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	<title>Il Cantaro &#187; Economia</title>
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	<description>Periodico d'informazione libera online</description>
	<lastBuildDate>Tue, 31 Jan 2012 11:11:59 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Venghino, siori, venghino!</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 17:32:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piombino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[crescita_economica]]></category>
		<category><![CDATA[liberalizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Monti]]></category>
		<category><![CDATA[PIL]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Cacchio, vuoi vedere che quel diavolo d’un Monti, col suo cappottino sette/ottavi e moglie che trotta perennemente al seguito, ci sistema per le feste? Altro che sottovalutarlo! Apri il Corriere di oggi e leggi: «Per effetto del decreto il Pil potrebbe salire dell&#8217;11%, i salari del 12% e i consumi dell&#8217;8%». Che continua: «Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Cacchio, vuoi vedere che quel diavolo d’un <strong>Monti</strong>, col suo cappottino sette/ottavi e moglie che trotta perennemente al seguito, ci sistema per le feste? Altro che sottovalutarlo!</p>
<p style="text-align: justify;">Apri il <strong><a href="http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_21/liberalizzazioni-decreto-comunicato-governo_54725c86-4416-11e1-8141-fee37ca7fb8c.shtml"><code>Corriere di oggi</code></a></strong> e leggi:<strong> </strong></p>
<blockquote>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>«Per effetto del decreto il Pil potrebbe salire dell&#8217;11%, i salari del 12% e i consumi dell&#8217;8%».</strong></span></h3>
</blockquote>
<p>Che continua:</p>
<blockquote><p><strong>«Le disposizioni consentiranno, nel breve periodo, di traghettare l&#8217;economia nazionale fuori dalla spirale recessiva e possibilmente, nel medio-lungo periodo, di allinearla ai ritmi di crescita dei partners europei e internazionali»</strong></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Troppo bello per essere vero. Occorre indagare, chè in un eccesso di piaggeria la stampa non abbia esagerato nel leccaculismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per una volta la “fonte” (il <a href="http://www.governo.it/backoffice/allegati/66264-7307.pdf"><strong><code>comunicato n.11</code></strong></a> di 14 pagine emanato dall’<span style="text-decoration: underline;">Ufficio Stampa e del Portavoce del <strong>Governo</strong></span> ad illustrazione del parto di otto ore del Consiglio dei Ministri) non è inquinata:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Analisi condotte dall’OCSE evidenziano infatti come l’adozione di misure di</strong> <strong>liberalizzazione che conducano a livelli di regolamentazione del settore dei servizi simili a</strong> <strong>quelli dei Paesi con i migliori standard produrrebbero una crescita significativa della</strong> <strong>produttività totale dei fattori nei settori che impiegano tali servizi, quantificabile in oltre 10</strong> <strong>punti percentuali. Altri studi sulla materia indicano che una riduzione delle rendite nel</strong> <strong>settore dei servizi al livello medio degli altri Paesi dell’euro si assocerebbe, nel medio</strong> <strong>periodo, a un aumento del prodotto dell’11%; il consumo privato e l’occupazione</strong> <strong>crescerebbero fino all’8%, gli investimenti del 18%; i salari reali di quasi il 12% senza</strong> <strong>effetti negativi sull’occupazione.”</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Troppo bello! Ha ragione <strong>Bersani</strong> a scolarsi una birra solitaria, per dimenticare. Dovrebbe farlo anche <strong>Berlusconi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Cerchiamo la conferma di tali dati favolosi sul <strong>ilSole24Ore</strong>, il quotidiano di Confindustria, i cui associati dovrebbero essere i più interessati, e qui salta fuori un <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-21/monti-spazi-giovani-meno-081016.shtml?grafici&amp;uuid=AanS6lgE"><strong><code>grafico elaborato dalla Banca d’Italia</code></strong></a>, semplice semplice, da terza elementare, che tra ascisse ed ordinate mostra che i dati sono quelli, autentici, non si scappa, <strong><span style="text-decoration: underline;">col piccolo particolare che la miracolistica previsione si attuerà nel breve volgere di… trent’anni!</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Cioè il PIL impiegherà 30 anni per crescere del 10%!</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Salvo errori od omissioni, è il <strong><span style="text-decoration: underline;">gioco delle tre carte.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quando la finiranno di massacrarci, pigliandoci anche per il culo?</p>
<p style="text-align: justify;">E continuiamo a meravigliarci che un transatlantico da 140.000 tonnellate, con un comandante che ha paura del buio, sia finito sugli scogli?</p>
<p style="text-align: justify;">Ma andiamo a scopare il mare!</p>
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		<title>Monti di pietà</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 19:26:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Banalitano]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; In tempi di micragna diffusa l’invidia sociale si scatena, camuffata dall’alibi della giustizia ma spinta da un’egoistica autotutela. E’ la millenaria e sempre esistita “mors tua, vita mea” che riprende fulgore e riporta in vita la caccia all’untore, oggi risuscitato nei panni dell’evasore tributario, affamatore del popolo. Ormai agli evasori non vengono più concesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">In tempi di micragna diffusa l’invidia sociale si scatena, camuffata dall’alibi della giustizia ma spinta da un’egoistica autotutela. E’ la millenaria e sempre esistita <em>“<strong>mors tua, vita mea”</strong></em> che riprende fulgore e riporta in vita la caccia all’untore, oggi risuscitato nei panni dell’evasore tributario, affamatore del popolo. Ormai agli evasori non vengono più concesse le attenuanti generiche (<em>“tengo famiglia…”</em>) né quelle specifiche (<em>“il fisco è un grande ladro e io cerco di salvarmi…”</em>) che invece con manica larga concediamo a noi stessi, per le piccole evasioni quotidiano alle quali collaboriamo, non foss’altro che come complici passivi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rubare a un ladro, sempre furto è…</strong> ma certo c&#8217;è un limite di decenza anche nel rubare a un ladro!