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	<title>Il Cantaro &#187; Politica Interna</title>
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	<description>Periodico d'informazione libera online</description>
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		<title>Si potrebbe andare tutti allo zoo comunale…</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 15:29:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Fini]]></category>
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		<description><![CDATA[Se non ci fosse da piangere, sarebbe uno spettacolo divertentissimo, fantasmagorico, quello a cui assistiamo, portato sulle scene dalla compagnia itinerante del “Popolo della Libertà”.
Una sorpresa dopo l’altra, senza canovaccio ma “a braccio”, incentrato sull’improvvisazione di tutta la troupe, dal capo-comico alla sua spalla, fino all’ultima delle comparse (senza dimenticare le ballerine di fila…).  Da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se non ci fosse da piangere, sarebbe uno spettacolo divertentissimo, fantasmagorico, quello a cui assistiamo, portato sulle scene dalla compagnia itinerante del <strong>“Popolo della Libertà”</strong>.</p>
<p>Una sorpresa dopo l’altra, senza canovaccio ma “a braccio”, incentrato sull’improvvisazione di tutta la troupe, dal capo-comico alla sua spalla, fino all’ultima delle comparse (senza dimenticare le ballerine di fila…).  Da qualche tempo il repertorio viene rivisto in continuazione, passando dall’avanspettacolo in abiti succinti delle <em>Folies bergeres</em> (= follie pecoreccie) alla tragedia shakespeariana (Otello e Jago) e toccando ora pirandellianamente “Il berretto a sonagli”, con <strong>Berlusconi</strong> nelle vesti di “Ciampa mbèèè”, il marito tradito le cui corna vengono ufficializzate.</p>
<p>Si scopre infatti che l’<strong>eroe del predellino</strong>, che con una folgorazione ha dato vita al <strong>PdL</strong>, subito ridicolizzato dal socio <strong>Fini </strong>(<em><strong>“Siamo alle comiche finali…” </strong></em>commentò all’inizio, per poi –solo qualche giorno- accodarsi e sistemarsi comodamente), <span style="text-decoration: underline;">è si “padrone” del simbolo del partito, ma non può utilizzarlo senza il consenso scritto di tutti i 10 soci fondatori.</span> Riporto dal <strong>&#8220;<a href="http://www.iltempo.it/politica/2010/07/26/1183962-senza_leader.shtml" target="_self">TEMPO</a>&#8220;</strong>:</p>
<blockquote><p><span style="color: #ff0000;"><strong>È un po’ come quando il proprietario del pallone, offeso, prende e se ne va costringendo gli altri ad interrompere la partita. Berlusconi potrebbe farlo domattina. Potrebbe prendere il simbolo del Pdl e lasciare tutti in braghe di tela. Peccato che poi avrebbe bisogno dell&#8217;autorizzazione di Gianfranco Fini per utilizzarlo. No, non è uno scherzo. Ma il frutto di un atto notarile (ripescato da Vanity Fair) siglato il 27 febbraio del 2008. Quello con cui dieci persone hanno dato vita all&#8217;associazione &#8220;Il Popolo della Libertà&#8221;.</strong></span></p></blockquote>
<p>Di fronte a tanta sprovvedutezza come meravigliarsi se il ministro <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/veronesi_non_mi_pieghero_diktat_pd/26-07-2010/articolo-id=463400-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>Prestigiacomo</strong></a> propone il vegliardo Umberto <strong>Veronesi</strong>, con cuore e portafogli a sinistra, senatore del <strong>PD</strong>, alla testa dell’<em><strong>Agenzia per la Sicurezza del Nucleare</strong></em> e l’ottantacinquenne scienziato onnisciente <a href="http://www.corriere.it/politica/10_luglio_26/veronesi-lettera_f7e70862-9882-11df-a51e-00144f02aabe.shtml?fr=box_primopiano" target="_blank">ritiene seriamente di mettere la sua baldanza giovanile a disposizione?</a></p>
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		<title>Il Gran Consiglio</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 12:47:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[25_luglio]]></category>
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		<category><![CDATA[Di pietro]]></category>
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		<category><![CDATA[MSI]]></category>

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		<description><![CDATA[Molti, troppi, danno Berlusconi per finito, politicamente e poi, di conseguenza, personalmente. Anche  se vendere la pelle dell’orso prima d’averlo ucciso non è il massimo dell’avvedutezza, non c’è dubbio che Berlusconi, il suo governo ed il suo (?) partito non siano di questi tempi al top del successo.
Difficoltà oggettive di gestione della crisi economica, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Molti, troppi, danno <strong>Berlusconi</strong> per finito, politicamente e poi, di conseguenza, personalmente. Anche  se vendere la pelle dell’orso prima d’averlo ucciso non è il massimo dell’avvedutezza, non c’è dubbio che <strong>Berlusconi</strong>, il suo governo ed il suo (?) partito non siano di questi tempi al top del successo.</p>
<p style="text-align: left;">Difficoltà oggettive di gestione della crisi economica, e delle manovre tentate per disincagliare l’economia scontentando tutti, intrecciate a decisioni e scelte fatte con leggerezza e di cui oggi si pagano le conseguenze giudiziarie e d’immagine, unite all’oggettiva azione di logoramento di potenti, prevenute ed intoccabili figure istituzionali, con l’aggiunta del male oscuro (ma non tanto&#8230;) della rivalità interna del <em><strong>co-af-fondatore</strong></em> del partito stanno facendo vacillare il consenso e il morale delle truppe, dallo stato maggiore all’ultimo militante.</p>
<p style="text-align: left;">Troppe le variabili perché gli osservatori più equilibrati riescano a fare previsioni, al di là di quanto sognato dalle molte volpi con l’acquolina in bocca in attesa che il formaggio ancora in bocca al corvo precipiti.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">Un tempo, ai giovani che ambivano a diventare giornalisti il concetto di notizia si spiegava così: un cane che morde un uomo è la normalità, l&#8217;uomo che morde il cane è una notizia.</p>
<p style="text-align: left;">Ecco, oggi un simile esempio si può fare col presidente della Camera Gianfranco<strong> Fini</strong>. Se rilascia una dichiarazione critica nei confronti del cofondatore del suo partito o di qualche berluscones, siamo nella norma; se invece dovesse elogiare un atto del Cavaliere, allora ecco che sarebbe una notizia.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ff00ff;"><strong>Il centrosinistra ha finalmente trovato che il leader che cercava.</strong></span> Capace non solo di rispondere punto su punto, senza mai arretrare, all&#8217;odiato presidente del Consiglio, ma &#8211; soprattutto &#8211; di guidare una seria e capace opposizione parlamentare.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">scrive Massimiliano <strong>Gallo</strong> sul <strong><em>Riformista.</em></strong></p>
