Gaudeamus igitur…

Pubblicato il 28 ottobre, 2007 alle 3:03 pm da


cagliari-1854-vista-dal-quartiere-di-castello.jpgLa tutela dei centri matrice, una delle tante perle del Piano Paesaggistico Regionale di Soru, blocca qualunque intervento che modifichi l’aspetto degli edifici del Centri Storici. Non che prima ci fosse la giungla normativa, tutt’altro: Ozieri s’era dotata di un piano particolareggiato del Centro Storico, costato oltre 400.000.000 di £ire (diconsi quattrocentomiloni di £ire) che permetteva, usando materiali tradizionali, di livellare l’altezza degli edifici o di rifare la facciata. Qualche ingenuo concittadino aveva persino comprato un rudere con l’intento di restaurarlo per benino e poi viverci.

Ora è tutto bloccato.

Ogni progetto dev’essere coerente al piano regionale e son previste solo “ristrutturazioni guidate” col benestare dell’Ufficio Tutela del Paesaggio, osservando il “catalogo tipologico delle opere esterne”.

Restano sospesi, nel mentre a Cagliari si studia e si compulsa, “cinque o sei progetti” ha dichiarato l’assessore esterno Mundula, in risposta alle rimostranze dell’opposizione ed in difesa delle cagate partorite a Cagliari, ma i cui schizzi arrivano su tutti i sardi, delle coste o dell’interno.

In definitiva sono consentite -per ora- le modifiche interne: sostituire il lavello di cucina, tinteggiare le pareti (con le finestre chiuse, ad evitare che qualche maldestro imbianchino mandi una goccia di pittura a macchiare il muschio sulle facciate). Controversa la facoltà di sostituire le tegole rotte, ma si chiuderà un occhio, ha ufficiosamente assicurato l’assessore. Per lo spostamento della porta del cesso, previa comunicazione ad Abbanoa, occorrerà il nulla-osta dei Vigili del Fuoco (trattasi pur sempre di luoghi dove c’è emanazione di gas); si potrà omettere il parere dell’Ufficio Tutela del Paesaggio purchè il vetro della porta non sia trasparente ma smerigliato. Per la sostituzione della targhetta col cognome sulla porta occorrerà la comunicazione, anch’essa previa, all’Agenzia delle Entrate (se trattasi del portoncino d’… ingresso, ovvio) e sottostare alla normativa sulla privacy. L’Autority vigila, è pagata, e anche discretamente, per questo.

Chi s’oppone e protesta è un disfattista ed un esagerato. Sono stati solo posti dei “punti fermi”, ha sostenuto un certo Fae, anche lui intruppato nel battaglione de minimis, schierato a difesa del Governatore. Se non possono negare, minimizzano, come quel genitore che, avvisato da un amico che la figlia, dietro l’angolo, era intenta ad un rapporto di 1° tipo -[quello più tradizionale]- con un baldo giovanotto e sbuffava come un treno, precipitatosi a constatare, rientrava più rasserenato, commentando: “Iiihhh…!!! Come un treno…!!!”.

A tutti loro: buon viaggio! per andare dove penso io.

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