</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scontrino fiscale &#8220;dimenticato&#8221; dal calzolaio è una cosa, la &#8220;sparizione&#8221; di redditi per milioni un&#8217;altra. Con l&#8217;aggravante che lo sfoggio esibizionistico della refurtiva ha lo stesso effetto delle <em>brioches</em> di <strong>Maria Antonietta</strong> con i <em>sansculottes.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Chi non può o non riesce ad evadere ed è quindi costretto a farsi succhiare il sangue, non può essere tollerante con chi scarica sulle sue deboli spalle il peso di mantenere la baracca, sempre più pesante e i cui occupanti, che fanno le <a href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-mal-di-maldive-forza-nove-non-sembra-arrestarsi-londa-lunga-dellantipolitica-che-sospinta-34263.htm" target="_blank"><strong><code>vacanze alle Maldive</code></strong></a> o hanno arcangeli custodi che pagano a loro insaputa i conti dell’hotel o l’acquisto della casa, sono gli stessi che decidono i balzelli ed i salassi. Senza parlare delle responsabilità dirette, morali e materiali, nella gestione della cosa pubblica e nella manifesta inadeguatezza al compito.</p>
<p style="text-align: justify;">La <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-11/deficit-trimestrale-cala-101018.shtml?uuid=Aadn3jcE"><code>stampa di regime</code></a> tenta d&#8217;indorare la pillola e, per far dimenticare i famigerati e deleteri &#8220;spread&#8221;, spinge ed esorta i moribondi a felicitarsi perchè la febbre è calata da 41,3° a 40,9°.</p>
<p style="text-align: justify;">Dovremmo moderarci con i brindisi –a stomaco vuoto!- per i conti dello Stato, il cui deficit nei primi 9 mesi del 2011 –regnante il <strong>Berlusca</strong>!- è calato, perché sicuramente è aumentato quello dei cittadini, evasori o no. Siccome al peggio non ci sono limiti, dovremmo organizzare i fuochi artificiali per i risultati che otterrà il governo presidenziale del bancario <strong>Monti</strong>, a pro del quale (e della finanza creativa modello <em><strong>Goldman Sachs</strong></em> o <strong><em>Lehman Brothers</em></strong>) stringeremo ancor più la cinghia?</p>
<p style="text-align: justify;">E che dire del nostro presidente <strong>Banalitano</strong> che ci esorta, illumina, custodisce, regge e governa, con la sua corte che costa dieci volte più della regina d&#8217;Inghilterra? Niente, anche per evitare il vilipendio.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ sufficiente vedere un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=8L-e5Cvm-wQ"><code>piccolo filmato</code></a> trasmesso nel 2004 dalla TV tedesca “<em><strong>STERN</strong></em>” e che difficilmente verrà ripreso da <strong>Fazio, Santoro e Galbanelli</strong> per scalfirne la serena maestà.</p>
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		<title>La retta via d’uscita</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 17:46:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piombino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[manovra]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Le tre ore trascorse nella friggitoria d’aria del prof. sen. Monti non son state sufficienti ai ventitré ossequiosi giornalisti per ottenere una conferma che una qualche idea “per la crescita” dell’economia italiana il governo ce l’abbia, oltre la spremitura integrale d’ogni risorsa minimamente individuabile. Tutti constatano l’agonia dell&#8217;Italia ma attendono ansiosamente il miracolo profetizzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Le tre ore trascorse nella friggitoria d’aria del prof. sen. <strong>Monti</strong> non son state sufficienti ai ventitré ossequiosi giornalisti per ottenere una conferma che una qualche idea “per la crescita” dell’economia italiana il governo ce l’abbia, oltre la spremitura integrale d’ogni risorsa minimamente individuabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti constatano l’agonia dell&#8217;Italia ma attendono ansiosamente il miracolo profetizzato dai mercati e fattivamente invocato dall’alto colle, con la signora Angela a far da ostetrica, ma lo <strong><em>spread</em></strong> non ne vuol sentire di scendere, anche se oggi pare sia diventato ininfluente, mentr’era questione di vita o di morte sino a 50 giorni fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra <a href="http://www.corriere.it/economia/11_dicembre_30/merkel-berlusconi_9a124822-32ce-11e1-be67-1119b87d83b7.shtml"><code>violazioni asserite (e smentite)</code></a> della sovranità (?) nazionale, risolutivi parrebbero gli sforzi del gabinetto <strong>Monti</strong> per le liberalizzazione dei <strong>taxi</strong> e, soprattutto, delle <strong>farmacie</strong>, presidio strategico per porre in essere la complessa manovra studiata fino in fondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le lacrime, anche se indebitamente, sono già affiorate, il sangue lo daremo fino a morirne inondando l’AVIS, ma finora non s’intravvede alcun rimedio adeguato.</p>
<p style="text-align: justify;">La cura-Monti ha prescritto soltanto supposte, medicinale da banco&#8230;</p>
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		<title>Il cavallo dei pantaloni</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 12:23:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Chilivani]]></category>
		<category><![CDATA[Ippica]]></category>
		<category><![CDATA[Ippodromo_don_Deodato_Meloni]]></category>
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		<description><![CDATA[Si va al galoppo verso la fine: &#8216;Il primo gennaio tutti gli ippodromi chiuderanno i cancelli mettendo in atto tutte quelle operazioni che avviano la chiusura delle aziende che non hanno piu&#8217; futuro&#8217;. Lo afferma Federippodromi con una nota che segue l&#8217;annuncio dello stop a fine anno dell&#8217;Arcoveggio di Bologna. Federippodromi denuncia &#8216;l&#8217;impossibilita&#8217; di programmare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #ff0000;">Si va al galoppo verso la fine:</span></strong></p>
<blockquote><p><strong>&#8216;Il primo gennaio tutti gli ippodromi chiuderanno i cancelli mettendo in atto tutte quelle operazioni che avviano la chiusura delle aziende che non hanno piu&#8217; futuro&#8217;</strong>. Lo afferma <span style="text-decoration: underline;"><em><strong><code>Federippodromi</code></strong></em></span> con una nota che segue l&#8217;annuncio dello stop a fine anno dell&#8217;Arcoveggio di Bologna. Federippodromi denuncia <strong>&#8216;l&#8217;impossibilita&#8217; di programmare l&#8217;attivita&#8217; perche&#8217; le risorse non sono sufficienti ne&#8217; per il montepremi ne&#8217; per le Societa&#8217; di Corse&#8217; e chiede una profonda riforma del sistema delle scommesse&#8217;.</strong></p></blockquote>
