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	<title>Il Cantaro &#187; Storia</title>
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	<description>Periodico d'informazione libera online</description>
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		<title>IL PIAVE MORMORAVA&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 11:12:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[1^ Guerra Modiale]]></category>

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		<description><![CDATA[Novantacinque anni fa anche l&#8217;Italia entrò in guerra, la Guerra Mondiale, la prima della serie, che allora si chiamava la Grande Guerra, che coinvolse 27 Nazioni e fece 10 milioni di morti, di cui 600.000 italiani, ridisegnò la carta politica dell&#8217;Europa e seppellì la Bella Epoque e l&#8217;Italietta piccolo-borghese che come un&#8217;adolescente s&#8217;aggirava tra i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Novantacinque anni fa anche l&#8217;Italia entrò in guerra, la <strong>Guerra Mondiale</strong>, la prima della serie, che allora si chiamava la Grande Guerra, che coinvolse 27 Nazioni e fece 10 milioni di morti, di cui 600.000 italiani, ridisegnò la carta politica dell&#8217;Europa e seppellì la Bella Epoque e l&#8217;Italietta piccolo-borghese che come un&#8217;adolescente s&#8217;aggirava tra i Grandi del Continente.<br />
In quei tre anni di guerra fu sacrificata <em>&#8220;la mejo gioventù&#8221;</em> e non ci fu famiglia senza un lutto. Son passati millenni, da allora, ma ricordarLi, quei morti, troppo spesso sacrificati ai puntigli dello Stato Maggiore, oltre che doveroso, è utile per farci capire quanto siamo, tutto sommato, fortunati a vivere novantacinque anni dopo, in tempi in cui l&#8217;assillo maggiore per i nostri ragazzi è la scelta del nuovo cellulare e la notizia più sconvolgente della loro giornata è un messaggio SMS e non l&#8217;arrivo di una &#8220;banale&#8221; cartolina rosa di chiamata alle armi.</p>
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		<title>Orecchiette e cime di rapa</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 10:14:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuovo giro, nuova corsaaa… urlano i giostrai per invogliare i bambini, con giri sempre più corti mano a mano che aumenta la clientela.

Messa sotto naftalina la sentenza Mills, in attesa della sua riesumazione non appena la Corte Costituzionale farà decadere il “lodo Alfano”,
in  afflosciamento relativo il caso Noemi (relativo perché pare che siano in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #ff00ff;"><strong>Nuovo giro, nuova corsaaa</strong></span></em>… urlano i giostrai per invogliare i bambini, con giri sempre più corti mano a mano che aumenta la clientela.</p>
<ul>
<li>Messa sotto naftalina la <span style="text-decoration: underline;">sentenza Mills</span>, in attesa della sua riesumazione non appena la Corte Costituzionale farà decadere il “lodo Alfano”,</li>
<li>in  afflosciamento relativo il <span style="text-decoration: underline;">caso Noemi</span> (relativo perché pare che siano in corso indagini per eventuali collegamenti tra il suo babbo ed il clan dei casalesi),</li>
<li>urticante ma in via di guarigione il “<span style="text-decoration: underline;">morbo Zappadu</span>” e il suo teleobiettivo,</li>
<li>archiviato lo “scandalo” dei <span style="text-decoration: underline;">voli di Stato</span>, su cui si faceva grande affidamento,</li>
<li>recuperato il <span style="text-decoration: underline;">rapporto con Obama</span>,  volgare schiacciatore di mosche in diretta TV,</li>
<li>in attesa del <span style="text-decoration: underline;">gran botto del G8</span>,</li>
</ul>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;">c’è ora l’inchiesta di <strong>Bari</strong></span></span>, il tallone d’Italia dove <strong>D’Alema </strong>esercita le sue capacità divinatorie, con l’aiuto di qualche suggeritore.</p>
<blockquote><p><span style="color: #3366ff;"><strong>“Un imprenditore pugliese al telefono parla di feste con le ragazze dal premier. Appalti nel settore della sanità concessi in cambio di mazzette. Sarebbe questa l’inchiesta che agita e rafforza l’idea del «complotto» nell’entourage del presidente del Consiglio.”</strong></span></p></blockquote>
<p>anticipa <a href="http://www.corriere.it/politica/09_giugno_17/misteri_inchiesta_bari_921f9972-5b02-11de-8305-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><em><strong>il Corriere della Sera</strong></em></a> che vede, oltre la corruzione/concussione in campo sanitario (filone poco redditizio, la regione Puglia è in mano alla sinistra!) anche il più pruriginoso e allettante <span style="text-decoration: underline;">reato d’induzione alla prostituzione.</span></p>
<p>Collabora anche, per quanto può, una <a href="http://www.corriere.it/politica/09_giugno_17/sarzanini_patrizia_daddario_220cce4c-5b03-11de-8305-00144f02aabc.shtml" target="_blank">testimone volontaria</a> (perché le piace volare…) ascoltata con beneficio d’inventario… ed aspirante imprenditrice turistica.  Non alle prime armi però, se, saggia e previdente, circola col registratore.<br />
Attendiamo fiduciosi gli sviluppi, con nostalgia per quella che un tempo era <strong>la Buoncostume</strong>.</p>
<p>Memori anche però di un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wilma_Montesi" target="_blank"><em><strong>“caso Montesi”</strong></em></a> che negli anni ’50 mise fuori gioco Attilio <strong>Piccioni</strong>, erede di <strong>De Gasperi</strong>, che minacciava di diventare segretario nazionale della <strong>DC</strong> (quella al 48 %) e che “bisognava” eliminare dalla scena…</p>
<p>Anche quella fu <strong><a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=121556" target="_blank">spazzatura</a></strong>, come dice Berlusconi, ma <span style="text-decoration: underline;">ottenne il suo scopo.</span></p>
<p>Ci si riuscì allora con quella che fu definita <a href="http://www.misteriditalia.com/altri-misteri/montesi/NASCELAMANIPOLAZIONEDIMASSA.pdf" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">la prima manipolazione mediatica dell’opinione pubblica.</span></a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000;"><strong>La prima, non l&#8217;ultima&#8230;</strong></span><br />
</span></p>
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		<title>Il giardino dei Finti-Tontini</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 11:27:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[La prima Repubblica è stata travolta dalla tragedia di Mani Pulite, ora la seconda rischia di fare la stessa fine travolta dalla farsa di Mutande Sporche ed in entrambi i casi gli unici che sperano di cavarsela fischiettando sono i comunisti e i loro eredi che si sono dati una ripulita ma non perdono le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>prima Repubblica </strong>è stata travolta dalla tragedia di <strong>Mani Pulite</strong>, ora la <strong>seconda</strong> rischia di fare la stessa fine travolta dalla farsa di <strong>Mutande Sporche</strong> ed in entrambi i casi gli unici che sperano di cavarsela fischiettando sono i comunisti e i loro eredi che si sono dati una ripulita ma non perdono le antiche abitudini.</p>
