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	<title>Il Cantaro &#187; Internet</title>
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	<description>Periodico d'informazione libera online</description>
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		<title>Achtung ! ! !  Verboten ! ! !</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 15:44:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[ASL n.1]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche le formiche, nel loro piccolo, s’incazzano” è il titolo di un libro in cui Gino e Michele collezionarono centinaia di battute ed aforismi, per lo più surreali. A noi de &#8220;il Cantaro&#8221; invece sta capitando d’aver a che fare con formiche che evidentemente s’incazzano sul serio, comprese del  ruolo che qualche ben assestata raccomandazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #339966;"><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Anche le formiche, nel loro piccolo, s’incazzano”</strong></em></span> </span>è il titolo di un libro in cui <strong>Gino e Michele</strong> collezionarono centinaia di battute ed aforismi, per lo più surreali. A noi de <strong>&#8220;il Cantaro&#8221;</strong> invece sta capitando d’aver a che fare con formiche che evidentemente s’incazzano sul serio, comprese del  ruolo che qualche ben assestata raccomandazione ha fatto loro ottenere nel formicaio della ASL.<br />
Abbiamo scoperto infatti che il nostro gracile <strong>“Cantaro”</strong> è finito nell’elenco degli appestati, dei siti proibiti e pericolosi per sé e –soprattutto- per gli altri, da non aprire e ancor meno leggere, quasi fosse un sito pedo-pornografico la cui frequentazione porta all’irruzione delle forze dell’ordine e alle conseguenti “scocciature”. Oppure un sito eversivo…</p>
<p>Fatto sta che dalla rete internet delle strutture sanitarie in capo alla ASL n.1 non è possibile accedere a<strong> “il Cantaro”</strong>, unico sito, ripetiamo unico, ritenuto pericoloso nell’universo mondo del <strong><em>web</em></strong>!  Da non crederci…</p>
<p><span style="color: #ff00ff;"><strong>Possibile che diamo tanto fastidio all’elefante?  No, non siamo così presuntuosi. </strong></span></p>
<p><strong><em>Li superiori</em></strong> ignorano persino la nostra esistenza;  la censura nasce, o meglio abortisce, in periferia, dove chi non ha altro da fare e per quel nulla è pagato, si trastulla tra i <em>files</em>, provando a mettersi in luce come leccaculo in servizio permanente effettivo.</p>
<p>Un’altra ipotesi è che i dipendenti ospedalieri, a fila assottigliate ma pur sempre troppo folte per i compiti “d’istituto” ormai anoressici, per passare il tempo, si trastullino navigando con la fantasia e con l’elettronica e dedichino a <strong>“il Cantaro”</strong>, noto sovversivo,  troppa della loro attenzione. Ragion per cui meglio distoglierli e dirottare la navigazione verso altri approdi, non censurati e meno urticanti per  i deretani degli amici.</p>
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		<title>Mi ci fuit su risu…</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 16:45:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[Il botanico di Cagliari prof. Mauro Ballero, coautore di 54 pubblicazioni sulla stampa scientifica internazionale, armeggiando tra i vegetali con un occhio alla neurofisiologia, ha fatto una scoperta che sposa splendidamente la scienza con il mito, mettendo per l’ennesima volta la Sardegna nel cuore della conoscenza:
 “Quella smorfia facciale tra il maligno e il beffardo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il botanico di Cagliari prof. Mauro <strong>Ballero</strong>, coautore di 54 pubblicazioni sulla stampa scientifica internazionale, armeggiando tra i vegetali con un occhio alla neurofisiologia, ha fatto una scoperta che sposa splendidamente la scienza con il mito, mettendo per l’ennesima volta la Sardegna nel cuore della conoscenza:<span id="more-2896"></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #ff0000;"><strong> “Quella smorfia facciale tra il maligno e il beffardo nota anche agli antichi greci come &#8220;riso sardonico&#8221; sarebbe in realtà l&#8217;effetto tossico di una pianta volgarmente chiamata &#8220;sedano acquatico&#8221;, molto comune in Sardegna, il cui infuso i prenuragici facevano bere ai condannati a morte.”</strong></span></p>
<p>La notizia è così riportata dall’agenzia<strong> <a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_961909258.html" target="_blank">ANSA</a></strong> ed il gusto del controllare la fonte mi ha portato sul sito della <a href="http://pubs.acs.org/doi/full/10.1021/np8007717" target="_blank"><strong>rivista americana </strong></a>che l’ha pubblicata.</p>