<p><strong></strong><span style="color: #ff0000;">Commenta Mario <strong>Carta</strong> su</span> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/dalgiornale/2011/12/15/news/non-si-uccidono-cosi-anche-gli-ippodromi-5418197"><strong><em><code>La Nuova Sardegna</code></em></strong>:</a></span></p>
<blockquote><p>[...] da 400 milioni l&#8217;anno si precipita a 250, con un calo da 90 a 60 degli importi per gli ippodromi e da 190 a 112 per i montepremi delle corse. Che caleranno ancora. Per questo,<strong> pochi ippodromi riusciranno a sopravvivere.</strong><br />
Non si tratta di chiudere il recinto quando gli animali sono già scappati. Si tratta di farli correre, i cavalli, e insieme a loro un indotto che in Sardegna ha numeri importanti. Ma <strong>il sistema complessivo dei 43 ippodromi italiani non regge la crisi, e mentre i soldi delle scommesse sarde &#8211; non in calo, contrariamente al resto d&#8217;Italia &#8211; vanno a foraggiare buchi altrui,</strong> l&#8217;impressione è che dalla barca che affonda si voglia scaricare la zavorra di periferia, a partire dalla Sardegna. Dove è annunciata la mobilitazione, guidata dagli amministratori pubblici di Sassari, Ozieri e Medio Campidano. [...]</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2011/12/La-Nuova-del-15.12.jpg"><img class="size-full wp-image-4586 alignnone" style="border: 2px solid black; margin: 3px;" title="La Nuova del 15.12" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2011/12/La-Nuova-del-15.12.jpg" alt="" width="554" height="704" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il cavallo azzoppato</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 13:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia Locale]]></category>
		<category><![CDATA[AGRIS]]></category>
		<category><![CDATA[Chilivani]]></category>
		<category><![CDATA[Fulvio_Tocco]]></category>
		<category><![CDATA[Ippica]]></category>
		<category><![CDATA[Istituto_Incremento_Ippico]]></category>
		<category><![CDATA[Ozieri]]></category>
		<category><![CDATA[Villacidro]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Ozieri si batte (e si dibatte…) per salvare il cavallo e tutto il suo mondo, in senso lato, come legame ancestrale, eredità culturale e insieme fonte ancora vitale d’economia. Inevitabilmente, se ci si cala nella realtà di regresso e ristrettezze che viviamo, si finisce per sgomitare sulle costole dei vicini tentando di conquistare uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ozieri</strong> si batte (e si dibatte…) per salvare il cavallo e tutto il suo mondo, in senso lato, come legame ancestrale, eredità culturale e insieme fonte ancora vitale d’economia. Inevitabilmente, se ci si cala nella realtà di regresso e ristrettezze che viviamo, si finisce per sgomitare sulle costole dei vicini tentando di conquistare uno spicchio striminzito di una torta rinsecchita.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>“Mors tua, vita mea”</strong></em> è il grido di battaglia tra i disperati, al quale tutti tentano inutilmente di sottrarsi e lo fa anche Fulvio <strong>Tocco</strong>, presidente della Provincia del Medio Campidano che dà il suo alto patrocinio all’ippodromo di <strong>Villacidro</strong>, ultimo arrivato e mai partito nel sempre più desolato e povero panorama dell’ippica sarda.</p>
<p style="text-align: justify;">Con un po’ commistione tra <em><strong>“aequus”</strong></em> (= uguale) ed <em><strong>“equus”</strong></em> (=cavallo) <a href="http://www.villacidro.info/2011/03/ippica-sarda-%C2%ABun-fronte-comune-contro-lunire%C2%BB/">difende l’acqua di tutti </a><br />
ma soprattutto quella del suo mulino.<br />
Dichiara su <em><strong>Libero (<a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/884281/Ippica-Tocco-Medio-Campidano-no-a-guerre-tra-ippodromo-Ozieri-e-Villacidro.html"> 1 </a>) (<a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/884298/Ippica-Tocco-Medio-Campidano-no-a-guerre-tra-ippodromo-Ozieri-e-Villacidro-2.html"> 2 </a>) (<a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/884308/Ippica-Tocco-Medio-Campidano-no-a-guerre-tra-ippodromo-Ozieri-e-Villacidro-3.html"> 3 </a>)</strong></em>:</p>
<blockquote>
<h3><span style="color: #008000;">no a guerre tra ippodromo Ozieri e Villacidro</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;">Il consiglio comunale di <strong>Ozieri</strong> (Ss) parte a testa bassa all&#8217;attacco dell&#8217;ippodromo di <strong>Villacidro</strong>, in difesa del &#8216;suo&#8217; impianto di <strong>Chilivani</strong>. L&#8217;assemblea cittadina del Logudoro si e&#8217; infiammata nell&#8217;affrontare i problemi dell&#8217;ippica sarda ormai al collasso, dopo la cancellazione di numerose giornate di corse negli ippodromi di Sassari e Chilivani, di cui appunto il Comune di Ozieri, e&#8217; proprietario e gestisce con una societa&#8217; in house dopo l&#8217;abbandono e la dismissione dell&#8217;impianto avvenuta nel 2007 da parte della Regione sarda.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;"><strong>&#8221;Che ci sia rabbia e&#8217; abbastanza comprensibile perche&#8217; l&#8217;ippica e&#8217; stata quasi totalmente cancellata dall&#8217;agenda del governo nazionale. Un governo che non ha tenuto conto dell&#8217;importanza che riveste il comparto sullo scenario economico nazionale. Circa 60. 000 persone hanno a che fare con il mondo del cavallo sportivo. Molti di questi occupati sono sardi. Cio&#8217; che pero&#8217; e&#8217; inspiegabile e&#8217; che quando si affrontano le questioni dell&#8217;ippodromo di Chilivani </strong><span style="color: #000000;">(frazione di Ozieri dov&#8217;e&#8217; l&#8217;ippodromo, ndr)</span><strong> si facciano commistioni improponibili con l&#8217;ippodromo di Villacidro&#8221;</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;"> Lo afferma Fulvio <strong>Tocco</strong>, presidente della Provincia del <strong>Medio Campidano</strong>, appassionato di ippica e &#8216;sponsor&#8217; dell&#8217;ippodromo di <strong>Villacidro</strong>, capoluogo della provincia, fermo al &#8216;palo&#8217; nonostante sia ultimato da 5 anni con una spesa di oltre 5 milioni di euro a totale carico delle casse pubbliche rappresenti uno dei migliori impianti dell&#8217;intero Paese. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;"><strong>&#8220;Questo riferimento</strong> &#8211; afferma Tocco &#8211; <strong>e&#8217; ingeneroso. E&#8217; il solito e insopportabile campanilismo tra nordisti e sudisti, una guerra fratricida che accelera l&#8217;agonia dell&#8217;ippica sarda. All&#8217;ippodromo di Villacidro</strong> &#8211; prosegue il presidente Tocco &#8211; <strong>non sono state assegnate le giornate di corse. Giornate che prima o poi, comunque, dovranno essere assegnare visto e considerato che la struttura e&#8217; stata realizzata a totale carico della Regione sarda, su indicazioni tecniche dell&#8217;Unire per rafforzare il sistema ippico isolano in una delle zone che fino al 1983 aveva le corse riconosciute con il relativo finanziamento&#8221;.</strong></span><br />
