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	<title>Il Cantaro &#187; Politica Estera</title>
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	<description>Periodico d'informazione libera online</description>
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		<title>You can?</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 11:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Barack_Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il presidente degli Stati Uniti è alla guida di una macchina sulla cui scia risentiamo anche noi le turbolenze. Non conosciamo le sue reali capacità né possiamo prevedere come e dove condurrà la sua nazione ma solo lui, con le sue origini, nell’attuale fase d’esaltazione carismatica, poteva dire ciò che molti pensano.
I due presidenti americani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>presidente degli Stati Uniti</strong> è alla guida di una macchina sulla cui scia risentiamo anche noi le turbolenze. Non conosciamo le sue reali capacità né possiamo prevedere come e dove condurrà la sua nazione ma solo lui, con le sue origini, nell’attuale fase d’esaltazione carismatica, poteva dire ciò che molti pensano.</p>
<p>I due presidenti americani che l’hanno preceduto hanno girato l’<strong>Africa</strong> in lungo e in largo, senza lasciare ricordo del loro passaggio, ma lui, visto come un “campione” ha altre credenziali:</p>
<blockquote><p><span style="color: #3366ff;"><strong>«Nelle mie vene scorre il sangue dell&#8217;Africa, e la storia della mia famiglia possiede sia le tragedie che i più grandi successi della storia africana».</strong></span></p></blockquote>
<p><span style="color: #3366ff;"><strong></strong></span>Possiamo capire i sentimenti della famiglia <strong>Obama</strong> le cui radici sono state strappate non molte generazioni orsono dal continente nero, con abbandoni allora coatti e che tuttora continuano anche se solo semi-obbligati.</p>
<p>Questo è l’aspetto che ci coinvolge con i destini dell’Africa, piagata e ripiegata su se stessa, rassegnata ad un assistenzialismo minimale, comodo placebo per i suoi mali ed alibi per la mancata ricerca di una via d’uscita.</p>
<blockquote><p><span style="color: #990000;"><strong>“Occorre mettere fine alle pratiche antidemocratiche ed alla corruzione, adottando le regole del buon governo, perchè il futuro dell&#8217;Africa dipende dagli africani. Il XXI secolo prenderà forma non solo a Roma, Mosca e Washington, ma anche ad Accra; dobbiamo prima riconoscere una verità fondamentale visibile in Ghana: lo sviluppo dipende da buone pratiche di governo. Questo è l’elemento che è mancato finora in molti posti, per troppo tempo. Questo è il cambiamento che può svelare il potenziale dell’Africa. Nessun Paese crea ricchezza se i suoi leader sfruttano l’economia per arricchirsi o se la polizia può essere comprata dai trafficanti di droga. Nessuna impresa vorrà investire in posti dove il governo si prende il 20% dei guadagni o dove il responsabile dell’autorità portuale è corrotto. Nessuno vuole vivere in una società dove lo stato di diritto è rimpiazzato da brutalità e corruzione. Questa non è democrazia, questa è tirannia, ed è arrivato il momento di mettervi fine. Voi potete servire le vostre comunità e usare la vostra energia e la vostra istruzione per creare nuova ricchezza e nuovi legami con il mondo. Voi potete battere le malattie, mettere fine ai conflitti ed essere protagonisti del cambiamento. Voi potete farlo.”</strong></span></p></blockquote>
<p>Solo un nero poteva dirlo e trovare orecchie pronte ad ascoltare e noi, oltre l’enfasi e la retorica, auguriamo che le sue parole smuovano qualcosa, perché certo l’Europa, pur con tutte le sue colpe, non può farsi carico d’ogni bisogno d’una marea umana che rischia di sommergere tutto e tutti.</p>
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		<title>L’aquila allontana gli avvoltoi</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 15:46:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Di_Pietro]]></category>
		<category><![CDATA[G8]]></category>
		<category><![CDATA[gossip]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra fortuna e follia Berlusconi e l’Italia hanno superato gli scogli del G8, che si presentavano insidiosi e minacciosi alla vigilia, per difficoltà oggettive (la scelta estemporanea della sede disastrata ed inagibile, l’organizzazione concitata, le possibili contestazioni violente, etc.) e debolezze del premier (i pettegolezzi sulla sua vita privata, i comportamenti imprudenti, gli attacchi della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra fortuna e follia <strong>Berlusconi e l’Italia</strong> hanno superato gli scogli del G8, che si presentavano insidiosi e minacciosi alla vigilia, per difficoltà oggettive (la scelta estemporanea della sede disastrata ed inagibile, l’organizzazione concitata, le possibili contestazioni violente, etc.) e debolezze del premier (i pettegolezzi sulla sua vita privata, i comportamenti imprudenti, gli attacchi della stampa mondiale, etc.).</p>
<p>Tutto s’è appianato –<strong><em>per ora</em></strong>- miracolosamente, con giornalisti velenosissimi ammansiti ed ammutoliti e blac block dediti a scampagnate e picnic. Anche <strong>D&#8217;Alema</strong>, premonitore di &#8220;scosse&#8221; veleggia sull&#8217;<em>Ikarus </em>tenendo le mani lontano dalle prese&#8230;</p>
<p>Persino il <a href="http://www.corriere.it/politica/09_luglio_11/berlusconi_g8_aquila_stampa_estera_90f7702e-6dea-11de-b947-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><em><strong>Financial Times</strong></em></a> ha dovuto ammettere:</p>
<blockquote><p><strong>«Berlusconi percorre il cammino da playboy a statista. La scommessa di Silvio Berlusconi di tenere il vertice del G8 sembra aver pagato. Da playboy flagellato dagli scandali a statista: dopo aver presieduto per tre giorni il vertice internazionale mr. Berlusconi ha zittito i suoi critici e ha messo in riga i suoi alleati, almeno per il momento. Per il 72enne premier miliardario, il vertice di tre giorni con 40 capi di governo e organizzazioni è stato un successo per tutto ciò che non è accaduto».</strong></p></blockquote>
<p>Naturalmente nessuno è così ingenuo da credere che gli esami siano finiti e per di più con una promozione.  Al di là della bravura o meno dell’esaminando principale siamo tutti noi italiani ad essere sotto osservazione e da secoli ormai. Tutte le nostre deficienze e i nostri difetti che si tramutano con un guizzo inaspettato in vantaggi e soluzioni brillanti, riassumibili nella parola &#8220;<strong>stellone</strong>&#8221; danno sui nervi ai nostri vicini e lontani con la puzza sotto il naso.</p>