<p><a href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2009/05/maschera-sardonica.gif"><img class="alignright size-full wp-image-2899" title="maschera-sardonica" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2009/05/maschera-sardonica.gif" alt="" width="172" height="184" /></a>A questo punto, tra formule chimiche di struttura, essendomi parsa troppo “teatrale” la maschera presente nell’articolo ad illustrazione di quel tragico riso, ho cercato <a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.sardolog.org/riso/023.jpg&amp;imgrefurl=http://www.sardolog.org/riso/maschere.htm&amp;usg=__JI5B1lfCZfUI_WPInnk4OkxmufQ=&amp;h=223&amp;w=220&amp;sz=15&amp;hl=it&amp;start=7&amp;tbnid=J8-12L1oTghgdM:&amp;tbnh=107&amp;tbnw=106&amp;prev=/images%3Fq%3Driso%2Bsardonico%26gbv%3D2%26hl%3Dit%26client%3Dfirefox-a%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26sa%3DG" target="_blank"><strong>altre immagini</strong></a>, trovandone anche troppe ed imbattendomi casualmente anche nel riso sardonico che, secondo alcuni, conserva una delle 18<a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://farm4.static.flickr.com/3256/2754675656_2433a6dca5.jpg%3Fv%3D0&amp;imgrefurl=http://flickr.com/photos/paolo_venturi/2754675656/&amp;usg=__tMIz5_jACQe23vcjcDXLE-VRpdo=&amp;h=2048&amp;w=1536&amp;sz=131&amp;hl=it&amp;start=3&amp;tbnid=X3p7dJSzJFGV_M:&amp;tbnh=150&amp;tbnw=113&amp;prev=/images%3Fq%3Driso%2Bsardonico%26gbv%3D2%26hl%3Dit%26client%3Dfirefox-a%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26sa%3DG." target="_blank"><strong> mummie</strong></a> esposte nella <span style="color: #ff00ff;"><strong>Chiesa dei Morti</strong></span> di <span style="color: #ff00ff;"><strong>Urbania</strong></span>.</p>
<p>E’ la contrazione disperata del volto di un <span style="text-decoration: underline;">sepolto vivo per morte apparente</span>, per cui, incamminato ormai sul macabro, occorreva saperne di più su questa cittadina marchigiana.</p>
<p>Ecco fatto, con chi m’imbatto, se non con un sardo? E di quelli d’eccellenza, il prof. Federico <span style="color: #3366ff;"><a href="http://www.urbania-casteldurante.it/s2_melis.html" target="_blank"><strong>Melis</strong></a></span>, bosano, <a href="http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=602&amp;s=17&amp;v=9&amp;c=4461&amp;c1=%22Melis+Federico%22&amp;n=24&amp;ric=1" target="_blank"><strong>ceramista caposcuola </strong></a>che, come tanti altri prima e dopo, ha dovuto lasciare la Sardegna, i suoi tesori nascosti o dimenticati, i suoi profumi di povertà, il suo “sedano acquatico”, con la morte nel cuore ed il sorriso forzato sul viso.</p>
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		<title>Paese d’ombre</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 17:51:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piombino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Internet ha consentito la comunicazione universale in tempo reale e a basso costo, ma oggi sta dando origine ad un nuovo contesto sociale, con le comunità online che trasferiscono in un fantastico mondo virtuale i rapporti tra gli aderenti, con  esposizione di foto, fatti, opinioni anche strettamente personali, accessibili agli “amici” reclutati senza remora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Internet</strong></span> ha consentito la comunicazione universale in tempo reale e a basso costo, ma oggi sta dando origine ad un nuovo contesto sociale, con le <strong>comunità <em>online</em></strong> che trasferiscono in un fantastico mondo virtuale i rapporti tra gli aderenti, con  esposizione di foto, fatti, opinioni anche strettamente personali, accessibili agli “amici” reclutati senza remora e fidando sul buonismo, il terreno incolto ideale per le trappole.<span id="more-2543"></span></p>
<p>Qualche sociologo già definisce <span style="color: #993366;"><em><strong>“generazione Facebook”</strong></em></span> quell’età adolescenziale che fino a qualche anno fa era etichettata <em><span style="color: #993366;"><strong>“nutella-boys”</strong></span></em> perché considerava primari altri bisogni, meno evanescenti e più spalmabili degli odierni.</p>
<p>In tutto il mondo aumentano velocemente gli “amici” e anche gli inconvenienti delle “facili amicizie”.</p>
<p>Pierluigi <strong>Bersani</strong>, l&#8217;esponente emiliano del <strong>PD</strong> con la <span style="text-decoration: underline;">parlata </span>e la <span style="text-decoration: underline;">pelata</span> che lo fanno somigliare al <a href="http://www.livecity.it/wp-content/uploads/2008/10/arbore9.JPG" target="_blank"><strong>Ferrini</strong></a> della <em>signora <strong>Coriandoli</strong></em>, ha scoperto di averne una moltitudine, pronti a dargli affetto e consigli –e forse, chissà, anche voti- ma richiamati solo da un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.corriere.it/cronache/09_marzo_10/davide_casati_bersani_facebook_2191705e-0d7d-11de-82af-00144f02aabc.shtml" target="_blank">ladro d’identità</a> che a lui s’era sostituito.</span> Il derubato non ha gradito e ha fatto chiudere il profilo, rompendo tante… amicizie.</p>
<p><strong>Evidentemente mentre lui era occupato a fare il ministro-ombra, qualcuno s’è impadronito della sua ombra vera e l’ha trasferita sul web. Oggi <em>“we can”</em>, si può fare.</strong></p>
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		<title>Tacebook</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 18:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[George Orwell, quando nell’immediato dopoguerra scrisse “1984”,  previde l’esistenza del Grande Fratello, un dittatore a capo dell’intero sistema sociale, in grado di condizionare e conoscere ogni pensiero dei sudditi.
