“Settantadue ore di sciopero della fame contro la disaffezione dei fedeli nei confronti della messa” e’una notizia tanto clamorosa da occupare le pagine dei giornali ed i dispacci d’agenzia. Un Parroco del trevigiano, fa sapere l’adnkronos, “da domenica a mercoledi’ notte e’ rimasto in chiesa a pregare e a leggere meditazioni sulla Madonna, conceden- dosi solo acqua, per richiamare l’attenzione delle pecorelle smarrite. Ha dormito otto ore in tutto ripercorrendo la strada del messaggio di Gandhi: ”E’ stato un gesto estremo, un’intuizione, un messaggio d’affetto ma anche un appello alla comunità. […] il maggior cruccio di genitori e nonni e’ vede re i loro ragazzi snobbare la messa. E allora, pen sando proprio ai genitori che per il bene dei figli rinunciano anche al cibo, a Gandhi e ai cattolici che si sono sacrificati, mi e’ venuta l’idea del digiuno. Ho voluto combattere l’anoressia spirituale. […] In quelle ore ho scritto una lettera personalizzata a tutti gli abitanti dai 20 ai 40 anni non sposati, con l’esortazione: ‘Vedi tu se e’ giunto il momento di ritornare in chiesa’. L’ho fatta consegnare da genitori e nonni e so che piu’ di un destinatario si e’ commosso.”
E’ un episodio sconvolgente che veramente attanaglia, commuove e porta al pianto, per come è ridotta la Chiesa di Roma se persino un “unto del Signore” si convince che “settantadue ore di sciopero della fame” siano un sacrificio di mortificazione della carne e d’arricchimento spirituale tale da permettergli d’intercedere per la (ri)conversione dei suoi fedeli. Per di più ispirato a Gandhi (e Pannella e Ferrara, no?) per mancanza d’esempio ed imitazione d’anacoreti ed eremiti spiritualmente e confessionalmente più vicini.
Semplice, trascurabile e piccola dimenticanza quella dei quaranta giorni di digiuno e cattiva compagnia patiti da Gesù nel deserto (remember: Quaresima ?) al termine dei quali sancirà: “non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4,4).
L’agenzia continua e termina: “E dopo il digiuno il parroco ha “mangiato due bruschette preparate dalle parrocchiane, ma non avevo fame, avrei potuto continuare la meditazione senza cibo. Non l’avevo mai fatta, ma sono stato da Dio“.
Sia fatta la Tua volontà, con aglio, olio e peperoncino. Accompagnata da un bicchiere di Blasfemia DOC d’annata.


Pubblicato il 8 maggio, 2009 alle 5:22 pm da Domenico