Noi siam come le lucciole, viviamo nelle tenebre..

Pubblicato il 3 dicembre, 2007 alle 7:59 pm da


Il persistente atteggiamento normativo di chi detiene ovunque in Italia anche un briciolo di potere rasenta l’ossessione monomaniacale.illuminazioni-penetranti.jpgTutto dev’essere regolamentato e prescritto, ogni aspetto economico, sociale, comportamentale, ogni gesto della nostra vita collettiva, e sempre più anche di quella strettamente personale e individuale. Nessun gesto o attività umana ha diritto a tutela se non ricompreso in un codice, legge, regolamento, delibera o circolare. Qualunque comportamento non conforme è sottoposto a sanzione, in un mondo sempre più orwelliano, col Grande Fratello che ci spia 48 ore al giorno con tutti gli occhi e gli orecchi elettronici di cui dispone e che noi gli mettiamo con generosità a disposizione, lasciando tracce e scie elettroniche ovunque (cellulari, bancomat, password). Finora, che si sappia, ha rinunciato ad utilizzare il naso come organo di senso per l’acquisizione di ulteriori dati, immagino per quale motivo, ma non è detta l’ultima parola.

Il Fisco per esempio sta tentando d’utilizzarlo per smentire con la tecnologia più moderna il detto pecunia non olet, seguendo le tracce odorose del denaro, che qualche puzzo lo emana (non dimentichiamo, è pur sempre lo sterco del diavolo!). Magari unendo il diletto voyeristico di conoscere gli affari nostri con l’utile della tassazione prossima ventura di 1,5 €uro dovuto per l’emissione di ogni assegno bancario. Sono milioni ogni anno e il gruzzolo-tesoretto farà la gioia di Visco, Prodi e compagni che potranno continuare a spendere e sperperare.
Noi disgraziati italiani abbiamo a che fare con ben 65.000 leggi (in Germania ce ne sono 10 volte meno) e dobbiamo conoscerle e rispettarle tutte (la legge non ammette ignoranze, si difendono i legulei e gli azzeccagarbugli). Impossibile tener conto dei milioni di disposizioni minori. Minori ma sempre angarianti.

L’emanazione di una qualunque prescrizione su una qualunque materia fa arrivare all’orgasmo l’impositore di turno. I napoletani, dotati di senso pratico, sinteticamente ed efficacemente, hanno sancito in prosa: cumannà è meglio che fottere.
Forse è questa la motivazione recondita che ha spinto il Governatore e la Giunta regionale ad emanare il 29 novembre 2007 la Delibera n. 48/31 intitolata “Linee guida e modalità tecniche d’attuazione per la riduzione dell’inquinamento luminoso e acustico e il conseguente risparmio energetico”.
Ve ne offriamo un riassunto, certi che tutti i sardi prima di prendere sonno vorranno leggerne qualche brano scelto, considerato che in essa, per il nostro bene, Soru & Soci, cavillando e prescrivendo per ben 17 pagine, individuano:

“le linee guida […che…] si prefiggono lo scopo di perseguire gli obiettivi di tutela dei valori ambientali finalizzati allo sviluppo sostenibile [in dialetto significa: non fare nulla, perchè altrimenti inquini!] della comunità regionale, si prefiggono lo scopo di promuove la riduzione dell’inquinamento luminoso e dei consumi energetici da esso derivanti, al fine di conservare e proteggere l’ambiente naturale [cioè minerali, vegetali e animali, esseri umani esclusi] si propongono:
a. La riduzione dell’inquinamento luminoso e della luce intrusiva, nonché il risparmio energetico su tutto il territorio regionale attraverso la razionalizzazione degli impianti di illuminazione esterna pubblici e privati [si badi, impianti PRIVATI], ivi compresi quelli di carattere pubblicitario, anche attuando iniziative che possano incentivare lo sviluppo tecnologico […];
d. La conservazione e la tutela dei ritmi naturali delle specie animali e vegetali, nonché degli equilibri ecologici, dall’inquinamento luminoso sia all’interno che all’esterno delle aree naturali protette [quali quasi tutto il Campo di Ozieri, steppa naturale] e dei parchi urbani; [N.B. le aree naturali tutelate sono: gli ambiti territoriali ad elevato valore ambientale, oggetto di misure di protezione quali aree naturali protette (ex L. 394/91, ex L.R. 31/89) e aree della Rete Natura 2000].

