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	<title>Il Cantaro &#187; Varie</title>
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	<description>Periodico d'informazione libera online</description>
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		<title>Achtung ! ! !  Verboten ! ! !</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 15:44:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[ASL n.1]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche le formiche, nel loro piccolo, s’incazzano” è il titolo di un libro in cui Gino e Michele collezionarono centinaia di battute ed aforismi, per lo più surreali. A noi de &#8220;il Cantaro&#8221; invece sta capitando d’aver a che fare con formiche che evidentemente s’incazzano sul serio, comprese del  ruolo che qualche ben assestata raccomandazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #339966;"><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Anche le formiche, nel loro piccolo, s’incazzano”</strong></em></span> </span>è il titolo di un libro in cui <strong>Gino e Michele</strong> collezionarono centinaia di battute ed aforismi, per lo più surreali. A noi de <strong>&#8220;il Cantaro&#8221;</strong> invece sta capitando d’aver a che fare con formiche che evidentemente s’incazzano sul serio, comprese del  ruolo che qualche ben assestata raccomandazione ha fatto loro ottenere nel formicaio della ASL.<br />
Abbiamo scoperto infatti che il nostro gracile <strong>“Cantaro”</strong> è finito nell’elenco degli appestati, dei siti proibiti e pericolosi per sé e –soprattutto- per gli altri, da non aprire e ancor meno leggere, quasi fosse un sito pedo-pornografico la cui frequentazione porta all’irruzione delle forze dell’ordine e alle conseguenti “scocciature”. Oppure un sito eversivo…</p>
<p>Fatto sta che dalla rete internet delle strutture sanitarie in capo alla ASL n.1 non è possibile accedere a<strong> “il Cantaro”</strong>, unico sito, ripetiamo unico, ritenuto pericoloso nell’universo mondo del <strong><em>web</em></strong>!  Da non crederci…</p>
<p><span style="color: #ff00ff;"><strong>Possibile che diamo tanto fastidio all’elefante?  No, non siamo così presuntuosi. </strong></span></p>
<p><strong><em>Li superiori</em></strong> ignorano persino la nostra esistenza;  la censura nasce, o meglio abortisce, in periferia, dove chi non ha altro da fare e per quel nulla è pagato, si trastulla tra i <em>files</em>, provando a mettersi in luce come leccaculo in servizio permanente effettivo.</p>
<p>Un’altra ipotesi è che i dipendenti ospedalieri, a fila assottigliate ma pur sempre troppo folte per i compiti “d’istituto” ormai anoressici, per passare il tempo, si trastullino navigando con la fantasia e con l’elettronica e dedichino a <strong>“il Cantaro”</strong>, noto sovversivo,  troppa della loro attenzione. Ragion per cui meglio distoglierli e dirottare la navigazione verso altri approdi, non censurati e meno urticanti per  i deretani degli amici.</p>
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		<title>A caval donato&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 12:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Ozieri]]></category>
		<category><![CDATA[Ippica]]></category>
		<category><![CDATA[Ippodromo di Chilivani]]></category>

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		<description><![CDATA[La Fiera internazionale della Sardegna e la Regione organizzano sabato  29 maggio a Chilivani la seconda edizione della Giornata  dell&#8217;Agricoltura. Quest&#8217;anno la Giornata si terrà all&#8217;ippodromo di  Chilivani. Scelta non casuale perché la novità dell’edizione 2010 sarà  la corsa piana &#8220;Gran Premio del Presidente della Regione&#8221;. 
Qualche mese fa l’assessore regionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="padding-left: 60px;"><span style="color: #ff6600;"><strong>La Fiera internazionale della Sardegna e la Regione organizzano sabato  29 maggio a Chilivani la seconda edizione della Giornata  dell&#8217;Agricoltura. Quest&#8217;anno la Giornata si terrà all&#8217;ippodromo di  Chilivani. Scelta non casuale perché la novità dell’edizione 2010 sarà  la corsa piana &#8220;Gran Premio del Presidente della Regione&#8221;. </strong></span></h3>
<p>Qualche mese fa l’assessore regionale all’Agricoltura Andrea <strong>Prato</strong> aveva presenziato ad un convegno organizzato dal PdL, col silenzio-assenso della maggioranza consiliare, incentrato sui problemi del mondo agricolo ed in particolare del settore equino, ritenuto una “nicchia” potenzialmente apportatrice di benessere se adeguatamente sostenuto e rivitalizzato.</p>
<p>L’argomento è particolarmente sentito ad Ozieri per gli stranoti motivi:</p>
<ul>
<li>passione per l’allevamento del cavallo,</li>
<li>esistenza dell’Ippodromo di Chilivani, da sempre riferimento dell’Ippica sarda,</li>
<li>presenza, seppur a mezzo servizio e facente funzioni, di ciò che resta dell’Istituto Incremento Ippico.</li>
</ul>
<p>Tenendo fede a quanto promesso – e andando anche oltre a quanto richiesto dagli organizzatori di quella riunione- l’assessore ha localizzato all’Ippodromo di Chilivani la <span style="text-decoration: underline;">Giornata dedicata al cavallo</span> nell’ambito della rassegna annuale <strong>Equimediterranea</strong> gestita dall’Ente Fiera di Cagliari che, per bocca del suo presidente, si dichiara a denti stretti soddisfatta della scelta, anche se non incentrata a Cagliari, come da migliore tradizione…</p>
<p>La Regione Sarda ha emanato un <a href="http://www.regionesardegna.it/primopiano2010/2.html" target="_self">comunicato che riportiamo</a> nel quale, forse per banale dimenticanza, non viene citato né tanto meno coinvolto il <strong>Comune di Ozieri</strong>, gestore su delega dell’impianto di Chilivani.</p>
<p>Ma forse stiamo facendo solo malevola dietrologia…</p>
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		<title>Nuovo giro, nuova corsaaaa&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 05:31:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il gusto di pochi ed il fastidio di molti, ma soprattutto per tentare –almeno tentare!- di stimolare le ridotte capacità critiche di una comunità che sino a pochi anni fa si autodefiniva “città”, abbiamo deciso, seppur a ranghi ridotti, zoppicanti e un po’ frustrati, di riprendere le nostre passeggiate  al “Cantaro”, chiacchierando con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il gusto di pochi ed il fastidio di molti, ma soprattutto per tentare –almeno tentare!- di stimolare le ridotte capacità critiche di una comunità che sino a pochi anni fa si autodefiniva “città”, abbiamo deciso, seppur a ranghi ridotti, zoppicanti e un po’ frustrati, di riprendere le nostre passeggiate  al “Cantaro”, chiacchierando con la consueta ironia spicciola e quel pizzico di bonomia che permette di metabolizzare le critiche anche a chi è preso di mira. Ovviamente se dotato di quoziente intellettivo nella norma…</p>
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		<title>Troppa grazia…</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 11:06:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Un picco di collegamenti al nostro sito ha mandato ieri sera (30 giugno) in tilt il server per la “quota” a nostra disposizione. Per rimediare abbiamo ampliato la capacità di contenuti e di collegamenti ma sono andati perduti i post ed i commenti dal 23 giugno ’09 a tutt’oggi. Cercheremo di ricostruire il tutto, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un picco di collegamenti al nostro sito ha mandato ieri sera (30 giugno) in tilt il server per la “quota” a nostra disposizione. Per rimediare abbiamo ampliato la capacità di contenuti e di collegamenti ma sono andati perduti i post ed i commenti dal 23 giugno ’09 a tutt’oggi. Cercheremo di ricostruire il tutto, ma <strong>se dovesse mancare qualche commento, preghiamo di rimandarlo</strong>.<br />
Questa è la spiegazione che c’è stata data e, siccome non siamo Berlusconi, non abbiamo motivo per credere a nessun complotto contro di noi…</p>
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		<title>Paga!! * Paga? * Meda!!</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jun 2009 17:26:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
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		<category><![CDATA[Casa_Protetta]]></category>
		<category><![CDATA[Comune_di_Ozieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Ospitiamo l’intervento di un cittadino ozierese, augurandoci che altri ne seguano, su qualsiasi argomento d’interesse comune e dando sin d’ora la disponibilità del nostro piccolo sito web.

