Cristo s’è fermato a Bauladu

Pubblicato il 12 febbraio, 2008 alle 11:28 am da Rinoceronte


ferry-boat.jpgPiangersi addosso non risolve i problemi ma può servire a risvegliare una reazione d’orgoglio: sempre più diventa tangibile la discriminazione che nei fatti colpisce il nostro territorio. Se la Sardegna è una regione di serie B per Roma, così il nord-Sardegna scende in serie C per Cagliari e le zone interne, come Ozieri ed il suo territorio, sono nel girone inferiore per Sassari. Siamo, nella graduatoria dell’attenzione e delle priorità, ciò che nell’India delle caste erano i parìa, gli “intoccabili”.
L’annunciata sospensione, a partire dal 1° aprile prossimo, del servizio di trasporto merci ferroviario assicurato da Trenitalia sulla linea marittima Golfo Aranci-Civitavecchia è un colpo mortale per l’economia sarda attuale e soprattutto futura.
L’assessore regionale ai Trasporti Broccia ha sollecitato il ministro Bianchi per “un immediato intervento su Trenitalia per scongiurare l’annunciata decisione e un incontro urgente al fine di affrontare la questione. La Regione sarda non è disposta ad accettare azioni di ridimensionamento del già modesto servizio di collegamento marittimo-ferroviario”.

Ha ricevuto dal Governo ampie rassicurazioni, come quelle che i cartomanti danno ai mariti cornuti. Potrebbe fare di più, considerato che lo stesso assessore ha sbandierato l’acquisizione da parte della Regione “della proprietà di Ferrovie Meridionali Sarde e Ferrovie della Sardegna, con tutti i loro beni e immobili, e la titolarità del contratto con Trenitalia (oggi in capo al Ministero dei Trasporti)”.
Ma forse la cosa non viene considerata vitale, anche se il mancato traghettamento dei carri ferroviari significa di fatto lo smantellamento del servizio merci su tutta la rete ferroviaria isolana e la chiusura di due fabbriche come la CONVESA a Chilivani (e chi se ne frega!) e della KELLER a Villacidro (e questo dovrebbe stargli più a cuore).

Ben altri sono i problemi del trasporto ferroviario nell’isola e Broccia, d’accordo col Tirannosorus rex, li sta risolvendo: collegamento ferroviario con l’aeroporto di Elmas. “La fermata ferroviaria costa complessivamente 8 milioni e 64mila 320 euro e prevede una stazione al chilometro 6,607 della linea Cagliari-Sassari costituita da marciapiedi, pensiline, sottopassaggio, scale e rampe di accesso alle banchine, e un collegamento tra il sottopassaggio di stazione e l’ingresso al piazzale dell’aeroporto in corrispondenza del parcheggio multipiano attrezzato con percorsi meccanizzati” e non necessita di VIA (valutazione d’impatto ambientale), come cita la nota stampa regionale, senza suscitare le convulsioni del Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, pronti subito all’esposto se si apre un finestrino in qualche pisciatoio di periferia.
Perché qui entriamo nell’altra questione della discriminazione territoriale. L’occhio di riguardo di una classe politica Cagliari-centrica per il Sud dell’isola. Non crediamo di avere complessi d’inferiorità ma ci chiediamo perché la Regione, a tamburo battente, ha finanziato con 320 milioni la metropolitana più o meno interrata dell’area vasta (Quartu, Monserrato e Settimo SP) di Cagliari e soprattutto perché ritiene che la viabilità del nord-Sardegna possa restare quella di 40 anni fa,considerato che tutto si ferma tra Oristano e Macomer.

sbilancio.jpgE’ notizia di ieri, a corollario dell’apertura di 6 km. di nuova Carlo Felice a Sanluri, (13 anni per realizzarli!) con Di Pietro “corpore presente” la dichiarazione del Tirannosorus che i lavori d’ampliamento e ammodernamento della SS 131, vera aorta del circolazione stradale isolana, si fermerà al km. 109 e cioè a metà strada tra i due capi dell’isola. Il Nord continuerà ad ammirare il paesaggio, avendo tutto il tempo per farlo dato che continuerà a camminare… a passo d’uomo. Il Tirannosorus ha esternato:

“Quando si realizzano opere bisogna stare attenti a non distruggere. Dal km 109 ci fermiano, non ci saranno varianti di tracciato nè grandi opere. Nel mettere in sicurezza le strade, bisogna considerare anche il rapporto costi benefici”.

Sino a quel km 109 ovviamente tutta un’altra storia. A meno che non ci sia un ripensamento per la movimentazione dei rifiuti che necessitano di grandi arterie… Affidiamoci a San Gennaro e a Bass-Ierv-olino, suoi delegati.

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