<p style="text-align: left;">Tutti gli oppositori, privi di programmi, leader e consenso, incapaci di andare in porta, sperano ardentemente in un autogol della squadra di governo e <strong>Fini</strong>, considerata l’ormai consolidata esperienza nella navigazione a zig-zag e controvento, è l’uomo giusto, soprattutto se c’è coincidenza con i suoi interessi. Ora parrebbe ritornare portabandiera della destra, dopo aver ridicolizzato e distrutto una tradizione cinquantennale, costata (non certo a lui) lacrime  esangue.</p>
<p style="text-align: left;">In un&#8217;<a href="http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/247349/" target="_blank">intervista</a> anche <strong>Di Pietro</strong>, autoinvestitosi del ruolo di vergine vestale custode del fuoco giustizialista, blandisce e getta l’amo, sperando che il subacqueo abbocchi.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">Sostiene Antonio <strong>Di Pietro</strong>:</p>
<p style="text-align: left;"><strong>«È giunta l&#8217;ora di dividere il campo in due: da un lato il partito dell&#8217;illegalità a struttura e vertice piduista, dall&#8217;altro il partito della legalità. <span style="color: #ff00ff;">Il mio è un invito a Bersani e Fini: facciamo una coalizione nuova.</span> Sia chiaro, però, che il mio campo resta quello del centrosinistra». </strong><br />
Il presidente della Camera riprende in mano la vecchia bandiera della “sua” destra, quella della legalità, e rischia di fare la fine dell&#8217;interista Mario Balotelli, il pezzo più pregiato di questo calciomercato estivo. Chi lo vuole cacciare. E chi se lo prenderebbe subito.<br />
Del resto, da quando Gianfranco Fini ha introdotto la questione morale nella maggioranza, il suo consenso potenziale sul mercato della politica si è triplicato. Dal 4 al 12 per cento, come riportato giovedì scorso dal Corriere della Sera.<br />
Preoccupato, onorevole Di Pietro?<br />
<strong>E perché? Semmai orgoglioso. Sono anni che insisto sul tema della legalità. Fino all&#8217;ultima manifestazione che ho fatto a Piazza Navona sono stato considerato quasi un extraparlamentare sulla questione morale. Ma lei lo sa che cosa ha detto Bersani ultimamente? […] Il segretario del Pd si è sfogato coi suoi e ha detto che non bisogna lasciare a me la bandiera dell&#8217;etica in politica. E io anche di questo sono orgoglioso. Significa che sarò pure un contadino con le scarpe grosse ma ho dimostrato di avere il cervello fino. Ci avevo visto giusto. Ora fanno tutti i giustizialisti.</strong><br />
Quindi?<br />
<strong>In una situazione grave come questa per battere il modello piduista al governo del paese c&#8217;è bisogno di dividere il campo in due in nome della questione morale. Anche perché le persone oneste esistono a destra come a sinistra. Mi rivolgo a Bersani e anche a Fini.</strong><br />
Nel 2007 lei e Fini avete presentato insieme un ddl contro la casta. Senza contare il sostegno missino alle inchieste di Tangentopoli.<br />
<strong>La legalità non ha colore politico. Quando le nostre inchieste scoperchiarono il malaffare della Prima Repubblica, i partiti che non non avevano le mani sporche ci sostennero. È il caso del Msi di Fini ma anche alla Lega di Bossi.</strong><br />
Fini, dunque, ritorna all&#8217;antico?<br />
<strong>Sta vivendo una fase di resipiscenza che spero porti a compimento. […]</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">A parte l&#8217;anacronistico e controproducente richiamo al <strong>MSI</strong> e al collegamento con Fini, il tempismo è fondamentale in politica (e non solo).</p>
<p style="text-align: left;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Domani è domenica, 25 luglio.</strong></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Quale giorno più adatto, evocativo e scaramantico per approvare l’ordine del giorno di 63 anni fa, far dimettere il Capo e arrestare il Cavaliere?<br />
Dopo? La guerra continua… e s’arriva all’8 settembre.</strong></p>
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		<title>LA PATRIA DEL DIRITTO E DEL ROVESCIO</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 14:56:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Rino Formica]]></category>
		<category><![CDATA[Tangentopoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Tanti secoli fa, verso il crepuscolo della Prima Repubblica e dei suoi &#8220;Dei falsi e bugiardi&#8221; (ma oggi non stiamo meglio…), uno dei politici più potenti era Rino Formica, ministro delle Finanze e quindi inviso ai contribuenti perché addetto al torchio fiscale e agli avversari per ragioni di concorrenza.
Era un grande coniatore di aforismi:

La politica? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tanti secoli fa, verso il crepuscolo della <strong>Prima Repubblica</strong> e dei suoi <em>&#8220;Dei falsi e bugiardi&#8221;</em> (ma oggi non stiamo meglio…), uno dei politici più potenti era Rino <strong>Formica</strong>, ministro delle Finanze e quindi inviso ai contribuenti perché addetto al torchio fiscale e agli avversari per ragioni di concorrenza.</p>
<p>Era un grande coniatore di aforismi:</p>
<ul>
<li>La politica? Sangue e merda!</li>
<li>L’assemblea socialista? Nani e ballerine!</li>
<li>Beniamino Andreatta? Una comare da ballatoio!</li>
<li>I finanziamenti dei partiti?  I conventi sono poveri mentre i frati sono  ricchi!</li>
</ul>
<p>Nel diluvio universale di Tangentopoli che sommerse <span style="text-decoration: underline;"><strong>quasi </strong></span>tutto il mondo politico d&#8217;allora, fu accusato d’essere anche lui un “frate ricco” fu inquisito e processato e oggi, dopo un’eternità e un calvario di fustigazioni, insulti e crocefissione,  è risorto. Riporta <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/formica_assolto_dopo_17_anni/rino_formica-psi/27-05-2010/articolo-id=448372-page=0-comments=1" target="_self"><strong>“il Giornale”</strong></a>:</p>
<p style="padding-left: 60px;"><span style="color: #993300;"><strong><em>Accusato di tangenti, Rino Formica è stato pienamente assolto 17 anni dopo: non aveva intascato nulla. Nel frattempo, l’otto volte ministro socialista è passato dai 66 anni che aveva nel ’93,quando il processo iniziò, agli attuali 83. Per sua fortuna, è vivo, lucido e può assaporare la vittoria. Poteva andargli peggio. Ma intanto ha finito da allora con la politica che fu la sua vita e poteva ancora riservargli soddisfazioni. È stato ostracizzato, circondato da diffidenze, subissato di ironie. [...]<br />