<p>A <strong>Berlusconi </strong>che si lamentava per l’intromissione nelle sue vicende private diurne e notturne, con un assedio mediatico che di obiettivo ha solo quello dei fotografi:</p>
<blockquote><p><span style="color: #3366ff;"><strong>“Non si può che qualcuno fuori da casa tua possa arrivare a fare delle foto dentro casa. Con questa intromissione nel privato da parte di tutti, è stato veramente toccato il fondo&#8221;</strong></span></p></blockquote>
<p><strong></strong>ha risposto <strong>D’Alema</strong>, memore dei “bei tempi” di Stalin e Beria, con un’argomentazione che avrebbe fatto un figurone nei processi di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grandi_purghe" target="_blank"><strong>Vyšinskij</strong></a>:</p>
<blockquote><p><span style="color: #ff0000;"><strong>&#8220;Se ha toccato il fondo, lo ha fatto da solo. E&#8217; stato Berlusconi che è andato a &#8220;Porta a Porta&#8221; a parlare dei suoi problemi personali, non l&#8217;opposizione&#8221;. </strong></span></p></blockquote>
<p>Come si permette l’imputato di tentare di difendersi in televisione, dove solo Santoro, Fazio, Floris, Annunziata, Travaglio e Littizzetto possono accusare?</p>
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		<title>Mi ci fuit su risu…</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 16:45:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il botanico di Cagliari prof. Mauro Ballero, coautore di 54 pubblicazioni sulla stampa scientifica internazionale, armeggiando tra i vegetali con un occhio alla neurofisiologia, ha fatto una scoperta che sposa splendidamente la scienza con il mito, mettendo per l’ennesima volta la Sardegna nel cuore della conoscenza:
 “Quella smorfia facciale tra il maligno e il beffardo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il botanico di Cagliari prof. Mauro <strong>Ballero</strong>, coautore di 54 pubblicazioni sulla stampa scientifica internazionale, armeggiando tra i vegetali con un occhio alla neurofisiologia, ha fatto una scoperta che sposa splendidamente la scienza con il mito, mettendo per l’ennesima volta la Sardegna nel cuore della conoscenza:<span id="more-2896"></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #ff0000;"><strong> “Quella smorfia facciale tra il maligno e il beffardo nota anche agli antichi greci come &#8220;riso sardonico&#8221; sarebbe in realtà l&#8217;effetto tossico di una pianta volgarmente chiamata &#8220;sedano acquatico&#8221;, molto comune in Sardegna, il cui infuso i prenuragici facevano bere ai condannati a morte.”</strong></span></p>
<p>La notizia è così riportata dall’agenzia<strong> <a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_961909258.html" target="_blank">ANSA</a></strong> ed il gusto del controllare la fonte mi ha portato sul sito della <a href="http://pubs.acs.org/doi/full/10.1021/np8007717" target="_blank"><strong>rivista americana </strong></a>che l’ha pubblicata.</p>
<p><a href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2009/05/maschera-sardonica.gif"><img class="alignright size-full wp-image-2899" title="maschera-sardonica" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2009/05/maschera-sardonica.gif" alt="" width="172" height="184" /></a>A questo punto, tra formule chimiche di struttura, essendomi parsa troppo “teatrale” la maschera presente nell’articolo ad illustrazione di quel tragico riso, ho cercato <a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.sardolog.org/riso/023.jpg&amp;imgrefurl=http://www.sardolog.org/riso/maschere.htm&amp;usg=__JI5B1lfCZfUI_WPInnk4OkxmufQ=&amp;h=223&amp;w=220&amp;sz=15&amp;hl=it&amp;start=7&amp;tbnid=J8-12L1oTghgdM:&amp;tbnh=107&amp;tbnw=106&amp;prev=/images%3Fq%3Driso%2Bsardonico%26gbv%3D2%26hl%3Dit%26client%3Dfirefox-a%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26sa%3DG" target="_blank"><strong>altre immagini</strong></a>, trovandone anche troppe ed imbattendomi casualmente anche nel riso sardonico che, secondo alcuni, conserva una delle 18<a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://farm4.static.flickr.com/3256/2754675656_2433a6dca5.jpg%3Fv%3D0&amp;imgrefurl=http://flickr.com/photos/paolo_venturi/2754675656/&amp;usg=__tMIz5_jACQe23vcjcDXLE-VRpdo=&amp;h=2048&amp;w=1536&amp;sz=131&amp;hl=it&amp;start=3&amp;tbnid=X3p7dJSzJFGV_M:&amp;tbnh=150&amp;tbnw=113&amp;prev=/images%3Fq%3Driso%2Bsardonico%26gbv%3D2%26hl%3Dit%26client%3Dfirefox-a%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26sa%3DG." target="_blank"><strong> mummie</strong></a> esposte nella <span style="color: #ff00ff;"><strong>Chiesa dei Morti</strong></span> di <span style="color: #ff00ff;"><strong>Urbania</strong></span>.</p>
<p>E’ la contrazione disperata del volto di un <span style="text-decoration: underline;">sepolto vivo per morte apparente</span>, per cui, incamminato ormai sul macabro, occorreva saperne di più su questa cittadina marchigiana.</p>
<p>Ecco fatto, con chi m’imbatto, se non con un sardo? E di quelli d’eccellenza, il prof. Federico <span style="color: #3366ff;"><a href="http://www.urbania-casteldurante.it/s2_melis.html" target="_blank"><strong>Melis</strong></a></span>, bosano, <a href="http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=602&amp;s=17&amp;v=9&amp;c=4461&amp;c1=%22Melis+Federico%22&amp;n=24&amp;ric=1" target="_blank"><strong>ceramista caposcuola </strong></a>che, come tanti altri prima e dopo, ha dovuto lasciare la Sardegna, i suoi tesori nascosti o dimenticati, i suoi profumi di povertà, il suo “sedano acquatico”, con la morte nel cuore ed il sorriso forzato sul viso.</p>
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		<title>Se la realtà supera la fantasia</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 19:56:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
