“Tra Collinas, Villanovaforru e Lunamatrona, a una dozzina di chilometri da Sanluri (patria di Soru), l’imprenditore irlandese Thomas F. Kane e il suo avvocato di fiducia Paolo Fresco, ex presidente Fiat, prevedono di realizzare campi di golf, alberghi a 5 stelle, piscine, 716 villette, beauty farm: il benestare giunge sotto forma di «accordo di programma».
A Pula, a sud di Cagliari, lo strumento dell’intesa consentirà al gruppo Immsi di Roberto Colaninno di attuare un progetto da 115 milioni di euro firmato da Massimiliano Fuksas, con 400mila metri cubi di cemento su una superficie di 150 ettari.
Ad Arbatax, sulla costa orientale, è invece un «programma integrato» a favorire la società Bilancia che fa capo a Giorgio Mazzella, imprenditore turistico molto amico di Soru nonché presidente del CIS-Credito industriale sardo- e proprietario dell’emittente tv Sardegna 1: con il progetto Janas realizzerà una volumetria di 182mila metri cubi per centinaia di unità abitative e 1700 posti letto, con centro congressi e zona commerciale.”
Così Il Giornale, non smentito né tanto meno querelato, ha messo in risalto la vocazione ambientalista dell’ex presidente della regione Soru. Lo stesso personaggio che nega che Tiscali, l’azienda di cui è il maggiore azionista, abbia la triste necessità (purtroppo di questi tempi consueta a molti) di liberarsi di 250 dipendenti (su 850 complessivi), qualunque sia la formula burocratica-sindacale adottata.
Non sappiamo se, per amor di patria, sia meglio che Soru vinca le regionali, mettendo così l’intera nazione al riparo da una sua scalata alla guida del PD ma contemporaneamente sacrificando la Sardegna ad altri cinque anni di tormento, oppure che le perda, liberando e salvando la Sardegna ma facilitandolo nell’ambizione di subentrare a Veltroni, rivelatosi come il miglior oppositore possibile nel migliore dei mondi berlusconiani possibili.


Pubblicato il 9 febbraio, 2009 alle 6:40 pm da Terenzio