</em></strong></span></p>
<p>La <strong>(G)giustizia</strong> (?) alla fine ha trionfato, se non fossse che nel frattempo ha stritolato nei suoi ingranaggi inesorabili non solo <strong>Formica</strong> ma anche qualche … Elefante, che s’è visto rovinata la vita e stravolta qualunque prospettiva di rispettabilità e di legittima aspirazione.<br />
La vicenda, “<span style="text-decoration: underline;">emblematica</span>” come s’usa dire, viene commentata molto parsimoniosamente dalla stampa che s’era invece dilungata a suo tempo quando le accuse erano state mosse.</p>
<p>Senza scomodare la psicanalisi, ma storie simili ci pare che continuino  a succedere, in un continuo ripetersi di <em>“deja vu”</em> , di <strong>avvisi di garanzia</strong> (cioè <em><strong>garanzia d’essere rovinato</strong></em>, comunque poi vadano a finire i processi) di sputtanamenti mediatici utili solo alle “tricoteuses” sedute in prima fila sotto la gogna.</p>
<p>La maggioranza silenziosa di magistrati coscenziosi riuscirà a far dimenticare l&#8217;operato della <strong>&#8220;malagiustizia&#8221;</strong>, inamovibile ed intoccabile, quando tutte le altre categorie sono chiamate a rendere conto del loro operato?</p>
<p>Quando, anche in Italia, potremo sentire in un’aula di (G)giustizia e senza sogghignare l’espressione <strong>&#8220;Vostro Onore&#8221;</strong>?</p>
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		<title>TRAVAGLIO DI… PARTO O RESTO</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 15:59:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piombino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Annozero]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Santoro]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>

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		<description><![CDATA[«In questa situazione non ha alcun senso continuare ad immaginare cambiamenti il cui scopo fondamentale era solo porre fine ad una vertenza giudiziaria e progettare nuovi format nell’interesse della Rai e del pubblico. Le continue fughe di notizie hanno violato l’impegno di riservatezza indispensabile per un possibile accordo con la Rai favorendo interpretazioni fantasiose lesive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left; padding-left: 30px;"><strong><span style="color: #3366ff;">«In questa situazione non ha alcun senso continuare ad immaginare cambiamenti il cui scopo fondamentale era solo porre fine ad una vertenza giudiziaria e progettare nuovi format</span> <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000;">nell’interesse della Rai e del pubblico</span></span><span style="color: #3366ff;">.</span><span style="color: #3366ff;"> Le continue fughe di notizie hanno violato l’impegno di riservatezza indispensabile per un possibile accordo con la Rai favorendo </span><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000;">interpretazioni fantasiose lesive della mia immagine</span></span>.<span style="color: #3366ff;"> Trasmissioni televisive della Rai hanno potuto entrare nel merito di una trattativa in corso d’opera con un profilo denigratorio dei miei comportamenti di professionista.</span> <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000;">Non era mai avvenuto in precedenza</span></span><span style="color: #3366ff;">».</span></strong></p>
<p style="text-align: left;">Con questo comunicato un amareggiato Michele <strong>Santoro</strong>, dopo che per 20 minuti ha concionato i telespettatori di <strong>Annozero</strong> sulle sue personalissime vicende e prospettive professionali, s’è rimangiato l’accordo con la Rai che ci avrebbe privato, salatamente o profumatamente a seconda dei punti di vista, della sua oggettiva e serena visione delle cose, sempre priva d’interpretazioni fantasiose lesive dell’immagine di chicchessia e tantomeno con un profilo denigratorio.</p>
<p style="text-align: left;">Effettivamente, anche per le cifre in ballo, non era mai avvenuto in precedenza.</p>
<p style="text-align: left;">Peccato, sarebbero stati soldi ben spesi.</p>
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		<title>Nati per perdere</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 11:32:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo una pausa di riflessione di qualche anno e col rammarico d’essersi lasciati scappare un’occasione d’oro per  punire gli odiati “ricchi” e tra essi il maggiore, Veltroni e alcuni soci hanno partorito, con metodo platonico staccato dalla realtà, la tagliola che, nel rispetto della sacra, sana e robusta Costituzione, tanto venerata soprattutto quando proclama [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo una pausa di riflessione di qualche anno e col rammarico d’essersi lasciati scappare un’occasione d’oro per  punire gli odiati “ricchi” e tra essi il maggiore, <strong>Veltroni</strong> e alcuni soci hanno partorito, con metodo platonico staccato dalla realtà, la tagliola che, nel rispetto della sacra, sana e robusta <strong>Costituzione</strong>, tanto venerata soprattutto quando proclama l’uguaglianza di tutti i cittadini, impedirà ai milionari d’Italia di aspirare a cariche governative, riservate esclusivamente a chi milionario ancora non è ma aspira a diventarlo, come tanti illustri esempi dimostrano.</p>
<p>La barriera per essere considerati cittadini con pienezza dei diritti è posta, per ora a 30 milioni di euro, ma già <strong>Colombo</strong> sempre più Furio propone il limite a 10.<br />
Riferisce<em><strong> l’Unità</strong></em>:</p>
<blockquote><p><span style="color: #f92805;"><strong>“Il cuore della nuova proposta è nell’articolo 4 che disciplina i casi di «incompatibilità assoluta» tra cariche di governo (premier,ministri, vice, sottosegretari,commissari) e posizioni economiche di rilievo o dominanti (è presa in considerazione la anche la concentrazione in un medesimo settore di mercato). Di rilievo è la proprietà di un patrimonio di almeno 30 milioni di euro. E l’incompatibilità è totale anche quando si abbia il controllo diretto o indiretto di un’impresa la cui attività si base su una abilitazione rilasciata dallo Stato,o anche se si detiene il possesso di partecipazioni rilevanti in settori strategici (fra i quali le comunicazioni e la pubblicità).”</strong></span></p></blockquote>
<p>Siccome in Italia occorre una “<span style="text-decoration: underline;">abilitazione rilasciata dallo Stato</span>” anche per andare al cesso, in realtà la barriera vera è quella patrimoniale.<br />