«La gente comune non lo sa quanti fatti sono accaduti in Italia, come sono effettivamente andate certe cose. Pensa che si tratti di romanzi. Non è così. Anzi&#8230; L&#8217;Anello avrebbe potuto liberare molto facilmente Aldo Moro, fece fuggire Herbert Kappler, l’uomo delle Fosse Ardeatine per superiori esigenze di Stato, intervenne direttamente nella vicenda Cirillo. C&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left; padding-left: 30px;"><strong>«La gente comune non lo sa quanti fatti sono accaduti in Italia, come sono effettivamente andate certe cose. Pensa che si tratti di romanzi. Non è così. Anzi&#8230; <span style="color: #ff00ff;">L&#8217;Anello</span> avrebbe potuto liberare molto facilmente Aldo <span style="color: #ff0000;">Moro</span>, fece fuggire Herbert <span style="color: #ff0000;">Kappler</span>, l’uomo delle Fosse Ardeatine per superiori esigenze di Stato, intervenne direttamente nella vicenda <span style="color: #ff0000;">Cirillo</span>. C&#8217;è una sacco di gente che sa di queste cose; soprattutto a livello politico.</strong><span id="more-2816"></span></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: left;"><strong><span style="color: #ff00ff;">L’Anello </span>era una struttura operativa che era riconosciuta ufficialmente dal governo. Il Viminale sapeva tutto. Tanti politici sapevano. Con una struttura segreta si potevano ottenere certi risultati senza che nessuno si scottasse le mani: questo era il compito del<span style="color: #ff00ff;">l’Anello</span>. </strong>[…] <strong>Se <span style="color: #ff0000;">Andreotti</span> parlasse veramente della sua vita crollerebbero le mura di Gerico </strong>[…]<strong> era politicamente nelle mani di Giulio </strong><span style="color: #ff0000;"><strong>Andreotti</strong></span>.»</p>
<p style="text-align: left;">Parla così in un’<span style="text-decoration: underline;">intervista e quindi pubblicamente</span> un vecchio partigiano di Trieste, Giovanni Maria <a href="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=239896&amp;IDCategoria=1" target="_blank"><strong>Pedroni</strong></a>, chirurgo che si definisce <em><strong>“il medico dell’Anello”</strong></em>, avendo curato alcuni degli appartenenti a questa <span style="color: #ff00ff;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>organizzazione segreta</strong></span></span>, scoperta casualmente leggendo le carte dimenticate in un vecchio archivio del Viminale nel 1996 e riordinate da Stefania <strong>Limiti</strong> che ne ha tratto un libro-inchiesta titolato appunto “<a href="http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/anello_repubblica_stefania_limiti210409.html" target="_blank"><strong>L’Anello della Repubblica</strong></a>”, nel quale sono narrate alcune delle vicende legate ai misteri d’Italia.</p>
<p style="text-align: left;">A capo della struttura segreta (ma non per le autorità) creata alla fine della guerra dal gen. <strong>Roatta</strong>, ex capo del <strong>SIM</strong> (<em>Servizio Informazioni Militare</em>) era Adalberto <strong>Titta</strong> e ne facevano parte, sino agli anni ’80, circa 170 persone, tra militari, politici, giornalisti e faccendieri d&#8217;ogni tipo incaricati, in generale, di svolgere i lavori più sporchi, quelli troppo compromettenti per i servizi segreti ufficiali.</p>
<p style="text-align: left;">Di Aldo <span style="color: #ff0000;"><strong>Moro</strong></span>, dice <span style="color: #0000ff;"><strong>Pedroni</strong></span>:</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: left;"><strong> «Noi potevamo liberarlo, tranquillamente, senza problemi. La politica ci ha sbarrato la strada affinchè non intervenissimo. C&#8217;era un ordine superiore di non intervenire, e potevamo farlo. </strong>[…] <strong>Si scelse di non intervenire, lasciando le cose al loro destino. Lasciando che <span style="color: #ff0000;">Moro</span> venisse ucciso. Chi fa fuori <span style="color: #ff0000;">Moro</span>? Le <span style="color: #ff0000;">Br</span>? Mah&#8230; Non lo so. </strong>[…] <strong>C&#8217;erano i soldi ma non poterono far nulla. <span style="text-decoration: underline;">Si è deciso di lasciare morire <span style="color: #ff0000;">Moro</span></span>: le ragioni e il perchè riguardano però la politica. </strong>[…]<strong> <span style="color: #ff0000;">Moro</span> fu lasciato morire. Questo lo sanno tutti. E nessuno parla.»</strong></p>
<p style="text-align: left;">Stefania <strong>Limiti</strong>, l&#8217;autrice del libro, spiega:</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: left;"><span style="color: #8e0000;"><strong>«In Italia ci sono state molte organizzazioni segrete, questa però è assolutamente particolare. È un organismo a sé stante, completamente clandestino: utilizza i mezzi e la logistica delle strutture ufficiali, ma ne è completamente staccato. Anche dal punto di vista delle finalità. <span style="color: #ff00ff;">L&#8217;Anello</span> è completamente differente dal progetto Gladio, per capirci. </strong><span style="color: #000000;">[…] </span><strong>L&#8217;Anello non ha dei compiti propriamente militari. Svolge servizi informativi di tipo politico; fa pulizia, insabbia.  E non è definibile come una struttura deviata. Questa nasce laddove più persone agiscono di comune accordo in funzione di scopi diversi da quelli ufficiali. In questo caso ci troviamo di fronte a una struttura a parte, non deviata. Ancora: le strutture deviate sono composte da personaggi dei servizi segreti stessi. In questo caso i protagonisti non hanno nessuna divisa. Basti pensare che Titta è un civile».</strong></span></p>
<p style="text-align: left;">Col suo lavoro Stefania <strong>Limiti</strong> incastona in un mosaico composito la tessera importante della <span style="text-decoration: underline;">vicenda <strong>Moro</strong></span>, che innumerevoli volte è stata affrontata nel tentativo di chiarirne i molti aspetti misteriosi, come fatto dal giudice Ferdinando <strong>Imposimato </strong>che condusse l’inchiesta sui fatti del 1978 e che circa un anno fa ne scrisse in “<a href="http://chiarelettere.ilcannocchiale.it/post/1854999.html" target="_blank"><strong>Doveva morire</strong></a>”.</p>
<p style="text-align: left;">Con <span style="text-decoration: underline;">accuse pesanti</span> «<span style="color: #008000;"><strong>Il governo del 1978 poteva prevedere che Moro era nel mirino delle Br ma tutti hanno minimizzato, anche Cossiga</strong></span>» ed elenco di errori ed omissioni che alla fine non strapparono <strong>Moro</strong> al suo infelice destino.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #993300;"><em><strong>Se tutto questo non è fantapolitica, si dovrebbe scatenare uno “tsunami” giudiziario, anche se pare che solo la procura di Brescia mostri interesse alle cose descritte.<br />
Se invece non dovesse succedere nulla, dovremmo aggiungere un altro capitolo ai misteri d’Italia.</strong></em></span></p>
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		<title>Bocca di rosso</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 18:39:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo aver scritto un pezzo su Repubblica dalla forma e dai toni accettabili anche se discutibile nella sostanza –ma tutto lo è quando la passione politica obbliga allo strabismo- il vecchio Giorgio Bocca, a distanza di 2 giorni appena, ingrana la retromarcia e concede un’intervista ad Affari italiani infarcita d’acredine malamente repressa. 
