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	<title>Il Cantaro &#187; Politica Interna</title>
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	<description>Periodico d'informazione libera online</description>
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		<title>Sparato a vista</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 18:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piombino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Bossi]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Col suo linguaggio colorito Bossi ha colpito Berlusconi in modo duro: “Ha paura di far cadere il governo Monti, è una mezza cartuccia!”. Ha sferrato un gancio al fegato al suo vecchio alleato che come un pugile suonato, privato del titolo, si aggira a bordo ring e non sa, non vuole, non può decidere. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Col suo <a href="http://www.repubblica.it/politica/2012/01/26/news/bossi_torna_all_attacco_di_berlusconi_mezza_cartuccia_deve_cacciare_monti-28804014/"><code>linguaggio colorito</code></a> <strong>Bossi</strong> ha colpito <strong>Berlusconi</strong> in modo duro:</p>
<blockquote>
<h3><span style="color: #0000ff;">“Ha paura di far cadere il governo Monti, è una mezza cartuccia!”.</span></h3>
</blockquote>
<p>Ha sferrato un gancio al fegato al suo vecchio alleato che come un pugile suonato, privato del titolo, si aggira a bordo ring e non sa, non vuole, non può decidere.</p>
<p>Nel frattempo il malumore cresce nel suo elettorato che non riesce a spiegarsi perché, pur dichiarando a parole la loro ostilità alle devastanti misure adottate e alla stessa esistenza del governo <strong>Monti</strong>, i <em>berluscones</em> continuino ad accordargli la fiducia. I <a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/919850/Ora-il-Pdl-%C3%A8-allo-sbando-Che-fine-far%C3%A0-il-partito.html"><code>sondaggi</code></a> rispecchiano la liquefazione della base elettorale e confermano il disfacimento dell’armata.</p>
<p>L’immobilità favorisce i quaquaraquà malpancisti e disfattisti della tarda estate 2011 –sardi e ittiresi compresi- sempre alla ricerca dell’elisir di lunga vita democristiana.</p>
<p>Anche qualche appello alla mobilitazione, altrettanto colorito, da parte di <a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/919774/Santanch%C3%A9-Silvio-non-faccia-come-Schettino-Sali-a-bordo-cazzo-Abbiamo-bisogno-di-te.html"><strong><code>“pasionarie”</code></strong></a> finisce per far danno, in un accostamento di situazioni e personaggi che sarebbe meglio lasciare nel dimenticatoio.</p>
<p>Oggi, purtroppo o, a seconda dei punti di vista, per fortuna, il <strong>Berlusconi</strong> leader decisionista, affascinante e ammaliatore non esiste più.</p>
<p>La grinta è scomparsa, la mezza cartuccia è ormai sparata: <strong>era un boss, ora è solo un bossolo.</strong></p>
<p>Come milioni di altri che ancora non se ne rendono conto.</p>
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		<title>Miopia</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 12:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Alexis_de_Tocqueville]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; “Credo che la forma di oppressione da cui sono minacciati i popoli democratici non rassomiglierà a quelle che le hanno precedute nel mondo. Le antiche parole, dispotismo e tirannide non le convengono affatto. La cosa è nuova, bisogna tentare di definirla poiché non è possibile indicarla con un nome… Al di sopra degli uomini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;"><strong>“Credo che la forma di oppressione da cui sono minacciati i popoli democratici non rassomiglierà a quelle che le hanno precedute nel mondo. Le antiche parole, dispotismo e tirannide non le convengono affatto. </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;"><strong>La cosa è nuova, bisogna tentare di definirla poiché non è possibile indicarla con un nome… <span style="color: #0000ff;">Al di sopra degli uomini si eleva un potere immenso e tutelare … è assoluto e particolareggiato, regolare, previdente e mite. Lavora volentieri al loro benessere ma vuole essere l’unico agente e regolatore. </span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;"><strong>Così ogni giorno esso rende meno necessario e più raro l’uso del libero arbitrio, restringe l’azione della volontà in un più piccolo spazio e toglie a poco a poco ad ogni cittadino persino l’uso di se stesso. Così dopo aver preso volta a volta nelle mani sue potenti ogni individuo ed averlo plasmato a suo modo, il “sovrano” estende il suo braccio sull’intera società; ne copre la superficie con una rete di piccole regole complicate, minuziose ed uniformi, attraverso le quali anche gli spiriti più originali e vigorosi non saprebbero come mettersi in luce e sollevarsi sopra la massa: esso non spezza le volontà, ma le infiacchisce; non distrugge, ma impedisce di creare; <span style="color: #0000ff;">non tiranneggia direttamente, ma ostacola, comprime, snerva, estingue, riducendo infine la nazione a non essere altro che una mandria di animali timidi ed industriosi della quale il governo è il pastore.</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;"><strong>Ho sempre creduto che questa servitù regolata e tranquilla possa combinarsi meglio di quanto si immagini con qualcuna delle <span style="color: #0000ff;">forme esteriori della libertà e che non sia impossibile che essa si stabilisca anche all’ombra della sovranità del popolo</span>”</strong></span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: right;">da <strong><em>La Democrazia in America </em></strong>(di Alexis de <strong>Tocqueville</strong><em>, 1805-1859)</em></p>
<h3 style="text-align: center;"><em><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">Ogni riferimento a quanto succede in Italia è puramente voluto.</span></span><br />
</em></h3>
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		<title>Il teatrino dei Mario-netti</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 19:06:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[colpo_di_stato]]></category>
		<category><![CDATA[D'Alema]]></category>
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		<description><![CDATA[“È proprio vero che la libertà è preziosa, così preziosa che dovrebbe essere razionata”. Vladimir Il&#8217;ič Ul&#8217;janov noto Lenin Un “insospettabile” in cerca di guai per lesa maestà ha detto delle cose “politicamente scorrette” sotto forma d’intervista: […] E ha detto anche che con il governo Monti è avvenuto «un colpo di stato moderno», che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">“È proprio vero che la libertà è preziosa, </span></span></h3>
<h3 style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; text-decoration: underline;">così preziosa che dovrebbe essere razionata”.</span></span></h3>
<p style="text-align: right;">Vladimir Il&#8217;ič Ul&#8217;janov noto<strong><span style="color: #ff0000;"> Lenin</span></strong></p>
<p><span style="color: #02a11e;"><strong>Un “insospettabile” in cerca di guai per <em>lesa maestà</em> ha detto delle cose “politicamente scorrette” sotto forma d’intervista:</strong></span></p>
<blockquote><p>[…] E ha detto anche che con il governo Monti è avvenuto «<strong>un colpo di stato moderno</strong>», che «<strong>è stata violata la legalità e sospesa la sovranità popolare</strong>».<br />
<strong>Domanda:</strong> <span style="color: #0000ff;"><em>Direttore, in uno dei suoi ultimi editoriali ha dato provocatoriamente del «golpista» al capo dello Stato, suvvia.</em></span><br />
<strong>Risposta:</strong> <strong>Napolitano, come gran parte del vecchio gruppo dirigente comunista, soprattutto i più moderati che si definivano miglioristi, non ha mai avuto un buon rapporto con la democrazia.</strong><br />