Chiunque vincesse il <strong><em>Superenalotto </em></strong>passerebbe immediatamente tra i paria della politica. Non che 30 milioni di euro di patrimonio siano noccioline, ma perché un cittadino che gestisce un tale capitale e quindi premiato dalla sua abilità e fortuna, che cede il 50% del suo reddito all’erario, deve essere escluso dal governo della cosa pubblica, riservata a professionisti della politica spesso senza arte né parte?</p>
<p>Domanda retorica, perché il motivo vero, aldilà della contingente esistenza di Berlusconi, è sempre il solito dell’<span style="color: #f92805;"><strong>invidia sociale</strong></span> che affligge da sempre gli affezionatii clienti dell’<strong>Ufficio Sinistri</strong> e che continua ad affiorare alla minima occasione.</p>
<p><strong>La proprietà è un furto</strong> (quando non è la loro&#8230;).</p>
<p>Nessuna batosta li farà mai guarire. Forse un miglioramento l&#8217;otterrebbero con una vittoria, ma è solo un&#8217;ipotesi fantascientifica.<br />
Come diceva <strong>Guareschi</strong>: <span style="color: #f92805;"><strong>“Gratta il Pepito e affiora il Peppone”.</strong></span></p>
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		<title>Manolesta e manomorta</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 18:09:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
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&#8220;Politici, imprenditori, capi della mafia: tutti a braccetto per spartirsi la torta della sanità pubblica a Bari e nell’intera Puglia. Scoppia lo scandalo, roba da Tangentopoli. E come ai tempi di «Mani pulite» i carabinieri irrompono nelle sedi dei partiti alla ricerca di bilanci e conti correnti bancari. Tutti di centrosinistra: Rifondazione comunista, Sinistra e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
</strong></p>
<blockquote><p><strong>&#8220;Politici, imprenditori, capi della mafia: tutti a braccetto per spartirsi la torta della sanità pubblica a Bari e nell’intera Puglia. Scoppia lo scandalo, roba da Tangentopoli. E come ai tempi di «Mani pulite» i carabinieri irrompono nelle sedi dei partiti alla ricerca di bilanci e conti correnti bancari. Tutti di centrosinistra: Rifondazione comunista, Sinistra e Libertà, i Socialisti autonomisti, Pd e Lista Emiliano (dal nome del suo promotore, Michele Emiliano, rieletto sindaco di Bari). L’ipotesi accusatoria del pm Desiree Digeronimo, che da un anno che indaga su forniture e appalti nella sanità pubblica, è quella di finanziamento illecito ai partiti. Una serie di imprenditori privati sarebbero stati favoriti con la promessa di versare contributi. Un giro di tangenti che sarebbe continuato fino alle ultime elezioni. Associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, concussione, falso, truffa, abuso d’ufficio e voto di scambio, questi i reati ipotizzati per almeno quindici persone coinvolte. Da indiscrezioni, però, si apprende che il numero degli indagati è destinato a crescere. </strong></p>
<p><strong>[…] Al centro dell’inchiesta l’ex assessore regionale alla Sanità Alberto Tedesco indagato dal 6 febbraio scorso. Quel giorno, tre ore dopo, l’assessore consegnò le sue dimissioni a Nichi Vendola, il governatore della Puglia. Nel fascicolo che lo riguarda ci sono alcune intercettazioni in cui un imprenditore del settore gli suggerisce come «aggiustare» il piano regionale sanitario. «Ti preparo un appunto?». «No, basta che mi dici dove stanno gli errori». Poca roba è la replica dell’ex assessore, nel frattempo trasmigrato a Palazzo Madama grazie all’elezione a Strasburgo del primo degli eletti, Paolo De Castro. Tedesco è un politico di lunga militanza socialista ma con un occhio rivolto agli affari nella sanità pubblica. Fino al 2006 è stato infatti proprietario di «Medical Surgery» e «Aesse Hospital», aziende passate nelle mani dei figli subito dopo la nomina ad assessore per evitare conflitti di interesse. Nel passato, Tedesco è stato anche socio di Gianpi Tarantini, il personaggio chiave dello<span style="color: #3366ff;"> scandalo escort-Berlusconi</span>. Anche lui è finito in uno dei filoni (si tratta di quattro inchieste) sulla Sanitopoli pugliese. Ieri, infatti, la Gdf è piombata negli uffici del Policlinico barese per sequestrare documenti, cartelle cliniche e diagnosi. Il giro d’affari è quello delle protesi, il business prediletto dal <span style="color: #3366ff;">giovane imprenditore amico di Silvio Berlusconi (nei periodi «caldi» del giro di escort a Roma e in Sardegna, il Presidente gli faceva fino a venti telefonate al giorno)</span>.[…]</strong></p></blockquote>
<p>Per evitare d’essere accusato di partigianeria o di “speculazione” ho riportato la cronaca de <a href="http://www.unita.it/news/sanit_/86939/bari_inchiesta_sulla_sanit_centrosinistra_sotto_accusa" target="_blank"><strong>l’Unità</strong></a> per quanto riguarda l’inchiesta barese che il giornale, fondato da Gramsci e ora proprietà di Soru, s’illude sia una costola soprannumeraria del filone principale dedicato a <strong>Berlusconi </strong>e alle sue (dis)avventure da infoiamento senile. Mancano alcuni particolari che il velo pietoso della partigianeria ricopre, per non incrudelire e per risparmiare il ridicolo che ricadrebbe sul serioso “ipse dixit” di <strong>D’Alema</strong>: l’indagato senatore <strong>Tedesco</strong> è un <a href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-8272.htm" target="_blank">“dalemiano”, il referente locale.</a></p>
<p>Giustamente <strong>D’Alema</strong> le scosse baresi le aveva previste in anteprima, incitando l’armata a raccogliere il frutto che sarebbe caduto dall’albero berlusconiano ormai corroso.</p>
<p>Su una cosa sbagliava: <strong>le “scosse” che pre-sentiva erano coliche intestinali,  arrivate finalmente al traguardo. </strong></p>
<p><strong>Ora occorrono chilometri di morbidezza, senza neanche poter fare affidamento su <a href="http://www.asca.it/news-PUGLIA_SANITA___DI_PIETRO__CORRUTTORI_NON_HANNO_COLORE_POLITICO-849740-ora-.html" target="_blank">mani pulite</a>.</strong></p>
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		<title>Coniglietto mannaro</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 13:09:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
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		<description><![CDATA[In un’intervista a Pierferdinando Casini apparsa su La Stampa si toccano molti dei punti critici della politica italiana, almeno per quello che riguarda i partiti maggiori, dal PD, in queste settimane alle prese con la scelta del futuro segretario e di conseguenza della nuova rotta che questi imporrà, sino al Pdl e al suo (non)futuro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un’intervista a Pierferdinando <strong>Casini </strong>apparsa su <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200907articoli/45645girata.asp" target="_blank"><em><strong>La Stampa</strong></em></a> si toccano molti dei punti critici della politica italiana, almeno per quello che riguarda i partiti maggiori, dal<strong> PD</strong>, in queste settimane alle prese con la scelta del futuro segretario e di conseguenza della nuova rotta che questi imporrà, sino al <strong>Pdl</strong> e al suo (non)futuro in assenza di <strong>Berlusconi</strong>.</p>