<p>Ce lo ricorda Gian Antonio <strong>Stella</strong> sul <a href="http://www.corriere.it/politica/09_luglio_10/maschere_spaghetti_mafia_berlusconi_gian_antonio_stella_ab540d52-6d12-11de-9715-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><em><strong>Corriere della Sera</strong></em></a>, in un  sommario di acidità ed invidia che da sempre ci accompagna.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3652" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" title="senza-titolo-1-copia" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2009/07/senza-titolo-1-copia.jpg" alt="senza-titolo-1-copia" width="200" height="227" />E che noi facciamo di tutto per arricchire d’episodi, come quello del capo dell’<strong>Italia dei Livori</strong> che, non avendo di meglio,  sparge letame ovunque.<br />
Per fortuna non sarà lui, piccolo untorello, a spiantar Milano… e neanche Roma.</p>
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		<title>Bond, James Bond…</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 19:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
		<category><![CDATA[Federal_Reserve]]></category>
		<category><![CDATA[Kennedy_bond]]></category>
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		<description><![CDATA[Una notizia di cronaca relegata a pagina 19 di Repubblica del 5 giugno ’09 riferiva:
“Due cinquantenni giapponesi viaggiavano con titoli per un valore di circa 96 miliardi di euro occultati nel fondo di una valigia. Funzionari della Sezione Operativa Territoriale di Chiasso hanno compiuto il sequestro alla stazione ferroviaria internazionale, al confine tra Svizzera e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una notizia di cronaca relegata a pagina 19 di <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/06/05/chiasso-sequestrati-titoli-per-96-miliardi.html" target="_blank"><em><strong>Repubblica</strong></em></a> del 5 giugno ’09 riferiva:</p>
<blockquote><p><span style="color: #517a62;"><strong>“Due cinquantenni giapponesi viaggiavano con titoli per un valore di circa 96 miliardi di euro occultati nel fondo di una valigia. Funzionari della Sezione Operativa Territoriale di Chiasso hanno compiuto il sequestro alla stazione ferroviaria internazionale, al confine tra Svizzera e Italia. I valori erano posseduti da due viaggiatori, scesi alla stazione ferroviaria di Chiasso da un treno proveniente dall&#8217; Italia, che al momento del controllo doganale hanno sostenuto di non avere nulla da dichiarare. Oltre ai titoli, i due giapponesi trasportavano una cospicua documentazione bancaria in originale. Complessivamente si tratta di duecentoquarantanove bond della Federal Reserve statunitense, del valore nominale di 500 milioni di dollari ciascuno, più 10 bond Kennedy da 1 miliardo di dollari ciascuno, per un totale di ben 134 miliardi di dollari, pari a oltre 96 miliardi di euro”.</strong></span></p></blockquote>
<p>La notizia, troppo simile ad una delle tante “favole metropolitane” è ripresa l’indomani dal <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=356715" target="_blank"><em><strong>Giornale</strong></em></a>, che si dilunga un po’ di più:</p>
<blockquote><p><span style="color: #6b629c;"><strong>“[…] insieme alle valigie i due militari spalancano lo scenario di un giallo internazionale. Traffico di titoli, falso, truffa, chissà di cosa diamine stiamo parlando. L’unica certezza è che il colpo era colossale. […] La notizia […] è così enorme &#8211; nelle sue cifre &#8211; che i giornali di ieri quasi non se ne accorgono. Perché il comunicato congiunto delle Dogane e delle Fiamme gialle parla di un sequestro da 134 miliardi di dollari.[…] 96 miliardi di euro. L’equivalente di sette volte l’ultima legge finanziaria. Se i bond americani fossero buoni, solo a titolo di sanzione per l’esportazione clandestina lo Stato italiano potrebbe intascarsene il 40 per cento. 38 miliardi, euro più o meno. Ma sono buoni, o sono fasulli i bond sequestrati ai due giapponesi in giacca e cravatta?”</strong></span></p></blockquote>
<p>Al contrario della “grande stampa” che, troppo occupata a sbirciare nella camera d aletto di Berlusconi, non dà seguito alla notizia, l’agenzia <a href="http://www.asianews.it/index.php?l=it&amp;art=15456" target="_blank"><strong>ASIA NEWS </strong></a>del Pontificio Istituto Missioni Estere si dedica a seguire il caso che ha tutti gli aspetti dell’intrigo affaristico internazionale.</p>
<blockquote><p><span style="color: #3366ff;"><strong>“Se i titoli sono veri, si tratta del maggior traffico illecito di valuta della storia. Se i titoli sono falsi, il caso sarebbe anche più clamoroso: la contraffazione è talmente eccellente che i titoli sono di fatto indistinguibili da quelli autentici. […] Se i certificati sequestrati sono falsi, i due giapponesi arrestati rischiano una pesante condanna penale per truffa. Della vicenda è stata immediatamente avvertita l’ambasciata americana a Roma ed a occuparsene oltre alla Guardia italiana di Finanza vi sono i servizi segreti dei due Paesi.”</strong></span></p></blockquote>
<p>Dopo qualche giorno <a href="http://www.asianews.it/index.php?l=it&amp;art=15505&amp;geo=&amp;theme=&amp;size=A" target="_blank">l’agenzia riattacca</a>:</p>
<blockquote><p><strong><span style="color: #3366ff;">“secondo l’agenzia giapponese Kyodo, il ministro degli Interni Kunio Hatoyama ha inviato una lettera di dimissioni. La motivazione ufficiale sarebbe connessa ad un disaccordo relativo alla conferma di un incarico di vertice alle Poste giapponesi. Alcune fonti hanno fatto notare che la motivazione è poco credibile perché Hatoyama è stato il principale alleato che ha permesso a Taro Aso di diventare Primo ministro […]  Le ragioni che farebbero pensare ad una connessione con il sequestro di Chiasso sono molteplici. In primo luogo i corrieri che trasportavano i valori avevano dei passaporti giapponesi. In secondo luogo i corrieri della valuta transitata illecitamente non sono stati arrestati. Il possesso di valuta, o di altri valori mobiliari, contraffatti comporta per la legge italiana l’arresto anche per cifre ben inferiori, anche per poche decine di migliaia di euro. A titolo di paragone, il valore dei titoli contraffatti è pari all’1% del PIL (Prodotto Interno Lordo) americano. In terzo luogo le modalità del sequestro denotano una superficialità a dir poco dilettantesca: due giapponesi in giacca e cravatta con valigetta su di un treno regionale – che si ferma ad ogni piccola stazione – solitamente frequentato da frontalieri … […] <em>AsiaNews </em>si pone alcune domande. Perché la stampa italiana, di ogni colore, dopo averne fatto titoloni, ha improvvisamente fatto calare una coltre di silenzio sulla notizia? Nell’ipotesi, per ora, che i titoli sequestrati siano autentici, che cosa ci facevano in Italia e perché venivano trasportati in Svizzera? […] Se si accertasse che i titoli sono autentici e si trattasse di beni appartenenti ad un grande Stato estero, perché non è stata utilizzata la valigia diplomatica, che non può essere ispezionata dagli agenti doganali? Nella medesima ipotesi, come si comporterà il governo italiano in merito alla penale? Imporrà il pagamento di una penale da 38 miliardi di euro – rischiando uno scontro con Paesi alleati – o, senza versamento dell’ammenda, restituirà i titoli al Paese proprietario – mostrando al mondo intero che l’Italia è una sorta di protettorato semicoloniale e soprattutto violando la legge e la Costituzione italiana? Per il premier Berlusconi si tratta (si tratterebbe) di una bella responsabilità anche personale, visto che le conseguenze legali e penali sono (sarebbero) a suo carico.”</span></strong></p></blockquote>