Succede soprattutto quando, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver scritto un pezzo su <a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/politica/25-aprile/bocca-resistenza/bocca-resistenza.html" target="_blank"><em><strong>Repubblica</strong></em></a> dalla forma e dai toni accettabili anche se discutibile nella sostanza –ma tutto lo è quando la passione politica obbliga allo strabismo- il vecchio Giorgio <span style="color: #ff0000;"><strong>Bocca</strong></span>, a distanza di 2 giorni appena, ingrana la retromarcia e concede un’intervista ad <a href="http://www.affaritaliani.it/politica/bocca-25aprile-liberazione-berlusconi240409.html" target="_blank"><em><strong>Affari italiani</strong></em></a> infarcita d’acredine malamente repressa. <span id="more-2743"></span></p>
<p>Succede soprattutto quando, storia vecchia, si hanno interi armadi stracolmi di scheletri e la miglior difesa è d’appioppare ad altri l’arma del delitto. <strong>Bocca</strong>, con <strong>Scalfari</strong> una delle ultime icone del giornalismo rimaste alla sinistra dopo la scomparsa di Italo <strong>Pietra</strong>, Mario <strong>Melloni</strong> (alias Fortebraccio, che di Forlani, allora potente, scrisse: “<em>Se qualcuno non avesse avuto l’ardire di offrirglielo fritto al ristorante, non avrebbe mai saputo dell’esistenza del cervello</em>”), Enzo <strong>Biagi </strong>e Sandro <strong>Curzi</strong>, non è la persona più adatta per distribuire certificati di coerenza e scagliare anatemi di trasformismo.</p>
<p>Come e più di Davide <strong>Lajolo </strong>(“<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Davide_Lajolo" target="_blank">Ulisse</a>”) merita il titolo di <a href="http://www.rolliblog.net/archives/2003/10/13/liberazione_giorgio_bocca_contro_pansa_e_un_voltagabbana_bugiardo.html" target="_blank">voltagabbana</a> e non perché fu fascista in gioventù, come passivamente lo furono moltissimi o quasi tutti, ma per esserlo stato <a href="http://effedieffe.com/interventizeta.php?id=1786&amp;parametro=esteri. " target="_blank">attivamente</a>, sottoscrittore nel ‘38 del “<span style="color: #666699;"><strong>Manifesto della Razza</strong></span>” e ancora ne ’42 critico convinto dei falsi “<span style="color: #666699;"><strong>Protocolli dei savi di Sion</strong></span>”. Solo a fine ’43, folgorato da <strong>Giustizia e Libertà</strong>, scoprì la sua perdurante sinistra vocazione.</p>
<p>Ma affidiamoci, guardinghi, alle sue parole, ricordando che il torto e la ragione non stanno mai da una parte sola:</p>
<p style="padding-left: 60px;"><strong>***</strong> <strong>&#8220;Questa di <span style="color: #ff0000;">Berlusconi</span> che celebra il 25 aprile è davvero il capolavoro del trasformismo italiano. Ma il suo maestro è <span style="color: #ff00ff;">Fini</span>, è stato lui il primo a capire che contraddicendo platealmente se stessi e la propria storia oggi c’è solo da guadagnarci: quelli che ti hanno combattuto fino al giorno prima iniziano a stimarti, a lodarti, ad applaudirti con le stesse mani con cui volevano prenderti a sberle. E gli amici tuoi, quelli che tradisci e rinneghi in un amen&#8230; beh, ci stanno pure loro. Perché è la legge del trasformismo che oramai regna sovrana. […] E andrà pure in Abruzzo, bravo&#8230; Due piccioni con una fava, che campione! Questa di <span style="color: #ff0000;">Berlusconi</span> che celebra il 25 aprile è davvero il capolavoro del trasformismo italiano. […] si sta col più forte, si sta col padrone, dovunque vada, e le storie politiche le inviamo in discarica: rifiuti riciclabili. Del resto oramai i due, <span style="color: #ff0000;">Berlusconi</span> e <span style="color: #ff00ff;">Fini</span>, sono i padroni dell’Italia, perché dovrebbero procurarsi delle grane? A fare gli antifascisti a parole sono buoni tutti. C’è addirittura Ignazio <span style="color: #008000;">La Russa</span> che dà le patenti di buono o cattivo partigiano sui giornali italiani: cattivi i comunisti, buoni i democristiani e i liberali. Una distinzione cretina, gli ho risposto. […] io per il 25 aprile sto scrivendo un articolo indignato, per il resto, ripeto, ho già dato&#8230; […] E’ <span style="color: #ff00ff;">Fini</span> il vero campione della democrazia italiana a parole: ha agito con estrema scaltrezza, ed è riuscito ad apparire come il politico più democratico, il più laico, il più amico di Israele. Ha abbattuto ogni tabù ideologico, a parole. Lo prendono addirittura per anti-berlusconiano, i gonzi. E’ così che i fascisti sono diventati la maggioranza del Paese, senza saperlo. […] Se l’Italia di oggi fosse più semplice, o più sincera, ci dovrebbe essere la ribellione dei veri fascisti.”</strong> <strong>*** </strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Quelli vecchi o quelli nuovi? O quelli trasformisti?<br />
</strong></span></p>
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		<title>Viva la libertà</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 16:50:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Noi semo l&#8217;assertori der libbero pensiero
adesso er cielo è nero ma poi se schiarirà.
Viva la libertà!
 Qui nun se move foglia che &#8216;r popolo non voglia
chi vo&#8217; regnà cor boia, da boia morirà!
Viva la libertà!
 Semo tirannicidi, s&#8217;armàmo de cortello
e giù dar piedistallo lì famo ruzzicà!
Viva la libertà!
