Il Sudafrica è alla ribalta non solo per il Mondiale di Calcio –ahinoi!!!- e per le maledette trombette che gli hanno fatto da contorno ma anche per altre “curiosità” come quella che, pare secondo il Corriere delle Sera, abbia il record mondiale di stupri contro le donne.
Ha quindi una sua logica che una rappresentante del gentil sesso, a difesa del suo genere, cercasse un qualche rimedio preventivo al grave problema, devastante per il corpo e per l’anima di chi lo subisce.
Ma, pur non essendo cultore della materia, non mi pare che la soluzione tecnica proposta (un preservativo con uncini interni), ispirata alla nassa che intrappola l’aragosta, abbia possibilità di successo. E non per motivi umanitari verso il bruto ma per compassione per la vittima.
Salvo errori ed omissioni, per permettere la rintracciabilità dell’assalitore, la signora/ina (escludiamo le bambine) dovrebbe preventivamente e costantemente infilarsi il “coso” nella “cosa”, così, routinariamente, prima di uscire, dopo il colpo di spazzola, il fondo tinta ed il rimmel? E se il fattaccio avviene tra le mura domestiche?
Tenendo conto che l’aggeggio non impedisce un bel niente ma permette solo di far pagare le conseguenze al porco. Che però diverrebbe furioso accorgendosi d’essere stato arpionato.
Nel caso se ne accorgesse “prima” e tentasse altre soluzioni, il trauma come si eviterebbe?
Ai posteri (senza doppi sensi) l’ardua sentenza.


Pubblicato il 24 giugno, 2010 alle 5:41 pm da Piombino