<span style="color: #339966;">&#8216;<strong>&#8216;Da non dimenticare</strong> &#8211; afferma Tocco &#8211; <strong>che le corse che prima venivano assegnate all&#8217;ippodromo di Cagliari sono state poi spalmate tra l&#8217;ippodromo di Sassari e quello di Chilivani, &#8216;spostate provvisoriamente&#8217;, come di disse, per non farle perdere alla Sardegna, in attesa della ristrutturazione dell&#8217;ippodromo del Poetto. Allora non ci furono proteste, anzi, l&#8217;azione comune permise all&#8217;ippica sarda di non perdere le 11 giornate di corse che Cagliari non poteva gestire. Ora la questione e&#8217; un&#8217;altra: noi sardi vogliamo che si riconosca alla Sardegna intera un giusto calendario di corse e che Governo e Regione consentano l&#8217;apertura dell&#8217;ippodromo di Villacidro&#8221;.</strong></span><br />
<span style="color: #339966;"><strong>&#8221;Piu&#8217; volte l&#8217;Unire si e&#8217; impegnata in questa direzione ma non e&#8217; mai successo niente. In questo momento serve un corale &#8216;fortza paris&#8217;</strong> <span style="color: #000000;">(forza, avanti insieme, grido di guerra dei sardi della Brigata Sassari, ndr)</span> <strong>per non essere inghiottiti dai piu&#8217; famosi ippodromi nazionali&#8221; &#8221;dobbiamo pretendere a gran voce</strong> &#8211; prosegue Tocco &#8211; <strong>che vengano assegnate delle giornate di corse a Villacidro, nel quadro generale del Sardegna. Per il 2012 e&#8217; prevista una riduzione degli stanziamenti governativi in circa 40% rispetto a quelli degli anni precedenti. Mancherebbero 160 milioni di euro rispetto ai 400 del 2011. Per questa ragione</strong> &#8211; continua &#8211; <strong>e&#8217; auspicabile che si costituisca un fronte unico di pressione verso i Ministeri dell&#8217;Agricoltura e delle Finanze&#8221;. </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;"><strong>&#8221;Questo fronte e&#8217; ancora piu&#8217; necessario in quanto le lobbie dei grandi ippodromi vorrebbero che la parte mancante di finanziamento</strong> &#8211; sostiene Tocco &#8211; n<strong>on venga riferita a loro, ma ai piccoli ippodromi, magari eliminandone alcuni. Noi dobbiamo pensarla e agire diversamente. Per questo serve l&#8217;unita&#8217; d&#8217;azione dei sardi, non le sterili polemiche come quella del consiglio comunale di Ozieri, che si e&#8217;p schierato contro Villacidro. Dobbiamo richiedere una ragionevole assegnazione delle giornate al sistema Sardegna</strong> &#8211; dice Tocco &#8211; <strong>e una convenzione minima per Villacidro per superare questa assurda vicenda d&#8217;esclusione&#8221;.</strong></span><br />
<span style="color: #339966;"><strong>&#8221;I numeri sono chiarissimi: l&#8217;allevamento sardo produce circa il 65-70% dei cavalli sportivi italiani. I migliori fantini sono sardi, ma non c&#8217;e&#8217; la palestra, ovvero gli ippodromi, per allevare nuovi talenti, sia per quanto riguarda cavalli che fantini. Il sistema-Sardegna deve marciare unito, da Chilivani a Sassari per arrivare all&#8217;apertura dell&#8217;impianto di Villacidro e alla ristrutturazione di Cagliri. Solo cosi&#8217;</strong> &#8211; conclude Tocco &#8211; <strong>si potra&#8217; ridare quel giusto riconoscimento all&#8217;ultracentenario allevamento equino della Sardegna&#8221;.</strong></span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Considerando anche le prospettive di ridimensionamento e trasloco dell&#8217;ex <strong>Istituto Incremento Ippico</strong>, ex <strong>AGRIS</strong>, ex ex ex ex&#8230;.</p>
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		<title>In attesa di Mastro Geppetto</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 12:03:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; **C&#8217;è crisi, c&#8217;è crisi&#8230;** è il tormentone di &#8220;Striscia la notizia&#8221; e a confermarlo ci pensano tutti i mezzi di comunicazione, anticipando tagli, torchi e spremiture per tutti e per alcuni in particolare. Ognuno cerca di allontanare da sè l&#8217;occhiuta attenzione dell&#8217;apparato erariale che,  al contrario dell&#8217;accecato Polifemo brancolante nel dar la caccia ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em>**C&#8217;è crisi, c&#8217;è crisi&#8230;** </em></strong></span> è il tormentone di <strong>&#8220;Striscia la notizia&#8221;</strong> e a confermarlo ci pensano tutti i mezzi di comunicazione, anticipando tagli, torchi e spremiture per tutti e per alcuni in particolare. Ognuno cerca di allontanare da sè l&#8217;occhiuta attenzione dell&#8217;apparato erariale che,  al contrario dell&#8217;accecato <strong>Polifemo</strong> brancolante nel dar la caccia ai compagni d&#8217;<strong>Ulisse</strong> per poterli sbranare, ci vede benissimo.</p>
<p>Ormai una rabbiosa rassegnazione ai sacrifici si diffonde, pur nella convinzione che la mala pianta della gestione &#8220;disinvolta&#8221; delle finanze pubbliche non sarà sradicata. Limitandoci a due notiziole de <em><strong>&#8220;La Nuova Sardegna&#8221;</strong></em> di oggi ne abbiamo conferma. Le considerazioni le faccia ciascuno per sè, io pubblico solo i ritagli.<br />
<a href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2011/12/Lirica-in-Sardegna.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4539" title="Lirica in Sardegna" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2011/12/Lirica-in-Sardegna.jpg" alt="" width="547" height="783" /></a>Ma, <strong><em>&#8220;si parva licet&#8230;&#8221;</em></strong>  anche a livello locale si fa il possibile:</p>