Non poteva certo immaginare la banalizzazione voyeristica che ne sarebbe scaturita con trasmissioni televisive di successo.  Ma forse non avrebbe neanche immaginato che la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>George <strong>Orwell,</strong> quando nell’immediato dopoguerra scrisse <span style="color: #ff0000;"><strong><em>“1984”</em></strong></span>,  previde l’esistenza del <span style="color: #c00bf3;"><strong>Grande Fratello</strong>,</span> un dittatore a capo dell’intero sistema sociale, in grado di condizionare e conoscere ogni pensiero dei sudditi.<span id="more-2509"></span></p>
<p>Non poteva certo immaginare la banalizzazione voyeristica che ne sarebbe scaturita con trasmissioni televisive di successo.  Ma forse non avrebbe neanche immaginato che la sua fantasia trovasse posto nel mondo reale.</p>
<p>E’ stato già <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emend&amp;leg=16&amp;id=392701&amp;idoggetto=413875" target="_blank">approvato al <strong>Senato</strong></a> e tra breve discusso alla Camera un emendamento del <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Il-governo-contro-Internet/2065427" target="_blank">sen. <strong>D’Alia</strong></a><strong> </strong>(UDC) che prevede l’oscuramento di tutti i siti internet che ospitino scritti riconducibili alla “<strong><em>i</em><em>stigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato […] col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete internet, o con altro mezzo di propaganda</em></strong>”.</p>
<p>Siti come <span style="color: #ff6600;"><strong>Youtube </strong></span>e <span style="color: #ff6600;"><strong>Facebook</strong></span>, costruiti sull’ospitalità di chi vuole inserire qualunque cosa, fidando nel buonsenso di tutti –lettori compresi- dovrebbero immediatamente chiudere.<br />
Oltre le buone intenzioni dei proponenti, questo può rivelarsi l’ennesimo tentativo di controllo o “filtraggio” delle notizie e in senso lato delle opinioni e quindi della libertà di pensiero.</p>
<p>Perché i “reati” e la “disobbedienza alle leggi”, di cui si condannano l’apologia e l’istigazione, sempre più stanno diventando “ideologici”, essendo  cioè <span style="text-decoration: underline;">divieti che colpiscono opinioni e pensieri</span> (e non fatti), giudicati sanzionabili in forza di leggi che individuano e prescrivono il conforme ed il politicamente corretto.</p>
<p>Si pretende quindi d’entrare e dettar legge nell’impalpabile universo del pensiero, libero per definizione ed incoercibile, se non vogliamo appunto precipitare in un mondo orwelliano. Sempre più, con l’alibi della sicurezza, si stanno erigendo palizzate e campi minati che impediscono manifestazioni di libertà e di movimento.<br />
In <strong>Gran Bretagna</strong>, la legge Antiterrorismo (Terrorist Bill) prevede il reato di «sostegno indiretto» al terrorismo, per cui scrivere che «<em>Bin Laden può aver avuto le sue ragioni</em>» o che «<em>l’IRA fece bene a combattere per l’Irlanda</em>» è un reato perseguibile penalmente, perché il governo britannico ha decretato che si parla di terroristi.</p>
<p>Il sociologo belga Jean Claude <strong>Paye,</strong> autore del saggio «<a href="http://www.voltairenet.org/article151318.html" target="_blank"><strong>La fin de l’etat de droit</strong></a>», edito anche <a href="http://www.manifestolibri.it/vedi_autori.php?autor=Paye%20Jean-Claude" target="_blank">in italiano</a> da un editore di sinistra,  descrive bene la situazione negli Stati Uniti (e nell’Europa che segue obbedientemente) con una lotta in teoria al terrorismo e in pratica alla libertà.<br />
In <strong>Francia</strong> un progetto di «<em>legge d’orientamento e programmazione per la sicurezza interna</em>» (<strong>LOPSI</strong>)  autorizza lo spionaggio elettronico da parte della polizia, attraverso l’introduzione  nel computer di un sospetto di un <strong>Troian</strong> (Cavallo di Troia), super-virus o programma-spia allegato ad una mail apparentemente innocua proveniente da un ente pubblico. A quel punto il “Grande Fratello” potrà leggere tutto il contenuto del disco rigido del  computer e anche controllare quali siti si cliccano, con chi si chatta o scambia mail.</p>
<p>Ache la <strong>Germania</strong> ha in preparazione una legge analoga a quella francese, che legittima ciò che finora si faceva illegalmente, sulla falsariga di ciò che negli USA il &#8220;Patriot Act&#8221; prevede con la procedura  «Lanterna Magica».<br />
L’<strong>Italia</strong> non è esente da tentativi di filtraggio e censura e duole riconoscere che un rappresentante autorevole del sedicente Popolo della Libertà sia tra i più attivi nelle proposte liberticide. Il nostro attuale ministro degli esteri, <a href="http://www.spyworld-actu.com/spip.php?article5563" target="_blank"><strong>Frattini</strong></a>, nel 2007, nelle sue vesti di Commissario europeo alla Giustizia e alla Sicurezza  ha espresso  “<em>… la sua ferma intenzione d’intraprendere uno studio  con l’aiuto del settore privato (…) sui mezzi tecnologici per impedire alle persone  d’utilizzare e di cercare delle parole pericolose come “bomba”, “uccidere”, “genocidio” o “terrorismo</em>”.</p>
<p>Ovviamente questo controllo del pensiero è <a href="http://punto-informatico.it/2033752/PI/News/frattini-seguiamo-esempio-cinese.aspx  " target="_blank">impossibile</a>, almeno quanto vendere l’anima, come nei film di don Camillo e Peppone.</p>
<p>Dove però il venditore miscredente, alla fine, angosciato dal dubbio, restituisce le mille lire incassate e se la ricompra.   Perché… non si sa mai.</p>
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		<title>Il telefono, la tua voce</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 13:41:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piombino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tempi sempre più duri per gli spioni “auricolari”, gli intercettatori di conversazioni in servizio permannente che, spesso per disposizione della magistratura e qualche volta in proprio. origliavano e registravano qualunque confidenza telefonica cadesse nella rete.