Con le Delibere di Consiglio Comunale n. 25 e  26 del 25 maggio 2009 i nostri Amministratori comunali, con decisioni che hanno avuto l’unanimità dei presenti, hanno integrato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #ff6600;"><strong>Ospitiamo l’intervento di un cittadino ozierese, augurandoci che altri ne seguano, su qualsiasi argomento d’interesse comune e dando sin d’ora la disponibilità del nostro piccolo sito web.</strong></span></em><br />
<span id="more-3381"></span></p>
<p>Con le <strong>Delibere di Consiglio Comunale</strong> n. <a href="http://78.110.185.34/ozieri/de/at_p_dettaglio.php?ATPRSER=17194&amp;x=" target="_blank"><strong>25 </strong></a>e  <a href="http://78.110.185.34/ozieri/de/at_p_dettaglio.php?ATPRSER=17195&amp;x=" target="_blank"><strong>26</strong></a> del 25 maggio 2009 i nostri Amministratori comunali, con decisioni che hanno avuto l’unanimità dei presenti, hanno integrato e modificato i <strong>regolamenti </strong>per la gestione della <span style="text-decoration: underline;">Comunità d’accoglienza per anziani “<strong>Villa Campus</strong>”</span> e della <span style="text-decoration: underline;">Casa Protetta per non-autosufficienti “<strong>Clemenza e Giuseppe Pietri</strong>”</span>, che finalmente potrà essere utilizzata.</p>
<p>Ma, a mio modestissimo e personalissimo parere, c’è poco da brindare perché la novità normativa ed operativa, più che gli aspetti socio-assistenziali, rivela il lato meno solidaristico dell’operazione, quello finanziario, fatta per recuperare ed incamerare quattrini alle casse comunali, scucendoli dalle tasche vuote degli ospiti (il più delle volte incolpevoli e costretti) ed eventualmente dai loro parenti tenuti “agli alimenti”, secondo quanto previsto dal <a href="http://www.altalex.com/index.php?idnot=34923 " target="_blank">Codice Civile </a> e richiamato nei  <a href="http://www.comune.ozieri.ss.it/regolamenti/regolamento_casaprotetta_2009.pdf" target="_blank">regolamenti</a> approvati ed ormai efficaci:</p>
<blockquote><p>Art. 5 – DOCUMENTAZIONE RICHIESTA<br />
All’atto della domanda il richiedente deve comprovare la propria situazione anagrafica, sanitaria, reddituale e patrimoniale.<br />
Qualora il richiedente non sia in grado di coprire con il proprio reddito il costo del servizio, gli obbligati di cui all’art. 433 e seg. del Codice Civile devono comprovare la propria situazione anagrafica, reddituale e patrimoniale con le stesse modalità del richiedente.<br />
In caso di richiesta al Comune di integrazione retta, l’utente e/o i soggetti obbligati, dovranno sottoscrivere l’allegato A) che è parte integrante del presente Regolamento. Il Comune di Ozieri si riserva la facoltà di effettuare accertamenti circa la veridicità della situazione reddituale e patrimoniale dichiarata dai richiedenti.</p></blockquote>
<p>Con delibera n. <a href="http://78.110.185.34/ozieri/de/at_p_dettaglio.php?ATPRSER=16300&amp;x=" target="_blank"><strong>42</strong></a> e  <a href="http://78.110.185.34/ozieri/de/at_p_dettaglio.php?ATPRSER=16247&amp;x=" target="_blank"><strong>43</strong></a> del 18 febbraio 2009 la Giunta Comunale aveva determinato “il costo” (intendendo con questo termine “la retta”)  di ogni ospite presente in una delle strutture con procedimento ragionieristico, come si evince dallo specchietto riassuntivo presente in delibera.</p>
<p>In pratica, <strong>costo totale </strong><em>diviso</em> <strong>numero di utenti</strong>, <em>uguale</em><strong> € 1.400,00 mensili</strong>, come potrebbe fare qualunque struttura ricettiva privata. Apparentemente un intervento oltre che legittimo anche logico:  chi usufruisce di prestazioni particolari ne paghi i costi, rendendo così neutro, a costi zero, l’intervento del Comune.</p>
<p>Ma ci sono alcuni aspetti controversi, perché i costi per il funzionamento delle strutture e quindi per l’utente sono stabiliti “a pie’ di lista”: se i costi aumentano, per esempio perché necessita una maggiore quantità di personale (e Dio solo sa quanto ce ne vorrebbe e quanto ce ne sarebbe disponibile ad essere assunto!),  <strong>chi se ne frega</strong>, pagheranno i vecchietti ed i loro parenti.  <span style="text-decoration: underline;">E la spesa per il personale incide per il 82,93 % del totale.</span></p>
<p>Inoltre il Comune ottiene dalla Regione dei contributi per il mantenimento di un minimo assistenziale, ad es. per il <strong>2009</strong> per <strong>Villa Campus</strong>, a valere su fondi regionali per Servizi Socio Assistenziali, il Comune di Ozieri ha ottenuto <strong>€  183.146,24</strong> e dallo Stato <strong>€ 1.563,20</strong>, mentre dal Fondo indistinto comunale sono usciti solo <strong>€ 27.662,93</strong>, avendo l’utenza contribuito direttamente con <strong>€  228.989,34</strong>.</p>
<p>Se l’utenza dovesse sostenere l’intero costo, il Comune non solo non sborserà una lira ma mi chiedo se continuerà ad ottenere sovvenzioni regionali, come previsto dalla, richiamata in delibera, <a href="http://www.regione.sardegna.it/j/v/80?s=13127&amp;v=2&amp;c=182&amp;t=1" target="_blank"><strong>legge n.23 del 23.12.2005</strong></a> che si riferisce al <strong>Sistema integrato di assistenza</strong>:</p>
