L’estensione alle altre regioni della porcheria del digitale terrestre, con le proteste che inevitabilmente produrrà, potrebbe far migliorare le cose anche in Sardegna, che ha fatto da cavia e dove i risultati fanno schifo.
Ma i sardi, come al solito, sono facili alla rassegnazione e s’accontentano di vedere/non vedere i molti programmi televisivi teoricamente disponibili ma di fatto oscurati, per cui accettano senza protestare il peggioramento del servizio.
O forse non è rassegnazione ma furba condiscendenza, perché così hanno la giustificazione per sottrarsi alla visione e all’ascolto delle tante scemenze messe in onda.


Piombino
2 years ago
Come previsto, oltre il malumore sardo comincia a manifestarsi quello “continentale” che speriamo ottenga risposte migliori dai padroni dei canali… intasati.