<strong>D.</strong> <em><span style="color: #0000ff;">Addirittura, non le sembra di esagerare? Proprio lei, che quella storia dovrebbe difendere almeno un po&#8217;?</span></em><br />
<strong>R.</strong> <strong>Guardi che la storia del Pci, soprattutto quando è stato governato da loro, non è quella di un partito molto democratico. C&#8217;era l&#8217;idea della democrazia come cosa importante, ma subalterna alla ragione assoluta che poteva essere o di partito o di stato. In questo caso alla ragione di Stato.</strong><br />
<strong>D.</strong> <em><span style="color: #0000ff;">Non starà mica dicendo che da Napolitano quasi quasi se l&#8217;aspettava?</span></em><br />
<strong>R.</strong> <strong>Napolitano non mi ha stupito per niente.</strong><br />
D.<span style="color: #0000ff;"><em> Senta *****, ma non si arrabbi, sa che dice le stesse cose del direttore del Foglio, Giuliano Ferrara, quello che dispensa consigli a Berlusconi_</em></span><br />
R. <strong>A un amico del Pd che mi accusa di dire le stesse cose di Berlusconi, faccio notare che il suo partito vota con Berlusconi. Il Pd è a favore di questo governo e quindi il Pd si è berlusconizzato.</strong><br />
D.<em><span style="color: #0000ff;"> Il sillogismo non fa una piega.</span></em><br />
R.<strong> Il Pd ormai non ha più un gruppo dirigente, l&#8217;ultimo che ha avuto è stato con Walter Veltroni. Addirittura alcuni di questi pensano di fare la nuova Dc.</strong><br />
D. <span style="color: #0000ff;"><em>Ricapitolando…</em></span><br />
R. <strong>Con il governo Monti sono stati cancellati i fondamenti della democrazia. La tesi è che in un alcuni momenti l&#8217;economia deve prevalere sulla democrazia. Tesi che io rispetto ma è una tesi totalitaria. Del resto io rispettavo anche il comunismo che era totalitario, poi il mio pensiero si è evoluto.</strong><br />
<strong>D.</strong> <span style="color: #0000ff;"><em>Questo non è uno scoop. Ma a sinistra nessuno si è ribellato?</em></span><br />
<strong>R.</strong> <strong>Da Damiano a Fassina e credo anche D&#8217;Alema, una nella fetta del Pd ha il mal di pancia, sicuramente ce l&#8217;ha Di Pietro e tutta Sel.</strong><br />
<strong>D.</strong> <span style="color: #0000ff;"><em>Vabbè, almeno le darà sollievo la fine di Berlusconi, politicamente parlando ovviamente.</em></span><br />
<strong>R.</strong> <strong>Eppure credo che questo governo rappresenti una svolta a destra rispetto al governo Berlusconi. Ed è ciò che temevo. L&#8217;antiberlusconismo si è autocostruito su un asse di destra, sul giustizialismo e sui poteri forti, sui montiani, su Carlo De Benedetti.</strong><br />
<strong>D.</strong> <em><span style="color: #0000ff;">*****, sicuro di non voler infierire almeno un po&#8217; su Berlusconi?</span></em><br />
<strong>R.</strong> <strong>Berlusconi si è fatto male da solo, lui è uno degli sconfitti. Ma non credo che tutto il centrodestra sia sconfitto visto che ha un insieme eterogeneo di forze che in qualche modo soffriva per questa divisione forte della borghesia italiana tra berlusconiani e antiberlusconiani, De Benedetti, Monti etc. L&#8217;alta borghesia, la classe dominante era divisa in due da molti anni e questa operazione l&#8217;ha riunificata.</strong><br />
<strong>D.</strong> <span style="color: #0000ff;"><em>Quindi, come si sta a destra di questi tempi, secondo lei?</em></span><br />
<strong>R.</strong> <strong>Non credo che siano così disperati. Il passaggio al post berlusconismo apre molti spazi per loro.</strong><br />
<strong>D.</strong> <em><span style="color: #0000ff;">Forse c&#8217;è più disperazione a sinistra?</span></em><br />
<strong>R. Di certo c&#8217;è paura. A sinistra ci sono pochi di vincitori, a destra c&#8217;è invece uno sconfitto simbolo che è Berlusconi. Sì, ha ragione, forse adesso è molto più preoccupata la sinistra che la destra.</strong></p></blockquote>
<p><strong><span style="color: #02a11e;">Chi fosse interessato a scoprire chi è l’eretico che in tempi di maggioranza bulgara osa dire queste cose e per di più criticando malamente chi è già visto come l’unico taumaturgo vivente (santo-subito) deve</span></strong> <span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&amp;accessMode=FA&amp;id=1744723&amp;codiciTestate=1&amp;titolo=Napolitano%20&amp;egrave;%20antidemocratico"><span style="text-decoration: underline; color: #ff0000;"><strong>cliccare qui.</strong></span></a></span></p>
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		<title>No comment</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 14:24:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2011/05/abbraccio-mortale.jpg"><img class="size-full wp-image-4378 aligncenter" style="border: 2px solid black;" title="abbraccio mortale" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2011/05/abbraccio-mortale.jpg" alt="" width="500" height="454" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2011/05/78066-mod.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4379" title="78066 mod" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2011/05/78066-mod.jpg" alt="" width="600" height="448" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2011/05/I-quattro-monaci-87314986-mod.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4386" title="I quattro monaci 87314986 mod" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2011/05/I-quattro-monaci-87314986-mod.jpg" alt="" width="600" height="447" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2011/05/Il-cacciatore.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4380" title="Il cacciatore" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2011/05/Il-cacciatore.jpg" alt="" width="600" height="386" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2011/05/Nichi-Vendola-fr34-mod.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4381" title="Nichi-Vendola-fr34 mod" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2011/05/Nichi-Vendola-fr34-mod.jpg" alt="" width="589" height="430" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2011/05/Luisa-Corna-16-mod-copia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4382" title="Luisa-Corna-16 mod copia" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2011/05/Luisa-Corna-16-mod-copia.jpg" alt="" width="600" height="364" /></a></p>
<p style="text-align: left;">
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		<title>Stupido è chi lo stupido fa</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Apr 2011 18:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
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		<description><![CDATA[“Il ministro degli interni ha agito in malafede», attacca il sindaco poco prima di mezzogiorno. «Sospendo la disponibilità del sito fino a martedì e diffido dal proseguire i lavori all&#8217; insaputa del Comune” (1) &#8220;è un&#8217;idea folle quella di radunare 1.500-2.000 persone sotto le tende e annunciare loro che verranno presto espulse e rimandate a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="color: #008000;"><strong>“Il ministro degli interni ha agito in malafede», attacca il sindaco poco prima di mezzogiorno. «Sospendo la disponibilità del sito fino a martedì e diffido dal proseguire i lavori all&#8217; insaputa del Comune”</strong></span> <span style="color: #ff0000;"><strong>(1)</strong></span> <span style="color: #008000;"><strong> &#8220;è un&#8217;idea folle quella di radunare 1.500-2.000 persone sotto le tende e annunciare loro che verranno presto espulse e rimandate a casa: la rivolta inizierebbe nel giro di cinque minuti e sarebbe incontrollabile. Quando si assiste a scene come quelle di questi giorni a Lampedusa bisogna prendere decisioni anche impopolari, per rispetto di chi rischia la vita attraversando il mare sui gommoni e per rispetto di chi abita in un&#8217;isola che non può sopportare il peso di quell&#8217;immigrazione&#8221;</strong></span> <span style="color: #ff0000;"><strong>(2)</strong></span></p></blockquote>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #993300;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Però, che decisionista questo sindaco! </strong></span></span></h2>