 E&#8217; l&#8217;omo che propone, ma &#8216;r popolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;">Noi semo l&#8217;assertori der libbero pensiero</span></h3>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;">adesso er cielo è nero ma poi se schiarirà.</span></h3>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;">Viva la libertà!</span></h3>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"> Qui nun se move foglia che &#8216;r popolo non voglia</span></h3>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;">chi vo&#8217; regnà cor boia, da boia morirà!</span></h3>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;">Viva la libertà!</span></h3>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"> Semo tirannicidi, s&#8217;armàmo de cortello</span></h3>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;">e giù dar piedistallo lì famo ruzzicà!</span></h3>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;">Viva la libertà!</span></h3>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"> E&#8217; l&#8217;omo che propone, ma &#8216;r popolo dispone:</span></h3>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;">er cane c&#8217;ha &#8216;r padrone ma l&#8217;omo nun ce l&#8217;ha!</span></h3>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;">Viva la libertà, viva la libertà!</span> <span style="color: #ff0000;">(*)</span></h3>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>(*) </strong></span><strong><span style="color: #003300;">Canzone giacobina</span> </strong><em>coniata a Roma prima del 1870 al tempo del Papa Re</em></p>
<p><span id="more-2716"></span><br />
Con lo zelo dei convertiti di fresco il presidente della Camera affida al numero zero de «<em><strong>l&#8217;Altro</strong></em>», il nuovo giornale di Piero <strong>Sansonetti</strong>, ex direttore di <em>Liberazione</em>, il suo nuovo credo: <strong>«Il 25 aprile è la festa della libertà di tutti gli italiani, senza ambiguità, senza reticenze, senza &#8217;se&#8217; e senza &#8216;ma&#8217;. L’idea giusta di nazione sconfisse il fascismo.»<br />
La guerra civile, «fu tale non solo perché vide gli italiani combattersi su fronti opposti, o perché fu caratterizzata da innumerevoli efferatezze e crudeltà, non solo perché produsse lacerazioni profonde nel Paese e scontro frontale tra due diverse idee di nazione. L’una nutrita dal nazionalismo fascista conduceva all’espansionismo, al razzismo e all’annullamento dei diritti dell’uomo. L’altra, indissolubilmente legata ai valori della libertà e della democrazia, portava alla costruzione di una nuova stagione di progresso civile per l’Italia. E non c’è dubbio che l’idea &#8216;giusta&#8217; fosse la seconda.»</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Fini</strong></span>, bontà sua, critica anche la <strong>«scia di sangue dell’immediato dopoguerra. C’erano formazioni che videro il conflitto fascismo- antifascismo più come lotta di classe che come battaglia per la libertà della nazione. Tutti i democratici erano antifascisti ma non tutti gli antifascisti erano democratici. Non ha senso oggi strumentalizzare il 25 aprile nella polemica politica.»</strong></p>
<p>Per attenuare la troppa saggezza di queste parole riporto anche ciò che sull’argomento, con spirito corrosivo e tra il serio ed il faceto, da sassarese &#8220;<em>impiccababbu</em>&#8220;, ha detto Francesco <span style="color: #ff0000;"><strong>Cossiga</strong></span> in un’intervista di Silvia <strong>Zingaropoli</strong> al “<strong><em>Sardegna</em></strong>”:</p>
<p><span style="color: #ff00ff;"><strong>*** </strong></span><span style="color: #ff6600;"><strong>Presidente, il Cavaliere ha deciso: parteciperà al 25 aprile.</strong></span></p>
<p>Il ragionamento che ho fatto a Berlusconi è questo: «Se vai e ti fischiano o ti bastonano fino a mandarti in clinica, cresce la tua popolarità. Se poi ti applaudono, e ti metti alla destra di Franceschini, accompagnato dalla Moratti e Formigoni, ti becchi altra popolarità. […]<br />
<span style="color: #ff6600;"><strong></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Vale la pena quindi…</strong></span></p>
<p>Anche a costo di pagare quelli dei centri sociali per farsi picchiare.<br />
<span style="color: #ff6600;"><strong></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong> Memoria condivisa, un’utopia?</strong></span></p>
<p>Al figlio di un combattente di Salò si può chiedere di condividere la storia dei partigiani?<br />
<span style="color: #ff6600;"><strong></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>La Russa parla di “pacificazione”</strong></span><br />
Ignazietto, se avesse avuto l&#8217;età, sarebbe stato un volontario della Repubblica sociale. Berlusconi un partigiano: infatti una cosa che non dice è che il padre e i fratelli della madre erano socialisti. Fini sarebbe stato Brigata nera.<br />
<span style="color: #ff6600;"><strong></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>A proposito di Fini, crede sia sincera la sua “conversione”?</strong></span></p>
<p>Lui è molto coerente: quando è andato a Gerusalemme si è fatto pure circoncidere, e ora ha presentato la domanda all&#8217;Associazione nazionale partigiani. E pare che a casa sua abbia bruciato il quadro di Mussolini. Nemmeno gli antifascisti prima di lui avevano denominato il fascismo come “male assoluto”. Una tragedia. Ciò deriva dal fatto che non sapeva prima cosa fosse il fascismo, e non sa oggi cosa sia l&#8217;antifascismo. Ma è un bravo ragazzo.<br />
<span style="color: #ff6600;"><strong></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Il ruolo di difensore della Costituzione è tutta farina del suo sacco?</strong></span></p>
<p>Sì, è lui che spera nella presidenza della Repubblica. E sicuramente il Pd voterà per lui. Quelli di An confluiti nel Pdl invece voteranno per Letta. E pare che Fini si sia fatta fare una camicia metà rossa e metà nera;  dicono anche che per la riedizione dell&#8217;enciclopedia italiana, come Gentile scrisse l&#8217;elogio al fascismo, Fini scriverà la voce “antifascista”.<br />
<span style="color: #ff6600;"><strong></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Berlusconi è il prototipo del nuovo uomo politico?</strong></span></p>
<p>No, lui è una cosa a sé. Sta imparando a far politica.</p>
<p>[…]<span style="color: #ff6600;"><strong> E Franceschini come lo vede?</strong></span></p>
<p>Franceschini è un vecchio imbroglioncello dei gruppi giovanili della Dc. È la stessa gang: lui, Follini, Casini&#8230; credo anche che si riuniscano per stabilire chi dice questo e chi dice quello.<br />
<span style="color: #ff6600;"><strong></strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Nel 2007 disse al Cav: “attento che Prodi è più furbo, lui è della vecchia parrocchia come me”.</strong></span></p>
<p>Sbagliai, perché il buon Romano poi prese la solita mazzata. […]<br />
<strong></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">Sottovalutava l’astuzia di Silvio?</span></strong></p>
<p>Sì. Ha imparato a far politica, è un grande uomo di spettacolo e gli italiani vogliono divertirsi. […] Berlusconi si oppone all&#8217;election day, anche se a lui converrebbe: se dovesse vincere il sì,  rimarrebbe al potere per 40 anni. Franceschini invece, per cui la vittoria del sì costituirebbe l&#8217;affossamento totale, è a favore. È il mistero del suicidio.[…]</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>E lei come la pensa?</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong></strong></span>Il referendum è uno dei pasticci inventati dai Dc. Ma credo che l&#8217;Italia debba essere governata con i pasticci: siamo un popolo di fantasia.<span style="color: #ff00ff;"><strong>***</strong></span><em></em></p>