<p><a href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2011/12/La-Nuova-Sardegna-03.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4540" title="La Nuova Sardegna 03" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2011/12/La-Nuova-Sardegna-03.jpg" alt="" width="600" height="343" /></a></p>
<p>Forse<a href="http://www.comune.ozieri.ss.it/index.php?pagina=visualizza&amp;id=521"><strong> una risposta l&#8217;apetteranno anche ad Ozieri</strong></a>. Nell&#8217;attesa, rileggiamoci <a href="http://www.see.it/letture/pinocchio/pinocchio3.html"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Pinocchio</strong></span></a></p>
<blockquote><p><strong>Lo voglio chiamar Pinocchio. Questo nome gli porterà fortuna. Ho conosciuto una famiglia intera di Pinocchi: Pinocchio il padre, Pinocchia la madre e Pinocchi i ragazzi, e tutti se la passavano bene. <span style="color: #ff0000;">Il più ricco di loro chiedeva l&#8217;elemosina.</span></strong></p></blockquote>
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		<title>All&#8217;incontrario va&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 19:26:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dobbiamo «tener fede ai nostri impegni», «riacquistare competitività», «per ridurre il deficit pubblico». I proclami perentori si sprecano, echi grotteschi d&#8217;un passato doloroso. La parola d’ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Vincere! Sappiamo tutti come finì. Ora la guerra si combatte on-line, ma non è meno cruenta di quella fisica. Già oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Dobbiamo <strong>«tener fede ai nostri impegni», «riacquistare competitività», «per ridurre il deficit pubblico». </strong>I proclami perentori si sprecano, echi grotteschi d&#8217;un passato doloroso.<strong><br />
</strong></p>
<blockquote>
<h3><span style="color: #ff0000;"><a href=" http://www.storiaxxisecolo.it/fascismo/fascismo10a.htm"><span style="color: #ff0000;">La parola d’ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Vincere!</span></a></span></h3>
</blockquote>
<p>Sappiamo tutti come finì.</p>
<p>Ora la guerra si combatte on-line, ma non è meno cruenta di quella fisica. Già oggi c’è una riduzione dei consumi e, col drenaggio sino al prosciugamento delle risorse private, si aggraverà, e senza consumi il commercio e la produzione languono, le imprese non investono, le aziende licenziano, riducendo ulteriormente le capacità d’acquisto di tutti.</p>
<p>Alla fine si avrà paradossalmente la riduzione delle entrate tributarie che dovrebbero servire per pagare il debito che ci sovrasta. Chiuso il cerchio staremo peggio di prima, morti di fame e con ancora più debiti.</p>
<p>I “tecnici”, esecutori materiali con mandanti noti ma inarrestabili, con i politici a fare il palo, ci dissangueranno fino alla morte e già s’accordano per le esequie, cominciando dall’euro. Riposi in pace!<br />
Non che prima le cose andassero meglio, con la <span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.cndcec.it/Portal/News/NewsDetail.aspx?id=3c3c1edf-e671-4e97-bf59-8a1b0661b16b"><span style="color: #ff6600;"><strong><span style="text-decoration: underline;">pressione fiscale più alta d’Europa</span></strong></span></a></span> più che sufficiente a farci perdere conoscenza.</p>
<p><strong>“Si salvi chi può”</strong> è un grido che si diffonde e <span style="color: #ff6600;"><strong><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-29/export-svizzera-suon-lingotti-063707.shtml?uuid=AazNwaPE&amp;fromSearch"><span style="color: #ff6600;">travalica le Alpi…</span></a></strong></span><br />
E come sempre nelle sabbie mobili, più ci si agita, più si sprofonda. Dalla <em><strong>Consob</strong></em> <span style="color: #ff6600;"><strong>l&#8217;<a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/11/30/news/intervista_vegas-25821301/?ref=HRV-2"><span style="color: #ff6600;">ennesimo grido</span></a>:</strong></span></p>
<blockquote><p><strong>&#8220;In Italia c&#8217;è un allarme banche. Non circola più denaro. Il rischio principale è che si diffonda il &#8220;credit crunch&#8221; </strong>(&#8220;stretta del credito&#8221; NdR)<strong>. Rispetto a questo scenario, il fallimento di qualche banca diventa addirittura un rischio secondario. Se l&#8217;illiquidità del sistema porta al blocco dell&#8217;economia, allora non fallisce un singolo operatore, ma fallisce l&#8217;Italia&#8221;.</strong></p></blockquote>
<p>Ci rimane lo <strong>Stellone d’Italia</strong>, sempre che, per sopravvivere all’effetto serra, non abbia dovuto ricorrere alle Banche.</p>
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		<title>Occhio per occhio, euro per euro</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 20:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>La paranoica ossessione rivoluzionaria che qualche “cittadino” della Vandea potesse sfuggire al Comitato di Salute Pubblica o qualche “kulako” dell’Ucraina al Comitato Centrale dell’URSS si sta ripetendo in modo strisciante in Italia nei confronti dei veri o presunti  evasori fiscali, identificati come “untori” diffusori della peste del debito –pubblico e privato-e nuovi “nemico pubblico n°1” da assicurare, vivi o morti, alla giustizia. La caccia alle streghe era (ed è sempre) il modo più semplice e sbrigativo per distogliere i sospetti dai veri colpevoli e, con un bel falò, dare sfogo alle frustrazioni popolari, con un bell’arrosto dal vivo in piazza.</p>
<p>Tutti i risparmiatori, che hanno  rinunciato comunque a qualcosa e hanno  pagato tutte le tasse nella maniera salassatoria che sappiamo (con la progressività che si porta via buona parte del netto, lasciandovi tutto il lordo e le incombenze e gli oneri della gestione), non sono più buoni cittadini  sostentatori delle finanze patrie ma loschi individui affamatori del popolo, usurai camuffati in combutta con trafficanti alla borsa nera.</p>
<p>Ormai il mettere qualcosa da parte nell’eventualità del sopraggiungere di tempi peggiori –l’istinto della formica- viene visto con sospetto, coincidente con comportamento scorretto, socialmente censurabile, che va punito severamente, possibilmente confiscando quanto possibile. E tutto viene inventato e studiato perché le cicale possano ancora spensieratamente ballare, perché “loro” per definizione hanno già pagato. Mentre nell&#8217;ombra i formichieri s&#8217;ingozzano.</p>
<p>Le formiche pagheranno, malvolentieri, pure stavolta (“<em><strong>Anche i ricchi piangano</strong></em>” proclamavano  qualche anno fa i dispensatori di miseria uguale per tutti) ma i loro sacrifici saranno comunque inutili perché la lunga estate degli sprechi ha prosciugato le falde e non saranno le miracolistiche profezie messianiche del governo dei banchieri e degli speculatori a ricolmare la voragine.</p>
