
Le belle piazze della Provincia di Sassari sono perseguitate da una qualche maledizione, almeno quelle che per “farsi belle” hanno usato il granito.
Nel capoluogo la pavimentazione del salotto di piazza d’Italia, appena rifatta con lastre di granito, ha dovuto essere solcata da scolatoi per l’acqua piovana ristagnante.
Il re Vittorio Emanuele II, dall’alto del suo monumento, al quale nonostante l’aria sonnacchiosa nulla sfugge, ha riso (amaro) sotto i baffi. Alcuni infreddoliti passanti giurano di averlo sentito parlare al cellulare con Giuseppe Garibaldi che, ad Ozieri, gli ha confermato di essersi ormai rassegnato, dopo la caduta di brazzos e coddos, a girarsi con tutto il mezzobusto per non vedere l’ennesimo rifacimento-rattoppo delle lastrine di granito messe come un placcaggio sul piano stradale e di calpestio dell’Orto del Conte, che egli ha avuto in comodato dal conte Toufani.
Per una volta, a causa del granito, monarchici e repubblicani si son trovati d’accordo: che schifo!


Giorgio
2 years ago
In effetti la pavimentazione dell’orto del conte spesso cede, forse sotto il peso eccessivo del traffico cittadino; ma di chi è la colpa?
Della ditta che ha eseguito i lavori? Oppure dell’amministrazione cittadina che non ha pensato al fatto che un materiale così non potesse risultare adatto ad una sede stradale?
E noi paghiamo!
tom.cat.
2 years ago
Il granito andrebbe benissimo, se fosse dello spessore adatto. Lastre di 8-10 cm. si frantumano sotto il peso dei veicoli, soprattutto se posate su un piano di sabbia. Se fossero, come si usava in passato, spesse 20 o 30 cm. (ad es. quelle in via Roma) non si spezzerebbero. Sulle colpe, non mi pronuncio: Pogettista, Impresa costruttrice, Ufficio Tecnico Comunale, Amministrazione Comunale del tempo?
Occorrerebbe decidere drasticamente di sostituirle, se non si vuole continuamente riparare, con costi alla lunga più alti.