Lucevan le stelle, e olezzava la terra…

Pubblicato il 15 ottobre, 2010 alle 6:09 pm da


Lucevan le stelle, e olezzava la terra…

“C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole,

anzi d’antico: io vivo altrove, e sento

che sono intorno nate le viole.”

scriveva malinconico Pascoli, in tempi in cui gli impianti di compostaggio non esistevano e ci si “accontentava” di un piccolo mondezzaio ai limiti dell’abitato, ogni città o villaggio il suo. Un secolo dopo, ma ormai da molti mesi, l’atmosfera ozierese è cambiata, s’è come arricchita d’un afrore diffuso e fluttuante che diventa inebriante quando zefiro sbuffa.

Scendendo dalla poesia alla prosa, una puzza penetrante, dolciastra e nauseabonda aleggia sulle colline ozieresi e penetra in ogni pertugio. Dopo i primi reciproci dubbi e sospetti sulle emissioni soffocate dei propri congiunti, capaci d’ingannare l’udito ma non l’odorato, la verità, dura seppure intangibile, è affiorata e s’è individuato il colpevole. Non ci si può prendere oltre per il naso: è l’impianto di compostaggio di Coldianu il colpevole.

“Sa disgarriga” d’un tempo, che bonariamente smaltiva gli scarsi rifiuti ozieresi, s’è trasformata in un impianto industriale che accoglie ed inghiotte la parte più fetente dei residui alimentari di mezza Sardegna. Siccome nulla si crea e nulla si distrugge, il suo compito è di trasformare i rifiuti “umidi” in un solido fertilizzante da restituire al suolo, evitando però di produrre una frazione gassosa che per forza di cose ha scelto per domicilio Ozieri.

L’impalpabile problema diventa ogni giorno più tangibile e Leonardo non ci dorme la notte. Ogni mattina, appena alzato, fiuta il vento, ma quello che sente non è aroma di caffè o di pane fresco. E’ la maledizione di Bassolino: i rifiuti sono stati sempre la sua croce, da quando s’era detto favorevole ad accogliere quelli napoletani ad oggi che deve smaltire quelli sardi.

Sembrava che le cose si stessero mettendo bene, così aveva sostenuto Mundulone, assessore all’ambiente, un professionista della chimica organica ed inorganica che, da dilettante, aveva dato filo da torcere al Consorzio Industriale (s’era arrivati alle querele) per via dei depuratori sofferenti. Con l’abolizione dei Consorzi Industriali, dopo il commissariamento, le competenze sarebbero cadute tra le braccia del Comune, nella persona dell’assessore all’ambiente, finalmente placato nella sua furia anti-consortile.  Chilivani Ambiente avrebbe distillato miele per le casse comunali e Mundulone già si vedeva come l’ape regina al centro dell’alveare.

Invece questo maledetto miasma allontana le simpatie dei cittadini e degli elettori e specialmente di quelli di sinistra che, essendo “trinariciuti” come sosteneva Guareschi, soffrono maggiormente della pessima qualità dell’aria. Con notevole aggravio di spese, tra l’altro.

Hai voglia convocare Conferenze di Servizio ed invocare soluzioni da Provincia e Regione! Anzi, con la scusa dell’emergenza, scaricano (e quel ch’è peggio, fanno scaricare!) tutto su un povero sindaco che vede avvicinarsi le elezioni e va di continuo lamentando: “Non tira una buona aria!”

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