<blockquote><p><strong>Art. 25</strong>: Finanziamento del sistema integrato<br />
1. Il sistema integrato è finanziato con le risorse stanziate dai comuni, dalla Regione, dallo Stato e dall&#8217;Unione europea.<br />
2. La Regione provvede alla ripartizione dei finanziamenti derivanti da risorse proprie e dagli stanziamenti statali e comunitari agli enti locali, al fine di assicurare la realizzazione dei livelli essenziali sociali e sociosanitari ed il cofinanziamento degli interventi di competenza dei comuni, sulla base di parametri individuati in relazione a:<br />
a) i livelli essenziali sociali e sociosanitari da garantire su tutto il territorio regionale;<br />
b) la situazione demografica, epidemiologica, territoriale e socio-economica dei vari ambiti;<br />
c) gli standard qualitativi e quantitativi dei servizi e la loro omogeneità nel territorio regionale.<br />
3. I comuni destinano al finanziamento dei servizi sociali ulteriori risorse derivanti dal proprio bilancio comunale.<br />
4. L&#8217;individuazione dei parametri di cui alle lettere a), b) e c) del comma 2, è oggetto di intesa tra la Regione e gli enti locali, ai sensi dell&#8217;articolo 13 della legge regionale n. 1 del 2005.</p>
<p><strong>Art. 26</strong>: Fondo regionale per il sistema integrato<br />
1. Per il perseguimento delle finalità indicate dalla presente legge la Regione istituisce nel proprio bilancio appositi stanziamenti che costituiscono il &#8220;Fondo regionale per il sistema integrato dei servizi alla persona&#8221;, distinto, rispettivamente, in parte corrente e in conto capitale, in cui confluiscono le risorse regionali, statali e comunitarie.<br />
2. Il fondo, al netto della quota di cui al punto c) del comma 3, è ripartito fra i comuni in base ai criteri di cui all&#8217;articolo 25.<br />
3. Il fondo opera secondo le seguenti modalità:<br />
a) una quota è assegnata ai singoli comuni per la realizzazione di interventi di promozione della comunità locale e per i servizi non compresi nella gestione associata;<br />
b) una quota è assegnata ai comuni stessi, tenendo conto delle modalità di gestione unitaria associata prescelta ed é erogata all&#8217;ente gestore da essi individuato;<br />
c) una quota è riservata alla Regione per il funzionamento del sistema informativo sociale, per il conferimento di incentivi e per il finanziamento di azioni innovative &#8211; sperimentali e di progetti di interesse regionale.<br />
<strong>Art. 27: </strong>Compartecipazione dei destinatari degli interventi alla spesa<br />
1. I soggetti destinatari dei servizi e degli interventi sociali partecipano alla spesa sostenuta per la erogazione degli interventi previsti dal programma personalizzato secondo criteri di solidarietà e di progressività; sono esclusi dalla compartecipazione alla spesa i soggetti con posizioni economiche inferiori ad una soglia minima determinata dalla Regione.<br />
2. La compartecipazione alla spesa è determinata sulla base della valutazione della situazione economica degli aventi diritto e concerne la generalità dei servizi ed interventi del sistema integrato.<br />
3. Nel regolamento di attuazione di cui all&#8217;articolo 42, in armonia con quanto previsto dalla normativa vigente in materia di Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), sono determinati gli elementi reddituali e patrimoniali oggetto della valutazione, i soggetti interessati dalla stessa, il relativo procedimento ed i soggetti competenti, la quantificazione della compartecipazione alla spesa per i singoli servizi, i criteri per l&#8217;aggiornamento del minimo vitale di cui al comma 1 e delle quote di compartecipazione.</p></blockquote>
<p>In conclusione mi chiedo se, con i criteri adottati, il Comune non rischi di trasformarsi in un freddo centro di calcolo, con la gestione economica delle due strutture affidata al buon cuore di chi -<strong>chiunque esso sia</strong>- guida il piccolo carrozzone, limitando al minimo le voglie e gli appetiti di aspiranti collaboratori.</p>
<p>Mi si obietterà che certamente non mancherà il controllo vigile e lungimirante dell’opposizione –<strong>qualunque essa sia</strong>- ma, vista l’unanimità dei consensi ottenuti in Consiglio comunale, qualche dubbio mi resta.</p>
<p style="text-align: left;">In attesa di una risposta che non arriverà mai, non avendo io titolo per fare domande e nel silenzio di chi il titolo invece lo avrebbe, ringrazio dell’ospitalità e porgo distinti saluti<br />
Franco Murru</p>
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		<title>Vacca nze romane</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jun 2009 11:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;…se ansia di gloria e sete d&#8217;onore
spegne la guerra al vincitore
non ti concede un momento per fare all&#8217;amore.
Quand&#8217;ecco nell&#8217;acqua si compone
mirabile visione
il simbolo d&#8217;amor.