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		<title>Meglio ricco e sano…</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 16:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Berlusca rischia di cadere nella trappola apparecchiata dal manda-dario del Pd che, stuzzicando il suo orgoglio, lo ha sfidato a partecipare alla sfilata milanese del 25 aprile, ufficialmente festa nazionale ma che, invece di unire, ha sempre diviso, per motivi oggettivi, prima i protagonisti e poi gli eredi ideologici e politici delle fazioni allora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Berlusca</strong> rischia di cadere nella trappola apparecchiata dal <strong>manda-dario del Pd</strong> che, stuzzicando il suo orgoglio, lo ha sfidato a partecipare alla sfilata milanese del <span style="color: #ff0000;"><strong>25 aprile</strong></span>, ufficialmente festa nazionale ma che, invece di unire, ha sempre diviso, per motivi oggettivi, prima i protagonisti e poi gli eredi ideologici e politici delle fazioni allora in lotta armata. <span id="more-2701"></span></p>
<p>Anche se tutti ormai hanno  fatto propri i valori della <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #f58d09;"><strong>liber</strong><strong>tà</strong></span></span>, sacrificata e subordinata durante il “<em>ventennio</em>” ad altri ideali, la sottolineatura di una vittoria (e di una sconfitta) sono per alcuni occasione di trionfalismo tribale che riapre lacerazioni invece di sanarle.</p>
<p>La manifestazione si presta a meraviglia, con il concentrarsi negli stessi luoghi di tanta partigianeria, per inscenare esibizioni muscolari e vocali, di cui in passato hanno goduto quei personaggi che ci son cascati, nella illusione d’esserne esenti per un qualche salvacondotto che ritenevano d’avere, dalla Moratti, sindaco di Milano, a Bertinotti, presidente della Camera.</p>
<p>Il <strong>Berlusca</strong> è il bersaglio supremo, la materializzazione di quei fantasmi che agitano la notte, e soprattutto il giorno, dei discendenti “<em>per li rami</em>” della f(r)azione comunista dello schieramento vincitore 64 anni fa, i quali, anche per sua “colpa”, vedono sempre più allontanarsi il tanto sognato avvento di “baffone”.</p>
<p>Vuole il Berlusca essere motivo di “provocazione” fornendo a delle comparse l’occasione per guadagnare le luci della ribalta ed esaltare ancora di più il clamore della divisione?</p>
<p>O vuole mettere alla prova la tenuta del sistema di sicurezza che dovrebbe proteggerlo e che già ha il suo daffare?</p>
<p>Segua il <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/aprile/19/Russa_meglio_non_andare_una_co_8_090419010.shtml" target="_blank">consiglio del ministro della Difesa</a>, <span style="color: #ff00ff;"><strong>Presidente, li lasci perdere, che già lo fanno, e  benissimo, da soli&#8230;</strong></span></p>
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		<title>Cassaforte a tempo</title>
		<link>http://www.ilcantaro.com/varie/cassaforte-a-tempo/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 23:34:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La borghesia ha avuto nella storia una parte sommamente rivoluzionaria. Dove ha raggiunto il dominio, la borghesia ha distrutto tutte le condizioni di vita feudali, patriarcali, idilliche. Ha lacerato spietatamente tutti i variopinti vincoli feudali che legavano l&#8217;uomo al suo superiore naturale, e non ha lasciato fra uomo e uomo altro vincolo che il nudo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“La borghesia ha avuto nella storia una parte sommamente rivoluzionaria. Dove ha raggiunto il dominio, la borghesia ha distrutto tutte le condizioni di vita feudali, patriarcali, idilliche. Ha lacerato spietatamente tutti i variopinti vincoli feudali che legavano l&#8217;uomo al suo superiore naturale, e non ha lasciato fra uomo e uomo altro vincolo che il nudo interesse, il freddo &#8220;pagamento in contanti&#8221;. <span id="more-2637"></span>Ha affogato nell&#8217;acqua gelida del calcolo egoistico i sacri brividi dell&#8217;esaltazione devota, dell&#8217;entusiasmo cavalleresco, della malinconia filistea. Ha disciolto la dignità personale nel valore di scambio e al posto delle innumerevoli libertà patentate e onestamente conquistate, ha messo, unica, la libertà di commercio priva di scrupoli. In una parola: ha messo lo sfruttamento aperto, spudorato, diretto e arido al posto dello sfruttamento mascherato d&#8217;illusioni religiose e politiche. […] La condizione più importante per l&#8217;esistenza e per il dominio della classe borghese è l&#8217;accumularsi della ricchezza nelle mani di privati, la formazione e la moltiplicazione del capitale.”</p>
<p>Son trascorsi 160 anni da quando queste frasi sono state scritte da <strong>Marx</strong> ed <strong>Engels</strong> e oggi, a <strong>Londra</strong>, la città dove vennero pubblicate, il 21 febbraio 1848, <em>“uno spettro s’aggira”</em> ancora, non solo in Europa ma nel mondo intero.</p>
<p>La borghesia, come la intendeva la <em>Lega dei comunisti </em>che aveva allora commissionato il <strong>Manifesto, </strong>è scomparsa da tempo, travolta dal parassitismo e dalla speculazione, il lato oscuro dell’operoso ceto medio. Ora come allora i proletari di tutto il mondo sbagliano bersaglio, usando male il potere brutale che concede loro la forza del numero, sparando nel mucchio, attaccando gli agenti antisommossa “messi qui nella vigna a far da pali” e i bancari invece dei banchieri, confondendo i produttori con gli sfruttatori.</p>
<p>Per me <strong>l’economia </strong>consiste nel risparmiare qualche euro rinunciando a qualche piccolo sfizio e mi è quindi difficile concepirla in formato“macro”, come una scienza paludata in grado di studiare l’egoismo che tutto muove e, con l’aiuto della politica, capace di regolamentarne a fin di bene le spinte. La crisi mondiale che ci colpisce non depone a favore della buona vista degli economisti che, se non hanno provocato, certo non hanno visto l’uragano che arrivava.</p>
<p>Riaggiustare le cose è opera da titani e nelle sale che ospitano il <strong>G-20</strong> l’alta statura scarseggia. Chi ha studiato mi spiega che, tra un ricevimento e l’altro, i “grandi” della Terra si son divisi tra due soluzioni: gli <a href="http://www.corriere.it/editoriali/09_aprile_01/giavazzi_mercati_ea61dad2-1e7b-11de-9011-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><strong>anglo-americani</strong></a>, con gli armadi stracolmi di scheletri spolpati in giro per il mondo, vorrebbero che gli Stati pompassero ancora più miliardi nelle casse colabrodo delle banche senza fondo, creando moneta virtuale ancora più fasulla dei guadagni che esse millantavano e facendo ricadere alla fine sull’economia reale il costo stratosferico di tale accanimento terapeutico. Con la domanda drogata e l’inflazione conseguente si spalmerebbe quindi il mal comune.</p>
<p>Gli <a href="http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&amp;accessMode=FA&amp;id=1599152&amp;codiciTestate=1" target="_blank"><strong>europei continentali</strong></a>, che nella grande rapina erano complici minori e si sono limitati a fare il palo, vorrebbero che si sostenesse invece l’economia reale e produttiva, imbrigliando più strettamente la fantasia morbosa degli gnomi, con “regole” (mai ben precisate, in verità) più stringenti e punitive.<br />
<a href="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2009/04/aurora_1903.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2638" style="margin: 5px 7px;" title="aurora_1903" src="http://www.ilcantaro.com/wp-content/uploads/2009/04/aurora_1903.jpg" alt="" width="297" height="194" /></a></p>
<p>Decisione difficile ma sarebbe saggio che non dimenticassero che quell’odorino acre che sale dalle cucine non è dell’arrosto bruciato ma delle bombe lacrimogene.<br />
Potrebbe avvicinarsi ancora una volta la stagione dei “<strong><em>sans culottes</em></strong>” e dell’<strong>incrociatore Aurora…</strong></p>
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		<title>Ma quanto mi costi? Niente…</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 18:15:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ notizia di ieri che Gioacchino Genchi, consulente tecnico di varie Procure per le intercettazioni telefoniche e vicequestore di polizia, è stato sospeso dal servizio dopo che la procura di Roma ha iniziato ad indagare su di lui per abuso d&#8217;ufficio e violazione della legge sulla privacy.