<p>Ovviamente le cose sono viste dall’angolo visivo dell’<strong>UDC</strong> con il limite fisiologico che s’interpone tra il sogno e la realtà, ma se ne possono trarre alcuni spunti di riflessione:</p>
<blockquote><p><strong><em>Onorevole Casini, fra cento giorni il Pd avrà un nuovo segretario. Come segue la sfida fra Bersani, Franceschini e Marino?</em></strong></p>
<p><strong><em></em><span style="color: #0000ff;">«Con interesse, perché il Pd è il secondo partito italiano e dobbiamo capire bene quali sono le indicazioni, i progetti dei candidati[…] Seguo con interesse e distacco l’evolversi dei lavori, e basta. Qualcun altro, e penso a Di Pietro, anche attraverso Grillo, sta iniettando alte dosi di veleno, lavora alla distruzione del Pd. […] oggi il Pd è ondeggiante fra il rispetto delle istituzioni, di cui Napolitano è il garante e il custode, e la deriva dipietrista alla quale il partito corre dietro per non perdere elettori. Portarsi Di Pietro in Parlamento è stato un errore enorme di Veltroni».</span></strong></p>
<p><strong><em>Lei ha in animo un progetto, il grande partito di centro&#8230;</em></strong></p>
<p><strong><em></em><span style="color: #0000ff;">«Ed è un progetto che rimane in campo […] va avanti indipendentemente da quello che dicono, fanno e decidono gli altri. </span></strong></p>
<p><strong>[…] <em>qualcuno ipotizza che lei potrebbe essere il leader di una nuova coalizione di centrosinistra?</em></strong></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">«Ma non è possibile. Non potrei mai essere un nuovo Prodi perché che mi mancano due requisiti fondamentali.Primo, non sono Prodi. Ho un’altra storia. Non esprimo il cattolicesimo dossettiano che è di Romano e che ha nella sua ragione costitutiva di trovare un punto d’incontro tra la sinistra e parte del mondo cattolico. E in secondo luogo non c’è la mia volontà. Non credo a un simile progetto politico. Se si pensa all’Udc come alla Margherita del 2010 si compie una sciocchezza. Si ripeterebbero gli stessi errori commessi dall’Unione. Prodi non ha fallito perché è uno stupido, anzi. Ha fallito perché il progetto non stava in piedi allora, e non starebbe in piedi adesso un governo che somma l’estrema sinistra e l’Udc magari passando per Di Pietro». </span></strong></p>
<p><strong>[…]  <em>Roberto Formigoni la invita. Dice che lei è candidato alla successione di Berlusconi insieme con Tremonti e Fini.</em></strong></p>
<p><strong><em></em><span style="color: #0000ff;">« […] temo per loro che il Pdl sia una costruzione che non sopravviverà a Berlusconi. Il premier ha un carisma che copre tante magagne e il Partito del Sud, composto da gente che cerca poltrone perché non ne ha, è l’ultimo esempio. Non si pone il problema della futura leadership del Pdl perché il Pdl non ha futuro senza Berlusconi».</span></strong></p>
<p><strong><em>Quanto influisce in tutto questo il caso delle escort? L’Udc è rimasto ai margini della polemica.</em></strong></p>
<p><strong><em></em><span style="color: #0000ff;">«Non voglio esprimere pareri anche perché noi, e gli altri partiti, siamo spettatori troppo interessati per farlo. Ritengo che gli italiani leggano e si rendano conto da soli di quello che sta succedendo. Quanto al nostro giudizio, credo lo si immagini. Ma non è certo con mozioni tipo quella di Zanda che si affronta il problema».</span></strong></p>
<p><strong><em>Perché?</em></strong></p>
<p><strong><em></em><span style="color: #0000ff;">«Perché è una mozione ridicola, nella quale si dice che chi governa “deve assumere comportamenti coerenti tra la vita pubblica e quella privata”. Cioè si dice che chi governa deve comportarsi bene. E’ una cosa che sta fra l’infantilismo politico e l’ipocrisia moralistica. Le chiacchiere stanno a zero: se il Pd ritiene di censurare Berlusconi per i suoi comportamenti privati e su quelli magari chiede di insediare una commissione d’inchiesta, allora tutti saremo obbligati a dare risposte limpide e chiare. Ma o si ha questo coraggio o si lascia perdere. Altrimenti siamo davanti a un “vorrei ma non posso” che fa cadere in ridicolo la politica italiana.»</span></strong></p></blockquote>
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		<title>Penitentiagite!!!</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 16:45:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Grillo]]></category>
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		<category><![CDATA[Umberto_Eco]]></category>

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		<description><![CDATA[Umberto Eco, nel suo primo e più famoso romanzo, Il nome delle rosa, ambienta la vicenda in una cupa e seriosa abbazia medioevale dove un frate vegliardo, vero e proprio “serial killer”, manda al Creatore alcuni confratelli rei di voler godere di quanto scritto da Aristotele sulla Commedia e sul  riso. Un movente così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Umberto <strong>Eco,</strong> nel suo primo e più famoso romanzo, <strong>Il nome delle rosa</strong>, ambienta la vicenda in una cupa e seriosa abbazia medioevale dove un frate vegliardo, vero e proprio “serial killer”, manda al Creatore alcuni confratelli rei di voler godere di quanto scritto da <strong>Aristotele</strong> sulla Commedia e sul  riso. Un movente così apparentemente futile agli occhi nostri ma non a quelli spenti  dell’omicida, profeta della filosofia sessantottina di <em><strong>“una risata vi seppellirà”</strong></em>, che conosceva il dis-valore del ridicolo come arma dirompente.</p>
<p>Il<strong> PD </strong>non attraversa il suo periodo migliore –se mai ce n’è stato uno- ma non vuole essere seppellito tra le risate, soprattutto se sono sonore e addirittura maggioritarie tra il “popolo di sinistra”.</p>
<p>Ecco perché legittimamente nel <strong>PD </strong>i “professionisti della politica”, eredi di gente da tragedia come <strong>Togliatti, Pajetta e Scoccimarro</strong>, sono preoccupati per l’ostinazione con la quale il <strong>Grillo</strong> vuole penetrarvi, seppure dalla porta di servizio. Ha trovato semiaperta quella del circolo <em>&#8220;Martin Luther King&#8221;</em>di Paternopoli (Avellino), dove il segretario <a href="http://www.unita.it/news/politica/86522/pd_grillo_iscritto_in_sezione_irpina" target="_blank"><strong>Forgione</strong></a> non solo ha contravvenuto agli ordini dall’alto, violando l’anatema della Commissione nazionale di garanzia, ma è passato al contrattacco, ebbro del momento di celebrità riflessa:</p>