<p>Il pericolo temuto è che le formiche comincino ad adeguarsi alla “cicalizzazione” imperante ed iniziano a capirlo (a dir la verità, il “governo” Monti sta dando tutto il tempo necessario….) anche a sinistra.<br />
<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/26/la-tracciabilit-del-moralismo/173243/"><span style="color: #888888;"><em><span style="text-decoration: underline;"><strong>Il Fattoquotidiano</strong></span></em></span></a>, con la caustica penna di Massimo <strong>Fini</strong>, infatti scrive:</p>
<blockquote>
<h3><span style="color: #ff0000;">La tracciabilità del moralismo</span></h3>
<p>Fra le “impressionanti” misure che il governo dei banchieri si accinge a prendere viene ventilata quella di <strong>togliere di mezzo il biglietto da 500 euro</strong> o, il che fa lo stesso, di <strong>mettere una tassa</strong>, operata dalle banche per conto dello Stato, <strong>sul deposito o sul prelievo di monete di questo taglio</strong>. In un pacchetto di sigarette ci stanno 20 mila euro, in una ventiquattr’ore 6 milioni. Si vuole quindi far la lotta agli evasori, ai corruttori, ai riciclatori che si servono di questi tagli. Gli obiettivi sono nobilissimi, le vere ragioni di questo provvedimento un po’ meno.</p>
<p>Negli ultimi mesi <strong>molti piccoli risparmiatori, temendo un crollo delle banche, hanno prelevato tutto il possibile dai conti correnti,</strong> lasciandovi il minimo indispensabile, per metterlo al sicuro in casa propria. E altri li stanno seguendo. Naturalmente questi prelievi sono avvenuti con banconote da 500, per poterli nascondere agli occhi dei ladri. Adesso, con questa misura, il governo dei banchieri vuole impedire ai risparmiatori che temono un crac degli Istituti di credito di ritirarvi il loro denaro e imporre a quelli che lo hanno già fatto di rimettercelo. <strong>Devono rimanere ostaggio delle banche.</strong></p>
<p>Nella stessa direzione va la misura, molto apprezzata dalla sinistra, che vuole <strong>rendere “tracciabile” ogni pagamento al di sopra dei 300 euro</strong> o addirittura, come pretendono alcuni khomeinisti, a cui ha dato voce Milena <strong>Gabanelli</strong>, qualsiasi pagamento in contanti. I pagamenti avverrebbero quindi, in gran parte con assegni, carte di credito, bancomat, bonifici, tutte operazioni sulle quali le banche hanno le loro commissioni.</p>
<p>Se poi ogni pagamento in contanti, di qualsiasi entità, dovesse essere tassato le banconote sparirebbero dalla circolazione, perché nessuno, nemmeno il giornalaio o il fruttivendolo, le accetterebbe (la “fresca” rimarrebbe, forse, solo al tavolo del poker, l’unico luogo pulito di questo Paese marcio fino al midollo).</p>
<p>Saremmo obbligati a tenere tutto il nostro denaro in banca. Ma le banche sono delle società private e lo Stato non può obbligarmi a tenervi il mio denaro. Io il mio denaro ho diritto di metterlo dove mi garba.</p>
<p>Lo Stato nasce, oltre che per amministrare giustizia, per battere moneta. Se non ha fiducia nella propria moneta non è più uno Stato. <span style="text-decoration: underline;">Se uno Stato non è capace di contrastare l’evasione, la corruzione, il riciclaggio senza far pagare un pesante pedaggio ai cittadini che non sono né evasori, né corruttori, né riciclatori di denaro sporco, non è più uno Stato.</span></p>
<p>Rovesciamolo assieme alle sue classi dirigenti, politiche ed economiche, che ci hanno portato a questo punto e ricominciamo da capo.</p>
<p>Infine non è possibile che lo Stato (che non per niente Nietzsche chiama “il più freddo di tutti i mostri”) si intrufoli attraverso la cosiddetta “tracciabilità” nella mia vita privata fino a conoscere, nel dettaglio, i miei acquisti, le mie predilezioni, i miei gusti, i miei vizi.</p>
<p>Milena <strong>Gabanelli</strong> sostiene che “la gente comune non ha necessità di più di una cinquantina di euro alla settimana”. Ma dove vive, in un monastero? Una buona bottiglia di vino e un pacchetto di sigarette fan già 15 euro al giorno.</p>
<p>Il moralismo della sinistra è insopportabile.E ora capisco perché tanti, senza per questo essere dei lestofanti, votavano <strong>Berlusconi</strong>.</p>
<p>Perché <strong>Berlusconi</strong> difendendo la sua libertà criminaloide difendeva anche, per estensione, la libertà di tutti dallo strapotere dello Stato.</p>
<p><strong>Aridatece subito il Cainano.</strong></p></blockquote>
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		<title>Casa, dolce casa&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 11:46:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piombino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quanta difficoltà -inapparente ma reale-  ci sia in Sardegna e ad Ozieri lo dimostra l’esito del bando per l’assegnazione a condizioni vantaggiose di 12 alloggi del Comune a Chilivani, nelle palazzine ex Ferrovie dello Stato. Non saranno il massimo del comfort e dei collegamenti col centro cittadino, ma meglio dell’albergo della luna senz’altro. Ebbene sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Quanta difficoltà -inapparente ma reale-  ci sia in <strong>Sardegna</strong> e ad <strong>Ozieri</strong> lo dimostra l’esito del bando per l’assegnazione a condizioni vantaggiose di <strong>12 alloggi</strong> del Comune a <strong>Chilivani</strong>, nelle palazzine ex Ferrovie dello Stato. Non saranno il massimo del comfort e dei collegamenti col centro cittadino, ma meglio dell’albergo della luna senz’altro.</p>
<p>Ebbene sono “entrati” in <a href="http://www.comune.ozieri.ss.it/bandi/2010/esiti/130-32_2010-esito.pdf   " target="_blank">graduatoria</a> <strong>solo 5 richiedenti</strong> (e non è detto che non ci ripensino…) mentre ben <strong>12 sono stati esclusi </strong>con la motivazione<a href=" http://www.comune.ozieri.ss.it/bandi/2010/32-canone_moderato/bando.pdf" target="_blank"><em><strong> “in quanto privo del requisito reddituale indispensabile per l’accesso”.</strong></em></a></p>
<p>Il <strong>reddito annuo complessivo  del nucleo familiare </strong> doveva essere <strong>non superiore a € 25.887,96</strong> e <strong>non inferiore a € 12.943,98</strong> per gli alloggi destinati a locazione permanente e <strong>non superiore a € 40.775,00</strong> per gli alloggi destinati alla locazione e successiva vendita.</p>
<p>Tiro ad indovinare, ma non credo che gli esclusi lo siano stati perché sfondavano la barriera superiore del reddito…</p>