Non era certo una novità, almeno per i più svegli navigatori del web, ma ora anche Repubblica s’è accorta della scappatoia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempi sempre più duri per gli <strong>spioni</strong> “auricolari”, gli intercettatori di conversazioni in servizio permannente che, spesso per disposizione della magistratura e qualche volta in proprio. origliavano e registravano qualunque confidenza telefonica cadesse nella rete.<span id="more-2424"></span></p>
<p>Non era certo una novità, almeno per i più svegli navigatori del web, ma ora anche <a href="http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/politica/giustizia-10/boss-skype/boss-skype.html" target="_blank"><em><strong>Repubblica</strong></em></a> s’è accorta della scappatoia e l’ha comunicata al grande pubblico: le telefonate effettuate con <span style="color: #ff0000;"><strong>Skype</strong></span>, utilizzando un collegamento tramite computer, oltre che costare pochissimo, hanno il vantaggio di non essere praticamente intercettabili. Basta “scaricare” un programma e acquisire un microfono-auricolare e anche i “maghi” come <a href="http://www.corriere.it/politica/09_febbraio_15/berlusconi_intercettazioni_emergenza_fac9ddd6-fb6a-11dd-aeff-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><strong>Genchi</strong></a> restano disoccupati. Se ne avvantaggeranno i malfattori ma anche i cittadini che non hanno nulla da nascondere e che subivano comunque una sgradita pubblicità.</p>
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		<title>Fino dai tempi dei garibaldini&#8230;.</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 10:47:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La sensazione d&#8217;esser diventati dei fissati monomaniacali, compatiti da familiari e conoscenti,  per le ripetitive lamentele sulle &#8220;defaillances&#8221; delle nuove tecnologie delle quali siamo tutti ormai  prigionieri (telefono, palmari, internet, televisione interattiva, etc.) è svanita quando, sul &#8220;Corriere della Sera &#8220;, abbiamo letto il pezzo di Aldo Grasso, che si occupa di televisione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sensazione d&#8217;esser diventati dei fissati monomaniacali, compatiti da familiari e conoscenti,  per le ripetitive lamentele sulle <em>&#8220;defaillances&#8221;<strong> </strong></em>delle nuove tecnologie delle quali siamo tutti ormai  prigionieri (telefono, palmari, internet, televisione interattiva, etc.) è svanita quando, sul <em><strong>&#8220;<a href="http://www.corriere.it/economia/09_gennaio_30/grasso_433b436a-eea1-11dd-ba39-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Corriere della Sera</a></strong></em><a href="http://www.corriere.it/economia/09_gennaio_30/grasso_433b436a-eea1-11dd-ba39-00144f02aabc.shtml" target="_blank"> </a>&#8220;, abbiamo letto il pezzo di Aldo <strong>Grasso</strong>, che si occupa di televisione a tempo pieno.<span id="more-2342"></span></p>
<p>Finalmente anche la stampa a grande diffusione si occupa del problema, non vitale ma fastidioso, considerato che per rifilarci le fregature ci fanno anche pagare. Ecco cosa scrive Grasso:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #ff0000;"><strong>&#8220;&#8230; dopo infiniti rimandi, il digitale terrestre incontra più difficoltà del previsto e che, alla fine, rischia di rivelarsi per quello che è: una tecnologia obsoleta, costosa, limitata. Quello che l&#8217;ex ministro Gasparri presentava come il Paradiso terrestre delle comunicazioni pare ogni giorno di più un inferno. La messa in opera del Dtt è in sofferenza, come testimonia la Sardegna, dopo lo switch off di ottobre, lo spegnimento della tradizionale tv analogica e il passaggio coatto alla nuova tecnologia. In molte zone ci sono seri problemi di ricezione: non si vede ancora il nuovo ma non si vede più neanche il vecchio. [...] C&#8217;è molta confusione sui decoder (quelli comprati a minor prezzo non danno garanzie di affidabilità, alcuni non hanno nemmeno gli standard europei e quindi non riescono a captare le frequenze Vhf, su cui trasmette la Rai), la sintonizzazione dei canali non è impresa facile, molte antenne vanno sostituite o ripuntate e comunque liberate dei vecchi filtri. [...] A fronte di questi intoppi, per altro prevedibili, c&#8217;è da registrare un&#8217;aggiunta importante: per mantenere attivi i trasmettitori ci vuole un enorme impiego di energia in un paese dove l&#8217;energia si compra a caro prezzo. Se si spegnessero tutti i trasmettitori si potrebbe tranquillamente alimentare una città&#8230;&#8221;</strong></span></p>
<p>Se non le lamentele degli utenti riusciranno almeno gli interessi dei gestori, pubblici o privati, a fare il miracolo di <span style="text-decoration: underline;"><strong>riportarci al tempo di Carosello</strong></span>?</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff00ff;"><strong>Dura minga, dura no, non può durare&#8230;</strong></span></p>
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		<title>E’ tornato Peter Pan</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 19:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La stragrande maggioranza degli italiani ha “rimosso” [in senso psicanalitico] il governo Prodi, ormai lontano nella memoria quanto può esserlo un governo De Gasperi o Andreotti. Purtroppo non si possono rimuovere le conseguenze di quella stagione né eliminare alcuni comprimari che vorrebbero fermare il tempo e ripetere errori di ritardata gioventù.
