Col boccone ancora in gola dei risultati delle recenti elezioni politiche, i partiti sardi sono costretti a programmare il match delle regionali del 2009 che, con i tempi della politica, sono praticamente dietro l’angolo.
La posta in gioco è di vitale importanza, per il centro-destra che deve sfruttare l’onda lunga del consenso e per il centro-sinistra che vede l’occasione di una rivincita. Ammiccamenti, sorrisi, occhi dolci da entrambe le parti verso possibili alleati, finora però ritrosi ad allacciare rapporti troppo frettolosi con chi, alla lunga, potrebbe non rivelarsi “un buon partito”. E chiarimenti “franchi e cordiali” (vale a dire schiaffi, pugni e coltellate) all’interno delle singole formazioni, tra le diverse anime (cioè quanto di più materialistico possa immaginarsi) e camarille separate in casa.
Nel centro-destra si è ancora alle scaramucce preliminari e così sarebbe anche in campo avverso se non fosse per la fretta di Soru, entrato in fregola per un rinnovo della candidatura, prima che si organizzi definitivamente il cordone sanitario attorno a lui e si coagulino i malumori di chi non ha capito ancora bene se la sua presenza incombente ha impedito la vittoria o limitato la sconfitta. Spalleggiato come al solito dal fido Sancho Panza Maroccu in procinto d’irrompere a Montecitorio, portando come zefiro un soffio d’aria freesca, chiede rapidità di tempi e di decisioni ai recalcitranti compagni d’avventura, timorosi di ripetere l’esperienza di consegnarsi a lui mani e piedi legati.
Cosa fatta, capo ha, per cui, essendo ancora a cavallo, pressa e sollecita:
«Dobbiamo definire al più presto la coalizione con cui presentarci alle elezioni regionali del 2009 e il nome del leader».
Ohibò! Ma non è quello stesso imprenditore di successo prestato alla politica che dichiarava di voler fare solo una legislatura, per sistemare le cose, e poi farsi da parte cedendo le redini ad altri, novello Cincinnato?
Che ci abbia sistemati per bene non c’è dubbio, e ora vorrebbe completare l’opera. Ciò che frena i compagni, è che possano essere i sardi a sistemare lui (insieme a loro).


Pupo
3 years ago
Si, prestato alla politica!
Andreotti era un chierichetto prestato alla politica, Spadolini un giornalista prestato alla politica, Ciampi un banchiere prestato alla politica, Berlusconi un imprenditore prestato alla politica, Prodi un economista prestato alla politica, Napolitano un comunista prestato alla politica, Veltroni un giornalista prestato alla politica, Ladu un seminarista prestato alla politica, ora Soru anche lui prestato alla politica insomma, non ce nè uno che faccia politica per professione, tutti in prestito ma tutti lì attaccati al cadreghino, non se ne muove uno, col cavolo!!