Nel folto di lunghe trecce bionde
il seno si confonde
ignudo in pieno sol…”
Puntualissimo all’incontro con Emma Marcegaglia nella sede della Confindustria e addirittura in anticipo all’Auditorium per l’abbraccio con settecento donne, accolto calorosamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #f00ef0;"><strong>&#8220;…se ansia di gloria e sete d&#8217;onore<br />
spegne la guerra al vincitore<br />
non ti concede un momento per fare all&#8217;amore.<br />
Quand&#8217;ecco nell&#8217;acqua si compone<br />
mirabile visione<br />
il simbolo d&#8217;amor.<br />
Nel folto di lunghe trecce bionde<br />
il seno si confonde<br />
ignudo in pieno sol…”</strong></span></p>
<p>Puntualissimo all’incontro con Emma <strong>Marcegaglia</strong> nella sede della Confindustria e addirittura in anticipo all’Auditorium per l’abbraccio con settecento donne, accolto calorosamente dal ministro Mara <strong>Carfagna</strong>, col sangue in subbuglio e la prostata irritata, <strong>Gheddafi</strong> ha dato buca a <strong>Fini</strong>, <strong>Pisanu</strong> e <strong>D’Alema</strong> che nel caldo pomeriggio romano lo attendevano per una lavata di testa a Montecitorio.</p>
<p>Dopo due ore di dubbi e d’ansia, nel mistero più assoluto, <strong>Fini</strong> ha annullato la riunione senza mancare di rovesciarsi addosso tutta la brodaglia politicamente corretta che aveva riscaldato per rifilarla al dittatore libico. Condoglianze di circostanza da tutti: <span style="color: #993366;"><em><strong>stretti affettuosamente vicini, partecipiamo…</strong></em></span></p>
<p><span style="color: #993366;"><em><strong></strong></em></span> Avendo suscitato l’entusiamo femminile al mattino per aver detto che</p>
<blockquote><p><span style="color: #3366ff;"><strong>“nel mondo arabo le donne sono considerate dei soprammobili”</strong></span> per cui ci vorrebbe  <span style="color: #3366ff;"><strong>&#8220;una rivoluzione rosa, che si innesti su una rivoluzione culturale che permetta alle donne di non essere più oggetti&#8221;</strong></span></p></blockquote>
<p>sprecare il pomeriggio romano in un’aula sorda e grigia di Montecitorio gli è parso sconveniente e ha pensato di utilizzare meglio il suo tempo.<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong>Un malore</strong></span>, hanno pensato e detto i più finti-tonti tra tutti, che, precipitatisi a trovarlo sotto la tenda, lo hanno trovato in buona salute e pronto alle scuse.<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong>La preghiera del venerdì</strong></span>, ha giustificato l’ambasciata libica, tacendo sulla posizione del missionario,  molto impegnativa dopo la sovreccitazione del mattino.</p>
<p>Nella tarda serata il tripolitano ha girato per Roma, pieno d’appetiti che ha sedato prima da “il Bolognese” a Piazza del Popolo e infine sotto la tenda, dopo che se n’è andato pure quello scocciatore di <strong>Berlusconi</strong>.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Unica lamentela per l’accoglienza romana: la tenda non era insonorizzata e siccome attorno non c’era il deserto…</strong></span></p>
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		<title>Rotter Dam</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 14:53:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piombino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti i “basilischi” assatanati dei caldi paesi mediterranei hanno da sempre guardato ai paesi del nord Europa come al giardino delle Esperidi, inteso come luogo delle delizie sessuali abitato fittamente da fanciulle alte, bionde, prosperose e soprattutto generose, disinibite ed accoglienti.
Forse s’è trovata la spiegazione per questa favolosa e mitica disponibilità a stringere rapporti umani, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti i “basilischi” assatanati dei caldi paesi mediterranei hanno da sempre guardato ai paesi del <strong>nord Europa</strong> come al <strong>giardino delle Esperidi</strong>, inteso come luogo delle delizie sessuali abitato fittamente da fanciulle alte, bionde, prosperose e soprattutto generose, disinibite ed accoglienti.</p>
<p>Forse s’è trovata la spiegazione per questa favolosa e mitica disponibilità a stringere rapporti umani, almeno secondo quanto riporta <strong>Libero</strong>:</p>
<blockquote><p><strong><span style="color: #000000;">“Secondo una recente statìstica il 19% degli uomini del Paesi Bassi non fa più sesso. Infatti pare che non sia la donna a crollare sul letto distrutta dalla fatica, soprattutto se lavora anche fuori casa, bensì il compagno, che non ce la fa più ad essere all&#8217;altezza della sua partner. Si parla addirittura di una nuova sindrome, denominata</span> </strong><span style="color: #3366ff;"><span style="color: #ff00ff;"><strong>Dins (</strong><em>dubbel inkomen, no sex</em></span><strong><span style="color: #ff00ff;">),</span> <span style="color: #000000;">che significa &#8220;doppie entrate, niente sesso&#8221; . […] Ed è l&#8217;uomo che corre a stendersi sul lettino dello psicologo e dal sessuologo lamentando improvvisi cali del desiderio.”</span></strong></span></p></blockquote>
<p>Sarà il buco dell’ozono o il fatto che non ci sono più le mezze stagioni, ma che questo succeda in Olanda, dove è permesso tutto e anche molto di più, lascia l’amaro in bocca, per non dire altro.</p>
<p>Ovviamente s’e corso ai ripari e sorgono scuole di rieducazione alla virilità. Qualcuno si limita ai <strong>corsi teorici</strong>:</p>
<blockquote><p><span style="color: #3366ff;"><strong>“…quando vogliono conquistare una donna! Non sanno come agire, che cosa dire, sono impacciati; oppure esagerano facendo gli spacconi. Un disastro, e con il passare degli anni la situazione è peggiorata: l&#8217;uomo ha cominciato a perdere la sua identità, la sua fiducia in se stesso, nelle sue capacità […] in giro, solo uomini spaventati dalle donne e preoccupati.”</strong></span></p></blockquote>
<p>Una signora olandese di 60 anni ha pensato di andare oltre, unendo l’utile al dilettevole (è proprio vero, l’imprenditoria femminile è all’avanguardia in tutto il mondo!).</p>
<p>Ha aperto una scuola per uomini vergini, con regolari lezioni di teoria accompagnate anche da <strong>esercitazioni pratiche</strong> e saggio conclusivo, una specie di collaudo. Alla fine del corso il diligente allievo perde la verginità… con la sua insegnante.<br />
L’insegnante sessantenne, canuta e per niente attraente (quella che classicamente veniva definita “<strong>nave scuola</strong>” in epoca <strong>pre-Merlin</strong>), in circa quattro sedute (?) insegna a conoscere il corpo della donna  (quello della stessa insegnante) e infine si raggiunge l&#8217;<strong>epilogo: insieme.</strong></p>
<p><strong>Mai che l’insegnante si ammali e venga una supplente alle prime armi…</strong></p>