L’on. Riccardo Franco Levi è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La stragrande maggioranza degli italiani ha “rimosso” [in senso psicanalitico] il <strong>governo Prodi</strong>, ormai lontano nella memoria quanto può esserlo un governo <strong>De Gasperi</strong> o <strong>Andreotti</strong>. Purtroppo non si possono rimuovere le conseguenze di quella stagione né eliminare alcuni comprimari che vorrebbero fermare il tempo e ripetere errori di ritardata gioventù.<br />
L’on. Riccardo Franco<strong> Levi </strong>è stato sottosegretario a qualcosa nel governo Prodi e in quella veste, nell’ottobre 2007, aveva presentato un <a href="http://www.ilcantaro.com/wp-admin/post.php?action=edit&amp;post=27" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">disegno di legge</span></a> per irreggimentare, incasellare e possibilmente imbavagliare la galassia dei <strong>blog</strong>, imponendo l’iscrizione nel <a href="http://www.agcom.it/operatori/roc/roc.htm  " target="_blank"><strong>ROC </strong></a>(Registro degli Operatori di Comunicazione) tenuto dall’<strong>Autorità per le Telecomunicazioni</strong>. <span id="more-1973"></span><br />
Il disegno fu riconosciuto per uno scarabocchio ch’era stato pasticciato per tenere sotto controllo (<em><span style="text-decoration: underline;">stampa clandestina</span></em> e <em><span style="text-decoration: underline;">diffamazione a mezzo stampa</span></em> i randelli agitati e minacciati) un mondo troppo indipendente ed anarchico, burocratizzando con moduli, denunce annuali e qualche bollo un’attività libera come l’etere.</p>
<p>Fu cestinato.</p>
<p>Ora l’on. Riccardo Franco <strong>Levi</strong>, ritornato peone a Montecitorio tra le fila del <strong>PD</strong>, ha raccattato il suo vecchio disegno e l’ha ri-<a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0014370#FR" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">proposto</span></a>, suscitando molti dubbi persino su l<em><strong>’<a href="http://www.unita.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=73093" target="_blank">Unità</a></strong></em><a href="http://www.unita.it/index.php?section=news&amp;idNotizia=73093" target="_blank">.</a></p>
<p>La Commissione parlamentare Cultura lo esaminerà in sede referente, sperando che faccia fare alla proposta di Levi la stessa fine del disegno.</p>
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		<title>Siamo a cavallo&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 17:26:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piombino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima di comunicare un fatto o commentare una notizia, ho la buona abitudine di attingere, per quanto possibile per un dilettante, o direttamente alla sorgente o alle fonti meno “inquinate”  a disposizione. Appena saputo della lieta novella che finalmente il Killer dell&#8217;Istituto Incremento Ippico Renato Soru (in prima persona, c’è da dubitarne?) s’era deciso a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2008/10/murino-rid.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1715" style="margin: 10px;" title="murino-rid" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2008/10/murino-rid.jpg" alt="" width="250" height="166" /></a>Prima di comunicare un fatto o commentare una notizia, ho la buona abitudine di attingere, per quanto possibile per un dilettante, o direttamente alla sorgente o alle fonti meno “inquinate”  a disposizione.<span id="more-1714"></span> Appena saputo della <strong>lieta novella</strong> che finalmente<strong> </strong>il Killer dell&#8217;Istituto Incremento Ippico Renato <strong>Soru</strong> (in prima persona, c’è da dubitarne?) s’era deciso a <strong>“cedere” l’Ippodromo di Chilivani al Comune di Ozieri</strong>, mettendolo nelle mani di Leonardo <strong>Ladu</strong>, mi son precipitato a cercare riscontri e a tentare di vedere se tra le pieghe della decisone ci fosse qualche lato oscuro o qualche fregatura in agguato. L’esame è rimandato perché nel sito web della Regione appare solo l’intestazione della <strong>delibera n.57/1 </strong> del 23.10.08 <strong>“Assegnazione al Comune di Ozieri dell’Ippodromo di Chilivani”</strong> ma manca il corpo.</p>
<p>E’ ovviamente un problema tecnico-burocratico che sicuramente verrà risolto nei prossimi giorni, anche se talvolta succede che qualche delibera resti “criptata” per sempre,  in genere se <em>&#8220;al contadino&#8221;</em> non si vuol far sapere <em>“quant’è buono il cacio con le pere”</em>, come per esempio quando si stabiliscono i compensi di amministratori, commissari straordinari, sindaci, etc e cosucce del genere che è meglio non divulgare. Non è il nostro caso e comunque poi sarà il BURAS a darne conto.<br />
<strong>Il primo commento non può essere che positivo, sempre che non esistano difetti occulti. Ora toccherà al Comune pedalare sulla bicicletta appena ottenuta, ma d’altra parte… a caval donato…. </strong></p>
<p><strong>Sempre che sia donato.</strong></p>
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		<title>Navigare necesse est&#8230; et ovest</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 09:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dieci anni fa, in un garage di un paesino della California, Larry Page e Sergey Brin, studenti di informatica all&#8217;Università di Stanford, con l’aiuto d’un finanziatore rivelatosi superfortunato, misero insieme 4 computer e iniziarono l’avventura di Google, il motore di ricerca Internet più utilizzato al mondo. 