<p>E <a href="http://www.asianews.it/index.php?l=it&amp;art=15556&amp;geo=&amp;theme=&amp;size=" target="_blank">ancora dopo pochi giorni</a>:</p>
<blockquote><p><span style="color: #3366ff;"><strong>“Secondo un lancio dell’agenzia Bloomberg di stamane </strong></span><strong></strong>(18.06.09  <em>ndr</em>),  <span style="color: #3366ff;"><strong>un portavoce del dipartimento del Debito Pubblico di Washington, Stephen Meyerhardt, ha dichiarato ieri che i titoli sequestrati a Ponte Chiasso, in Italia, dalla Guardia di Finanza (GdF), il 4 giugno scorso sarebbero “chiaramente falsi” […] Per la legge italiana, quando le forze dell’ordine – GfF, Carabinieri o polizia – rinvengono dei titoli falsi o della valuta contraffatta, esse sono tenute ad arrestarne i possessori. Inoltre, per evitare rischi di “sottrazione”, chi effettua il sequestro &#8211;  in questo caso la GdF &#8211; deve procedere al più presto alla distruzione (vale a dire, nello specifico, all’incenerimento) del materiale confiscato. Se, al contrario si fosse trattato di titoli autentici, la GdF dopo aver identificato le persone era tenuta, da un lato a rilasciarle immediatamente, ma dall’altro lato a procedere immediatamente all’emissione di un verbale non solo di confisca dei titoli ma anche d’ammenda per 38 miliardi di euro. Non si capisce perciò perché i due asiatici sono stati invece, da un lato, rimessi subito in libertà e dall’altro lato non è stato emesso un verbale d’ammenda. […] Inoltre se i titoli erano “chiaramente falsi”, non si capisce perché ci siano volute ben due settimane da parte delle autorità americane per accertarlo. Un’ulteriore incongruenza è data dal fatto che, insieme ai titoli, è stata sequestrata una corposa documentazione bancaria in originale e molto recente che ne attestava l’autenticità. Se quanto ha affermato Meyerhardt corrisponde al vero, anche alcune importanti istituzioni bancarie sono state tratte in inganno dai titoli trasportati dai due asiatici. […] Purtroppo quasi tutta la stampa internazionale e le grandi catene televisive, con alcune eccezioni, hanno di fatto ignorato l’avvenimento, ed è questa la vera inconfutabile notizia di questi giorni .“</strong></span></p></blockquote>
<p>Ma qualcosa inizia ad affiorare. Il 18 giugno arriva il <em><strong><a href="http://www.ft.com/cms/s/0/82091ec2-5c2f-11de-aea3-00144feabdc0.html?nclick_check=1" target="_blank">Financial Times</a></strong></em> (che tira in ballo la mafia siciliana…) e il 25 giugno il <strong><em><a href="http://www.nytimes.com/2009/06/26/business/global/26fake.html?_r=1&amp;scp=2&amp;sq=Darrin%20Blackford&amp;st=cse" target="_blank">New York Times</a> </em></strong>(che giura sulla falsità dei titoli…) mentre <a href="http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&amp;accessMode=FA&amp;id=1610747&amp;codiciTestate=1&amp;sez=hgiornali" target="_blank"><em><strong>Italia Oggi</strong></em></a> il 24.06.09 titola:</p>
<blockquote><p><span style="color: #ff6600;"><strong>&#8220;Il Giappone ci paghi 38 miliardi di dollari. […] l&#8217;unica cosa finora accertata è che i due fermati sono realmente giapponesi […] uno dei due fermati Tuneo Yamauchi, secondo fonti riservate sarebbe il cognato dell&#8217;ex vice governatore della Banca del Giappone Toshiro Muto. Un dettaglio non da poco nel possibile braccio di ferro tra le autorità italiane, quella giapponese e la Fed. Sì, perché se la Guardia di finanza avesse ritenuto che i titoli erano contraffatti avrebbe dovuto arrestare i due giapponesi che invece sono stati rilasciati senza rilasciare nessun tipo di commento. Viceversa, il rilascio dei due giapponesi può essere interpretato per la sola mancata dichiarazione valutaria (di titoli veri) che di per sè non è reato penale ma che comporta un&#8217;ammenda amministrativa del 40% del valore totale dei titoli. Se esclcudiamo i dieci Kennedy bond da un miliardiodi dollari l&#8217;uno, che hanno una data di emissione poco probabile, il 1934, e che potrebbero non essere autentici, e calcoliamo la penale sui rimanenti titoli in tagli da 500 milioni, ecco qua, che si arriva alla somma in questione. Quei 38 miliardi di dollari che lo stato italiano potrebbe incassare visto che l&#8217;infrazione è stata commessa sul proprio territorio.<br />
Il portavoce del Tesoro americano Stephen Meynerd ha affermato le scorso 18 giugno «sono dichiaratamente falsi».<br />
Ma in una successiva dichiarazione lo stesso Meynerd, ha affermato di non aver visto le obbligazioni se non da una foto su internet. Sembra un pò difficile vericare l&#8217;autenticità da una foto anche per chi è esperto di contraffazione e quantomeno strano appare la situazione a due settimane dal sequestro dei titoli. Nessun esperto del Tesoro americano si è recato di persona in Italia per verificare di persona l&#8217;autenticità di titoli di taglio così elevato e per un valore complessivo altrettanto elevato.<br />
Sembra chiaro che la Fed abbia tutto l&#8217;interesse a sostenere la Banca del Giappone a rientrare in possesso dei titoli senza pagare l&#8217;ammenda prevista dalla legge italiana. Il mercato del Giappone infatti è strategico per il collocamento dei titoli di stato americani e i nipponici sono tra i maggiori possibili acquirenti dei bond made in Usa, nonostante le attuali difficoltà di collocazione da parte del Tesoro americano.<br />
La mancanza di comunicati ufficiali delle autorità coinvolte arricchisce ancora di più di mistero un giallo che già di per sè non ha niente da invidiare ai più grandi successi hollywoodiani.”</strong></span></p></blockquote>
<p>Sempre <a href="http://www.asianews.it/index.php?l=it&amp;art=15588" target="_blank"><strong>ASIA NEWS</strong></a> il 23 giugno:</p>
<blockquote><p><span style="color: #3366ff;"><strong>” Se la GdF avesse avuto elementi per ritenere che i titoli erano contraffatti (anche per un valore molto, molto inferiore) era tenuta ad arrestare i due giapponesi. In caso contrario, l’ufficiale della GdF poteva lui stesso essere incriminato. Il rilascio dei due giapponesi non può aver avuto perciò luogo senza che la GdF avesse raggiunto la convinzione che i titoli erano autentici. In tal caso un arresto sarebbe stato illegittimo perché la mancata dichiarazione valutaria non è un reato penale, ma comporta una “semplice” ammenda amministrativa, il 40 % del valore eccedente i € 10.000 di franchigia. Questa ipotesi ha una sola possibile eccezione, il rilascio dei due responsabili, senza emissione del verbale d’ammenda, per un preciso ordine del governo, determinato da ragioni di interesse nazionale. Né dalla GdF né da alcun organo amministrativo italiano è state rilasciato alcun commento, non si dispone di dichiarazioni ufficiali, né in un senso né in un altro. Non si sa nemmeno se il verbale d’ammenda è stato emesso (perché ciò significherebbe che la GdF ritiene i titoli autentici).”</strong></span></p></blockquote>