<p>Peccato che si tratti di… <strong>Chiamparino</strong>, sindaco di <strong>Torino</strong><span style="color: #ff0000;"><strong> (3)</strong></span>, e non di Leonardo <strong>Ladu</strong>, sindaco di <strong>Ozieri</strong>, che la vocazione di Cireneo, pronto a caricarsi croci altrui, non riesce a nasconderla.</p>
<p>Di fronte all’indisponibilità di altri territori  che già hanno fatto esperienza di generosità e pentimento <span style="color: #3366ff;"><em><strong>[… ha ricordato l'esperienza maturata circa un anno e mezzo fa, quando il suo paese, Abbasanta, «si trovò ad ospitare per un mese e mezzo 70 libici. Spesso si ubriacavano nei bar, molestavano le ragazze. Ma non erano immigrati clandestini, bensì agenti di polizia che si trovavano da noi per seguire un corso».]</strong></em></span> <span style="color: #ff0000;"><strong>(4) </strong></span>parrebbe (il condizionale è d’obbligo, finora) che il nostro mostri maggiore accondiscendenza .</p>
<blockquote><p><span style="color: #008000;"><strong><span style="color: #800080;">«Non posso valutare una proposta che non c&#8217;è. L&#8217;unica cosa di cui sono venuto a conoscenza, per via informale, è che ieri c&#8217;è stato un sovralluogo delle autorità competetenti a Chilivani. Ma il Comune di Ozieri non è stato coinvolto e preferisco evitare commenti finché non ci saranno atti ufficiali  […] perché non avrebbe senso lanciarsi in commenti affrettati senza sapere cosa ci aspetta» precisa il sindaco. «Anzitutto non sappiamo se i migranti saranno davvero ospitati a Chilivani e poi non conosciamo quanti sono, da dove vengono e chi pagherà i costi di una eventuale permanenza. Per tutti questi motivi preferisco aspettare».</span> </strong></span> <span style="color: #ff0000;"><strong>(5) </strong></span></p></blockquote>
<p>In Comune gli avversari del <strong>PdL</strong> hanno già coagulato il malumore:</p>
<blockquote><p><span style="color: #800000;"><em><strong>Il Sindaco Ladu ha commesso un grave errore, offrendo, senza che nessuno l’avesse ancora richiesta, la disponibilità della città di Ozieri ad ospitare profughi e clandestini. L’imprudenza di aver anticipato, un assenso all’accoglimento, illimitato ed incondizionato, senza  essersi preliminarmente preoccupato di esigere quelle minime garanzie di tutela necessarie a limitare l’impatto sociale che l’allestimento del campo profughi avrà sul nostro territorio, ci ha fatto guadagnare la testa della lista fra i siti utilizzabili e ci espone a poter diventare l’unico centro di accoglienza per l’intera Sardegna. […] l’offerta di ospitalità è stata proposta da Ladu alla fine della scorsa settimana, si tenta goffamente di trasferire ad altri le responsabilità, chiedendo ora al Prefetto e alla Regione quella chiarezza che ha mancato di accertare prima. E’ intollerabile questo ennesimo atteggiamento di autosufficienza, dove  il capo dell’esecutivo comunale ritiene che ai cittadini di Ozieri non sia dovuta la stessa chiarezza che a parole dice di pretendere dagli altri. Siamo naturalmente solidali con chi subisce tragedie immani come quelle in atto nei paesi coinvolti nelle rivolte, ma abbiamo il dovere di offrire il nostro aiuto entro i limiti delle nostre possibilità, prevenendo qualsiasi motivo di apprensione per i cittadini. […] il nostro Sindaco, dopo aver bruciato tutti sui tempi,  non fa una piega nemmeno quando si ipotizza l’eventualità di concentrare l’intera emergenza regionale a Chilivani. </strong></em></span></p></blockquote>
<p>Ma intanto le nuvole si addensano e tutti temono la bufera in arrivo<span style="color: #ff0000;"><strong> (6)</strong></span>, sicuri che poi sarà impossibile tornare indietro e liberarsi dell’incomodo. Oltretutto abbandonare la Sardegna, scappando con il permesso <em>“delli superiori”</em> come in Puglia, sarà più complicato.</p>
<p>Al di sopra di tutti i distinguo, la valanga avanza e fermarla non sembra nelle possibilità né del Governo né tantomeno delle velleitarie opposizioni. L’ipotesi dell’accordo con la <strong>Tunisia</strong> fa ridere: se si farà, sarà fumo negli occhi. Tunisi incasserà il malloppo –certamente superiore a quanto ci verrà comunicato- e tutto continuerà.</p>
<p>Il disastro è troppo vasto perché noi italiani, da soli, con le idee poche  ma confuse, possiamo riuscire a trovare una soluzione, sballottati tra la Scilla della solidarietà  e la Cariddi  della legittima difesa.</p>
<p>A chi evoca i tempi dell’emigrazione italiana occorre ricordare che i nostri non entravano in casa d’altri senza essere stati invitati o senza documenti. E se proprio dobbiamo aiutare chi fugge dalla guerra e dalle persecuzioni, non possiamo farci intenerire anche dai baldi giovanotti con telefono satellitare che abbandonano al loro destino i paesi d’origine, dopo avergli sottratto anche l’obolo per la traversata.</p>
<p>Qualcuno di loro ha fatto “<strong>la rivoluzione</strong>” ed ora, dopo ottenuta <strong>&#8220;la libertà&#8221;</strong> e “<strong>la democrazia</strong>”, preferisce trasferire sulle spalle larghe ma gracili dell’Italia i suoi problemi. L’Europa ed il resto dell’Occidente? Non ci sentono e applicano la <span style="color: #ff00ff;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>“legge del menga”</strong></span></span>.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Possiamo noi farci carico di tutta la miseria del mondo?</span></strong></p>
<p>Se la risposta fosse positiva (come parrebbero invocare le tante Organizzazioni umanitarie di emanazione ecclesiale e laica) ognuno di noi, coerentemente e conseguentemente, dovrebbe essere disposto a rinunciare ad ogni suo avere per spartirlo col suo simile, a volte più sfortunato e a volte meno previdente, a volte più furbo e a volte più “mandrone”.</p>
<p>L’<strong>atteggiamento “francescano”</strong> è ammirevole ma non universalmente condiviso (anche dentro la Chiesa…) anche perché l’esperienza convince che <strong>ad essere divisi e ridistribuiti sono quasi sempre i beni altrui</strong>.</p>
<p>Ragion per cui, <strong><span style="color: #ff00ff;">diamogli una mano ma non il braccio (o altro…)</span>.</strong><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong>(1) </strong></span> <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/04/02/profughi-alt-di-chiamparino.html" target="_blank">la Repubblica</a></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>(2)</strong> </span> <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=151523" target="_blank">rainews24</a></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">(3)</span></strong> <a href="http://www.libero-news.it/news/706215/Chiamparino__no_agli_immigrati___Non_sono_fesso_.html" target="_blank">Libero</a></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">(4)</span></strong> <a href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/04/03/news/l-assalto-dei-1400-no-di-oristano-3847677" target="_blank">la nuova sardegna</a></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">(5) </span></strong> <a href="http://www.sassarinotizie.com/articolo-4502-migranti_a_chilivani_ora_non_parlo_il_sindaco_di_ozieri_attende_atti_ufficiali.aspx" target="_blank">Sassari notizie</a></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">(6)</span></strong> <a href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/04/03/news/profughi-a-sassari-si-accelera-gia-trasferiti-i-bagni-container-3847673" target="_blank">la nuova sardegna</a></p>
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		<title>Pecorino romano</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 19:40:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Civitavecchia]]></category>