Nel suo archivio una vera caterva di dati, essendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ notizia di ieri che Gioacchino <strong>Genchi</strong>, consulente tecnico di varie Procure per le intercettazioni telefoniche e vicequestore di polizia, è stato <a href="http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE52M0SX20090323" target="_blank">sospeso dal servizio</a> dopo che la procura di Roma ha iniziato ad indagare su di lui per abuso d&#8217;ufficio e violazione della legge sulla privacy.<span id="more-2583"></span><br />
Nel suo archivio una vera caterva di dati, essendo state schedate quasi 400.000 persone, molto democraticamente bisogna dire, senza distinzioni e senza badare alla loro qualifica o posizione istituzionale. E forse è proprio questo il punto debole che ha fatto scattare la reazione giudiziaria, oltre il sospetto di voler coprire con una cortina fumogena alcune connessioni pericolose tra affari e politica.</p>
<p><a href="http://www.ilcantaro.com/?p=2488#comment-1027" target="_blank">Riferendo della sua vicenda</a> era facile prevedere un seguito, puntualmente arrivato, come i treni ai bei tempi&#8230;<br />
<strong>De Magistris</strong>, procuratore a Catanzaro e suo grande datore di lavoro, ha fiutato il pericolo della situazione e la micragna incombente e ha preferito riciclarsi come politico, chiedendo ed ottenendo ospitalità presso il partito di <strong>Di Pietro</strong>, un antesignano.<br />
Anche perché l’intercettazione, diventata ormai la regina delle prove, sta per morire… di fame, non avendo più a disposizione il pozzo senza fondo del Tesoro, che dovrebbe pagare la spesa delle ditte di consulenza. Sono in ballo 400 milioni di euro, anche se,  per lo “spionaggio” vero e proprio, la somma da pagare cala a 160 milioni.<br />
<a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200903articoli/42186girata.asp" target="_blank"><strong>La Stampa</strong></a> dipinge un quadro interessante di un mondo sconosciuto, sospeso tra 007 e Totò Riina, ma sempre molto, molto costoso, con <strong>“162 sale d’ascolto sparse per l’Italia” […] “con un costo medio di circa 40 euro al giorno per intercettazione.”<br />
“…solo sulla carta perchè soldi veri, non ce ne sono più.”</strong></p>
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		<title>Caro nemico, ti scrivo&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 12:51:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;estinzione di Alleanza Nazionale è vista da alcuni come una forma di eutanasia e da altri come l&#8217;attuazione pratica, in versione italica, della trasmigrazione delle anime.
Dubbi che già affioravano quando la destra indossava ancora la camicia nera e, come sempre, aveva a che fare con gli ufficiali superiori: &#8220;Colonnello, non voglio il pane, dammi il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;estinzione di <strong>Alleanza Nazionale</strong> è vista da alcuni come una forma di eutanasia e da altri come l&#8217;attuazione pratica, in versione italica, della trasmigrazione delle anime.<span id="more-2557"></span><br />
Dubbi che già affioravano quando la destra indossava ancora la camicia nera e, come sempre, aveva a che fare con gli ufficiali superiori: <span style="color: #993300;"><strong>&#8220;Colonnello, non voglio il pane, dammi il piombo pel mio moschetto!&#8221;</strong></span> invocava il legionario a <a href=" http://www.youtube.com/watch?v=awLg6Rsof6U" target="_blank"><strong>Giarabub</strong></a>, anche allora colto da un atroce dubbio: <span style="color: #993300;"><strong>&#8220;Quei fantasmi, sentinella, sono morti o sono vivi?&#8221;</strong></span><br />
Ancora oggi se lo chiedono in tanti, in situazioni meno drammatiche di quelle vissute nel 1941 nell&#8217;oasi della Cirenaica, e tra gli altri Marcello <span style="color: #ff0000;"><strong>Veneziani</strong></span>, che ha concesso un&#8217;intervista a Susanna <strong>Turco </strong>per <span style="color: #ff0000;"><em><strong>l&#8217;Unità</strong></em></span>, quotidiano sull&#8217;altra sponda politica che ha dedicato 4 pagine alla scomparsa del tradizionale partito avversario.</p>
<p style="padding-left: 30px;">***Nostalgia zero. Scetticismo a mille. Tra quattro giorni si celebra il requiem di Alleanza Nazionale come partito a sé, ma Marcello Veneziani, intellettuale destrorso (ala nazional- conservatrice), da qualche anno gran critico di Fini, mai organico eppure già consigliere Rai in quota An, non prova il minimo dispiacere.<br />
<em><strong> Nemmeno una lacrimuccia?</strong></em><br />
«Certo che no. È giusto così. An si era già sciolta, aveva perso da tempo la sua ragion d’essere. Grazie al suo leader soprattutto. Quel che manca è che si sciolga la leadership di Fini».<br />
<em><strong> E lei parteciperà?</strong></em><br />
«Ero tentato, come si va a una fiera zoologica. Forse è inutile».<br />
<strong><em> Ma è l’ultima volta&#8230;</em></strong><br />
«I congressi di scioglimento sono patetici. Con l’Msi c’era il pathos dei militanti, stavolta non vedo nemmeno la tragedia. An è un partito nato freddo, si stava congelando da tempo. Eravamo al rigor mortis: piangere sul cadavere mi sembra inutile».<br />
<em><strong> E il popolo della destra, che fine farà?</strong></em><br />
«La stessa di prima. C’è un’opinione pubblica cosidetta di destra che sopravvive, che esiste indipendentemente da Fini o da An».<br />
<strong><em> Lei pensa che tutti i militanti storici, i ragazzi, le idee, traslocheranno così, con uno schiocco?</em></strong><br />
«Da anni il popolo di destra è entrato nell’idea che bisogna scegliere il male minore: ha bypassato An, si riconosce bene o male in Berlusconi».<br />