<blockquote><p><span style="color: #000000;"><strong>“Trattasi d&#8217;un corso veloce che pare alleggerisca le psicosi dei maschi e dia ottimi frutti sociali.[…] Alla fine il corsista se ne torna al suo paese alleggerito dal peso della verginità. E anche di 800 euro, ma felice come una pasqua.”</strong></span></p></blockquote>
<p><strong>E te credo, per sua fortuna non sono previste ripetizioni, solo promozioni, anche con l’insufficienza in qualche materia…</strong></p>
<p><strong>Come in Italia, non sono visti di buon occhio gli autodidatti.</strong></p>
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		<title>Vade retro, Pansa</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 14:42:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gian Paolo Pansa è un ottimo giornalista che si sforza, riuscendoci, d’essere un buon storico, facendo quella che gli storici d’accademia titolati e paludati chiamano con disprezzo ed alterigia “divulgazione”, cioè fuoriuscita della conoscenza dal castello d’avorio dove essi pretendono di tenerla rinchiusa, portandola al livello di “volgo”, abbassandola  e privandola dell’alone di mistero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gian Paolo <strong>Pansa</strong> è un ottimo giornalista che si sforza, riuscendoci, d’essere un buon storico, facendo quella che gli storici d’accademia titolati e paludati chiamano con disprezzo ed alterigia “<strong>divulgazione</strong>”, cioè fuoriuscita della conoscenza dal castello d’avorio dove essi pretendono di tenerla rinchiusa, portandola al livello di “volgo”, abbassandola  e privandola dell’alone di mistero di cui l’ignoranza la circonfonde.</p>
<p>E’ la stessa opera meritoria che da anni e con successo fanno garbatamente Piero <strong>Angela</strong> &amp; figlio e che, anni fa, fecero <strong>Montanelli</strong> e<strong> Cervi </strong>e tanti altri.<br />
<strong>Pansa</strong> incontra però qualche difficoltà in più, non solo per il brontolio incontinente dei parrucconi ma per l’ostilità attiva delle maestà lese nel loro diritto di legnatico, perché ha deciso di disboscare rudemente nel bosco, e ancor più nel sottobosco, di quel periodo storico della <em><span style="text-decoration: underline;">guerra civile italiana </span></em>e degli anni immediatamente successivi.</p>
<p>Come aggravante soggettiva si presenta spavaldamente in assise con un percorso politico-culturale che, partendo da sinistra, lo ha portato a proseguire intellettualmente sulla linea di mezzeria, rischiando quindi d’essere investito frontalmente o peggio tamponato malamente.</p>
<p>Dopo aver scritto alcuni libri con l’onestà intellettuale che non poteva certo impedirgli di vedere le porcherie bi-partisan, anche quella nascoste e custodite in qualche tabernacolo della grassa e rossa terra emiliana, ora se n’è uscito con “<span style="color: #ff0000;"><em><strong>Il revisionista</strong></em></span>”, auto appiccicandosi un’etichetta ch’era stata confezionata per lui come un’infamia.</p>
<p>Qualunque presentazione dei suoi libri è sempre stata l’occasione imperdibile di un raduno vociante per i suoi detrattori che generalmente hanno in antipatia i libri ed il sapone.<br />
Stenio <strong>Solinas</strong> lo ha intervistato per  <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/lp_n.pic1?PAGE=104443&amp;PDF_NUM=1504" target="_blank"><em>il Giornale</em></a> </strong>e <strong>Pansa</strong>, senza farne sfoggio, ha mostrato quanto sia coriaceo.</p>
<blockquote><p>Da alcuni anni Pansa s’è messo in testa di riscrivere la storia d&#8217;Italia, quella più controversa e più nascosta della guerra civile, l&#8217;Italia sconosciuta dei vinti, il dopoguerra infinito degli sconfìtti. È scoppiato l&#8217;inferno, c&#8217;è chi gli ha dato del traditore, chi del fascista, chi del venduto, chi dell&#8217;infame&#8230; Presentare i suoi libri è divenuto rischioso. Lui ne ha preso atto e, per tutta risposta, se ne esce con questo II revisionista (Rizzoli) che è da un lato il ringraziamento a tutti quei lettori che non gli hanno fatto mancare il loro conforto e dall&#8217;altro la prova che «il maledetto Pansa» è vivo e, revisionista, lotta assieme a loro.<br />
<strong>«Avevo un debito nei confronti delle migliaia di lettere ricevute, delle centinaia di persone che in qualunque parte d&#8217;Italia mi trovi, mi fermano e mi dicono: &#8220;Lei è Pansa? Posso ringraziarla per quello che ha scritto?&#8221;&#8230; Ecco, questo libro è il mio modo per risarcirle.<br />
Vengo da una famiglia socialista, sono uscito dalla guerra che avevo dieci anni e l&#8217;idea che i partigiani fossero tutti buoni e i fascisti tutti cattivi&#8230;<br />
Durò poco: nel luglio del &#8216;45, la prima estate di pace, due partigiani comunisti fecero fuori un ragioniere della mia città, Mario Acquaviva, antifascista, comunista dissidente. Un delitto in pieno giorno, &#8220;pedagogico&#8221;, una sorta di esecuzione pubblica&#8230; Se vuoi, il mio revisionismo inconsciamente è cominciato allora».</strong><br />
La tesi di laurea di Pansa aveva per titolo Guerra partigiana fra Genova e il Po, ebbe la lode e la dignità della pubblicazione […] Gli storici che accusano Pansa di non conoscere la storia dicono una fesseria.<br />
<strong>«Io sono stato allievo di Alessandro Galante Garrone e di Guido Quazza, a fare la carriera universitaria non credo avrei avuto problemi, ma il mio sogno era fare il giornalista&#8230; Con il senno di poi penso di aver fatto bene e poi, l&#8217;università post-sessantotto te la raccomando, il complesso degli stronzi, la fiera della presunzione e dell&#8217;arroganza».</strong><br />
Dieci anni dopo fu la volta di L&#8217;esercito di Salò, il primo saggio organico in materia, […] In quel decennio, tuttavia, il clima cambia ed è con il &#8216;68 che l&#8217;antifascismo si fa militante e diviene dogma.<br />
<strong>«Ti racconto un aneddoto che da solo spiega tutto. All&#8217;inizio degli anni &#8216;60 stavo al Giorno, diretto da Italo Pietra, che era stato il primo comandante partigiano a entrare in Milano nell&#8217;aprile del &#8216;45.   Ogni tanto alle riunioni del mattino chiedeva ironico ai capiredattori e ai capi servizio: </strong></p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>&#8220;Tolto Pansa, che è del &#8216;35, chi di voi ha bruciato la mia casa sul monte Penice nel rastrellamento dell&#8217;agosto 1944?&#8221;. </strong></p>
<p><strong>E quelli, altrettanto ironici: </strong></p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>&#8220;Direttore, io no, ero a Milano a fare il giornale della X MAS; io neppure, perché ero nelle Brigate nere di Varese; io nemmeno perché stavo con la San Marco&#8221;&#8230;</strong></p>