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		<description><![CDATA[Che triste e brutta vicenda quella di Civitavecchia ! Che pessimo affare! Prevenire è meglio che curare, ma occorre che ci siano fatti concreti e tangibili per poter intervenire. Chi si farebbe amputare un arto sano perché c’è sempre l’ipotetico rischio che in futuro possa andare incontro ad una gangrena? E chi demolirebbe un edificio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Che triste e brutta vicenda quella di <span style="color: #ff00ff;">Civitavecchia</span> ! Che pessimo affare!</strong></p>
<p>Prevenire è meglio che curare, ma occorre che ci siano fatti concreti e tangibili per poter intervenire. Chi si farebbe amputare un arto sano perché c’è sempre l’ipotetico rischio che in futuro possa andare incontro ad una gangrena?<br />
E chi demolirebbe un edificio solo per prevenire un possibile crollo?</p>
<p>Così sono andate le cose tra le Forze dell’ordine ed i Pastori sardi a<a href="http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_dicembre_28/civitavecchia-pastori-sardi-181153578118.shtml" target="_blank"> <strong>Civitavecchia</strong></a>: per prevenire sempre possibili disordini conseguenti a manifestazioni di piazza si sono bloccati dei liberi cittadini che in comitiva “<span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>intendevano</strong></span></span>” raggiungere Roma, li si è molto persuasivamente trattenuti in ambito portuale impedendo loro la libertà di movimento e persino l’esercizio delle necessità fisiologiche, si sono sottoposti a sequestro dei mezzi di trasporto, etc. etc.</p>
<p>Non c’è dubbio che ben altro comportamento s’è tenuto con dei delinquenti facinorosi che solo due settimane prima a Roma ci sono arrivati comodamente ed hanno potuto esercitare concretamente -e non solo nelle “<strong>intenzioni</strong>”- le loro capacità muscolari e mimetiche, con danni milionari per la città, i cittadini e le stesse Forze dell’ordine.</p>
<p>Forse per un senso di rivalsa s’è voluta vendicare la frustrazione di allora contro i soliti sardi pelliti, deboli ovunque e ancora di più in trasferta? Oppure, senza fare razzismo regionale, è stata irresistibile la tentazione di vincere facile?</p>
<p>Ci saranno <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=132480&amp;sez=HOME_ROMA" target="_blank"><strong>inchieste</strong></a>, ma da sardi pelliti sappiamo già come andrà a finire.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Oltre l’episodio c’è un aspetto però che aggrava l’accaduto</span>: nei difficili rapporti che da sempre esistono tra il mondo delle campagne e chi doverosamente le campagne deve perlustrare, spesso interrompendo cattive abitudini e scomodando infide compagnie, episodi del genere faranno aumentare le manifestazioni di giubilo del piccolo mondo dei covili all’avvicinarsi delle pattuglie in “camionetta”? E le catene dell’omertà e della connivenza si allenteranno, essendo aumentata la confidenza nella “legge” e negli uomini che fisicamente la rappresentano?</p>
<p style="text-align: left;">Ma certo questi non sono dubbi che possano assillare i funzionari “romani” che le perlustrazioni le eseguono sulle vie consolari e non nelle pietraie della Sardegna, dove sono i loro ligi sottoposti, “<em><strong>messi qui nella vigna a far da pali</strong></em>”&#8230;</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><em><strong> &#8230; A dura vita, a dura disciplina,<br />
muti, derisi, solitari stanno,<br />
strumenti ciechi d&#8217;occhiuta rapina,<br />
che lor non tocca e che forse non sanno;&#8230;</strong></em></p>
</blockquote>
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		<title>Montecitorio, Montecarlo, Montezemolo</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Aug 2010 17:40:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Paolo Panerai su &#8220;Milano Finanza&#8221; del 14 agosto ha dedicato un pezzo a Luca Cordero di Montezemolo e alla dichiarazione che annuncia la sua “discesa in campo”, ampliando il discorso anche alla situazione politica in generale ed al comportamento di altre figure che si proclamano “istituzionali” come… “Cicero pro domo sua”. Fare Futuro, Italia futura, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Paolo <strong>Panerai</strong> su <span style="color: #ff6600;"><strong><a href="http://www.rassegnastampa.comune.roma.it/View.aspx?ID=2010081416410967-1" target="_blank">&#8220;Milano Finanza&#8221;</a> </strong></span>del 14 agosto ha dedicato un pezzo a Luca <strong>Cordero di Montezemolo</strong> e alla dichiarazione che annuncia la sua “discesa in campo”, ampliando il discorso anche alla situazione politica in generale ed al comportamento di altre figure che si proclamano <span style="text-decoration: underline;">“istituzionali”</span> come…<span style="text-decoration: underline;"><em> “Cicero pro domo sua”</em></span>.</p>
<blockquote><p><span style="color: #0000ff;"><strong>Fare Futuro, Italia futura, Futuro e libertà, generazione Italia…Che confusione di sigle e di idee.<br />
Tre sigle fanno capo al presidente della Camera, <span style="color: #ff0000;">Gianfranco Fini</span>: la fondazione Fare futuro, il laboratorio politico-ideologico ma non solo; l&#8217;associazione Generazione Italia, che sta assumendo l&#8217;iniziativa promozionale con manifesti già usciti in Lombardia, ricchi di slogan temerari come «Sì alla legalità. Via gli affaristi dalla politica» e la foto dei Fini!!!, e che potrebbe diventare il futuro partito; il gruppo parlamentare Futuro e libertà, per il quale è ancora incerta la sigla, se semplicemente Fl o Fli, raggruppamento dei parlamentari cacciati-usciti dal Pdl.<br />
Italia Futura fa invece capo a <span style="color: #ff0000;">Luca Cordero di Montezemolo</span>. Una fondazione o think tank di stile americano, se non fosse che ormai le fondazioni nel mondo politico italiano sono inflazionate, spuntando come i funghi a favore o con riferimento anche a uomini politici non di primo piano, impegnati a mascherare con esse l e loro correnti o correntine.<br />
Quindi, a parte la possibile confusione del nome con le sigle di Fini, la struttura predisposta da Montezemolo, chiaramente per essere pronto a mettere un piede nella politica, in ben poco si differenzia e si qualifica rispetto alle decine di altre che sono nate.<br />
Una possibile confusione che non si addice per niente a un uomo del livello del presidente della Ferrari, di Ntv (la prima società privata di trasporto ferroviario), nonché fino a poche settimane fa presidente della Fiat, cioè del più grande gruppo privato italiano.<br />
Se poi, nel pieno della bagarre tra Fini e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Montezemolo dà il via a dichiarazioni della sua fondazione, di fatto di nessuna originalità e anzi allineate nella sostanza a quelle di Fini e della sinistra, viene ragionevole domandarsi in quale direzione egli voglia andare: non solo se vuole scendere in politica o meno (domanda che potrebbe apparire pleonastica), ma <span style="text-decoration: underline;">in che cosa, nel caso, il suo programma si differenzierebbe dagli altri schierati all&#8217;opposizione di Berlusconi.</span><br />
Sono amico di Luca da più di 30 anni e ho sempre ritenuto che la sua tentazione politica rimanesse tale almeno fino a quando sulla scena politica ci potrà essere Berlusconi, di cui egli conosce bene il livello di popolarità e di capacità di comunicazione. Non c&#8217;è dubbio che anche la popolarità di Montezemolo sia alta, non solo per la sua costante associazione al marchio Ferrari ma per un ben gestito atteggiamento di apertura e cortesia verso tutti.<br />
