Anche Ozieri ha il suo Bossolino.
Leonardo è entrato nel ruolo di piccolo boss (un processo di transfert?), ci si trova bene e, sul suo territorio, come “don Antonino” d’Afragola in Campania, vuol dettare legge senza pagare pegno. O meglio, ci tenta, convinto che tutti i suoi concittadini abbiano gli stessi timori riverenziali che nei suoi confronti mostra il suo entourage, miracolato dal risultato elettorale e che, nei primi 6 mesi di bonaccia amministrativa, ha iniziato ad assaporare l’ebbrezza del potere.
Questa volta però ha fatto il passo più lungo della gamba (ooohhh, questione di centimetri!) ed è rimasto sorpreso dalle reazioni suscitate, costretto a negare, minimizzare, troncare e sopire, salvo poi smentire coi fatti il sodalizio coi capi-bastone romani e cagliaritani.
Forse spintosi troppo in avanti con l’accondiscendenza alle pressanti richieste concordanti e concentriche (da Soru a Morittu, con forse qualche avance Parisienne), dopo aver detto tanti SI non è riuscito a dire un NO. Convocato d’imperio, lo sventurato rispose e si precipitò, letteralmente a rotta di collo, a Cagliari per essere al fianco della coppia padrona del bastone e della carota, assiso tra coloro che contano.
Il bastone per ora l’hanno assaggiato i dimostranti al Porto Canale [che finalmente col traffico dei rifiuti ha trovato il suo core-business dato che il traffico dei containers è crollato] i quali hanno sperimentato la voglia di rivalsa dei poliziotti, sempre e ovunque tenuti a freno dai superiori a loro volta comandati dai ministri di polizia. E per una volta liberi e anzi aizzati contro manifestanti non allineati al regime, e gratificati dal loro lavoro, autorizzati finalmente a darle e non obbligati come sempre a prenderle. Anche il questore ha fatto la faccia feroce, tanto, tanto Amato.
La carota è quella fatta intravvedere da lontano (come vista non è un’aquila) a Ladu, affamato di risultati, magnificati ai compagni prima del voto ma dimostratisi finora impalpabili ed evanescenti come miraggi, e con l’acquolina in bocca per quanto promessogli nel porto delle nebbie dai marpioni.
Ma attenzione Leonardo, rischi di finire sommerso prima dalla “munnezza” e poi dal dissenso. La gente talvolta fa presto a togliersi il prosciutto (o la mortadella) dagli occhi, rendendosi conto che l’operazione “alga-pro-pane” [riedizione in sporco dell'irachena "oil-for-food"] presenta solo ed esclusivamente aspetti negativi, anche gravi secondo il parere dell’Istituto Superiore di Sanità (clicca qui), senza neanche un piccolo vantaggio se non qualcuno contrabbandato come tale ed invece semplicemente dovuto.
Insomma di quella che un tempo era l’ottima mozzarella di bufala campana, noi rischiamo d’avere solo la bufala.
La mozzarella continueranno a mangiarsela gli altri.


Pubblicato il 11 gennaio, 2008 alle 7:08 pm da Chirone