<p><strong>Capisci, c&#8217;era un ricordo e un rispetto, un rapporto civile fra vincitori e vinti. Si sapeva cosa era stata una guerra e cosa avesse voluto dire scegliere, a un certo punto, da che parte stare&#8230; Con la contestazione e la crescita di una sinistra extraparlamentare, il Pci si è incarognito: doveva difendersi dall&#8217;accusa di tradimento, tenere tutto a freno e rinsaldare la propria egemonia. L&#8217;antifascismo è divenuto allora l&#8217;ancora di salvezza della sinistra e, nel tempo, l&#8217;unica sua ragion d&#8217;essere, una sinistra ridotta sempre più alla canna del gas. Oggi c&#8217;è un apparato culturale che continua a determinare e sostenere l&#8217;egemonia comunista sulla storiografia. Un egemonia proprietaria, che sta in piedi grazie a quello che possiede: cattedre, festival del libro, premi, una catena di case editrici. Tanti piccoli prelati dell&#8217;Inquisizione antifascista». </strong><br />
Curiosamente, mentre Pansa dava voce all&#8217;Italia dei vinti, la parte politica che di quell&#8217;Italia era stata in qualche modo depositaria, ha fatto una sorta di percorso inverso.<br />
<strong>«Cosa vuoi che ti dica&#8230; La destra post-fascista non ha mai saputo cosa volere dal punto di vista ideologico. Credo che Fini pensi a una sorta di revisionismo totale, nel senso di far fìnta che il passato non sia mai esistito&#8230; Può anche funzionare, politicamente per lui, intendo, però non sposta i termini della questione. Questo è un Paese diviso, dove non ci sono neppure delle memorie accettate&#8230; Un Paese fazioso e arretrato. Ci lamentiamo del fascismo, una dittatura, certo, ma nel sessantennio antifascista, repubblicano e democratico mafia, camorra, corruzione politica e civile non sono state altre forme di dittatura? Siamo tutti ingabbiati in cosche, clientele, ci siamo messi nel frullatore dell&#8217;appartenenza per bande e ne siamo venuti fuori distrutti&#8230; Tutto questo nasce dall&#8217;incapacità di rivedere veramente la nostra storia e sotto questo punto di vista la sinistra ha le colpe maggiori, perché è stata lei in questi decenni a detenere il bastone della cultura, toccava a lei innovare. E invece, soltanto revisionismi strumentali e grotteschi. Pensa ai giudizi su Tito: un eroe prima del&#8217;48, un lacchè della Cia dopo, di nuovo un eroe a Stalin caduto&#8230; Intellettuali che si rifiutavano di leggere Solgenitzin perché era &#8220;oggettivamente&#8221; un nemico&#8230; Capisci, dove vuoi che si andasse con gente così?». </strong><br />
Negli anni &#8216;90, condirettore dell&#8217;Espresso, Pansa fece uno dei giornali più antiberlusconiani mai esistiti.<br />
<strong>«Oggi non lo rifarei. Perché il giornalismo iper-fazioso non porta da nessuna parte e in più ti fa perdere copie. Io capisco la polemica, ma non la Terza guerra mondiale sulla stampa. Quello che temo di Berlusconi è il suo non essere all&#8217;altezza, non che sia il nuovo Duce&#8230; Quello che non mi piace a sinistra è la mancanza di coraggio. Debbo dire che sono gli intellettuali a fare spesso la figura peggiore. Prendi questi che ora vanno con Di Pietro, una barzelletta. Sono dei pavoni, tutto qui».</strong><br />
Naturalmente, Pansa non è un santo, l&#8217;uomo che ha sempre avuto ragione.<br />
<strong>«Ma figurati, ne ho prese di cantonate&#8230; Nel libro c&#8217;è un intero capitolo dedicato a <a href="http://books.google.it/books?id=RBTago7HcgIC&amp;printsec=frontcover&amp;source=gbs_summary_r&amp;cad=0       " target="_blank">Otello Montanari</a>, che attaccai quando parlò del <a href="http://books.google.it/books?id=RBTago7HcgIC&amp;pg=PA9&amp;source=gbs_selected_pages&amp;cad=0_1#PPA307,M1     " target="_blank">Triangolo rosso del terrore</a> in Emilia&#8230; Sbagliai per eccesso di anticraxismo, per passione politica, allora credevo ancora nella politica&#8230; Sì di errori ne ho fatti, però sempre da solo, mai per conto terzi».</strong></p></blockquote>
<p>Non so prevedere se la presentazione del libro nella varie città provocherà applausi –difficile- o contestazioni –più probabile- ma certo non passerà inosservato.</p>
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		<title>Moralisti double-face</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2009 08:21:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi sono giorni son tornati di gran moda i sepolcri imbiancati,
autonominatisi maestri di morale e capaci educatori di fanciulli.
Vorrebbero un mondo migliore, il paradiso in terra, senza restrizioni nei campi elisi dove amano rotolarsi. Se non condividete la loro visione del mondo e lo ritenete un inferno, siete dei reazionari.  Guai ad ipotizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi sono giorni son tornati di gran moda i <a href="http://mariodomina.wordpress.com/2008/01/16/sepolcri-imbiancati/" target="_blank"><strong>sepolcri imbiancati</strong></a>,<br />
autonominatisi maestri di morale e capaci educatori di fanciulli.</p>
<p>Vorrebbero un mondo migliore, il paradiso in terra, senza restrizioni nei campi elisi dove amano rotolarsi. Se non condividete la loro visione del mondo e lo ritenete un inferno, siete dei reazionari.  Guai ad ipotizzare qualche regola o correttivo: sarebbe fascista e violerebbe la libertà d’ognuno di far male a sé e agli altri.<br />
La realtà però riporta loro e noi sul piano più concreto del quotidiano e allora scopriamo cosucce come questa riportata dall’<a href="http://www.apcom.net/newscronaca/20090527_230200_5ee5cdd_63082.html" target="_blank"><em><strong> APCom</strong></em></a>:</p>
<blockquote><p>“Interi rioni e palazzi di edilizia popolare trasformati in vere e proprie roccaforti per poter vendere, indisturbati, la droga.</p>
<p>E&#8217; questo il lotto R, meglio conosciuto come <strong>Oasi del Buon Pastore</strong> in via Ghisleri, nel <strong>quartiere napoletano Scampia</strong>.</p>
<p>Un luogo &#8216;blindato&#8217; in cui ciascuno ha il proprio ruolo e la propria mansione da svolgere: ci sono i pusher, gli spacciatori, le vedette, ma anche chi sistema transenne e &#8216;disciplina&#8217; l&#8217;affluenza dei tossicodipendenti che arrivano in zona per comprare la &#8216;polvere bianca&#8217;.</p>
<p>Nel corso di un anno di indagini la polizia ha potuto osservare, fotografare e filmare come l&#8217;organizzazione gestisce lo spaccio pianificando le attività illecite utilizzando il complesso edilizio in modo da renderlo assolutamente inespugnabile.</p>
<p>La vendita della droga avveniva attraverso una fessura ricavata nel portone di ingresso di uno degli edifici, qui lo spacciatore incontrava gli acquirenti, al riparo del cancello di accesso, sbarrato con un apposito maniglione di grosse dimensioni azionabile solo dall&#8217;interno.  Il lavoro del pusher era poi ulteriormente protetto dalle vedette che, vigilavano l&#8217;esterno del palazzo per verificare ogni movimento sospetto e segnalare l&#8217;arrivo delle forze dell&#8217;ordine.</p>
<p>Nel corso delle indagini si è potuto constatare l&#8217;elevatissimo numero di tossicodipendenti che si assiepavano, in attesa del proprio turno, per acquistare le dosi quotidiane di droga. In alcuni momenti erano talmente tanti da dover <span style="text-decoration: underline;">ricorrere all&#8217;uso delle transenne per essere ordinati in fila </span>e accedere all&#8217;edificio nel quale si vendevano cocaina, eroina e hashish.</p>