Quando passa nella piazzetta di Capri, se gli si sta accanto, non si riesce a fare più di un passo ogni quarto d&#8217;ora, tante sono le mani che gli vengono tese e tante sono le richieste di autografo. Ma Luca sa benissimo, appunto, che la popolarità del Cavaliere è superiore e che razionalmente per lui potrà avere senso scendere in politica quando Berlusconi, che ha dieci anni più di lui, o sarà diventato presidente della Repubblica o avrà deciso di tornare a godersi le sue ricchezze e i suoi agi.<br />
<span style="color: #ff6600;">Che senso allora ha far uscire nel pieno della discussione un commento che è stato già fatto, e con obiettivi ben chiari, da Fini, da Pierferdinando Casini, dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, e da altre decine di politici dell&#8217;opposizione?</span><br />
Alcune settimane fa, Luigi Abete, un buon amico di Montezemolo, suo grande elettore per la presidenza della Confindustria, lo ha pubblicamente consigliato di non fare mai l&#8217;ultimo passo verso la politica. Il fatto che abbia voluto far senti re la sua voce nello scontro tra Fini e Berlusconi, non solo sembra smentire la mia personale previsione, ma dimostra che anche il consiglio di amici fidati non fa presa su di lui.<br />
Probabilmente, liberatosi deliberatamente del peso della posizione in Fiat, Montezemolo potrebbe aver deciso di anticipare i tempi. Ma allora che faccia, glielo suggerisco anche da amico, interventi meno banali e perce rti aspetti anche poco gradevoli, visto che ha criticato solo Berlusconi, il quale verso di lui ha avuto sempre grande stima fino al punto da offrirgli nel temp o più ministeri, senza minimamente esaminare l&#8217;atteggiamento irrituale e quindi fuori delle regole di Fini.<br />
Vuol dire allora che si schiererà, al momento delle elezioni, con Fini?<br />
Anche questa scelta gli verrebbe sconsigliata da tutti gli amici più sinceri. Se ha un pregio (e in realtà ne ha diversi), Montezemolo non è un politico di professione; non ha bisogno dello stipendio della politica per campare; è, se il termine può valere ancora, espressione della cosiddetta società civile; che bisogno avrebbe di confondersi con chi è politico a tempo pieno da quando aveva 23 anni (e oggi ne ha 58), cioè da quando si presentò a Roma, a Giuseppe Ciarrapico, al Secolo d&#8217;Italia, per cominciare una carriera politica interminabile, mentre passava dalla facoltà di magistero a quella di lettere moderne?<br />
E poi<span style="color: #ff6600;"> Montezemolo non ha proprio niente da osservare sul comportamento di Fini, che da terza carica dello Stato, durante il congresso del Pdl, assunse un atteggiamento che neppure i suoi amici camerati, come Arturo Michelini o Giulio Caradonna, si erano sognati di avere negli scontri epici in parlamento contro i due fratelli Pajetta?</span><br />
Le difficoltà di parola di Umberto Bossi sono conosciute da tutti, ma quando, in una recente dichiarazione in Riviera ligure, ha parlato di Fini ha detto qualcosa di assolutamente vero:<span style="color: #ff0000;"> quando Fini si è alzato di scatto dall a prima fila del congresso Pdl e con il dito alzato, la faccia paonazza, è andato sotto il palco da dove parlava Berlusconi, minacciando il capo del partito da lui cofondato, era da espellere seduta stante.</span><br />
«Berlusconi è stato troppo buono» , ha commentato Bossi, senza neppure aver bisogno di sottolineare che anche nel corso del congresso di partito Fini continuava a essere la terza carica dello Stato. Ve li vedete Nilde Jotti, Fausto Bertinotti o lo stesso Casini, ma si può citare anche Irene Pivetti, che da presidenti della Camera in primo luogo partecipano a una riunione di partito, in secondo luogo si comportano come un tifoso di calcio della curva e poi pretendono di essere rispettati perché rappresentano l o Stato?<br />
Senza considerare quanto ha detto poi e quanto ha fatto di materiale per creare il suo gruppo parlamentare.<br />
Domanda per Montezemolo: caro Luca, nel tuo sacrosanto diritto di criticare Berlusconi, non ti è mai parso necessario stigmatizzare il comportamento di Fini? O ti piacciono come politici e alleati chi vuole tutti i diritti e il rispetto del la terza carica dello Stato e poi si comporta come l&#8217;ultimo dei peones in cerca di popolarità?<br />
E ciò senza neppure entrare per un attimo nel merito della casa di Montecarlo e delle prove a raffica che Vittorio Feltri sta offrendo su Il Giornale a proposito della partecipazione più che attiva all&#8217;acquisto e all&#8217;arredamento dell&#8217;appartamento di Montecarlo ricevuto in eredità da An?<br />
Si sente dire che di ben altre colpe, con prova, sono accusati i nemici di Fini. Non vi è dubbio che l&#8217;affarismo è uno dei mali della politica. Ma nel caso dell &#8216;appartamento di Montecarlo c&#8217;è qualcosa di più, anche se il comportamento di Fi ni si rivelasse non contro la legge (ma le società offshore lo sono): ci si trova di fronte a un abuso politico che tradisce in maniera clamorosa la fede politica di una nobildonna, che ha lasciato tutto ad An.<br />
Un abuso che al limite è assa i più grave, proprio perché tradisce la fede di una militante, rispetto agli abu si e agli intrallazzi di alcuni politici del Pdl che hanno cercato di lucrare gr azie alla loro posizione. Per questi, sarà necessaria la conferma delle accuse e dei sospetti in un processo penale; per il gesto di Fini non c&#8217;è bisogno di processo, tale e tanto grave è sul piano morale comunque il gesto di avere, non importa il modo, favorito un semiparente con un bene del partito.<br />
E poi, suvvia, quella dichiarazione di aver scoperto solo recentemente che l&#8217;appartamento era occupato dal semicognato Andrea Tulliani. Non ti pare, caro Luca, che se vuoi, come hai voluto, far sentire la tua voce critica verso Berlusconi avresti dovuto tenere un comportamento critico, fortemente critico, nei confronti di chi se ne frega della carica che ricopre nelle istituzioni e se ne frega della volontà di una nobildonna che per fede politica ha lasciato tutto nelle sue mani?<br />
Ma non sei stato l&#8217;unico in questi giorni a fare un salto nettamente all&#8217;opposizione, tradendo il convincimento di equilibrio e di intelligenza che nutrono verso di te molti amici e molti italiani. Hai detto che Berlusconi ha fallito nel suo obiettivo, ma tu stesso, prima di partire, ti dimentichi che in primo luogo, casomai, la gente si aspetta da te equilibrio e capacità di critica verso chi sbaglia. Altrimenti, ti confondi con Fini, non solo per il nome delle rispettive fondazioni.<br />
Certo, potresti giustificarti dicendo che <span style="color: #ff0000;">la prima carica dello Stato, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un certo senso ha fatto ben di peggio, concedendo un&#8217;intervista all&#8217;Unità, cioè a un giornale dichiaratamente schierato.</span><br />
Sarà stata la nostalgia dei decenni passati nel Pci, quando l&#8217;Unità diffondeva centinaia di migliaia di copie grazie anche all&#8217;azione porta a porta dei militanti. Saranno state le provocazioni di Bossi e di Berlusconi, che non hanno mancato di ricordare come Napolitano, nonostante l&#8217;inglese, nonostante le strette relazioni con gli Stati Uniti, è pur sempre un ex militante comunista. Sta di fatto che l&#8217;intervista all&#8217;Unità è una clamorosa gaffe per tre motivi: </strong></span></p>
<ul>
