C’era una volta “la vie en rose”

Pubblicato il 26 aprile, 2008 alle 4:40 pm da Piombino


lacrima.jpgA Bologna qualche giorno fa è stato eseguito il primo trapianto di spalla al mondo, parte anatomica indispensabile per alcune faccende, come accompagnare con ampio gesto la semifalcata del braccio di Beppe Grillo e seguaci nel perentorio invito che abitualmente rivolgono all’universo mondo oppure, in un uso più tradizionale, per trasportare comodamente l’ombrello e fare il collegato gesto. Ma da sempre, e ancor più di questi tempi, può servire d’appoggio all’amico/a in crisi che abbia la necessità impellente di svuotare i sacchi lacrimali. Ci si rimette la giacca ma si fa un’opera buona, purchè alla fine non si chiedano soldi in prestito.

Forse per allontanare drasticamente quest’ultima eventualità, i cugini francesi, battendo sul tempo l’estro italiano, hanno trovato una soluzione tecnologica, inventandosi un sito internet siglato VDM che raccoglie come un moderno vaso lacrimatoio le lamentele e le frustrazioni di chiunque voglia confidarsi. E’ una valvola di sfogo che rende tutti partecipi delle disavventure quotidiane piccole e grandi che capitano ad ognuno, disinnescandole.

Il repertorio è vario e si va dalle gaffes:

[Mio marito ha invitato a cena il suo principale e signora. Come aperitivo ho aperto una bottiglia di vino, ma al primo sorso, ho scoperto ch’era una schifezza e ho invitato gli ospiti a non berlo, perché ne avrei aperto un’altra. Solo allora mi sono accorta che il vino lo avevano portato loro]

e anche:

[Oggi una stagista ha cominciato da noi e subito l'ho messa in guardia dicendole di non confidarsi con il vicedirettore perchè è una carogna. Più tardi quando lui è arrivato, lei lo ha salutato: Ciao papà]

sino alle tragedie:

[Dopo alcuni anni di matrimonio senza figli ho fatto le analisi e ho scoperto d’essere sterile. Mia moglie aspetta due gemelli. Credo che avremo qualcosa da chiarire]

con grande affluenza d’internauti.

Ah! dimenticavo di dire che VDM, in francese ma con traduzione istintiva, significa “Vie de merde” e l’entrata (nel sito ! ! !) è gratuita . Comunque è meglio controllare la suola delle scarpe, quando se ne esce.

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