<p>A &#8216;gestire&#8217; il traffico, persino con modi imperiosi, alcuni appartenenti al gruppo criminale tra cui anche dei minori. Turni di lavoro di sei ore durante le quali erano garantiti anche pasti e consumazioni di bibite. Sono molte, infatti, le immagini nelle quali si ritraggono madri e mogli pronte a calare dal proprio balcone di casa cestini con vettovaglie e viveri.</p>
<p>All&#8217;interno del parco, l&#8217;organizzazione criminale aveva anche attrezzato in luogo di &#8216;consumazione&#8217; quella che una volta era una casa al piano terra. Adesso quel seminterrato, posto a ridosso di uno degli ingressi, era diventato un posto &#8216;comodo&#8217; e vicino nel quale i tossicodipendenti potevano recarsi per andare a consumare la droga appena acquistata.</p>
<p>[…] &#8220;Sorprendente &#8211; scrive in una nota il procuratore aggiunto di Napoli, Alessandro Pennasilico &#8211; il <strong>totale assoggettamento</strong> all&#8217;organizzazione criminale manifestato non soltanto dai tossicodipendenti, ma <strong>anche dai condomini del palazzo</strong> costretti, per entrare e uscire dalle proprie abitazioni, ad attendere i tempi dei malavitosi per evitare repentine incursioni delle forze dell&#8217;ordine&#8221;.</p>
<p>Dalle immagini registrate si nota, ad esempio, che nell&#8217;Oasi del Buon Pastore alcune donne con bambini e buste della spesa in mano, restano fermi dinanzi al cancello d&#8217;ingresso dell&#8217;edificio, in attesa che lo spacciatore li faccia entrare.[…]</p></blockquote>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>Credete che la soluzione per risolvere tali situazioni non esista? Io credo che esista, che non sia indolore ma che non si abbia il coraggio d’applicarla. </strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>Allora teniamoci i sepolcri imbiancati ed eventualmente diamo un’altra mano di calce.</strong></span></p>
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		<title>A qualcuno piace caldo</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 17:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Confesso, a Quell’Altro, e a voi fratelli, che personalmente mi son rotto le palle delle interrogazioni, fatte ovviamente di domande e di risposte, fin da quando frequentavo, con scarso profitto, la seconda elementare.
Per mia colpa, mia colpa, mia massima colpa, ah! se avessi studiato!
Ma così è ed ormai è tardi per rimediare e correggermi. Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Confesso, a Quell’Altro, e a voi fratelli, che personalmente mi son rotto le palle delle interrogazioni, fatte ovviamente di domande e di risposte, fin da quando frequentavo, con scarso profitto, la seconda elementare.</p>
<p>Per mia colpa, mia colpa, mia massima colpa, ah! se avessi studiato!</p>
<p>Ma così è ed ormai è tardi per rimediare e correggermi. Le uniche richieste che accetto serenamente sono l’elemosina nuda e cruda e l’ora, perché documentano la mancanza di pane e companatico e di un orologio e cellulare. Tutte le altre domande mi mettono in allarme e talvolta ottengono controproposte perentorie di viaggi sconvenienti anche se gratuiti.</p>
<p>Da qualche settimana <strong>Repubblica</strong> insiste nel porre a <strong>Berlusconi</strong> <span style="text-decoration: underline;">10 domande</span>, pretendendo <strong>risposte a voce alta</strong> (a voce bassa siamo certi che Berlusconi abbia dato le stesse risposte “<em>all inclusive tour</em>” alle quali ricorro io) su vicende personali che gli creano comunque imbarazzo come allo scolaro davanti alla lavagna.</p>
<p>Avesse agito con più furbizia o con meno spavalderia, oggi avrebbe risolto la situazione con una sana e sonora pernacchia, come migliaia prima di lui e io auspico, col permesso dell’Arci-gay, anche dopo.</p>
<p>Avendo intravvisto una crepa nella diga per ora insormontabile del consenso berlusconiano, il quotidiano non si dà pace della sua reticenza, riuscendo a farsi seguire nella ricerca delle tracce biologiche del premier dal forcaiolo <strong>Di Dietro, </strong> abitué della formula  “a domanda risponde”,  e dal sagrestano <strong>Sudario</strong>, ancora perseguitato dall’acne giovanile e col complesso del confessionale&#8230;</p>
<p>Pur non avendone i titoli è una bella occasione per salire in cattedra, non per far lezione e tanto meno pratica, ma per far domande e Franceschini non se la lascia sfuggire: &#8220;Quante volte, figliolo?&#8221;.</p>
<p>Visto “che zz’è” e che i pochi rivoluzionari a riposo ancora hanno voglia d’ascoltare, si lancia in una domanda in cabina, quella da cinque milioni in gettoni d’oro:</p>
<p style="text-align: center;">«<span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Fareste educare i vostri figli a Berlusconi?</strong></span></span>».</p>
<p>Gelo diffuso e stratificato.</p>
<p>Qui non si tratta più di acquistare un’auto usata da un venditore di magagne; qui si tratta d’affidare dei teneri virgulti ad un tipo losco, un consumatore di viagra, uno che ha fatto i miliardi non si sa come e li utilizza per annientare il nemico, che attenta alla nostra libertà e a quella dei suoi dipendenti di sfotterlo in diretta televisiva, che non collabora col boia per farsi decapitare, che esporta capitali all’estero e corrompe avvocati inglesi, con tutta l’abbondanza che c’è in Italia…</p>
<p>Pare che il maestrino dalla penna rossa (almeno quella è rimasta) attenda la risposta, che nei suoi intendimenti va consegnata il 7 giugno, in bella copia.</p>
<p>Ognuno, se vuole, risponda. La risposta è  difficile, specialmente per me che non ho figli e, avendone, preferirei educarli in proprio, secondo la mia disdicevole tradizione di famiglia.</p>
<p><strong>Non so se li affiderei a Berlusconi, ma certo, certissimo non li affiderei a Franceschini e ai suoi amici e compagni.</strong></p>
<p>Perché preferirei che non diventassero comunisti o cattocomunisti. Già questo sarebbe un ottimo risultato. Se poi non fossero dei leccaculi, tanto di guadagnato. E poi non vorrei che provassero l’ebbrezza della droga libera, neanche a livello degli spinelli “fini” e che, visto che la carne è debole, nell&#8217;eventualità, scegliessero carne appartenente chiaramente all’altro sesso, magari anche a rischio di gravidanze non volute ma accettate, da non far concludere con un aborto o con qualche pillola del giorno dopo.</p>
<p>Perché se proprio debbono ammazzare qualcuno, con tutti i grandi figli di puttana che ci sono a disposizione in giro per il mondo, non vorrei lo facessero con l’essere più indifeso ed innocente, deputato tra l’altro ad ereditare e trasmettere il patrimonio cromosomico di quest’asino calzato e vestito -male, per di più- che riconosco di essere. Inoltre il sottoscritto quadrupede, senza fretta, nella tomba vorrebbe andarci per conto suo, senza la loro spinta, pronto a rinunciare anche all&#8217;aiuto dei radicali.</p>