Anche i Comuni hanno le loro incombenze:

Ai sensi della L.R n.2/07 spettano ai Comuni :
1. la predisposizione entro tre anni dalla data di pubblicazione delle presenti linee guida, di Piani di Illuminazione Pubblica che disciplinano le nuove installazioni in accordo con le presenti disposizioni […];
2. l’integrazione, entro sei mesi dalla pubblicazione delle presenti linee guida, dei propri regolamenti edilizi [altri oneri sui cittadini per spese tecniche e progettuali] con le disposizioni concernenti i criteri tecnici per la riduzione dei consumi energetici, la progettazione, l’installazione e l’esercizio degli impianti di illuminazione in conformità alle prescrizioni in esse contenute;
3. la vigilanza, tramite controlli periodici effettuati di propria iniziativa o su richiesta degli osservatori astronomici o delle associazioni rappresentative degli interessi per il contenimento dell’inquinamento luminoso o di semplici cittadini [guai a voi se avete vicini di casa rompicoglioni], sul rispetto delle misure stabilite per gli impianti di illuminazione esterna dalle presenti linee guida e dal Regolamento Urbanistico Comunale;
l’autorizzazione degli impianti di illuminazione esterna, sia pubblica che privata [repetita iuvant], anche a scopo pubblicitario; a tal fine i committenti dovranno presentare il progetto illuminotecnico [...]; in tutto il territorio regionale, tutti i nuovi impianti di illuminazione esterna pubblica e privata devono essere [...] corredati di dichiarazione di conformità alle presenti disposizioni e devono [...] essere [...] dotati di progetto illuminotecnico [e io pago] redatto da una delle figure professionali previste per tale settore impiantistico, che tramite una adeguata relazione dimostri l’applicazione e il rispetto delle presenti disposizioni, illustri le istruzioni di installazione ed uso corretto dell’apparecchio, e le soluzioni adottate per conseguire le finalità.

Nulla viene trascurato, nel bene e nel male:

E’ vietata l’illuminazione delle piste ciclabili [si comprino le automobili, morti di fame!] esternamente ai centri abitati. È fatto espresso divieto di utilizzare fasci di luce fissi o roteanti, quali fari, fari laser e giostre luminose, o altri tipi di richiami luminosi che disperdono luce verso la volta celeste, siano essi per mero scopo pubblicitario o voluttuario, anche se di uso temporaneo. E’ altresì vietata l’illuminazione di elementi e monumenti del paesaggio naturale, nonché utilizzare le superfici di edifici, di altri soggetti architettonici o naturali per la proiezione o l’emissione di immagini, messaggi o flussi luminosi. [...] L’illuminazione degli edifici deve avvenire esclusivamente dall’alto verso il basso…. [...]
Le disposizioni di cui al presente paragrafo possono essere derogate con atto motivato delle Amministrazioni locali qualora vi siano esigenze di riduzione dei fenomeni criminosi in zone urbane particolari [le zone rurali si arrangino].
[...] Sono definite zone di particolare tutela e protezione le aree di seguito indicate:
a. aree di raggio pari a 20 chilometri dagli osservatori [astronomici] professionali;
b. aree di raggio pari a 10 chilometri dagli osservatori non professionali di rilevanza regionale e provinciale;
c. aree di raggio pari a 2 chilometri dai siti osservativi riconosciuti;
d. aree coincidenti con i confini delle aree naturali tutelate [vedi sopra]. […] per gli impianti installati presso i grandi poli industriali della Sardegna esistenti alla data di pubblicazione delle presenti linee guida, che risultino strettamente necessari ad impieghi di protezione, sicurezza o per interventi di emergenza, può essere richiesta motivata deroga alle prescrizioni del presente punto 5, la quale deve essere comunque autorizzata dalla Regione [un minimo di potere discrezionale bisogna pur concederlo alla Regione, aprendo o chiudendo un occhio, considerato l'argomento abbagliante].

Alla luce (!) di quanto sommariamente descritto e giunti alla fine, non possiamo che invocare il Signore, che ha il potere di dare e, speriamo nei casi selezionati che noi auspichiamo, di togliere. Rivolgendoci alle radici fondanti del nostro credere, umilmente e con nostalgia, facciamo affiorare alla memoria i bei tempi andati descritti nelle prime pagine del Genesi: E la luce fu! E senza progetto illuminotecnico.

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