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		<title>L’onorato Cappellacci</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 08:33:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Regionale]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo anni spesi a far “melina” finalmente Ugo Cappellacci prova a mostrare, se non proprio i canini, almeno gli incisivi. &#8220;Il diritto fondamentale dei sardi a potersi muovere liberamente è messo fortemente a rischio dall’inaccettabile aumento delle tariffe imposto dalle principali di compagnie di navigazione..Questo grave comportamento sta inoltre penalizzando il sistema produttivo della Sardegna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Dopo anni spesi a far “melina” finalmente Ugo <strong>Cappellacci </strong>prova a mostrare, se non proprio i canini, almeno gli incisivi.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ff00ff;"><strong>&#8220;Il diritto fondamentale dei sardi a potersi muovere liberamente è messo fortemente a rischio dall’inaccettabile aumento delle tariffe imposto dalle principali di compagnie di navigazione..Questo grave comportamento sta inoltre penalizzando il sistema produttivo della Sardegna e contrasta fortemente […]  il turismo uno dei pilastri strategici del proprio sviluppo&#8221;.</strong></span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">Il ricorso all’Autorità garante per la concorrenza e il mercato perché accerti e sanzioni l’eventuale accordo tariffario tra gli armatori arriverà quando tutti i sardi avranno imparato ad attraversare il Tirreno a nuoto, appena prima che i “continentali” si decidano a finanziare i collegamenti con la nostra terra, la loro ormai unica colonia d’oltremare.</p>
<p style="text-align: left;">Qualcosa occorreva fare e, con buona pace dei critici dell’ultim’ora, non  da oggi.</p>
<p style="text-align: left;">Nei sessant’anni di autonomia nessuno che abbia avuto responsabilità di governo alla Regione sarda, di destra o di sinistra, di sopra o di sotto, ha individuato e ipotizzato una soluzione per il nodo scorsoio che ci strangola da sempre e rende asfittica qualunque ipotesi di crescita e sviluppo: <strong>i trasporti</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Ci si è sempre trincerati dietro l’alibi dell’insularità, vedendo il mare come qualcosa che divide, una penalizzazione insuperabile. Invece di considerarlo, adottando i mezzi adeguati, una vantaggiosa via di comunicazione che unisce, come altri da sempre hanno dimostrato, dai Fenici alla Repubblica di Venezia sino al Giappone o a Singapore.</p>
<p style="text-align: left;">La Sardegna si è sempre considerata punto d’arrivo, mai di partenza e sempre s’è affidata al “buon cuore” degli armatori –pubblici o privati- esterni, pronti a rifilarci o un pessimo servizio o una ben remunerata prestazione. Con la pretesa di farci un favore o un’elemosina! E in effetti, in mancanza d’alternative, così di fatto era ed è.</p>
<p style="text-align: left;">Cambierà qualcosa con l’iniziativa di Cappellacci di noleggiare dei traghetti per salvare almeno i traffici dei mesi estivi?<br />
Occorrerebbe una soluzione più organica e stabile, strutturale, ma certo, per quanto precaria e traballante, a qualcosa servirà, se non altro a mostrare un minimo di reazione davanti alle reiterate vessazioni subite, anche da parte del Governo nazionale.<br />
La <a href="http://www.regionesardegna.it/j/v/491?s=165746&amp;v=2&amp;c=1489&amp;t=1" target="_blank">reazione perlomeno stizzita degli <strong>armatori</strong></a> attualmente in attività, bruscamente risvegliati, dimostra che s’è pestato il callo giusto.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left; padding-left: 60px;"><em><span style="color: #3366ff;"><strong>E fu così che da un giorno all&#8217;altro<br />
bocca di rosa si tirò addosso<br />
l&#8217;ira funesta delle cagnette<br />
a cui aveva sottratto l&#8217;osso.</strong></span></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">E pur con tutte le <a href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/05/06/news/la-regione-impugna-la-gara-per-la-tirrenia-4119981" target="_blank">discussioni</a>, le argomentazioni e le <a href="http://www.regionesardegna.it/documenti/1_203_20110505115451.pdf" target="_blank">solidarietà interessate</a>, alcune condivisibili e altre meno, non c’è alternativa al fatto che i sardi debbano conquistare la loro libertà di movimento pagando un prezzo ragionevole per le persone e per le merci.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Sarebbe meglio una sovvenzione in regime di “continuità territoriale” e di libera concorrenza?</strong></p>
<p style="text-align: left;">Se n’è discusso e se ne discuterà ancora e molto ma vorremmo che si concludesse <span style="text-decoration: underline;"><strong>prima del finire del secolo</strong>. </span></p>
<p style="text-align: left;"><strong>In fondo sono solo 89 anni… </strong></p>
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		<title>Chilivani, bel suol d&#8217;amore&#8230;..</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 16:18:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>X-file</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Bice]]></category>
		<category><![CDATA[Giolitti]]></category>
		<category><![CDATA[Mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[Nenni]]></category>
		<category><![CDATA[Penna_Bianca]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia Centro_Intermodale_Chilivani]]></category>

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		<description><![CDATA[Già un secolo fa alcuni noti “pacifisti” di inizio secolo si erano opposti alla decisione dell&#8217;allora governo Giolitti nella guerra che il regno d&#8217;Italia aveva dichiarato alla Turchia, a quei tempi padrona del nord Africa. Si chiamavano Pietro Nenni e Benito Mussolini, socialisti. «È brigantaggio internazionale, un diversivo per distrarre il Paese dal porsi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Già un secolo fa alcuni noti “pacifisti” di inizio secolo si erano opposti alla decisione dell&#8217;allora governo <strong>Giolitti</strong> nella guerra che il regno d&#8217;Italia aveva dichiarato alla Turchia, a quei tempi padrona del nord Africa. Si chiamavano Pietro <strong>Nenni </strong>e Benito <strong>Mussolini</strong>, socialisti.</p>
<blockquote><p>«<span style="color: #ff0000;"><strong>È brigantaggio internazionale, un diversivo per distrarre il Paese dal porsi e risolvere i suoi complessi problemi interni</strong></span>»,</p></blockquote>
