Saul, Saul, perchè mi perseguiti?

Pubblicato il 26 novembre, 2008 alle 6:16 pm da


Secondo l’Agenzia adn-cronos , l’ufficio di presidenza della Regione Sarda avrebbe comunicato:

“Il presidente Soru in questi giorni aveva più volte sottolineato quanto fosse importante approvare in modo compatto la legge Urbanistica ma così non è stato. Comunque vadano le cose il governatore si ripresentera’ alle prossime elezioni. Se si ricompatterà la maggioranza per poter far approvare due provvedimenti importanti per l’Isola, come la legge Urbanistica e la legge Finanziaria, il presidente Soru potrebbe ritirare le sue dimissioni”.

La vecchia tattica del bastone e della carota, per infliggere il colpo da k.o. alla maggioranza interna che ha la strana pretesa di comandare al suo posto, dopo i tanti sacrifici fatti, non ultimo l’acquisto dell’Unità, per ridare voce al vacillante Veltroni. Il quale infatti subito s’è sgolato per esprimere solidarietà al Tirannosorus e reprimere i “moti antifeudali” dei reprobi dissidenti, adombrando sconfitte memorabili e dannazioni eterne per chi non si piegherà. Nessuno viene sfiorato dal dubbio che quelle norme previste da Soru nel Piano Paesaggistico possano essere realmente dannose per migliaia di sardi, delle coste ma sopratutto dell’interno. Appena ha voluto modificare “su connottu” nelle campagne, impedendo la costruzione anche di un minimo “pinnettu”, è arrivata la fucilata da dietro il muretto. Se mortale o meno dovranno deciderlo quelli che hanno sparatao, per ora solo ferendo. Molti i loro dubbi:

  • Il rischio d’essere colti impreparati da elezioni ravvicinate, dalle quali verrebbero esclusi perché non ricandidati, farà percorrere ai ribelli recidivi la via di Damasco? La tentazione è forte. Qualche ribelle di vecchio pelo è stato folgorato dal pentimento, è stato riciclato ed è finito al Termovalorizzatore del Casic, come presidente! In fondo Soru, se ti arrendi e alzi le mani (anche una sola è più che sufficiente) mica ti mangia.
  • Oppure dar vita in fretta e furia ad un nuovo partito, smembrando la creatura-frankenstein del PD, messa insieme unendo vari pezzi e nata handicappata in tutt’Italia e appesantita in Sardegna dal fardello-Soru? Con tutti i rischi da correre e le vendette certe? I richiami dei referenti romani otterranno la resa?

Dalla vicenda Soru uscirà comunque alla grande, in un caso o nell’altro, pronto a ributtarsi nella mischia, anche a livello nazionale, data la notorietà crescente ed il nanismo diffuso della concorrenza, con un alone di cavaliere senza paura (sulle macchie eventuali non ci pronunciamo).
Per ora il PD qualche pezzo lo perde sul serio, come Mariuccia Cocco, prestata dalla Caritas alla lista personale di Soru, evidentemente delusa, tanto da sentirsi “imbavagliata”. Ha comunicato la fuoriuscita dal PD e l’ingesso nel Gruppo Misto:

“Il Pd manca d’identità, non ha riferimenti culturali e non ci sono le condizioni per uno sviluppo armonico. Inoltre, la leadership di Veltroni forse non è adeguata al ruolo. Il Pd mi sembra un tritacarne, senza un’azione politica a livello nazionale. A livello regionale l’attività politica del partito è ancora svolta da capitribù, che fanno una vecchia politica. […] Dentro il Pd ci sono troppe beghe interne che hanno lacerato il partito, con esibizioni da avanspettacolo, davvero poco dignitose. Pochi hanno pensato al bene della Sardegna e dei sardi. C’è un’aria irrespirabile per lacerazioni interne molto più forti di quel che si può immaginare dall’esterno. Il centrosinistra ha fallito, non ha più avuto l’inclinazione naturale di stare dalla parte dei poveri. E neppure il centrodestra al momento dimostra attenzione verso questi aspetti. E’ una delusione condivisa da tanti, anche da chi non se n’è andato. La mia decisione non è collegata alle dimissioni comunicate dal presidente Soru ieri in Aula. Avrei voluto annunciarle in sede di dichiarazione di voto finale sulla legge urbanistica, ma non è stato possibile. Ho bisogno di un periodo di riflessione.”

Non saremo noi a negarglielo.

Della Destra, inesistente quanto il cavaliere di Calvino, parleremo quando darà segni di vita.

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