I pochi giorni nei quali ho fatto riposare la tastiera hanno portato tante novità nello scenario italiano. Di quelle grosse sono pieni i giornali e nessuno, me compreso, sente la necessità di ruminarci, anche se qualcuna potrebbe causare paratrac più grandi di quelli ai quali siamo ormai abituati.
Nell’epopea tragicomica della Grande Guerrra del PdL c’è la battaglia campale, con strateghi, truppe e colonnelli, ampiamente illustrata dai telegiornali e dalla carta stampata, ma ci sono anche tante scarmucce di fiancheggiamento fastidiose per le fazioni contrapposte ma divertenti per chi osserva da lontano.
In questa lotta semisotterranea nessuno è risparmiato, tutti gli armadi vengono svuotati alla ricerca non solo degli scheletri ma anche di qualunque ossicino possa nascondervisi. E’ così che si rivolta il passato dei diretti interessati e di chi gli possa a qualunque titolo essergli vicino, sia esso parente, affine, collaterale o interlocutore telefonico.
Sulla graticola mediatica si finisce ad es. per case donate al Partito, ubicate in un Principato tanto ameno che addirittura viene chiamato Paradiso, seppur solo “fiscale”, e poi vendute, rivendute e ricomprate da misteriosi abitanti di altri Paradisi (mica ce n’è solo uno!) e infine utilizzate, con regolari rogiti, registrazioni e volture catastali, da un giovane rampollo di una famiglia baciata dalla fortuna.
Eh, si, perché in questa famiglia la Fortuna s’è permessa di bussare più volte, insistendo fin quasi a sfondare la porta.
Una giovane rappresentante (che chiameremo Tizia) della schiatta infatti è stata “accasata” per qualche anno con un riccone (che chiameremo Caio) che, per salvare il patrimonio prima che i creditori ci mettessero sopra le mani, afferma di averla “utilizzata” come prestanome intestando a lei e ai suoi familiari ogni bene. Implicita, sempre a suo dire, l’aspettativa di una restituzione, una volta passata la bufera.
Solo che, tra un temporale e l’altro, la signora/ina Tizia ha trovato un’altra soluzione di vita, diciamo più istituzionale, e ha messo su famiglia con Sempronio e di retrocedere a Caio, primitivo sedicente proprietario, quanto ricevuto non ha intenzione.
Perché, come sostengono gli avvocati ovviamente chiamati a tutela:
“I beni mobili e immobili indicati da [Caio] nell’atto di citazione sono stati acquistati con denaro proprio della [Tizia] e della sua famiglia. In particolare, l’acquisto dei suddetti beni e’ avvenuto con i ricavi di una vincita all’Enalotto e con gli ulteriori risparmi dei genitori della [Tizia]. Di tale circostanza la nostra assistita ha fornito ampia prova documentale, dimostrando, in particolare, che la vincita all’Enalotto era di sua esclusiva pertinenza e che, addirittura, dopo l’incasso della somma, una parte cospicua di essa, esattamente Lire 1.100.000.000 (un miliardo e cento milioni), e’ stata messa a disposizione del [Caio] con l’espresso incarico di provvedere a gestirla in proficui investimenti nell’interesse della medesima. Tale somma non e’ mai stata restituita dal [Caio], con la conseguenza che la Sig.ra [Tizia] si e’ trovata costretta a svolgere apposita domanda di restituzione nel giudizio civile”.
Ora, dopo reso il dovuto riconoscimento all’Enalotto, non ancora Super ma già capace di creare miliardari, dopo aver giocato, insieme con Sempronio, col coniglio bianco, la lepre marzolina e il cappellaio matto, tornando alla realtà ci chiediamo:


Avv. Entore
1 year ago
Il “male della pietra” si sta diffondendo più della “spagnola”.
Dopo la cricca Balducci/Anemone che ha inguaiato Bertolaso e Scajola gli immobili (a Montecarlo…) diventano la buccia di banana che rischia di far sbattere il grugno al giustizialista “Sempronio”: la Procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per chiarire i passaggi della proprietà ex-AN dal partito all’ …arrivato.
E se, per ipotesi, ci scappasse un avviso di garanzia e ipoteticamente fosse indagato, Fini si dimetterebbe?
Avv. Entore
1 year ago
Dalle dichiarazioni che il Corriere attribuisce a Lucianone GAUCCI si apprende che Fini abita in una casa che era di sua proprietà e ch’è passata alla sua ex, oggi convivente del Presidente della Camera!
Con grande finezza conclude: “prima si è riempita la pancia e poi si è alzata da tavola”.
Don Perignon
1 year ago
Tremenda, dal punto di vista umano e comunque la si pensi politicamente, l’intervista al Corriere di V. Sgarbi, “il massimo esperto di gnocca” come si definisce. A parte i sottintesi e la “disinvoltura” dell’intervistato che fa intravvedere una “fauna” di arrivisti ed arrivati che lui pare conoscere e frequentare, ci sono delle espressioni di rara cattiveria:
“… abbiamo sopravvalutato Fini e sottovalutato la Tulliani… Eppure era una curva ben segnalata. Mi sembrava impossibile andarci a sbattere.”
“… Una cosa mi insospettiva però: Fini non l’ha mai tradita. È un comportamento anomalo, una persona normale tradisce la moglie. Se non lo fa è perché si sente inferiore.”
Tutto questo cinismo di Sgarbi può essere dovuto a due situazioni: o ha capito tutto o non ha capito niente.
Pupo
1 year ago
Mi sa che invece a capito tutto!!