…in hac lacrimarum valle….

Pubblicato il 16 novembre, 2008 alle 6:04 pm da


La vicenda drammatica della sfortunata ragazza in coma da anni e tenuta in vita con alimentazione artificiale turba per l’avvicinarsi di una conclusione triste, decisa dal destino ed eseguita da terzi.  Ognuno di noi ha la sua opinione e, forse pilatescamente ma per fortuna, non è tenuto ad esprimerla. Il magistero morale ha doverosamente parlato in nome del cielo, i giudici hanno emesso sentenza in nome del popolo, entrambi ispirati da princìpi nobili ma inconciliabili.

Chi non si sottrae alla divulgazione del suo parere è Cossiga quanto mai brutalmente sincero:

“Io, Francesco Cossiga, già ministro dell’Interno, dichiaro che ho molto più rispetto per i militanti delle Brigate Rosse e di Prima Linea che per i giudici delle Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione.

Mentre i primi per sparare e uccidere si esponevano a essere sparati ed uccisi, i detti giudici per uccidere non hanno bisogno di sparare e di esporsi ad essere sparati e magari anche uccisi, ma basta che, non con un mefisto o in altro modo nascosti, ma solo sotto le toghe rosse guarnite di ermellino, emanino una sentenza.”

Si può solo pregare

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