<p>La <a href="http://www.asianews.it/index.php?l=it&amp;art=15648&amp;geo=&amp;theme=&amp;size=A" target="_blank">stessa agenzia </a>il 30 giugno da’ una notizia che complica, se possibile, ancora di più l’intrigo:</p>
<blockquote><p><strong><span style="color: #3366ff;">“&#8230;la strana coincidenza temporale dell’arresto del direttore di una radio via internet che aveva delle rivelazioni sulla vicenda […]  Ad affermare viceversa l’autenticità dei titoli, il 20/6 spuntava la Turner Radio Network (TRN), una stazione radio indipendente diffusa via internet. Con una clamorosa rivelazione la TRN in tale data affermava che i due giapponesi fermati a Ponte Chiasso dalla Guardia di Finanza (GdF) e poi rilasciati erano dipendenti del Ministero del tesoro giapponese. […]  Sul suo sito l’ideatore e conduttore della radio, Hal Turner, aveva anche asserito che le sue fonti gli avevano rivelato che le autorità italiane riterrebbero autentici titoli e che i due giapponesi sarebbero funzionari del ministero delle Finanze giapponese. Avrebbero dovuto portare i titoli in Svizzera perché il governo nipponico avrebbe perso la fiducia nella capacità statunitense di ripagare il debito pubblico. Le autorità finanziarie giapponesi avrebbero perciò cercato, prima di un’imminente catastrofe finanziaria, di vendere una quota dei titoli in proprio possesso attraverso canali paralleli, grazie all’anonimità che, a dire di Turner, sarebbe garantita dalle leggi svizzere.<br />
[…] Turner aveva ad ogni buon conto soggiunto che come prova delle sue rivelazioni avrebbe fornito i numeri di serie dei titoli sequestrati. Prima che potesse farlo è stato però incarcerato. Hal Turner è colui che tempo fa per primo aveva dato notizia di un piano segreto per sostituire il dollaro, dopo una grave crisi finanziaria, con una moneta comune nordamericana, l’Amero. In una drammatica telefonata dall’interno del penitenziario in cui è rinchiuso in attesa del processo, diffusa via internet, Hal Turner afferma chiaramente che il suo arresto è di natura politica ed è in relazione ai titoli sequestrati a Chiasso, perché le autorità sarebbero terrorizzate dalle sue rivelazioni sull’autenticità dei titoli. Le accuse rivoltegli niente hanno a che vedere, è ovvio, con la vicenda e così, ad un quadro già molto intricato, si aggiunge perciò ulteriore complessità. […]<br />
La coincidenza temporale, l’insolita solerzia ed i particolari del suo arresto procurano quindi non pochi sospetti sulle reali motivazioni della polizia federale americana. Anzi, proprio questo arresto induce a pensare che i titoli confiscati dalla GdF siano davvero autentici.”</span></strong></p></blockquote>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>La vicenda è degna dei gialli di Jonh Le Carrè. Peccato che non possiamo, come nei films di James Bond, mettere la parola The End&#8230;</strong></span></p>
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		<title>Puzza di petrolio</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 15:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come siamo caduti in basso! Fortuna che il gesto d’orgoglio di Fini, restato senza parole, e postumo quanto si vuole, ha ridato la dignità all’Italietta e verrà ricordato nella Storia, così come lo “schiaffo d’Anagni” a Bonifacio VIII.
Ma, mi chiedo, come può un Paese come l’Italia, seppur bisognosa e con le toppe al culo, sollecitare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come siamo caduti in basso! Fortuna che il gesto d’orgoglio di <strong>Fini</strong>, restato senza parole, e postumo quanto si vuole, ha ridato la dignità all’Italietta e verrà ricordato nella Storia, così come lo “schiaffo d’Anagni” a Bonifacio VIII.</p>
<p>Ma, mi chiedo, come può un Paese come l’Italia, seppur bisognosa e con le toppe al culo, sollecitare e ricevere la visita ufficiale d’un dittatore spietato come <strong>Gheddafi</strong>?</p>
<blockquote><p><span style="color: #3366ff;"><strong>“ D&#8217;accordo, gli affari sono affari. Le leggi del profitto non sempre coincidono con i principi morali. E il business, come diceva quel tale, a volte &#8220;è un lavoro sporco, ma qualcuno deve pur farlo&#8221;. E&#8217; tutto vero. Ma c&#8217;è qualcosa di umiliante nel modo in cui l&#8217;establishment economico (non solo quello politico) si è prostrato per baciare l&#8217;anello di Sua Altezza Muhammar Gheddafi.[…] Ma c&#8217;è modo e modo di accaparrarsi commesse e contratti. […] Via, signori imprenditori, un po&#8217; di dignità.”</strong></span></p></blockquote>
<p>Come non essere d’accordo con Massimo <a href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-6939.htm" target="_blank"><strong>Giannini</strong></a>, vicedirettore di <strong>Repubblica</strong>, che, già preoccupato per gli interessi del suo quotidiano dopo  l&#8217;invito di Berlusconi a non foraggiare con la pubblicità i giornali &#8220;complottisti&#8221;,  deplora sdegnato e rimbrotta aspramente i <img class="alignright size-full wp-image-3393" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" title="tianjin" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2009/06/tianjin.jpg" alt="tianjin" width="220" height="164" />bottegai-imprenditori immemori del nostro passato, di quando il grande <a href="http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/economia/missione-cina/prodi-forum/prodi-forum.html" target="_blank"><strong>Prodi</strong></a>, detto <em><strong>&#8220;il piccolo timoniere&#8221;</strong></em> (per non confonderlo con <strong>Mao</strong>) si recava in <a href="http://italian.cri.cn/241/2006/09/06/Zt64@63954.htm  " target="_blank">visita in Cina</a> (sei giorni) in delegazione pletorica per concludere affari con quella democratica repubblica dove Wen <strong>Jiabao</strong>, come i predecessori, assicura ancora la libertà al popolo e amorevolmente lo ascolta e lo corregge, quando sbaglia (il popolo).  Ecco lui si, sarebbe meritevole della laurea <strong><em>“onoris causa persa”</em></strong> dell’Università di <strong>Sassari</strong>.</p>
<p><strong> Mai un governo democratico della nostra ex-democratica Repubblica avrebbe stretto la mano destra, grondante sangue e petrolio, d’un volgare dittatore. </strong></p>
<p><strong>Certo, se si fosse trattato della mano sinistra… si sa… una mano lava l’altra e dopo, pulite, possono entrambe tappare gli occhi e gli orecchi, a scelta.</strong></p>
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		<title>Vacca nze romane</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jun 2009 11:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;…se ansia di gloria e sete d&#8217;onore
spegne la guerra al vincitore
non ti concede un momento per fare all&#8217;amore.