<li><span style="color: #0000ff;"><strong>il primo, di aver scelto un giornale schierato piuttosto che uno sostanzialmente indipendente come il Corriere della Sera o Il Resto del Carlino o La Nazione.</strong></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><strong>Il secondo motivo: non una parola di richiamo a Fini per i suoi doveri di terza carica dello Stato; avrebbe potuto dirlo con eleganza ricordando il comportamento tenuto nel passato dalla Jotti o da Bertinotti, appartenenti al suo stesso schieramento, e mai artefici di attività politica e partitica diretta fino a quando sono stati i garanti delle regole nel principale ramo del Parlamento.</strong></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><strong>E il terzo motivo della gaffe, l&#8217;aver voluto mettere le mani avanti, sostenendo che qualora ci fosse una crisi in Parlamento, egli si comporterebbe secondo la Costituzione, ignora ndo completamente la cosiddetta costituzione materiale. Quest&#8217;ultima si basa anche sul fondamento per cui, da più legislature (e in maniera assolutamente netta nelle recenti elezioni), gli schieramenti hanno indicato agli elettori il nome del primo ministro e gli elettori hanno votato non solo per quello schieramento ma per quel presidente del Consiglio.</strong></span></li>
</ul>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong> Due caratteristiche che non dovranno mai far commettere al presidente Napolitano l&#8217;errore (voluto) del suo predecessore, Oscar Luigi Scalfaro, quando per il tradimento della Lega cadde il primo governo Berlusconi e fu cercata una nuova maggioranza in Parlamento bluffando con l&#8217;incarico a Lamberto Dini, che era ministro del Tesoro di Berlusconi, ma che dovette a ccettare molti ministri imposti dal Quirinale.<br />
Si dirà: l&#8217;attuale legge elettorale non è il massimo. Il presidente Napolitano ha tutti i diritti di non condividerla. Ma è stato lui a promulgarla. Bastava che si rifiutasse di firmare. Nel momento in cui l&#8217;ha fatta pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale ora non può contrastarla e quindi se è più che condivisibile il suo invito alla prudenza, alla moderazione, a far riflettere sui rischi di una crisi e di elezioni immediate, dall&#8217;altra non si può accettare come cittadini liberi che anch&#8217;egli, da arbitro, tenda a trasformarsi in dodicesimo giocatore in camp o, per di più mettendosi la casacca di una squadra ben schierata a sinistra.<br />
O si sta dimenticando che come capo dello Stato, lo è di tutti gli italiani, anche di coloro che interpretano la politica come espressione della democrazia e il voto come diritto-dovere indipendentemente dalla forza che scelgono?<br />
Non gli piace lo stile di Berlusconi e Bossi? Si può capire. Ma non si può condividere che, <span style="color: #ff0000;">proprio lui, il garante della legalità e del rispetto delle istituzioni, usi parole solo a favore di chi, anch&#8217;esso, da garante, è diventato il più accanito e indisciplinato dei giocatori in campo.</span><br />
Forse, il presidente Napolitano non ha calcolato che così facendo non fa che aumentare i consensi verso Berlusconi e Bossi di tutti coloro che non amano l&#8217;estremismo e il non rispetto delle regole.</strong><br />
</span></p></blockquote>
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		<title>Si potrebbe andare tutti allo zoo comunale…</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 15:29:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Fini]]></category>
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		<description><![CDATA[Se non ci fosse da piangere, sarebbe uno spettacolo divertentissimo, fantasmagorico, quello a cui assistiamo, portato sulle scene dalla compagnia itinerante del “Popolo della Libertà”. Una sorpresa dopo l’altra, senza canovaccio ma “a braccio”, incentrato sull’improvvisazione di tutta la troupe, dal capo-comico alla sua spalla, fino all’ultima delle comparse (senza dimenticare le ballerine di fila…).  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se non ci fosse da piangere, sarebbe uno spettacolo divertentissimo, fantasmagorico, quello a cui assistiamo, portato sulle scene dalla compagnia itinerante del <strong>“Popolo della Libertà”</strong>.</p>
<p>Una sorpresa dopo l’altra, senza canovaccio ma “a braccio”, incentrato sull’improvvisazione di tutta la troupe, dal capo-comico alla sua spalla, fino all’ultima delle comparse (senza dimenticare le ballerine di fila…).  Da qualche tempo il repertorio viene rivisto in continuazione, passando dall’avanspettacolo in abiti succinti delle <em>Folies bergeres</em> (= follie pecoreccie) alla tragedia shakespeariana (Otello e Jago) e toccando ora pirandellianamente “Il berretto a sonagli”, con <strong>Berlusconi</strong> nelle vesti di “Ciampa mbèèè”, il marito tradito le cui corna vengono ufficializzate.</p>
<p>Si scopre infatti che l’<strong>eroe del predellino</strong>, che con una folgorazione ha dato vita al <strong>PdL</strong>, subito ridicolizzato dal socio <strong>Fini </strong>(<em><strong>“Siamo alle comiche finali…” </strong></em>commentò all’inizio, per poi –solo qualche giorno- accodarsi e sistemarsi comodamente), <span style="text-decoration: underline;">è si “padrone” del simbolo del partito, ma non può utilizzarlo senza il consenso scritto di tutti i 10 soci fondatori.</span> Riporto dal <strong>&#8220;<a href="http://www.iltempo.it/politica/2010/07/26/1183962-senza_leader.shtml" target="_self">TEMPO</a>&#8220;</strong>:</p>
<blockquote><p><span style="color: #ff0000;"><strong>È un po’ come quando il proprietario del pallone, offeso, prende e se ne va costringendo gli altri ad interrompere la partita. Berlusconi potrebbe farlo domattina. Potrebbe prendere il simbolo del Pdl e lasciare tutti in braghe di tela. Peccato che poi avrebbe bisogno dell&#8217;autorizzazione di Gianfranco Fini per utilizzarlo. No, non è uno scherzo. Ma il frutto di un atto notarile (ripescato da Vanity Fair) siglato il 27 febbraio del 2008. Quello con cui dieci persone hanno dato vita all&#8217;associazione &#8220;Il Popolo della Libertà&#8221;.</strong></span></p></blockquote>
<p>Di fronte a tanta sprovvedutezza come meravigliarsi se il ministro <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/veronesi_non_mi_pieghero_diktat_pd/26-07-2010/articolo-id=463400-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>Prestigiacomo</strong></a> propone il vegliardo Umberto <strong>Veronesi</strong>, con cuore e portafogli a sinistra, senatore del <strong>PD</strong>, alla testa dell’<em><strong>Agenzia per la Sicurezza del Nucleare</strong></em> e l’ottantacinquenne scienziato onnisciente <a href="http://www.corriere.it/politica/10_luglio_26/veronesi-lettera_f7e70862-9882-11df-a51e-00144f02aabe.shtml?fr=box_primopiano" target="_blank">ritiene seriamente di mettere la sua baldanza giovanile a disposizione?</a></p>
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		<title>Il Gran Consiglio</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 12:47:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
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		<description><![CDATA[Molti, troppi, danno Berlusconi per finito, politicamente e poi, di conseguenza, personalmente. Anche  se vendere la pelle dell’orso prima d’averlo ucciso non è il massimo dell’avvedutezza, non c’è dubbio che Berlusconi, il suo governo ed il suo (?) partito non siano di questi tempi al top del successo. Difficoltà oggettive di gestione della crisi economica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Molti, troppi, danno <strong>Berlusconi</strong> per finito, politicamente e poi, di conseguenza, personalmente. Anche  se vendere la pelle dell’orso prima d’averlo ucciso non è il massimo dell’avvedutezza, non c’è dubbio che <strong>Berlusconi</strong>, il suo governo ed il suo (?) partito non siano di questi tempi al top del successo.</p>
<p style="text-align: left;">Difficoltà oggettive di gestione della crisi economica, e delle manovre tentate per disincagliare l’economia scontentando tutti, intrecciate a decisioni e scelte fatte con leggerezza e di cui oggi si pagano le conseguenze giudiziarie e d’immagine, unite all’oggettiva azione di logoramento di potenti, prevenute ed intoccabili figure istituzionali, con l’aggiunta del male oscuro (ma non tanto&#8230;) della rivalità interna del <em><strong>co-af-fondatore</strong></em> del partito stanno facendo vacillare il consenso e il morale delle truppe, dallo stato maggiore all’ultimo militante.</p>