Grazie ad esso le possibilità di trovare notizie, attingendole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2008/09/googol2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1242" style="margin: 10px;" title="googol2" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2008/09/googol2.jpg" alt="" width="300" height="259" /></a>Dieci anni fa, in un garage di un paesino della California, Larry <strong>Page</strong> e Sergey <strong>Brin</strong>, studenti di informatica all&#8217;Università di Stanford, con l’aiuto d’un finanziatore rivelatosi superfortunato, misero insieme 4 computer e iniziarono l’avventura di <strong><span style="color: #0000ff;">G</span><span style="color: #ff0000;">o</span><span style="color: #ffcc00;">o</span><span style="color: #0000ff;">g</span><span style="color: #339966;">l</span><span style="color: #ff0000;">e</span></strong>, il motore di ricerca Internet più utilizzato al mondo. <span id="more-1241"></span><br />
Grazie ad esso le possibilità di trovare notizie, attingendole o immettendole in rete, ha reso tutti più informati e più liberi.<br />
Grazie ad esso la blogsfera, lo sconfinato mondo dei navigatori del web, s’è dilatata, arrivando ovunque e permettendo a tutti e dappertutto di trasferire conoscenza e notizie, inarrestabile pur con tutte le censure e gli ostacoli dei regimi illiberali.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">G</span><span style="color: #ff0000;">o</span><span style="color: #ffcc00;">o</span><span style="color: #0000ff;">g</span><span style="color: #339966;">l</span><span style="color: #ff0000;">e</span></strong>, che ha questo strano nome per assonanza con “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Googol" target="_blank">googol</a>”, termine matematico che indica l’1 seguito da 100 zeri, tenta di espandersi per diventare un detentore di tecnologia telematica globale, ha un fatturato annuale di 17 miliardi di dollari, utili per 5 miliardi e 19.000 dipendenti.</p>
<p>Viene utilizzato da 650 milioni di persone, il 70 % di tutti gli utenti mondiali e controlla il 40% della pubblicità online.<br />
<strong>Grazie, e “a chent’annos”.</strong></p>
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		<title>Todos caballeros?</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 17:45:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Curiosità ed incredulità per gli ipotetici natali sardi di Cristoforo Colombo, con padre senese e madre aragonese. Il cognome originario della famiglia, Piccolomini, avrebbe subito il trattamento riservato al  distillato etilico detto in limba filiferru, eliminando la testa (Pic-) e la coda (-ini) e trasformandosi in Colom, pronto a veleggiare per le lontane Indie&#8230; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2008/02/retrato-colombo-rid.jpg" alt="retrato-colombo-rid.jpg" align="right" hspace="10" vspace="10" />Curiosità ed incredulità per gli ipotetici <strong>natali sardi di Cristoforo Colombo</strong>, con padre senese e madre aragonese. Il cognome originario della famiglia, <strong>Piccolomini</strong>, avrebbe subito il trattamento riservato al  distillato etilico detto in<em> limba</em> <strong><em>filiferru</em></strong>, eliminando la testa (<strong>Pic-</strong>) e la coda (<strong>-ini</strong>) e trasformandosi in <strong>Colom</strong>, pronto a veleggiare per le lontane <strong>Indie&#8230; americane</strong>.</p>
<p><span id="more-520"></span>E’ la tesi sostenuta dalla studiosa <strong>Marisa Azuara </strong>nata ad Alcorisa, provincia de Teruel, “en el extremo Oeste de la historica comarca del Bajo Aragón” la quale sottolinea e valorizza molto i finanziamenti della grande impresa marinara derivanti dall’ascendenza materna aragonese e ammette quella paterna solo perché indispensabile e quasi incidentale. Per fortuna in quei tempi di tardo <em><strong>Medio Evo</strong></em>, la cui fine sarebbe stata determinata proprio dalle scoperte del nostro Cristobal, ancora non si conoscevano le <em>cellule staminali</em> con le quali oggi si vorrebbe creare un popolo di  sole amazzoni, tutte maestosamente regine ma tutte forzatamente vergini. Il padre, allora e finora, un piccolo contributo, anche se di breve durata, lo dava e lo dà per la perpetuazione della specie.</p>
<p>Proprio domani, presso la <strong>Casa degli Italiani di Barcellona</strong>, si terrà la presentazione del libro della signora Azuara <strong>&#8220;Christoval Colón, Más grande que la leyenda&#8221;</strong>.<br />