Quand&#8217;ecco nell&#8217;acqua si compone
mirabile visione
il simbolo d&#8217;amor.
Nel folto di lunghe trecce bionde
il seno si confonde
ignudo in pieno sol…”
Puntualissimo all’incontro con Emma Marcegaglia nella sede della Confindustria e addirittura in anticipo all’Auditorium per l’abbraccio con settecento donne, accolto calorosamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #f00ef0;"><strong>&#8220;…se ansia di gloria e sete d&#8217;onore<br />
spegne la guerra al vincitore<br />
non ti concede un momento per fare all&#8217;amore.<br />
Quand&#8217;ecco nell&#8217;acqua si compone<br />
mirabile visione<br />
il simbolo d&#8217;amor.<br />
Nel folto di lunghe trecce bionde<br />
il seno si confonde<br />
ignudo in pieno sol…”</strong></span></p>
<p>Puntualissimo all’incontro con Emma <strong>Marcegaglia</strong> nella sede della Confindustria e addirittura in anticipo all’Auditorium per l’abbraccio con settecento donne, accolto calorosamente dal ministro Mara <strong>Carfagna</strong>, col sangue in subbuglio e la prostata irritata, <strong>Gheddafi</strong> ha dato buca a <strong>Fini</strong>, <strong>Pisanu</strong> e <strong>D’Alema</strong> che nel caldo pomeriggio romano lo attendevano per una lavata di testa a Montecitorio.</p>
<p>Dopo due ore di dubbi e d’ansia, nel mistero più assoluto, <strong>Fini</strong> ha annullato la riunione senza mancare di rovesciarsi addosso tutta la brodaglia politicamente corretta che aveva riscaldato per rifilarla al dittatore libico. Condoglianze di circostanza da tutti: <span style="color: #993366;"><em><strong>stretti affettuosamente vicini, partecipiamo…</strong></em></span></p>
<p><span style="color: #993366;"><em><strong></strong></em></span> Avendo suscitato l’entusiamo femminile al mattino per aver detto che</p>
<blockquote><p><span style="color: #3366ff;"><strong>“nel mondo arabo le donne sono considerate dei soprammobili”</strong></span> per cui ci vorrebbe  <span style="color: #3366ff;"><strong>&#8220;una rivoluzione rosa, che si innesti su una rivoluzione culturale che permetta alle donne di non essere più oggetti&#8221;</strong></span></p></blockquote>
<p>sprecare il pomeriggio romano in un’aula sorda e grigia di Montecitorio gli è parso sconveniente e ha pensato di utilizzare meglio il suo tempo.<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong>Un malore</strong></span>, hanno pensato e detto i più finti-tonti tra tutti, che, precipitatisi a trovarlo sotto la tenda, lo hanno trovato in buona salute e pronto alle scuse.<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong>La preghiera del venerdì</strong></span>, ha giustificato l’ambasciata libica, tacendo sulla posizione del missionario,  molto impegnativa dopo la sovreccitazione del mattino.</p>
<p>Nella tarda serata il tripolitano ha girato per Roma, pieno d’appetiti che ha sedato prima da “il Bolognese” a Piazza del Popolo e infine sotto la tenda, dopo che se n’è andato pure quello scocciatore di <strong>Berlusconi</strong>.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Unica lamentela per l’accoglienza romana: la tenda non era insonorizzata e siccome attorno non c’era il deserto…</strong></span></p>
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		<title>Le belle, i buoni, il cattivo</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 13:46:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Allestita la tenda beduina nel magnifico parco di villa Pamphili dove, da oggi, Muammar Gheddafi, dittatore della Libia, sarà ospite dell’Italia, in visita ufficiale.
Per una coincidenza di date è anche il 69° anniversario della dichiarazione di guerra alla Gran Bretagna e alla Francia, quando dal balcone di palazzo Venezia l’Innominato tuonò: ” Popolo italiano, corri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allestita la tenda beduina nel magnifico parco di villa Pamphili dove, da oggi, Muammar <strong>Gheddafi</strong>, dittatore della Libia, sarà ospite dell’Italia, in visita ufficiale.</p>
<p>Per una coincidenza di date è anche il <span style="text-decoration: underline;">69° anniversario della dichiarazione di guerra </span>alla Gran Bretagna e alla Francia, quando dal balcone di palazzo Venezia l’Innominato tuonò: <span style="color: #a90392;"><strong>” Popolo italiano, corri alle armi…”</strong></span> per cui la Libia, negli anni seguenti, vide la nostra tanta miseria e altrettanta nobiltà.</p>
<p>Oggi abbiamo la presenza “ingombrante” di questo personaggio un po’ da operetta un po’ da satrapia orientale, che in nome della “real politik” viene accolto, riverito e vezzeggiato da tutti, a  destra e a sinistra, nonostante la faccia feroce –ma solo quella- mostrata per salvare le apparenze.</p>
<p>Affari e politica: Senato, Montecitorio, Palazzo Chigi, Campidoglio, Confindustria, ma anche Fondazione Italianieuropei di Massimo <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200906articoli/44496girata.asp" target="_blank"><strong>D’alema</strong></a>.  Se l’è scampata il Papa, forse per questioni di religione.</p>
<p>A parte l’ovvia buona accoglienza da parte del Governo e di <strong>Berlusconi </strong>che riincontra il beduino, la sua tenda e la sua scorta con le <span style="color: #f1510d;"><em><strong>*trecento amazzoni trecento*</strong></em></span> si prevedono anche <span style="text-decoration: underline;">grandi proteste, condivisibili ma poco credibili:</span></p>
<blockquote><p><strong>&#8220;E&#8217; una vergogna far parlare un dittatore che non rispetta i diritti umani&#8221; </strong></p></blockquote>
<p>strepitano Amnesty International, l&#8217;Onda, i Radicali e Italia dei Valori, con qualche miagolio degli imbarazzati Piedini.</p>
<p>Se avessero fatto lo stesso per le visite di <strong>Fidel Castro,</strong> altrettanto dittatore ed altrettanto irrispettoso dei diritti umani, nonostante la visita al Papa, avremmo condiviso completamente.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Dittatori buoni da una parte e cattivi dall’altra?</span> <span style="color: #ff0000;">No, grazie.</span></strong></p>
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		<title>Meraviglia delle meraviglie</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 10:24:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Titolone sparato in prima pagina: “UNO SCANDALO AL CENTRO DELLA NOSTRA DEMOCRAZIA. Non ci può essere alcun dubbio l&#8217;attuale sistema è marcio e non può sopravvivere.”