<p style="text-align: left;">Troppe le variabili perché gli osservatori più equilibrati riescano a fare previsioni, al di là di quanto sognato dalle molte volpi con l’acquolina in bocca in attesa che il formaggio ancora in bocca al corvo precipiti.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">Un tempo, ai giovani che ambivano a diventare giornalisti il concetto di notizia si spiegava così: un cane che morde un uomo è la normalità, l&#8217;uomo che morde il cane è una notizia.</p>
<p style="text-align: left;">Ecco, oggi un simile esempio si può fare col presidente della Camera Gianfranco<strong> Fini</strong>. Se rilascia una dichiarazione critica nei confronti del cofondatore del suo partito o di qualche berluscones, siamo nella norma; se invece dovesse elogiare un atto del Cavaliere, allora ecco che sarebbe una notizia.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ff00ff;"><strong>Il centrosinistra ha finalmente trovato che il leader che cercava.</strong></span> Capace non solo di rispondere punto su punto, senza mai arretrare, all&#8217;odiato presidente del Consiglio, ma &#8211; soprattutto &#8211; di guidare una seria e capace opposizione parlamentare.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">scrive Massimiliano <strong>Gallo</strong> sul <strong><em>Riformista.</em></strong></p>
<p style="text-align: left;">Tutti gli oppositori, privi di programmi, leader e consenso, incapaci di andare in porta, sperano ardentemente in un autogol della squadra di governo e <strong>Fini</strong>, considerata l’ormai consolidata esperienza nella navigazione a zig-zag e controvento, è l’uomo giusto, soprattutto se c’è coincidenza con i suoi interessi. Ora parrebbe ritornare portabandiera della destra, dopo aver ridicolizzato e distrutto una tradizione cinquantennale, costata (non certo a lui) lacrime  esangue.</p>
<p style="text-align: left;">In un&#8217;<a href="http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/247349/" target="_blank">intervista</a> anche <strong>Di Pietro</strong>, autoinvestitosi del ruolo di vergine vestale custode del fuoco giustizialista, blandisce e getta l’amo, sperando che il subacqueo abbocchi.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">Sostiene Antonio <strong>Di Pietro</strong>:</p>
<p style="text-align: left;"><strong>«È giunta l&#8217;ora di dividere il campo in due: da un lato il partito dell&#8217;illegalità a struttura e vertice piduista, dall&#8217;altro il partito della legalità. <span style="color: #ff00ff;">Il mio è un invito a Bersani e Fini: facciamo una coalizione nuova.</span> Sia chiaro, però, che il mio campo resta quello del centrosinistra». </strong><br />
Il presidente della Camera riprende in mano la vecchia bandiera della “sua” destra, quella della legalità, e rischia di fare la fine dell&#8217;interista Mario Balotelli, il pezzo più pregiato di questo calciomercato estivo. Chi lo vuole cacciare. E chi se lo prenderebbe subito.<br />
Del resto, da quando Gianfranco Fini ha introdotto la questione morale nella maggioranza, il suo consenso potenziale sul mercato della politica si è triplicato. Dal 4 al 12 per cento, come riportato giovedì scorso dal Corriere della Sera.<br />
Preoccupato, onorevole Di Pietro?<br />
<strong>E perché? Semmai orgoglioso. Sono anni che insisto sul tema della legalità. Fino all&#8217;ultima manifestazione che ho fatto a Piazza Navona sono stato considerato quasi un extraparlamentare sulla questione morale. Ma lei lo sa che cosa ha detto Bersani ultimamente? […] Il segretario del Pd si è sfogato coi suoi e ha detto che non bisogna lasciare a me la bandiera dell&#8217;etica in politica. E io anche di questo sono orgoglioso. Significa che sarò pure un contadino con le scarpe grosse ma ho dimostrato di avere il cervello fino. Ci avevo visto giusto. Ora fanno tutti i giustizialisti.</strong><br />
Quindi?<br />
<strong>In una situazione grave come questa per battere il modello piduista al governo del paese c&#8217;è bisogno di dividere il campo in due in nome della questione morale. Anche perché le persone oneste esistono a destra come a sinistra. Mi rivolgo a Bersani e anche a Fini.</strong><br />
Nel 2007 lei e Fini avete presentato insieme un ddl contro la casta. Senza contare il sostegno missino alle inchieste di Tangentopoli.<br />
<strong>La legalità non ha colore politico. Quando le nostre inchieste scoperchiarono il malaffare della Prima Repubblica, i partiti che non non avevano le mani sporche ci sostennero. È il caso del Msi di Fini ma anche alla Lega di Bossi.</strong><br />
Fini, dunque, ritorna all&#8217;antico?<br />
<strong>Sta vivendo una fase di resipiscenza che spero porti a compimento. […]</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">A parte l&#8217;anacronistico e controproducente richiamo al <strong>MSI</strong> e al collegamento con Fini, il tempismo è fondamentale in politica (e non solo).</p>
<p style="text-align: left;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Domani è domenica, 25 luglio.</strong></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Quale giorno più adatto, evocativo e scaramantico per approvare l’ordine del giorno di 63 anni fa, far dimettere il Capo e arrestare il Cavaliere?<br />
Dopo? La guerra continua… e s’arriva all’8 settembre.</strong></p>
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		<title>LA PATRIA DEL DIRITTO E DEL ROVESCIO</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 14:56:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Rino Formica]]></category>
		<category><![CDATA[Tangentopoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Tanti secoli fa, verso il crepuscolo della Prima Repubblica e dei suoi &#8220;Dei falsi e bugiardi&#8221; (ma oggi non stiamo meglio…), uno dei politici più potenti era Rino Formica, ministro delle Finanze e quindi inviso ai contribuenti perché addetto al torchio fiscale e agli avversari per ragioni di concorrenza. Era un grande coniatore di aforismi: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tanti secoli fa, verso il crepuscolo della <strong>Prima Repubblica</strong> e dei suoi <em>&#8220;Dei falsi e bugiardi&#8221;</em> (ma oggi non stiamo meglio…), uno dei politici più potenti era Rino <strong>Formica</strong>, ministro delle Finanze e quindi inviso ai contribuenti perché addetto al torchio fiscale e agli avversari per ragioni di concorrenza.</p>
<p>Era un grande coniatore di aforismi:</p>
<ul>
<li>La politica? Sangue e merda!</li>
<li>L’assemblea socialista? Nani e ballerine!</li>
<li>Beniamino Andreatta? Una comare da ballatoio!</li>
<li>I finanziamenti dei partiti?  I conventi sono poveri mentre i frati sono  ricchi!</li>
</ul>
<p>Nel diluvio universale di Tangentopoli che sommerse <span style="text-decoration: underline;"><strong>quasi </strong></span>tutto il mondo politico d&#8217;allora, fu accusato d’essere anche lui un “frate ricco” fu inquisito e processato e oggi, dopo un’eternità e un calvario di fustigazioni, insulti e crocefissione,  è risorto. Riporta <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/formica_assolto_dopo_17_anni/rino_formica-psi/27-05-2010/articolo-id=448372-page=0-comments=1" target="_self"><strong>“il Giornale”</strong></a>:</p>
<p style="padding-left: 60px;"><span style="color: #993300;"><strong><em>Accusato di tangenti, Rino Formica è stato pienamente assolto 17 anni dopo: non aveva intascato nulla. Nel frattempo, l’otto volte ministro socialista è passato dai 66 anni che aveva nel ’93,quando il processo iniziò, agli attuali 83. Per sua fortuna, è vivo, lucido e può assaporare la vittoria. Poteva andargli peggio. Ma intanto ha finito da allora con la politica che fu la sua vita e poteva ancora riservargli soddisfazioni. È stato ostracizzato, circondato da diffidenze, subissato di ironie. [...]<br />