La serata proseguirà con un <u>rinfresco</u> a base di <u>prodotti sardi e aragonesi</u>. Tutto il mondo è paese: ci saranno i sospiri e le copulette?</p>
<p>Link: (<a href="http://www.ejeadigital.com/noticia.php?id=5888" target="_blank">A</a>)  (<a href="http://www.aragondigital.es/asp/noticia.asp?notid=37245" target="_blank">B</a>)  (<a href="http://www.sangavino.net/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=899" target="_blank">C</a>)  (<a href="http://asociacionelmoral.blogspot.com/2007/10/la-escritora-marisa-azuara-defiende-el.html" target="_blank">D</a>)  (<a href="http://www.elperiodicodearagon.com/noticias/noticia.asp?pkid=349727" target="_blank">E</a>) (<a href="http://www.marellagiovannelli.com/mara_malda/cristoforocolombopseudonimodiunnobilesardoquestanuova.php" target="_blank">F</a>)</p>
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		<title>Afrore napoletano</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jan 2008 15:24:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rinoceronte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Forse solo nella Calcutta degli anni &#8216;50, col Gange che fungeva da acquedotto e fognatura e l’aria irrespirabile per le pire funebri, c’era un degrado ambientale paragonabile alla Campania felix di oggi. I TV e sulla grande (?) stampa le prime pagine a caratteri cubitali parlano di “emergenza rifiuti” come si trattasse di una calamità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2008/01/vesuvio-fumante.jpg" alt="vesuvio-fumante.jpg" align="right" height="200" hspace="10" vspace="10" width="300" />Forse solo nella <strong>Calcutta</strong> degli anni &#8216;50, col Gange che fungeva da acquedotto e fognatura e l’aria irrespirabile per le pire funebri, c’era un <strong>degrado ambientale</strong> paragonabile alla <strong><em>Campania felix</em></strong> di oggi. <span id="more-316"></span>I TV e sulla grande (?) stampa le prime pagine a caratteri cubitali parlano di <strong>“emergenza rifiuti”</strong> come si trattasse di una calamità naturale insorta improvvisamente per lo scatenarsi delle forze della natura. Invece si tratta di una<strong> situazione</strong> <strong>tragi-cronica</strong> (!) che sta sommergendo d’immondizia materiale un’intera regione e d’immondizia morale un’intera classe dirigente. Ma di tutto questo quasi (con le dovute eccezioni: vedi il sito del <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_03/due_miliardi_sprecati_e8dcd13e-b9ce-11dc-9ac8-0003ba99c667.shtml" target="_blank">Corriere della Sera</a>) non si parla, perché non è elegante denunciare chiaramente le colpe di <strong>Bassolino </strong>(uno dei 40 saggi per la costituente del Partito Democratico) e della gracchiante <strong>Iervolino</strong> . Oggi siamo alla produzione a cielo aperto di <strong>diossina </strong>dai roghi ubiquitari dei cumuli di rifiuti ed ai richiami dell’Unione Europea (forse memore  dell&#8217;epidemia di <strong>colera</strong> del 1973 che ci riportò ai tempi della repubblica partenopea) per le <strong>infrazioni comunitarie</strong> nella gestione dei rifiuti , ma sul <strong>sinistro potere</strong> acqua in bocca. Solo sui <strong>blog</strong>, incontrollabili e che a ragione e proprio per questo motivo il governo vorrebbe imbavagliare col <strong>ddl </strong>del sottosegretario <strong>Levi,</strong> le notizie e le accuse filtrano.</p>
<p>Oggi la polizia è intervenuta per sgomberare i manifestanti che bloccavano il traffico a <strong>Pianura</strong>, quartiere periferico di Napoli, mentre a <strong>San Giorgio a Cremano</strong> invece è esplosa la protesta dei commercianti che hanno bloccato il traffico cittadino e capovolto i cassonetti. Polizia e carabinieri sono riusciti ad entrare nella discarica utilizzando due entrate alternative al sito per evitare lo scontro [e <strong><em>“buscarle”</em></strong>  Ndr] con i manifestanti che continuano a bloccare le strade: è stato chiuso anche il tratto della ferrovia Cumana a Pianura. Il fumo sprigionato dalle fiamme appiccate ai cassonetti e ai rifiuti sta avvolgendo l&#8217;intera area di Pianura, mentre ai lati delle strade vi sono <strong>centinaia di topi morti. </strong><br />
Da questa mattina stanno chiudendo uno alla volta tutti i sei impianti di <strong>CDR</strong> (Combustibili Da rifiuti) della Campania per l&#8217;impossibilità di far uscire le balle di rifiuti lavorate.</p>
