge a fare. Auguri a loro.</li>
<li>La <a href="http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_60_20100723105055.pdf" target="_self">seconda</a> invece si riferisce al <strong>passato di Villacidro</strong> ed al <strong>futuro di Chilivani</strong> e anch’essa fa aumentare la preoccupazione per chi ha ipotizzato un recupero del <strong>Frigomacello</strong> e deve constatare che le leggi di mercato sono inesorabili e dopo aver affondato la <strong>Valriso </strong>non saranno più clementi con il mattatoio ozierese.</li>
</ul>
<p>Ci sarebbe anche una terza coincidenza, legata agli <strong>ippodromi</strong>, ma per scaramanzia non ne parliamo…</p>
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		<title>Via col vento</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 11:36:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Eolico]]></category>
		<category><![CDATA[Ozieri]]></category>
		<category><![CDATA[PIP]]></category>
		<category><![CDATA[Sas_Pedras_frittas]]></category>
		<category><![CDATA[Traccone]]></category>

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		<description><![CDATA[La “finanza creativa” non è un’esclusiva di Tremonti e della sua fantasia scatenata alla ricerca disperata di euro.  Anche al Comune di Ozieri non scherzano. Per ricavare qualche soldo e rimpinguare le casse comunali (di per sé un’ottimo proposito&#8230;) ora si arrampicano anche sui.. mulini a vento ed ipotizzano di dare in concessione al miglior [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La “<span style="color: #ff0000;"><strong>finanza creativa</strong></span>” non è un’esclusiva di <strong>Tremonti</strong> e della sua fantasia scatenata alla ricerca disperata di euro.  Anche al Comune di <strong>Ozieri</strong> non scherzano.</p>
<p>Per ricavare qualche soldo e rimpinguare le casse comunali (<em>di per sé un’ottimo proposito</em>&#8230;) ora si arrampicano anche sui.. mulini a vento ed ipotizzano di <a href="http://www.comune.ozieri.ss.it/bandi/2010/24-pip_eolico/avviso.pdf" target="_blank"><strong>dare in concessione al miglior offerente</strong></a> -per realizzare <span style="color: #3366ff;"><strong>impianti eolici</strong></span>-  delle aree, a parere di lor signori nella disponibilità del Comune, nei <strong>PIP </strong>(Piani d’Insediamento Produttivo, alias aree artigianali) di <strong>Traccone</strong> e <strong>Sas Pedras Frittas</strong>. Praticamente dentro città  in quanto baricentriche tra Ozieri e San Nicola e comunque al fianco di capannoni artigianali o commerciali e relativi inquilini.</p>
<p>Naturalmente qualche forzatura è d’obbligo, quando la fantasia si  sbizzarrisce a tal punto.  Qualche  esempio:</p>
<ol>
<li>le aree destinate ad ospitare le torri eoliche <strong>non sono lotti invenduti</strong> ancora di proprietà del Comune, <strong>bensì i cosidetti “standard”</strong> e cioè quegli spazi obbligatori previsti dal <a href="http://www.architettoroma.it/dm-144468-standard-urbanistici.html" target="_blank"><strong>DM 1444/68</strong></a> sugli Standard Urbanistici che prescrive “i limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e<strong> spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi</strong>, da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell&#8217;art. 17 della legge 6 agosto 1967, n.765”.   In pratica <span style="text-decoration: underline;">si sacrificano i parcheggi (verde pubblico non ce n’è) o le aree destinate alle attività collettive</span>, quelle stesse che vengono draconianamente imposte ai privati per ogni piano di lottizzazione di “zona C”;</li>
<li>le aree non sono accorpate ma frazionate e disperse sul territorio del PIP per cui <strong>i rotori gireranno tra i vari capannoni</strong> e gli automezzi e i TIR parcheggeranno sotto le pale rotanti;</li>
<li> la <a href="http://www.regionesardegna.it/documenti/1_73_20090312175453.pdf" target="_blank"><strong>delibera regionale n. 3/17 del 16.1.2009</strong></a> che regola la materia  prescrive al punto d) “esclusivamente per gli impianti di potenza non superiore a 100 KW, <strong>da realizzare da parte di Enti Locali</strong>, con un numero totale di aerogeneratori non superiore a tre unità.”. Quindi gli impianti dovrebbero essere costruiti <strong> direttamente </strong>dal Comune,  <strong>e non per interposto concessionario</strong>;</li>
<li> le<strong> distanze di rispetto e sicurezza dalle strade provinciali</strong> sono state ammorbidite (<strong>Soru</strong> regnante e di manica larga), ma resta il vincolo di “una distanza di rispetto data dalla somma dell’altezza dell’aerogeneratore al mozzo e del raggio del rotore più un ulteriore 10%” e quindi in pratica più è alto il generatore e più occorre allontanarsi dalla <strong>SP n.1</strong> che costeggia Traccone.  Sono ipotizzabili solo <strong>minitorri</strong> e si sa che il vento non ama soffiare rasoterra.</li>
</ol>
<p>Tutto questo perché il piatto piange e mentre la sinistra più o meno ecologista si strappa le vesti quando è l’iniziativa privata a speculare “deturpando il paesaggio” con l’inquinamento ambientale.<br />
<span style="color: #ff0000;"><strong>Per fortuna che un’idea così strampalata non avrà seguito concreto…</strong></span></p>
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