<blockquote><p><span style="color: #f52a09;"><strong>“Se vogliono, quelli di Roma mi caccino pure. Io sono entrato nel Pd da uomo libero e se mi dicono di andarmene lo farò allo stesso modo, da uomo libero. Ma su che basi a Roma si decide chi è ostile al Pd e chi no? Io, dopo alcuni anni di distanza dalla politica, dopo una lunga militanza nei Ds, mi sono riavvicinato perchè credevo nel progetto di Veltroni di partito riformista, aperto, democratico davvero. Noi ci chiamiamo Partito Democratico dobbiamo tenere porte e finestre aperte, altrimenti potevamo continuare a chiamarci Ds, Margherita, o Pci, o Pcus. […] Hanno tradito il partito, hanno fatto una fesseria &#8220;. </strong></span></p></blockquote>
<p>L<a href="http://www.beppegrillo.it/">’</a><a href="http://www.beppegrillo.it/" target="_blank">interessato</a>,  confermando i sospetti e avvalendosi dei diritti di un neo-iscritto, intacca ed attacca:</p>
<blockquote><p><span style="color: #c32ad4;"><strong>“Chi garantisce il Comitato di Garanzia del PDmenoelle? Chi lo ha nominato? Chi suggerisce le sentenze ai Garanti? Chi sono questi Garanti della Rivoluzione degli Ayatollah della Poltrona? Ho cercato a lungo i loro nomi sui giornali senza trovarli. L&#8217;aspetto surreale e kafkiano di questi Comitati è che nessuno sa della loro esistenza e nessuno sa chi ne fa parte fino all&#8217;ultimo momento. Appaiono alla bisogna, all&#8217;improvviso per chiudere la porta in faccia, pacatamente, legalmente, brutalmente. Per difendere lo status quo. Senza nessuna autorità, se non quella che viene da loro stessi. Sono organi di potere autoreferenziali.<br />
Quanti iscritti al PDmenoelle conoscono i componenti del Comitato di Garanzia? E in base a quali regole delibera? Nessuno a parte l&#8217;oligarchia lo sa….[…] </strong></span></p>
<p><span style="color: #c32ad4;"><strong>E&#8217; in arrivo un Ottobre Rosso. Ripeto: è in arrivo un Ottobre Rosso.” </strong></span></p></blockquote>
<p>Escluso che si tratti del sottomarino atomico dell’ex-URSS il riferimento dell&#8217;<strong>Ottobre Rosso</strong> è al congresso del <strong>PD</strong>, l’unico show nel quale <strong>Grillo</strong> si esibirà a gratis me senza garantire il divertimento delle prime file.</p>
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		<title>Vieni avanti, cretino!</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 10:58:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe_Grillo]]></category>
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		<description><![CDATA[La Via Crucis del PD arriva, dopo l&#8217;ennesima caduta,  ad una nuova Stazione. Beppe Grillo annuncia sul suo blog la volontà di competere per la guida del Pd:
&#8220;Il 25 ottobre ci saranno le primarie del PDmenoelle (Partito-della-meno-liberta? ndr). Voterà ogni potenziale elettore. Chi otterrà più voti potrà diventare il successore di gente del calibro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Via Crucis del <strong>PD </strong>arriva, dopo l&#8217;ennesima caduta,  ad una nuova Stazione. Beppe <strong>Grillo</strong> annuncia sul suo blog la volontà di competere per la guida del Pd:</p>
<blockquote><p>&#8220;Il 25 ottobre ci saranno le primarie del <strong>PDmenoelle</strong> (<strong>Partito-della-meno-liberta?</strong> <em>ndr</em>). Voterà ogni potenziale elettore. Chi otterrà più voti potrà diventare il successore di gente del calibro di <strong>Franceschini</strong>, <strong>Fassino </strong>e <strong>Veltroni</strong>.</p>
<p>Io mi candiderò. Dalla morte di Enrico <strong>Berlinguer</strong> nella sinistra c&#8217;è il Vuoto. Un Vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini. Una sinistra senza programmi, inciucista, radicata solo nello sfruttamento delle amministrazioni locali.[…] Un mostro politico, nato dalla sinistra e finito in Vaticano. La stampella di tutti i conflitti di interesse. Una creatura ambigua che ha generato <strong>Consorte</strong>, <strong>Violante</strong>, <strong>D&#8217;Alema</strong>, riproduzioni speculari e fedeli dei piduisti che affollanno la corte dello psiconano. Un soggetto non più politico, ma consortile, affaristico, affascinato dal suo doppio berlusconiano. Una collezione di tessere e distintivi. Una galleria di anime morte, preoccupate della loro permanenza al potere. Un partito che ha regalato le televisioni a<strong> Berlusconi</strong> e agli italiani l&#8217;indulto.</p>
<p>Io mi candido, sarò il quarto con <strong>Franceschini, Bersani e Marino</strong>. Partecipo per rifondare un movimento che ha tolto ogni speranza di opposizione a questo Paese, per offrire un&#8217;alternativa al Nulla. […] Con questo apparato affaristico e venduto non hanno alcuna speranza. Il <strong>PDmenoelle </strong>è l&#8217;assicurazione sulla vita di <strong>Berlusconi</strong>, è arrivato il momento di non rinnovare più la polizza. Arrivederci al 25 ottobre!&#8221;.</p></blockquote>
<p>Lo dico senza ironia e immedisimandomi:  l’impresa più ardua, per chi nel PD crede e milita, è controbattere con argomentazioni serie alle accuse serie che provengono da un tale personaggio che infatti ottiene immediatamente la battuta di rimando dalla sua “spalla” Mastro Lindo:</p>
<blockquote><p>&#8220;<strong>La candidatura di Grillo a segretario del Pd è una gran bella notizia</strong>.Cosi anche noi dell&#8217;<strong>Italia dei Valori</strong> potremo avere interlocutori ai quali non fa schifo dialogare con la nostra forza politica, salvo poi cercare voti al momento delle elezioni come pretendono i notabili del <strong>Pd</strong>. Peccato che con una scusa o un&#8217;altra la candidatura di Grillo, come la mia delle precedenti primarie, verrà respinta perché non si deve disturbare il manovratore&#8221;.</p></blockquote>
<p><span style="color: #e81766;"><strong>Ora mancano solo le candidature della donna-cannone e del domatore di pulci per completare il quadro.</strong></span></p>
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		<title>L’appestato</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 14:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Contos_de_foghile]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo_Cesa]]></category>

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		<description><![CDATA[Tremenda e sgradevole la risposta che il segretario dell’UDC Lorenzo Cesa ha dato alla solidarietà, forse fuoriluogo e certo ingenua, manifestatagli da Berlusconi dopo una notizia pubblicata dal Giornale che lo collegava come socio di una Srl nella cui compagine societaria sarebbe presente una madama condannata per fatti… d’imprenditoria sessuale.
