George Orwell lo aveva ipotizzato e previsto nella “Fattoria degli animali” che solo un maiale, Napoleone, avrebbe esercitato il potere assoluto di vita e di morte stabilendo che “la legge è uguale per tutti, ma per alcuni è più uguale”.
Oramai è evidente: l’animale più vituperato nell’universo mondo, rifiutato e reietto come impuro da alcune religioni per le quali anche la sola idea del suino è contaminante, disprezzato persino da chi invece ne apprezza tutto e non getta via nulla, tranne la puzza e i grugniti, si vendica sull’uomo.
Il quale sfrutta le sue carni, le sue setole e il suo sangue e abusa persino del suo nome per insultare un consimile e infamare col titolo della sua femmina -nell’esercizio delle sue funzioni- e bollare a fuoco le abitudini disinvolte e generose di signore e signorine.
Solo Sant’Antonio abate ne apprezzava le virtù e la compagnia, in questo e nell’altro mondo, avendoselo portato all’inferno dove, mettendo scompiglio tra i diavoli, permise al santo di recuperare alcune anime che rischiavano di restarci. Sfruttò l’occasione per dar fuoco al suo bastone, portandolo agli uomini che idealmente accendono ancora oggi i “fogaroni” in suo onore, il 17 di gennaio, e perciò protegge chiunque col fuoco abbia a che fare, pompieri per primi. Ma è anche protettore dei seppellitori, perchè per un certo periodo visse da eremita dentro un’antica tomba scavata in una roccia e, ultracentenario e prossimo a morire, chiese di essere seppellito in un luogo segreto,così che il suo corpo non potesse essere venerato.
Usava il grasso del suo animale prediletto come unguento per lenire i dolori delle pustole dell’”Herpes zoster” (o “fuoco di S.Antonio” appunto), malattia virale come quella che in Messico ora il maiale, per ricambiarlo di tutte le sue attenzioni, ha trasmesso all’uomo e che, generosamente, l’uomo ha fatto propria, distribuendola a tutti.
Dubito che si possa esser grati di tanta generosità, che sicuramente arriverà anche tra noi, nonostante (o anzi proprio perché) Frattini escluda un qualche pericolo per l’Italia.
Stretti tra mortadella e salame –ognuno ha i suoi gusti- e con tante “testa in cassetta” in circolazione, per scamparla dovremmo avere proprio un bel “culatello”.
O pregare Sant’Antonio abate, il grande.
+++++++++++++ATTENZIONE+++++++++++++++
Chi volesse saperne di più sull’influenza suina può collegarsi al sito del GOVERNO ITALIANO


H2SO4
2 years ago
E se il porco fosse innocente e la faccenda fosse solo una “porcata” esclusivamente umana, magari con qualche virus sfuggito di mano ad un laboratorio o sperimentatore per ora sconosciuti?
Nel 1999 scriveva la bella rivista Newton -cessata oltre 1 anno fa- che:
“La guerra batteriologica risale almeno al 1347 quando truppe tartare, impegnate nell’assedio del presidio genovese di Caffa sul Mar Nero, catapultarono all’interno della fortezza cadaveri di appestati.
Trasportata dalle navi dei genovesi in fuga, la Morte Nera sbarcò in Europa dove sterminò in appena tre anni 20 milioni di persone.
Quattro secoli dopo, la propagazione intenzionale di infezioni sconosciute e quindi micidiali per le popolazioni nemiche costella l’espansione del colonialismo europeo: nel 1763 Sir Jeffrey Amherst, governatore della “Nova Scotia” diffonde tra i pellerossa coperte infettate di vaiolo; più o meno nello stesso periodo gli inglesi mandano tra i Maori (che popolavano allora la Nuova Zelanda) gruppi di prostitute infettate dalla sifilide: ben presto le popolazioni indigene sono sterminate e le loro praterie sono finalmente “terra vergine” per i coloni europei….. ”
Oggi, riferendosi agli USA:
“… la manipolazione del DNA, e quindi del patrimonio genetico, che permette di inventare e creare microrganismi assolutamente sconosciuti al nemico ma ben studiati dall’attaccante che può, quindi, vaccinare preventivamente le proprie popolazioni o truppe (o accatastare determinati farmaci), prima di sferrare l’attacco. Spronato dai militari e dalle multinazionali della biotecnologia, le armi batteriologiche, grazie ad un incremento di budget annuale di 900 milioni di dollari, ritrovano il loro posto negli arsenali…”
H2SO4
2 years ago
Anche la stampa internazionale si mette degli interrogativi sulla pandemia virale che sta esplodendo: le Figaro conferma che, come sostiene l’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (OIE), “fino ad oggi, il virus H1N1 non è stato isolato negli animali. Non è pertanto giustificato l’uso della denominazione “influenza suina”. L’OIE ha preferito il nome di influenza nel Nord America. Inoltre quasi tutti i casi umani sono giovani adulti urbani che non sono mai stati in contatto diretto con il virus H1N1. Un’altra domanda senza risposta: perché in Messico sobo stati già contabilizzati 149 decessi per 1.600 casi di “influenza del Nord America”, mentre nessuno dei circa 40 casi negli Stati Uniti sono stati fatali? Difficoltà di accesso alle cure, i problemi finanziari o le caratteristiche genetiche delle popolazioni in Messico? Non lo sappiamo.”
L’atroce sospetto è che si tratti di un virus “selettivo” in grado di colpire determinati “ceppi” umani, risparmiandone altri. Troppo “bello” per un’eventuale arma biologica.