Adesso, e nell’ora della nostra morte.

Pubblicato il 10 febbraio, 2009 alle 12:10 am da


Adesso, e nell’ora della nostra morte.

Te dalla rea progenie
Degli oppressor discesa,
Cui fu prodezza il numero,
Cui fu ragion l’offesa,
E dritto il sangue, e gloria
Il non aver pietà,
Te collocò la provida
Sventura in fra gli oppressi:
Muori compianta e placida;
Scendi a dormir con essi:
Alle incolpate ceneri
Nessuno insulterà.

A.Manzoni, Adelchi

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

S.Quasimodo, Acque e terre

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