Il Corriere della Sera ricostruisce la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tremenda e sgradevole la risposta che il segretario dell’<strong>UDC</strong> Lorenzo <strong>Cesa</strong> ha dato alla solidarietà, forse fuoriluogo e certo ingenua, manifestatagli da <strong>Berlusconi </strong>dopo una notizia pubblicata dal <em>Giornale </em>che lo collegava come socio di una Srl nella cui compagine societaria sarebbe presente una madama condannata per fatti… d’imprenditoria sessuale.</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/politica/09_giugno_26/berlusconi_cesa_dalema_giornale_5f23bdd4-623f-11de-8ba1-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><em><strong>Il Corriere della Sera</strong></em></a> ricostruisce la vicenda, ma quella risposta (<span style="color: #ff00ff;"><em><strong>“Rispetto tutti, ma non accetto solidarietà da nessuno, in particolare dal presidente del Consiglio”</strong></em></span>) è <span style="text-decoration: underline;"><strong>uno schiaffo</strong></span> che supera non solo la contrapposizione politica e la polemica anche dura sui comportamenti e sulla moralità di chiunque, ma ferisce a livello personale, dimostrando <span style="text-decoration: underline;">un tale astio, per non dire odio</span>, che contraddice non solo i principi cristiani ai quali in continuazione fa appello l’<strong>UDC</strong> e che lo stesso <strong>Cesa </strong>invoca, ma persino il <em>fair play</em> che, per quanto ipocrita,  impedisce quei duelli all’ultimo sangue che trasformerebbero Montecitorio in un affollato mattatoio.</p>
<p>L’ergersi poi a <span style="text-decoration: underline;">personificazione dell’immacolata concezione</span> non si addice al personaggio: come d’abitudine, prima di scrivere stupidaggini più grandi del solito, cerco di saperne di più, per cui, aprendo su Google il sito dedicato a Cesa Lorenzo, trovo quello di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lorenzo_Cesa" target="_blank"><strong>Wikipedia</strong></a>, nel quale, più che gli onori vengono descritti gli oneri più o meno pendenti…</p>
<p>Non siamo di fronte al Vangelo e alla verità rivelata, ma per dare un’idea… la dà, pur trascurando le <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/07_Luglio/31/stella_indennita_tentazioni.shtml" target="_blank">proposte fatte dal nostro</a> per ovviare alla solitudine dei parlamentari lontani dalla famiglia e troppo tentati dalle bellezze della capitale, fatte in occasione di una sbandata di un collega di partito.</p>
<p>Per tornare alle affermazioni infelici e alle risposte appropriate che a volte se ne ottengono, mi rifaccio a<span style="color: #f36c0b;"><em><strong> “sos contos de foghile” </strong></em></span>di quando la televisione era là da venire:</p>
<blockquote><p>una vecchietta viaggiava in treno, in 3° classe, scomodamente seduta su sedili di legno centenari e dirimpetto aveva una studentessa che rientrava in famiglia, compresa di sé.</p>
<p>La ragazza starnutì e la vecchina premurosa augurò: <strong>“Saludu!”.</strong></p>
<p>La giovane, reduce dalla “città”, ribattè: <strong>”Ehh! Non s’usa più!”.</strong></p>
<p>La vecchietta, che in città c’era andata e anche tornata, chiuse il breve dialogo così: <strong>“Fizza mi’, non n’de cheres? Mai n’dappasa!”. </strong></p></blockquote>
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		<title>Il furbetto del partitino</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 13:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Antonello_Soro]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[D'Alema]]></category>
		<category><![CDATA[Franceschini]]></category>
		<category><![CDATA[Rutelli]]></category>
		<category><![CDATA[Serracchiani]]></category>

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		<description><![CDATA[«Sono stato chiamato a guidare il Pd quattro mesi fa in un momento difficile, quando il progetto sembrava inesorabilmente destinato a fallire. Oggi potrei dire missione compiuta, abbiamo arginato la destra e ridato futuro al progetto. Avevo detto che il mio lavoro sarebbe finito a ottobre e pensavo di passare il testimone alle nuove generazioni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em><strong>«Sono stato chiamato a guidare il Pd quattro mesi fa in un momento difficile, quando il progetto sembrava inesorabilmente destinato a fallire. Oggi potrei dire missione compiuta, abbiamo arginato la destra e ridato futuro al progetto. Avevo detto che il mio lavoro sarebbe finito a ottobre e pensavo di passare il testimone alle nuove generazioni. In questi giorni, però, ho visto riemergere protagonismi e litigiosità. Non posso riconsegnare il partito a quelli che c&#8217;erano prima di me, molto prima di me»</strong></em></p></blockquote>
<p>ha detto <strong>Franceschini</strong>, “<em>basciu-basciu</em>” per spiegare il suo scendere in campo per la conquista della segreteria del <strong>PD</strong>, guardata con finto disinteresse al momento di ricevere l’eredità Veltroniana.</p>
<p>In queste due frasi rotonde ci sono almeno due balle:</p>
<ul>
<li> il presentarsi come un vincente al confronto col suo predecessore e attuale sponsor Veltroni ed</li>
<li>il suo accreditarsi come “nuovo che avanza”, fingendo di dimenticare che già nel 1980 era consigliere comunale a Ferrara.</li>
</ul>
<p>Conferma <strong>Rutelli</strong>:</p>
<blockquote><p><span style="color: #ff6600;"><em><strong>&#8220;Il Pd è in grado di competere. Ma certo non ha vinto le elezioni. Va raddrizzata la prospettiva, perché c&#8217;è un rischio evidente: che un partito nato a vocazione maggioritaria diventi un partito a vocazione minoritaria&#8221;.</strong></em></span></p></blockquote>
<p>Io lo avrei detto “<span style="color: #3366ff;"><strong>non di primo pelo</strong></span>” ma questi son tempi in cui accennare all’apparato pilifero di chicchessia suscita inchieste giornalistiche internazionali e l’esibizione di album fotografici a partire dall’età di due mesi, nudi col pisello all’aria (o farfallina per le bambine).</p>
<p>Nonostante il sostegno di<strong> Soro </strong></p>
<blockquote><p><strong>«è un quadro relativamente giovane, che non ha ricoperto incarichi di partito se non in quest&#8217;ultima fase»</strong></p></blockquote>
<p>e l’affiancamento della ragazza-copertina <strong>Serracchiani</strong>, trentottenne e quindi vicina all’età “sinodale” dei quaranta, l’argomento non regge, anche se a suo favore può giocare la “vendetta” giornalistica che sta montando verso il clan <strong>D’Alema</strong>, sempre a base di “segnorine” di larghe vedute.</p>
<p><span style="color: #800080;"><strong>“Chi è senza peccato scagli la prima pietra” </strong></span>disse un Tizio che la sapeva lunga ed ora gli schizzi arrivano su tutti, con godimento degli avversari che però non sanno cosa sta arrivando addosso anche a loro.</p>
<p><span style="color: #800080;"><strong>“Estote parati…”</strong></span> ripeteva sempre quel Tizio, che non ebbe il tempo d’invecchiare e per essere eliminato non aspettò un Congresso, s’accontentò d’un Sinedrio.</p>
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		<title>Risultato finale:32 a 0</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 11:28:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Franceschini]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto preso dalla vicenda D’AdDario, Franceschini si fa coraggio e vede vittorie dove non ci sono.