Segue articolo: “La sistematica appropriazio- ne indebita da parte dei parlamen- tari di indennità per coprire le spese di mantenimen- to di una seconda casa è uno dei più grandi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Titolone</strong> sparato in prima pagina: <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff00ff;"><strong><span style="color: #ff0000;">“UNO SCANDALO AL CENTRO DELLA NOSTRA DEMOCRAZIA.</span> Non ci può essere alcun dubbio l&#8217;attuale sistema è marcio e non può sopravvivere.”</strong></span></span></p>
<p>Segue articolo: <strong><span style="color: #ff6600;">“La sistematica appropriazio- ne indebita da parte dei parlamen- tari di indennità per coprire le spese di mantenimen- to di una seconda casa è uno dei più grandi scandali della moderna vita pubblica. E &#8216;una storia che ai nostri lettori, anzi all&#8217;intero paese, ha bisogno di essere raccontata. Ora, per la prima volta, si può.</span> </strong>[…] <span style="color: #ff6600;"><strong>Molti onorevoli </strong>[…]<strong> sono stati complici di ciò che equivale ad un ufficialmente sanzionato e sostenuto abuso di fondi pubblici, perpetrata contro i propri elettori nel corso di molti anni.”</strong></span><span id="more-2848"></span><br />
<strong>Il Corriere della Sera, Repubblica, il Manifesto, l’Unità? </strong></p>
<p><strong>Noooh! </strong>Il <a href="http://www.telegraph.co.uk/comment/telegraph-view/5292741/A-scandal-at-the-heart-of-our-democracy.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Telegraph</strong></span>,</a> nel regno di Sua Maestà Britannica. In altro <a href="http://www.telegraph.co.uk/news/newstopics/mps-expenses/5293679/MPs-expenses-Gordon-Brown-and-Cabinet-face-questions-over-claims.html" target="_blank">articolo collegato</a> tutti i particolari dello “scandalo”.</p>
<p>La notizia è stata riportata in Italia ed adeguatamente commentatata su <a href="http://www.effedieffe.com/content/view/7394/133/" target="_self"><em><strong>Effedieffe</strong></em></a> da Maurizio <strong>Blondet</strong> e merita un’attenta lettura perché le cifre in ballo nello “scandalo” inglese sono “<span style="color: #ff6600;"><em><strong>quisquilie e pinzillacchere</strong></em></span>” come direbbe Totò, rispetto alle somme incamerate lecitamente dai nostri rappresentanti eletti e dei “<em>fringe benefit</em> ”, per usare un termine politicamente corretto, di cui godono, qualche volta a vita.</p>
<p>Molti dei privilegiati che si atteggiano a “<strong>caste Susanne</strong>” sono elencati da <strong>Blondet</strong> e per quanto già noti, è bene che i loro nomi e le loro prodezze vengano rinfrescati alla memoria dei <span style="color: #ff0000;"><strong>Pantaloni pagatori</strong></span>, finchè l’indumento sarà ancora disponibile, per quanto liso e rattoppato.</p>
<p><strong>Dopo arriveranno i “sanculottes”… </strong></p>
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		<title>Chi tace acconsente</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 12:19:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli occhi del bambino nella foto ci costringono a violare l’impegno di non scrivere di politica internazionale. Nell’anno appena trascorso, da dimenticare senza rimpianti, tra tutte le variegate cose accadute, ricordiamo, in questi giorni con maggiore fastidio, l’arrogante pretesa di alcuni rappresentanti più o meno ufficiali della comunità israelita d’intromettersi nel processo di santificazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli occhi del <strong>bambino nella foto</strong> ci costringono a violare l’impegno di non scrivere di politica internazionale. Nell’anno appena trascorso, da dimenticare senza rimpianti, tra tutte le variegate cose accadute, ricordiamo, in questi giorni con maggiore fastidio, l’arrogante pretesa di alcuni rappresentanti più o meno ufficiali della comunità israelita d’intromettersi nel processo di santificazione di papa <strong>Pio XII</strong>, accampando sue colpe d’omissione in difesa degli ebrei perseguitati negli anni tragici dell’olocausto.<span id="more-2285"></span></p>
<p>L’accusa è stata d’aver taciuto, non prendendo posizione ufficiale, contro il nazismo ed il fascismo, pur concedendo fattivo aiuto ai perseguitati. Voci autorevoli si son levate a difesa, ma purtroppo con un eco attenuata sui “media”.<br />
Ma l’episodio permette a me (<em>si parva licet componere magnis</em>) di non cadere nella stessa omissione che erroneamente e malevolmente viene attribuita al grande papa Pacelli: <strong>nel mio piccolo non posso tacere</strong>.</p>
<p>Quello che sta accadendo in questi giorni a Gaza è uno scientifico e deliberato genocidio a parti invertite, attuato scientificamente dagli israeliani su di una popolazione colpevole solo di esistere e tentare di sopravvivere in una striscia di terra già sterile ed immiserita ancor più dall’assedio. La colpa principale dei palestinesi è di aver eletto un governo dominato da <strong>Hamas</strong>, gruppo estremista e guerrigliero, reo di voler liberare la Palestina dalla presenza “invadente” di Israele, usando sistemi poco ortodossi.<br />
Non può essere questo il sito in cui si possa ridiscutere l’ormai incancrenita vicenda storica, con ragionamenti ritriti che, liberati dalla parte emotiva legata all’olocausto e alla coda di paglia dell’occidente e senza l’influenza determinante dello strapotere della lobby ebraica, porterebbero al naturale diritto degli abitanti palestinesi a vivere sul loro territorio.</p>
<p><a href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2009/01/gaza-rid.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2288" style="margin: 8px 10px;" title="gaza-rid" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2009/01/gaza-rid.jpg" alt="" width="168" height="276" /></a>Oggi, nella situazione di fatto, non può giustificarsi l’azione di guerra, attuata con tutto lo strapotere militare, economico, tecnologico, intellettuale di Israele contro una popolazione oggettivamente indifesa ed inerme, nonostante i razzi, unica mercanzia che l’onniscente potenza israeliana, capace di bloccare l’arrivo di tutto, dalla farina al gasolio ai medicinali, non riesce a fermare. Che quando lanciati fanno pochissime vittime e il più delle volte palestinesi.</p>