</em></strong></span></p>
<p>La <strong>(G)giustizia</strong> (?) alla fine ha trionfato, se non fossse che nel frattempo ha stritolato nei suoi ingranaggi inesorabili non solo <strong>Formica</strong> ma anche qualche … Elefante, che s’è visto rovinata la vita e stravolta qualunque prospettiva di rispettabilità e di legittima aspirazione.<br />
La vicenda, “<span style="text-decoration: underline;">emblematica</span>” come s’usa dire, viene commentata molto parsimoniosamente dalla stampa che s’era invece dilungata a suo tempo quando le accuse erano state mosse.</p>
<p>Senza scomodare la psicanalisi, ma storie simili ci pare che continuino  a succedere, in un continuo ripetersi di <em>“deja vu”</em> , di <strong>avvisi di garanzia</strong> (cioè <em><strong>garanzia d’essere rovinato</strong></em>, comunque poi vadano a finire i processi) di sputtanamenti mediatici utili solo alle “tricoteuses” sedute in prima fila sotto la gogna.</p>
<p>La maggioranza silenziosa di magistrati coscenziosi riuscirà a far dimenticare l&#8217;operato della <strong>&#8220;malagiustizia&#8221;</strong>, inamovibile ed intoccabile, quando tutte le altre categorie sono chiamate a rendere conto del loro operato?</p>
<p>Quando, anche in Italia, potremo sentire in un’aula di (G)giustizia e senza sogghignare l’espressione <strong>&#8220;Vostro Onore&#8221;</strong>?</p>
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		<title>TRAVAGLIO DI… PARTO O RESTO</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 15:59:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piombino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Annozero]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Santoro]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>

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		<description><![CDATA[«In questa situazione non ha alcun senso continuare ad immaginare cambiamenti il cui scopo fondamentale era solo porre fine ad una vertenza giudiziaria e progettare nuovi format nell’interesse della Rai e del pubblico. Le continue fughe di notizie hanno violato l’impegno di riservatezza indispensabile per un possibile accordo con la Rai favorendo interpretazioni fantasiose lesive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left; padding-left: 30px;"><strong><span style="color: #3366ff;">«In questa situazione non ha alcun senso continuare ad immaginare cambiamenti il cui scopo fondamentale era solo porre fine ad una vertenza giudiziaria e progettare nuovi format</span> <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000;">nell’interesse della Rai e del pubblico</span></span><span style="color: #3366ff;">.</span><span style="color: #3366ff;"> Le continue fughe di notizie hanno violato l’impegno di riservatezza indispensabile per un possibile accordo con la Rai favorendo </span><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000;">interpretazioni fantasiose lesive della mia immagine</span></span>.<span style="color: #3366ff;"> Trasmissioni televisive della Rai hanno potuto entrare nel merito di una trattativa in corso d’opera con un profilo denigratorio dei miei comportamenti di professionista.</span> <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000;">Non era mai avvenuto in precedenza</span></span><span style="color: #3366ff;">».</span></strong></p>
<p style="text-align: left;">Con questo comunicato un amareggiato Michele <strong>Santoro</strong>, dopo che per 20 minuti ha concionato i telespettatori di <strong>Annozero</strong> sulle sue personalissime vicende e prospettive professionali, s’è rimangiato l’accordo con la Rai che ci avrebbe privato, salatamente o profumatamente a seconda dei punti di vista, della sua oggettiva e serena visione delle cose, sempre priva d’interpretazioni fantasiose lesive dell’immagine di chicchessia e tantomeno con un profilo denigratorio.</p>
<p style="text-align: left;">Effettivamente, anche per le cifre in ballo, non era mai avvenuto in precedenza.</p>
<p style="text-align: left;">Peccato, sarebbero stati soldi ben spesi.</p>
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		<title>Nati per perdere</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 11:32:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo una pausa di riflessione di qualche anno e col rammarico d’essersi lasciati scappare un’occasione d’oro per punire gli odiati “ricchi” e tra essi il maggiore, Veltroni e alcuni soci hanno partorito, con metodo platonico staccato dalla realtà, la tagliola che, nel rispetto della sacra, sana e robusta Costituzione, tanto venerata soprattutto quando proclama l’uguaglianza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo una pausa di riflessione di qualche anno e col rammarico d’essersi lasciati scappare un’occasione d’oro per  punire gli odiati “ricchi” e tra essi il maggiore, <strong>Veltroni</strong> e alcuni soci hanno partorito, con metodo platonico staccato dalla realtà, la tagliola che, nel rispetto della sacra, sana e robusta <strong>Costituzione</strong>, tanto venerata soprattutto quando proclama l’uguaglianza di tutti i cittadini, impedirà ai milionari d’Italia di aspirare a cariche governative, riservate esclusivamente a chi milionario ancora non è ma aspira a diventarlo, come tanti illustri esempi dimostrano.</p>
<p>La barriera per essere considerati cittadini con pienezza dei diritti è posta, per ora a 30 milioni di euro, ma già <strong>Colombo</strong> sempre più Furio propone il limite a 10.<br />
Riferisce<em><strong> l’Unità</strong></em>:</p>
<blockquote><p><span style="color: #f92805;"><strong>“Il cuore della nuova proposta è nell’articolo 4 che disciplina i casi di «incompatibilità assoluta» tra cariche di governo (premier,ministri, vice, sottosegretari,commissari) e posizioni economiche di rilievo o dominanti (è presa in considerazione la anche la concentrazione in un medesimo settore di mercato). Di rilievo è la proprietà di un patrimonio di almeno 30 milioni di euro. E l’incompatibilità è totale anche quando si abbia il controllo diretto o indiretto di un’impresa la cui attività si base su una abilitazione rilasciata dallo Stato,o anche se si detiene il possesso di partecipazioni rilevanti in settori strategici (fra i quali le comunicazioni e la pubblicità).”</strong></span></p></blockquote>
<p>Siccome in Italia occorre una “<span style="text-decoration: underline;">abilitazione rilasciata dallo Stato</span>” anche per andare al cesso, in realtà la barriera vera è quella patrimoniale.<br />
Chiunque vincesse il <strong><em>Superenalotto </em></strong>passerebbe immediatamente tra i paria della politica. Non che 30 milioni di euro di patrimonio siano noccioline, ma perché un cittadino che gestisce un tale capitale e quindi premiato dalla sua abilità e fortuna, che cede il 50% del suo reddito all’erario, deve essere escluso dal governo della cosa pubblica, riservata a professionisti della politica spesso senza arte né parte?</p>
<p>Domanda retorica, perché il motivo vero, aldilà della contingente esistenza di Berlusconi, è sempre il solito dell’<span style="color: #f92805;"><strong>invidia sociale</strong></span> che affligge da sempre gli affezionatii clienti dell’<strong>Ufficio Sinistri</strong> e che continua ad affiorare alla minima occasione.</p>
<p><strong>La proprietà è un furto</strong> (quando non è la loro&#8230;).</p>
<p>Nessuna batosta li farà mai guarire. Forse un miglioramento l&#8217;otterrebbero con una vittoria, ma è solo un&#8217;ipotesi fantascientifica.<br />
Come diceva <strong>Guareschi</strong>: <span style="color: #f92805;"><strong>“Gratta il Pepito e affiora il Peppone”.</strong></span></p>
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