”E anzi ci sono indizi pesanti che continuano a parlare in senso contrario, e si chiamano, tanto per fare de¬gli esempi, Sassuolo, Orvieto o Prato, città in cui fino a qualche tempo fa non si sape¬va esattamente che cosa fosse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto preso dalla vicenda <strong><span style="color: #ff0000;">D’Ad</span>Dario</strong>, <strong>Franceschini </strong>si fa coraggio e <span style="text-decoration: underline;">vede vittorie dove non ci sono</span>.</p>
<blockquote><p><span style="color: #3366ff;"><strong>”E anzi ci sono indizi pesanti che continuano a parlare in senso contrario, e si chiamano, tanto per fare de¬gli esempi, <span style="color: #ff0000;">Sassuolo, Orvieto o Prato</span>, città in cui fino a qualche tempo fa non si sape¬va esattamente che cosa fosse la destra e che adesso dalla destra sono governate.”</strong></span> commenta <a href="http://www.corriere.it/politica/09_giugno_24/pd_al_bivio_L_inversione_di_tendenza_che_non_c_e_paolo_franchi_ab52ac04-607f-11de-9ec2-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><em><strong>il Corriere.</strong></em></a></p></blockquote>
<p><img class="size-full wp-image-3598 alignright" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" title="lunita-240609-r" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2009/06/lunita-240609-r.jpg" alt="lunita-240609-r" width="250" height="186" />Anche <em><strong>l’Unità </strong></em>fa la conta delle truppe ancora schierate sulle montagne russe ma sempre più evanescenti, indecise se scendere o salire:</p>
<blockquote><p><span style="color: #ff0000;"><strong>“Le cifre, non ancora certificate, parlano di circa 450mila adesioni . […] a un anno dal via e a meno di un mese dalla chiusura ai fini congressuali (solo chi si iscrive entro il 21 luglio potrà votare al congresso d’autunno), il bilancio è decisamente al di sotto delle aspettative. […] la somma tra gli iscritti ai Ds e quelli alla Margherita nell’anno dei congressi di scioglimento (615 mila più 450 mila) faceva apparire quota un milione non proprio una chimera.”</strong></span></p></blockquote>
<p>Ma chi freddamente analizza la situazione post-elettorale, come <a href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-7225.htm" target="_blank">Luca <strong>Ricolfi</strong> </a>sulla <em><strong>Stampa</strong></em>, emette una sentenza non molto incoraggiante per il “nuovo” <strong>Franceschini</strong>.</p>
<blockquote><p><span style="color: #993366;"><strong>“Declino della destra? Se non lo avessi visto e ascoltato lunedì sera dal vivo, mentre lo diceva in tv, non ci avrei creduto. Avrei pensato che i giornali avevano frainteso le dichiarazioni del segretario del Partito democratico, o le avevano forzate un po&#8217;, come troppo spesso accade. E invece no, Franceschini aveva detto proprio così: queste elezioni sono andate bene, «è iniziato il declino della destra».<br />
Allora vediamole le cifre di questo declino della destra. Per ora il quadro è completo solo per le 62 Province e i 30 Comuni capoluogo (più lunga e complessa l&#8217;analisi dei risultati dei Comuni minori). Per capire dove tira il vento della politica c&#8217;è un sistema molto semplice: contare in quanti casi c&#8217;è stato un cambiamento di colore politico, e confrontare il numero di amministrazioni conquistate dai due schieramenti, ossia i passaggi da destra a sinistra e viceversa.<br />
Ebbene l&#8217;esito non potrebbe essere più chiaro: su 32 amministrazioni che hanno cambiato colore non ve n&#8217;è neanche una che sia passata da destra a sinistra, perché tutte &#8211; ossia 32 su 32 &#8211; sono passate da sinistra a destra.<br />
Né si può dire che esista un&#8217;area del paese in cui la sinistra abbia tenuto […] Il risultato è che ora il centro-destra, tradizionalmente forte nelle elezioni politiche e debole in quelle amministrative, governa oltre il 50% delle Province e dei Comuni capoluogo in cui si è votato, mentre prima ne governava meno del 16%. Simmetricamente, il centrosinistra scende dall&#8217;84% al 48% e oggi governa in meno della metà delle realtà in cui si è votato.<br />
Naturalmente può darsi benissimo che il consenso alla destra sia in declino, e che le prossime elezioni le vinca la sinistra, specie se si dovesse votare fra quattro anni e nel frattempo il governo non fosse riuscito a combinare granché, o Berlusconi &#8211; travolto dai suoi scandali e dai suoi guai giudiziari &#8211; fosse stato costretto a un&#8217;uscita di scena poco onorevole.<br />
E tuttavia per vedere nei risultati di questa tornata amministrativa i segni del declino del centrodestra mi pare ci voglia una fantasia decisamente fervida. Se fossi un dirigente del Pd, rifletterei semmai su questa circostanza: la disfatta per 32 a zero che il centrosinistra ha subito in questa tornata amministrativa non si è consumata in un momento politicamente felice per il centrodestra, bensì in un momento di difficoltà e debolezza.<br />
Debolezza per le vicende del premier (processo Mills, caso Noemi, caso Patrizia), che secondo i sondaggi hanno allontanato una parte dell&#8217;elettorato, soprattutto cattolico. […] Se il centrosinistra ha perso, e perso così sonoramente, nonostante l&#8217;avversario fosse in un momento di difficoltà, quel che viene da chiedersi non è se sia iniziato il declino del centrodestra ma, tutto all&#8217;opposto, se stia continuando quello del centrosinistra. La mia impressione è che la risposta sia affermativa, e che gli anni che abbiamo davanti saranno molto duri per il partito di Franceschini.”</strong></span></p></blockquote>
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