<p>scrissero. Vennero arrestati l’anno successivo, nel 1912, mentre manifestavano contro la guerra e urlavano senza riguardo:</p>
<blockquote><p>«<span style="color: #ff0000;"><strong>La bandiera tricolore è uno straccio da piantare su un mucchio di letame</strong></span>».</p></blockquote>
<p>Cento anni dopo il lessico ufficiale patriottico corregge il termine <strong>guerra</strong> con «<span style="color: #3366ff;"><strong>un’azione autorizzata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite</strong></span>» (Giorgio Napolitano).</p>
<p>Di sicuro la guerra a <strong>Gheddafi</strong> oltre a regalare  alla Francia e ai suoi amici gli affari e all&#8217;Italia  i clandestini , un risultato importante per noi lo ha raggiunto, e cioè quello di riportare in auge la sempre più desertica Piana detta anche <em><strong>Campo di Ozieri</strong></em>.</p>
<p>E così, a cento anni di distanza dalle proteste del pacifista zio Benito, il sogno dell&#8217;amico Antonio <strong>Attili</strong> che, da parlamentare, riuscì a far finanziare il <em><strong>Centro Intermodale di Chilivani</strong></em>, si avvera: il Centro infatti apre finalmente le porte!</p>
<p>Naturalmente non ai vagoni carichi di merce da trasportare poi sul continente ma bensì carichi di altra mercanzia, e cioè quella di alcune centinaia di <strong>immigrati clandestin</strong>i provenienti dalla Tunisia che, da Lampedusa vengono distribuiti qua e là per la penisola, isole comprese.</p>
<p>Una fine ingloriosa, a dirla tutta, per la struttura che avrebbe dovuto rilanciare, secondo l&#8217;attuale leader locale di <strong>SEL</strong>, l&#8217;economia della nostra zona e che da allora, dopo lo strombazzamento della seconda metà degli anni  &#8217;90, aveva fatto perdere le sue tracce.</p>
<p>Niente vagoni, niente merci, tutto a puttane per dirla chiara, la solita cattedrale nel deserto della Piana dove, fra campi abbandonati, zone “industriali” deserte, treni che passano con il contagocce, carcasse di pneumatici nelle cunette è ora in arrivo la novità partorita dal governo, pressato da un solidarismo d&#8217;accatto che predica accoglienza a tutti i costi, facendo arrivare dal nord Africa torme di sfaccendati con l&#8217;iPad.</p>
<p>Non si capisce certamente come mai dalla <strong>Tunisia</strong>, per dirne una, dove poche settimane fa è stato costretto all&#8217;esilio <strong>Ben Alì</strong> e quindi, ci avevano detto, era tornata la democrazia, possano arrivare perseguitati politici.</p>
<p>Di sicuro è questa una occasione storica per la nostra <strong>Bice</strong>, alla quale piace tanto occuparsi di politiche giovanili, e per il suo collega <strong>Penna Bianca</strong> esperto in opere caritatevoli, di mostrare ai concittadini cosa vuol dire non solo predicare il solidarismo, ma anche metterlo in pratica.</p>
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		<title>UNIRE  per  DIVIDERE</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 15:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Ippodromo_di_Chilivani]]></category>
		<category><![CDATA[Istituto_Incremento_Ippico]]></category>
		<category><![CDATA[Ozieri]]></category>
		<category><![CDATA[Soru]]></category>
		<category><![CDATA[UNIRE]]></category>
		<category><![CDATA[Villacidro]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel panorama di desolazione che purtroppo attanaglia il territorio ozierese, una delle poche iniziative valide è stata il mantenimento in vita dell’Ippodromo di Chilivani, ottenuto in gestione dal Comune e che sembrava destinata ad un buon risultato non solo economico. Nel disastro della pseudo-riforma degli Enti strumentali della Regione, attuata dall’amministrazione Soru, era stato travolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Nel panorama di desolazione che purtroppo attanaglia il territorio ozierese, una delle poche iniziative valide è stata il mantenimento in vita dell’<strong>Ippodromo di Chilivani</strong>, ottenuto in gestione dal Comune e che sembrava destinata ad un buon risultato non solo economico.</p>
<p style="text-align: left;">Nel disastro della pseudo-riforma degli Enti strumentali della Regione, attuata dall’amministrazione <strong>Soru</strong>, era stato travolto anche l’<strong>Istituto Incremento Ippico</strong> e tutto ciò che esso rappresentava per <strong>Ozieri</strong> e per tutto quel mondo di appassionati e allevatori legati al cavallo.</p>
<p style="text-align: left;">Dopo quell’uragano galleggiava l’ingombrante relitto di Chilivani, di cui non si sapeva come sbarazzarsi. La mano tesa del <strong>Comune di Ozieri</strong> fu provvidenziale.</p>
<p style="text-align: left;">Quell&#8217; operazione poteva, e dobbiamo far di tutto perché ancora possa, rivitalizzare un tessuto economico diffuso su tutta la regione, una nicchia esclusiva che ha negli anni conservato e tramandato il legame ancestrale dei sardi col cavallo e che, al di là del lato romantico, è in grado di produrre concrete opportunità economiche.</p>
<p style="text-align: left;">A livello nazionale e da anni il settore è in crisi, un po’ per i cambiamenti del gusto del pubblico e molto per i criteri gestionali e finanziari adottati dagli enti di governo, più attenti agli ingranaggi del carrozzone burocratico sul quale sono insediati che al benessere dei cavalli adibiti al traino.</p>
<p style="text-align: left;"><em>La parola d&#8217;ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti</em>: <strong>tagliare</strong>. E taglieremo, dicono e fanno all’Unione Nazionale Incremento Razze Equine. Così le corse in calendario a Chilivani per il 2011 scendono rispetto all’anno precedente da 19 a 15 e 4 vengono trasferite pari pari al <a href="http://www.villacidro.info/2010/12/mipaf-inserire-ippodromo-di-villacidro-in-calendario-corse/" target="_blank">nuovo ippodromo</a> di <strong>Villacidro</strong>, rischiando così, per salvare forse due ippodromi, di affossarne certamente e definitivamente uno, l’unico in grado finora di reggersi da solo.</p>
<p style="text-align: left;">Doverose ma inefficaci le <a href="http://www.regionesardegna.it/documenti/1_56_20110131100541.pdf" target="_blank">proteste</a>: conosciamo già la storia, col ritornello della <em>guerra tra poveri</em> e la cantilena del <em>piangerci addosso</em> e perciò supplichiamo che, almeno questi, ci vengano risparmiati.</p>
<p style="text-align: left;">Ci resta l’ultima speranza: <strong>dedicarci all’allevamento dei cavalli a dondolo, sempre che anche questo non faccia gola ad altri.</strong></p>
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