<p><strong> Nessuno è perfetto.</strong></p>
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		<title>Non fiori ma opere di bene</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 14:22:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[ASCE]]></category>
		<category><![CDATA[Cagliari]]></category>
		<category><![CDATA[Cimitero_monumentale]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>

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Anche Tom Barrack si lamenta del calo di prenotazioni, per la crisi economica mondiale, negli alberghi 5 stelle della Costa Smeralda, frequentati dai Vip diventati improvvisamente parsimoniosi. Occorre inventare sempre nuove attrazioni, per smuovere l’apatia e richiamare i turisti e soprattutto, imperativo categorico, occorre “dilatare la stagione” troppo concentrata sui mesi balneari di luglio-agosto e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">Anche Tom <strong>Barrack </strong>si lamenta del calo di prenotazioni, per la crisi economica mondiale, negli alberghi 5 stelle della <strong>Costa Smeralda</strong>, frequentati dai Vip diventati improvvisamente parsimoniosi. Occorre inventare sempre nuove attrazioni, per smuovere l’apatia e richiamare i turisti e soprattutto, imperativo categorico, occorre “<span style="text-decoration: underline;">dilatare la stagione</span>” troppo concentrata sui mesi balneari di luglio-agosto e completamente asfittica, ovviamente, nei “<span style="text-decoration: underline;">mesi morti</span>”.</p>
<p>Rimuginando su queste problematiche, a <a href="http://www.ufficiostampacagliari.it/news.php?pagina=1341" target="_blank"><strong>Cagliari</strong></a>, l’<strong>Assessore alle Politiche Sociali ed ai Cimiteri</strong> (mai abbinamento di competenze fu più azzeccato) ha avuto una “bella penzata” e ha iscritto il suo Comune</p>
<blockquote><p>“all’<a href="http://www.significantcemeteries.org/" target="_blank"><em><strong>ASCE</strong></em></a> (Association of Significant Cemeteries in Europe) che racchiude i principali cimiteri monumentali di tutta Europa e […] ha inoltre ottenuto la possibilità di ospitare a Cagliari nel 2010 l’Assemblea generale annuale dei cimiteri monumentali d’Europa. […] La partecipazione all’ASCE da parte del Comune di Cagliari riveste una particolare importanza perché inserisce il cimitero monumentale di Bonaria in un circuito […<em>che</em>…] ha infatti consentito alla Città di Cagliari di poter partecipare al “<span style="text-decoration: underline;">The European Cemeteries Route</span>”, un progetto europeo promosso dall’ASCE per la salvaguardia e la valorizzazione dei cimiteri monumentali delle Città associate.”.</p></blockquote>
<p>E’ un piccolo passo avanti, ma nella giusta direzione. Intanto:</p>
<ul>
<li> l’iscrizione è costata pochissimo, è bastato battere un colpo;</li>
<li>le manifestazioni più affollate, in considerazione delle alte temperature di Cagliari, si terranno rigorosamente nel suddetti “mesi morti”;</li>
<li>gli ospiti più affezionati potranno trattenersi quanto vorranno (sino ad un massimo di 99 anni) essendo garantiti il silenzio e l’ombra.</li>
</ul>
<p><strong>Si raccomanda il comportamento composto. Gradito l’abito scuro.</strong></p>
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		<title>Notizia bomba</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 10:11:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piombino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[D'Alema]]></category>
		<category><![CDATA[Franceschini]]></category>
		<category><![CDATA[Noemi]]></category>
		<category><![CDATA[Rutelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il fatto dev’essere sfuggito a Repubblica e ai suoi segugi ma certamente sarà oggetto d’interrogazione parlamentare, con richiesta di dibattito immediato da parte degli onorevoli Di Dietro, Scarascia Mugnozza e Dandolo.
Avremo finalmente anche noi chiarimenti, perché altrimenti, ha minacciato il montanaro di Bisaccia: mozione di sfiducia. Non si può far passare sotto silenzio una cosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il fatto dev’essere sfuggito a <strong>Repubblica</strong> e ai suoi segugi ma certamente sarà oggetto d’interrogazione parlamentare, con richiesta di dibattito immediato da parte degli onorevoli <strong>Di Dietro</strong>, <strong>Scarascia Mugnozza</strong> e <strong>Dandolo</strong>.</p>
<p>Avremo finalmente anche noi chiarimenti, perché altrimenti, ha minacciato il montanaro di Bisaccia: <em><strong>mozione di sfiducia.</strong></em> Non si può far passare sotto silenzio una cosa del genere, sotto elezioni, in piena campagna elettorale…<br />
<span style="text-decoration: underline;">La notizia è questa</span>, certa e confermata per avervi assistito personalmente il lattaio dal quale si fornisce la cugina del cognato del portiere dello stabile di fronte, così come l&#8217;abbiamo ricostruita sulla base del racconto  del lattaio ancora scosso:</p>
<blockquote><p>Qualche giorno fa, di primo mattino, con atteggiamento furtivo, il papà di Noemi –quello vero- fresco di rasatura ma privo della giacca, è uscito di casa e ha svoltato a sinistra (forse per confondere le idee) lungo il marciapiedi. Giunto alla seconda traversa, per la fretta nell’attraversare, ha rischiato d’essere investito dal tram della linea 17, quella che da Grottaminarda va a Spaccarutto. Scampato miracolosamente (su questo episodio forse, anzi sicuramente,  scriverà Famiglia Cristiana), sempre a passo di carica, ha finalmente raggiunto la meta: il lattaio di cui dicevamo prima. Presso il quale, facendo finta di niente,  ha acquistato un litro di latte vaccino fresco ed un pacco di Krumiri di Casale, pagando in contanti -per un totale di euro 2,80- con una banconota di euro 5,00, rivelatasi poi, all’esame all’ultravioletto, regolarmente autentica.<br />
Alle domande insistenti del lattaio insospettito ha prima farfugliato, per poi dover ammettere che il tutto sarebbe servito per la colazione mattutina di Noemi. Uscito dalla bottega, l’uomo ha percorso al ritroso il cammino verso casa, rischiando nuovamente di finire arrotato dal tram 17 che tornava da Spaccarutto.</p></blockquote>
<p><strong>Franceschini</strong>, per l’esame della vicenda, ha manifestato l’intenzione di riunire la direzione nazionale del partito, sollevando qualche dubbio da parte di <strong>Rutelli</strong> e la velata ma chiara opposizione di <strong>D’Alema</strong>.</p>
<p>Al momento non conosciamo il parere di <strong>Fini</strong> -impegnato in altra conversazione- che certamente non si sottrarrà alla prassi consolidata delle sue dichiarazioni che, come i rotoloni Regina, non finiscono mai.</p>
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