<p>Scrive sul suo giornale on-line <strong>Maurizio Blondet</strong>:</p>
<blockquote><p>[...] una grossa azienda tedesca, la <strong>Remondis</strong>, s’è offerta di ricevere e smaltire tutti i rifiuti della Campania in un <u>inceneritore da realizzare in Renania,</u> ai confini col Lussemburgo.  Stranamente, né i renani né i lussemburghesi sono insorti, come fanno i «cittadini napoletani»  che si mobilitano per pestare i poliziotti quando si tenta di aprire una discarica.Anzi, <u>là la spazzatura è considerata una risorsa</u>: l’inceneritore la trasformerebbe in elettricità.La Remondis chiede solo che il contratto con Napoli duri 15 anni, perché deve fare un grosso investimento. [...] la ditta tedesca già accoglie e <u>brucia ogni giorno 1.000 tonnellate di monnezza napoletana</u> (sulle 7.500 prodotte). Ogni giorno, treni carichi di luridume passano il Brennero dove la Germania lo accoglie e lo brucia efficientemente. Con gran guadagno: non solo produce energia elettrica, ma <u>riceve dall’Italia <strong>215</strong> euro a tonnellata</u> per i rifiuti domestici, di più per quelli speciali. [...] questo export napoletano, forse l’unica voce di esportazione campana, anziché rendere,<strong> <u>costa: 400 mila euro al giorno</u></strong>.In lire, sono 800 milioni al giorno presi ai contribuenti, e sottratti a pensionati e poveri.E <u>questo dura <strong>da 14 anni</strong></u>, da <u>quanto dura l’impero di Bassolino sulla Regione.</u> Che spedire i rifiuti in Germania a 215 euro a tonnellata costa comunque meno che smaltirli in zona.  Qui, il commissario all’emergenza rifiuti spende <u>da un minimo di 290 euro a oltre 1.000 a tonnellata</u>. Sono 120 euro a tonnellata per fare le famose <em>«ecoballe»</em>, ossia per confezionare la rumenta nei fogli di plastica: solo da noi si confeziona il marciume come fosse un dolciume. Altri 20 a tonnellata lo vogliono i camion per portare le «ecoballe» sui terreni di discarica. Altri 150 costa lo stoccaggio, naturalmente «provvisorio», in attesa degli inceneritori che «la società civile» non vuole si facciano. In attesa, le «ecoballe» «stazionano per anni in terreni acquistati o presi in affitto a caro prezzo». [...] E <strong>Bassolino</strong>, non solo è a piede libero, ma continua ad essere <strong>governatore della Regione</strong> che ha devastato e riempito di rifiuti. Recentemente la <u>tassa sui rifiuti</u> è stata <u>aumentata del 100%</u> e costa ai napoletani il 140% in più che ai milanesi, con l’aggravante di un servizio che non viene reso. Fra il 2000 e il 2004, <strong>Bassolino</strong>, vista la sua competenza, è stato <a href="http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=77306" title="Iervolino" target="_blank"><strong><em>«commissario speciale all’emergenza rifiuti»</em></strong></a>. Dopo di che, è stato rinviato a giudizio, insieme ad altri 29 per truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture. Bassolino, per l’abuso d’ufficio, ha dichiarato di aver firmato delle carte senza leggerle: così viene meno il «dolo» e resta, al massimo, la negligenza. Frattanto il GUP Alberto Vecchione, che aveva avviato l’indagine, è stato trasferito (senza che fosse indicato il sostituto); gli avvocati hanno contestato un centinaio di difetti di notifica; l’udienza preliminare slitta da un mese all’altro, è già slittata tre volte. Si arriverà sicuramente alla prescrizione. Ecco l’ultima: Bassolino, con la sua giunta, ha indetto un appalto per l’<strong>acquisto di 700 telefonini cellulari</strong>, da distribuire ad assessori, dirigenti e «personale con esigenze di reperibilità». D’accordo, le esigenze di servizio. Ma allora a che scopo alcuni dei cellulari sono <strong>«modello top con lettore mp3»</strong>? I reperibili devono ascoltare musica pop per ragioni di servizio?<br />
E una sessantina di telefonini sono <u>Blackberry con navigatore GPS:</u> forse perché i dirigenti e assessori in emergenza rischiano di smarrirsi tra le montagne di monnezza di cui hanno coperto la città? Possono fare quel che vogliono. Il perché lo ha detto lo stesso governatore: <em>«Siamo l’unica regione in cui il centrosinistra dal ‘93 in poi ha sempre vinto. E io sono l’unico politico ad aver aumentato i voti ogni volta che si è presentato, al Comune o alla Regione».</em> Sotto Bassolino, i turisti in Campania sono diminuiti del 20%, ma i voti alla sinistra sono aumentati.</p></blockquote>
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