<p>La soluzione non s’è trovata in 60 anni e, considerata la filosofia pilatesca dell’unica potenza teoricamente in grado d’interporsi (finita in mano di Obama, visto come espressione filo-iscreliana, e che preferisce giocare al golf alle Hawai) tarderà ad arrivare, a meno che non sia una “<strong>soluzione finale</strong>” ottenuta da una <strong>stella uncinata</strong>.</p>
<p><a href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2009/01/gaza-mod.jpg"><br />
</a></p>
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		<title>La cura può uccidere</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 19:35:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa, in un raptus di sincerità, il ministro del “Welfare” (come giornalistica- mente viene indicato il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali) Sacconi s’è lasciato sfuggire una considerazione terrificante, spiegando che a tutti i costi l’Italia deve far sottoscrivere i titoli del suo debito pubblico (BOT, CCT, BPT, etc.) se non vuole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2008/12/aliscafo-mod.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2197" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="aliscafo-mod" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2008/12/aliscafo-mod.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a>Qualche giorno fa, in un raptus di sincerità, il ministro del “Welfare” (come giornalistica- mente viene indicato il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali) <strong>Sacconi</strong> s’è lasciato sfuggire una <a href="http://www.corriere.it/economia/08_dicembre_03/sacconi_misure_crisi_rischio_bancarotta_ec42eeb2-c16b-11dd-9466-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano" target="_blank">considerazione terrificante</a>, spiegando che a tutti i costi l’Italia deve far sottoscrivere i titoli del suo debito pubblico (BOT, CCT, BPT, etc.) se non vuole “<em><strong>finire come l’Argentina</strong></em>” e cioè col fallimento dello Stato. <span id="more-2196"></span></p>
<p>In parole povere l’Erario non avrebbe la liquidità per garantire stipendi e pensioni se non ci fossero i risparmiatori pronti a prestargli quasi quotidianamente quanto da loro risparmiato. Fino a qualche anno fa la quasi totalità dei <a href="http://www.dt.tesoro.it/Aree-Docum/Debito-Pub/DebitoPIL.htm_cvt.htm" target="_blank">Titoli di Stato</a> (una cifra enorme, 1.598.762 milioni di euro a fine 2007) erano in mani italiane, mentre oggi i 2/3 sono detenuti da risparmiatori ed istituzioni straniere, mossi solo da considerazioni di rendimento e solidità dell’emittente e quindi in competizione costante con le emissioni di tutto il mondo.</p>
<p>Il ministro <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=12176&amp;sez=HOME_ECONOMIA&amp;npl=&amp;desc_sez=" target="_blank"><strong>Tremonti</strong></a>, che tiene ben chiusi i cordoni della borsa, s’è immediatamente reso conto dell’infelice uscita del collega, in grado di scatenare il panico in una situazione di mercato molto critica, quando tutti  cercano di accaparrarsi le risorse disponibili, offrendo interessi e soprattutto sicurezza di restituzione: <em><strong>”il nostro unico vincolo è il mercato finanziario […] in competizione con le emissioni crescenti fatti da altri Paesi a sostegno delle ricapitalizzazioni bancarie».</strong></em></p>
<p><strong>Sacconi</strong> ha minimizzato ma l’alone del rischio rimane e ha cominciato a materializzarsi vicino a noi, per esempio in <strong>Grecia</strong>. Stiamo assistendo in questi giorni ad una <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Esteri/?id=3.0.2791011408" target="_blank">rivolta</a> feroce ed anarcoide che fa coagulare un malessere evidentemente diffuso. I nostri <em>“mezzi di comunicazione di massa” </em>non hanno fornito un’adeguata informazione sui motivi profondi della crisi, facendola apparire come una vampata di autocombustione dovuta alla presenza di una forte frangia anarchica alleatasi all’opposizione di sinistra. Gli sciacalli sono sempre in agguato, ma non bisogna mettere a loro disposizione le carogne.  I tumulti sono stati presentati come la reazione all’uccisione di un dimostrante quindicenne, con un paio di poliziotti usciti di senno che, senza motivo, hanno sparato sulla folla (forse radunatasi per festeggiare qualcosa?).<br />
Nessuno ha ricordato che la <strong>Grecia</strong> è impegnata in un risanamento feroce dei conti pubblici con lacrime e sangue, avendo un <span style="text-decoration: underline;">deficit che ammonta al 93,8 % del PIL.</span></p>
<p>Il governo greco, per recuperare fondi, ha <a href="http://www.lefigaro.fr/economie/2008/11/28/04001-20081128ARTFIG00320-un-scandale-financier-menace-de-faillite-le-systeme-de-sante-grec-.php" target="_blank">tagliato risorse</a> anche in settori vitali, liquidando da un giorno all’altro l’intera struttura dell’assistenza sanitaria, con ospedali e farmacie sommersi dal deficit ed impossibilitati a pagare stipendi e fornitori. Altrettanto “saccheggiate” le casse nei settori dell’ambiente e dell’istruzione e in molti altri.<br />
<span style="color: #ff0000;"><strong>Tutto ciò succede in Grecia, con un deficit statale del 93,8 % del PIL. In Italia il rapporto è invece del 104 %&#8230;.  Speriamo bene.<br />
</strong></span></p>
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		<title>G 8</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 19:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Un globo stilizzato con sullo sfondo le sagome blu di 4 tartarughe marine caretta caretta.