<strong><em> «Fini non ha capito che il 90 per cento degli elettori di An sta col Cavaliere», ha scritto un militante di Fi sul sito azzurro.</em></strong><br />
«E gli altri, o si astengono o stanno con Bossi».<br />
<em><strong> E Storace?</strong></em><br />
«Si avvantaggerà in modo marginale dalla nascita del Pdl».<br />
<strong><em> Mentre An?</em></strong><br />
«Sarà una corrente di opinione all’interno di un grande contenitore».<br />
<strong> Intende il Pdl?</strong><br />
«Un contenitore che oggi ha un leader. E un popolo, un’area di opinione davvero popolare, nazionale, moderata. Manca solo una classe dirigente, lo strato intermedio».<br />
<strong><em> Roba da poco, lei dice.</em></strong><br />
«È la realtà. Pdl vuol dire per me Partito del Leader.Un partito portatore di nessuna idea in particolare, che ha nel leader il suo collante. Non ci sono contenuti, c’è solo Berlusconi. Intorno, il deserto».<br />
<strong><em> Correnti a parte, intende.</em></strong><br />
«Certo: gruppi, notabili, personalità. Sarà un’ulteriore Dc, versione postmoderna. Invece dello scudo crociato, Berlusconi».<br />
<strong><em> E non la spaventa?</em></strong><br />
«Non mi entusiasma, ma nemmeno mi fa paura. Quando finirà il suo ciclo, entreremo in un’altra èra».<br />
<strong> Quella di Fini, magari.</strong><br />
«Nonne ha le qualità. Il vero problema del Pdl è proprio questo: notabili bravi sì, leader possibili, no».<br />
<strong><em> Eleggere il Cavaliere per acclamazione congressuale è quindi ovvio?</em></strong><br />
«Il voto segreto si può fare, l’investitura sarà comunque massiccia».<br />
<strong><em> In An c’è chi dice che il Pdl è una operazione di vertice, senza coinvolgimento della base. Altri parlano di fusione a freddo&#8230;</em></strong><br />
«La base era unita già prima che lo fossero i leader. Quelle, in realtà, sono le preoccupazioni dei finiani di vedere perduta la leadership del capo. La fusione è nei fatti».<br />
<strong><em> C’è chi parla piuttostodi annessione da parte di Forza Italia.</em></strong><br />
«Lo so, ma dica: qual è il clima politico operoso che viene soffocato da questa fusione? Nell’annessione, cosa si perdono i militanti di An?»<br />
<strong><em> Meglio salire sul predellino?</em></strong><br />
«Che vuol farci, siamo usciti dalla dimensione storica della politica, ormai siamo in quella stradale. Nella fisiologia di un sistema siffatto, i partiti nascono così. Sono escrescenze momentanee, roba epidermica. Foruncoli».***</p>
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		<title>Trinitrotoluolo</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 21:38:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“E l&#8217;attacco che viene fatto nei miei confronti parte esattamente dagli stessi soggetti che io avevo identificato la sera del diciannove luglio del 1992 dopo la strage di via D&#8217;Amelio, mentre vedevo ancora il cadavere di Paolo Borsellino che bruciava e la povera Emanuela Loi che cadeva a pezzi dalle mura di via D&#8217;Amelio numero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #f50959;"><strong>“E l&#8217;attacco che viene fatto nei miei confronti parte esattamente dagli stessi soggetti che io avevo identificato la sera del diciannove luglio del 1992 dopo la strage di via D&#8217;Amelio, mentre vedevo ancora il cadavere di Paolo Borsellino che bruciava e la povera Emanuela Loi che cadeva a pezzi dalle mura di via D&#8217;Amelio numero diciannove dov&#8217;è scoppiata la bomba, le stesse persone, gli stessi soggetti, la stessa vicenda che io trovai allora la trovo adesso! <span id="more-2488"></span></strong></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #f50959;"><strong>Ancora nessuno ha detto che io sono folle. Anzi, sarò pericoloso, terribile ma che sono folle non l&#8217;ha detto nessuno. Bene allora quello che io dico non è la parola di un folle perché io dimostrerò tutte queste cose. <span style="text-decoration: underline;">E questa è l&#8217;occasione perché ci sia una resa dei conti in Italia. </span>A cominciare dalle stragi di via D&#8217;Amelio alla strage di Capaci. Perché queste <span style="text-decoration: underline;">collusioni fra apparati dello Stato servizi segreti, gente del malaffare e gente della politica</span>, è bene che gli italiani comincino a sapere cosa è stata.&#8221;</strong></span></p>
<p>Queste sono le parole conclusive di Gioacchino <span style="color: #ff0000;"><strong>Genchi</strong></span>, il consulente tecnico che per vent’anni ha intercettato per conto dei Pubblici Ministeri le telefonate di centinaia o migliaia di persone, in un’<a href="http://www.youtube.com/watch?v=LbkUw0Bopmw       " target="_blank"><strong>intervista televisiva</strong></a> diffusa dal <a href="http://www.beppegrillo.it//index.html" target="_blank"><strong>blog</strong></a> di Beppe <strong>Grillo</strong>, che l’ha fatta sovrastare dalla dicitura: <span style="color: #ff0000;"><span style="color: #708b8f;"><strong>“Questa è un&#8217;intervista che non si può commentare”</strong></span><span style="color: #000000;">,</span></span><span style="color: #000000;"> </span>anche se l’indomani …ha rotto il silenzio, accusando l’omertà dei grandi giornali.</p>
<p>L’insieme ha l’apparenza di una difesa estremamente determinata, tanto da sconfinare in un atto d’accusa di tipo “preventivo” rivolto a chi ha orecchie per intendere.</p>
<p>La lunga catena dei misteri d’Italia s’arricchisce di un altro anello, speriamo non insanguinato.</p>
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