Il paese delle meraviglie

Pubblicato il 3 agosto, 2010 alle 6:46 pm da


Il paese delle meraviglie

I pochi giorni nei quali ho fatto riposare la tastiera hanno portato tante novità nello scenario italiano. Di quelle grosse sono pieni i giornali e nessuno, me compreso, sente la necessità di ruminarci, anche se qualcuna potrebbe causare paratrac più grandi di quelli ai quali siamo ormai abituati.

Nell’epopea tragicomica della Grande Guerrra del PdL c’è la battaglia campale, con strateghi, truppe e colonnelli, ampiamente illustrata dai telegiornali e dalla carta stampata, ma ci sono anche tante scarmucce di fiancheggiamento fastidiose per le fazioni contrapposte ma divertenti per chi osserva da lontano.

In questa lotta semisotterranea nessuno è risparmiato, tutti gli armadi vengono svuotati alla ricerca non solo degli scheletri ma anche di qualunque ossicino possa nascondervisi. E’ così che si rivolta il passato dei diretti interessati e di chi gli possa a qualunque titolo essergli vicino, sia esso parente, affine, collaterale o interlocutore telefonico.

Sulla graticola mediatica si finisce ad es. per case donate al Partito, ubicate in un Principato tanto ameno che addirittura viene chiamato Paradiso, seppur solo “fiscale”, e poi vendute, rivendute e ricomprate da misteriosi abitanti di altri Paradisi (mica ce n’è solo uno!) e infine utilizzate, con regolari rogiti, registrazioni e volture catastali, da un giovane rampollo di una famiglia baciata dalla fortuna.

Eh, si, perché in questa famiglia la Fortuna s’è permessa di bussare più volte, insistendo fin quasi a sfondare la porta.

Una giovane rappresentante (che chiameremo Tizia) della schiatta infatti è stata “accasata” per qualche anno con un riccone (che chiameremo Caio) che, per salvare il patrimonio prima che i creditori ci mettessero sopra le mani, afferma di averla “utilizzata” come prestanome intestando a lei e ai suoi familiari ogni bene. Implicita, sempre a suo dire, l’aspettativa di una restituzione, una volta passata la bufera.

Solo che, tra un temporale e l’altro, la signora/ina Tizia ha trovato un’altra soluzione di vita, diciamo più istituzionale, e ha messo su famiglia con Sempronio e di retrocedere a Caio, primitivo sedicente proprietario, quanto ricevuto non ha intenzione.
Perché, come sostengono gli avvocati ovviamente chiamati a tutela:

“I beni mobili e immobili indicati da [Caio] nell’atto di citazione sono stati acquistati con denaro proprio della [Tizia] e della sua famiglia. In particolare, l’acquisto dei suddetti beni e’ avvenuto con i ricavi di una vincita all’Enalotto e con gli ulteriori risparmi dei genitori della [Tizia]. Di tale circostanza la nostra assistita ha fornito ampia prova documentale, dimostrando, in particolare, che la vincita all’Enalotto era di sua esclusiva pertinenza e che, addirittura, dopo l’incasso della somma, una parte cospicua di essa, esattamente Lire 1.100.000.000 (un miliardo e cento milioni), e’ stata messa a disposizione del [Caio] con l’espresso incarico di provvedere a gestirla in proficui investimenti nell’interesse della medesima. Tale somma non e’ mai stata restituita dal [Caio], con la conseguenza che la Sig.ra [Tizia] si e’ trovata costretta a svolgere apposita domanda di restituzione nel giudizio civile”.

Ora, dopo reso il dovuto riconoscimento all’Enalotto, non ancora Super ma già capace di creare miliardari, dopo aver giocato, insieme con Sempronio, col coniglio bianco, la lepre marzolina e il cappellaio matto, tornando alla realtà ci chiediamo:

ma stiamo rincoglionendo tutti?

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