E&#8217; questo il simbolo del G8 2009 in programma a La Maddalena presentato al Museo delle Terme di Diocleziano dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Alla presentazione, oltre al premier, sono intervenuti il ministro degli Esteri Franco Frattini e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2008/12/logo-g8.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2177" style="border: 2px solid black; margin: 10px;" title="logo-g8" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2008/12/logo-g8.jpg" alt="" width="250" height="188" /></a>(Adnkronos) &#8211; <strong><span style="color: #800080;">Un globo stilizzato con sullo sfondo le sagome blu di 4 tartarughe marine caretta caretta.</span></strong></p>
<p>E&#8217; questo il <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff00ff;"><strong>simbolo del G8 2009</strong></span></span> in programma a <span style="color: #0c7ff2;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>La Maddalena </strong></span></span>presentato al Museo delle Terme di Diocleziano dal presidente del Consiglio Silvio <strong>Berlusconi</strong>.<span id="more-2176"></span></p>
<p>Alla presentazione, oltre al premier, sono intervenuti il ministro degli Esteri Franco <strong>Frattini </strong>e il sottosegretario alla Protezione Civile Guido <strong>Bertolaso</strong>, commissario delegato per il summit di luglio. Presenti anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni <strong>Letta</strong>, il segretario generale di palazzo Chigi Mauro <strong>Mas</strong>i e il ministro dei Beni culturali Sandro <strong>Bondi</strong>. In sala, in prima fila, il governatore della Regione Sardegna Renato <strong>Soru </strong>e l&#8217;ex ministro della Difesa Arturo <strong>Parisi</strong>.</p>
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		<title>Right or wrong, my country</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 20:21:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rinoceronte</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2008/11/bruni-carla-5-rid1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1896" style="margin: 8px;" title="bruni-carla-5-rid1" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2008/11/bruni-carla-5-rid1.jpg" alt="" width="280" height="296" /></a><a href="http://www.lejdd.fr/cmc/societe/200845/carla-bruni-sarkozy-il-faut-aider-les-elites-a-changer_163651.html" target="_blank"><span style="color: #3366ff;"><em><strong>&#8220;Alors, voir arriver Obama, c&#8217;est évidemment une joie immense. Pour moi, pour tous ceux qui aiment l&#8217;Amérique. Pour tous les Français, et notamment l&#8217;un d&#8217;eux que je connais assez bien. Je sais à quel point nous sommes tous pleins d&#8217;espoir, pleins d&#8217;attente. Par contraste, quand j&#8217;entends Silvio Berlusconi prendre l&#8217;événement à la légère, et plaisanter sur le fait qu&#8217;Obama est &#8216;toujours bronzé&#8217;, ça me fait drôle. On mettra ça sur le compte de l&#8217;humour&#8230; <span style="text-decoration: underline;">Mais souvent, je suis très heureuse d&#8217;être devenue française!&#8221;</span></strong></em></span></a><span id="more-1893"></span><br />
<span style="color: #008000;"><strong>&#8220;Dunque, veder arrivare Obama, è evidentemente una gioia immensa, per me e per tutti coloro che amano l’America. Per tutti i francesi e, in particolare per uno che io conosco abbastanza bene. Io so quanto siamo tutti pieni di speranza e di attesa.<br />
Per contrasto quando sento Silvio Berlusconi prendere un evento del genere alla leggera, e scherzare sul fatto che Obama è &#8220;sempre abbronzato&#8221;, mi suona strano. Ci si limiterà a considerarla una battuta&#8230; <span style="text-decoration: underline;">Ma spesso, mi ritrovo ben lieta di essere diventata francese!»</span></strong></span></p>
<p>Molti (italiani solo in quanto iscritti all’anagrafe di questa nazione) si compiaceranno per la dichiarazione della signora <strong>Bruni-Sarkozy</strong>, felicissima d’esser diventata cittadina francese.</p>
<p>Sarebbe facile rispondere che per l’Italia non è una gran perdita, o insultarla per gli atteggiamenti da donna di stato con un grande futuro e un grande passato, ma si cadrebbe nel <strong><em>&#8220;guzzantismo</em></strong>&#8221; più volgare.</p>
<p>Noi invece ci limitiamo a ricordare che <span style="text-decoration: underline;">il suo comportamento rientra a pieno titolo nella tradizione della nostra Italia</span>, ripetendo in piccolo (e in ridicolo) ciò che già fecero tanti italiani nel Medio Evo e nel Rinascimento, pronti a chiamare e mettersi al servizio dello straniero in odio all’avversario domestico, sino agli antifascisti durante la seconda guerra mondiale quando, in odio al fascismo e a Mussolini, collaborarono col nemico, complottando e tradendo la loro patria in armi. Ciò che fece anche il compagno Ercoli, alias Togliatti, che a Mosca si compiaceva delle perdite dell’Armir per dare così una lezione di morte ai combattenti prigionieri in Russia e ai loro familiari, che volenti o nolenti obbedivano alle leggi di quello che era il loro Stato.<br />
Simili personaggi vengono sempre utilizzati sul momento ma intimamente disprezzati anche da chi ne sfrutta la collaborazione occasionale e inaffidabile.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>“Dio stramaledica gli inglesi”</strong></span> si diceva quando combattevamo contro la <strong><span style="color: #ff0000;">“perfida Albione”</span></strong> ma, pur da noi maledetti, gli inglesi meritavano il nostro rispetto perché, <strong>“giusto o sbagliato, è il mio paese” </strong>ed erano disposti a morire piuttosto che sputarci sopra.</p>
<p><strong>Noi invece o Guelfi o Ghibellini, o Palleschi o Piagnoni, ma comunque, ora e sempre c&#8230;.ni.</strong></p>
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		<title>Tripoli, bel soldo amore</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 11:50:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piombino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Abdel_Rahman_Shalgam]]></category>
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		<description><![CDATA[“ Nel solco della consolidata e immutata tradizione di indefettibile coerenza [qui lo dico e qui lo nego], fedeltà alle alleanze [Franza o Spagna, purchè se magna], coraggioso sprezzo del pericolo [entra prima tu, che a me scappa da ridere] appuntiamo l’ultima medaglia alla memoria sull’invitta bandiera di guerra dei Sommozzatori a Cavallo, gloria e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2008/10/andreotti-mod.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1779" style="margin: 10px;" title="andreotti-mod" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2008/10/andreotti-mod.jpg" alt="" width="275" height="310" /></a><strong><span style="color: #008080;">“ Nel solco della consolidata e immutata tradizione di indefettibile coerenza</span> [<span style="color: #ff0000;">qui lo dico e qui lo nego</span>]<span style="color: #008080;">, fedeltà alle alleanze</span> [<span style="color: #ff0000;">Franza o Spagna, purchè se magna</span>]<span style="color: #008080;">, coraggioso sprezzo del pericolo</span> [<span style="color: #ff0000;">entra prima tu, che a me scappa da ridere</span>] <span style="color: #008080;">appuntiamo l’ultima medaglia alla memoria sull’invitta bandiera di guerra dei Sommozzatori a Cavallo, gloria e orgoglio della nostra gente. “</span><br />
</strong></p>
<p><span id="more-1776"></span><strong><span style="color: #993366;"><span style="color: #800080;">Tratto dal Comunicato ufficiale dello Stato Maggiore della Divisione “ <em>LEPRE</em> ”</span> </span>(<span style="color: #ff0000;">“ Fugit quam celere potest ”</span>) <span style="color: #800080;">che riporta le parole pronunciate al Quartier Generale dal <a href="http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=87731" target="_blank">ministro Andreotti</a> in occasione dei memorabili atti d&#8217;eroismo che tanto sangue costarono <span style="color: #000000;">[</span><span style="color: #ff0000;">agli altri<span style="color: #000000;">]</span></span>.</span></strong></p>
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