I sardi hanno avuto sempre un po’ di diffidenza verso il nuovo che avanza e il “privilegio” d’essere stati i primi ad assaggiare il “digitale terrestre” nelle trasmissioni televisive, facendo da cavia per esperimento e rimanendone stecchiti, li rafforza nella convinzione.
Non si contano più i litigi in famiglia: nessuno vuole avere la responsabilità del possesso del telecomando, un tempo “status symbol” dell’autorevolezza familiare e oggi patata bollente di cui liberarsi all’istante, non appena il televisore diventa balbuziente o sordomuto, proprio quando Del Piero, solo davanti al portiere… e l’assassino, di spalle e col pugnale per aria…
Bell’affare abbiamo fatto a rinunciare al vecchio analogico, che fedelmente garantiva i programmi tradizionali, pochi, maledetti ma subito.
Chi si occupa della faccenda a livello tecnico usa l’antico sistema di difesa dell’Azzeccagarbugli, la butta sul latinorum, sul gergo tecnico, con switch off, decoder di bassa qualità (quelli che ci hanno fatto comprare loro, col contributo statale), filtri d’antenna e orografia accidentata. In definitiva, una grande cag…ta, che impedisce anche di vedere canali in abbonamento, pagati discretamente.
Altrettanto dicasi per l’ADSL e le connessioni in banda larga, indispensabili per i collegamenti internet, che oggi sostituiscono la “carta e penna” d’una volta. Interi quartieri o paesi non sono stati ancora raggiunti e gli utenti sono esclusi dal mondo interattivo di cui vorrebbero far parte per diletto, studio o lavoro. Le promesse si sprecano, soprattutto sotto elezioni, ma i fatti viaggiano ancora a piedi.
Ci sono poi i casi pietosi di molti che hanno chiesto di cambiare gestore della linea telefonica (conosciamo il calvario, percorso di persona) e da mesi si affidano per comunicare ai segnali di fumo, portati “dalla pera alla mela” dalle compagnie che si rimpallano l’incapacità e la responsabilità.
C’è un solo rimedio per accorciare l’agonia di vari mesi che fa tacere il telefono di casa: dimenticare d’aver mai posseduto una linea e richiedere un allaccio ex-novo, pagandolo come sanzione per l’ingenuità dimostrata nel credere alle offerte risparmiose di società il cui patron si sta dedicando, meglio per lui e peggio per noi, ad altro.


Pubblicato il 19 gennaio, 2009 alle 7:18 pm da Terenzio