Pur rinunciando al paraocchi del moralismo e ancora di più al richiamo forcaiolo gridato da chi è senza peccato, tutti siamo incazzati e sbalorditi dalla sfacciataggine di tanti personaggi, politici e ancor più boiardi di Stato, che con disinvoltura, e seppur con rintracciabili assegni circolari, maneggiano soldi non loro, facendoli diventare privati da pubblici che erano. La collezione di misfatti è lunga, larga e conosciuta ma nel mare di melma qualche perla affiora e non ve ne voglio privare.
Angelo Balducci l’ormai famoso “Gentiluomo di Sua Santità” nonché presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, già Provveditore delle opere pubbliche del Lazio e socio del costruttore Diego Anemone –benefattore dell’umanità- si difende ma con affanno: «Corrotto io? Non ne ho bisogno, guadagno 2 milioni di euro l’anno».
Può permettersi qualche gesto di generosità… La Stampa gli dedica un po’ d’attenzione:
“Che Balducci abbia un conto corrente presso lo Ior (Istituto per le Opere di Religione, la banca-cassaforte vaticana, ndr) fu lui stesso a dirlo a un magistrato. Era qualche anno fa e lo interrogava il pm di Potenza, il giovane Henry John Woodcock, il quale, intercettando le telefonate del cerimoniere pontificio, monsignor Franco Camaldo (coinvolto nell’inchiesta sugli affari di Vittorio Emanuele di Savoia), fu incuriosito da un misterioso bonifico di Balducci al monsignore. Questa fu la spiegazione di Balducci: siccome monsignor Camaldo, suo fraterno amico, era stato truffato nel corso di una spericolata operazione immobiliare, ed era giù di morale, lui aveva deciso di aiutarlo con un prestito di 280 mila euro a fondo perduto.”
Gli amici si vedono nel momento del bisogno…
“Camaldo diede una risposta ancora più sorprendente: aveva partecipato a una operazione per comprare a Marino, nei Castelli romani, la villa principesca che era appartenuta a Carlo Ponti e Sofia Loren per farne la sede di una associazione massonica, ma il tutto si era rivelato una truffa e perciò era ricorso a Balducci.”
Più che di amici quindi si trattava quindi di Fratelli, tutti operanti nello stesso ambito… edilizio: chi muratore, chi costruttore, chi appaltatore.
Il monsignore però ha evidentemente equivocato. Non ere questo che Lui intendeva dicendo: ”Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò…”


Pubblicato il 19 maggio, 2010 alle 6:27 pm da Terenzio