E pur si muove…

Pubblicato il 21 giugno, 2011 alle 11:07 am da


E pur si muove…

In questo nostro mondo tecnologico, dove la comunicazione è istantanea e universale, non c’è più tempo per fermarsi non dico a meditare, ma almeno a pensare. Il fiume in piena dell’immaginario collettivo ci travolge e ci trascina tutti nei gorghi del pensiero debole.
Opporsi alla corrente e tentare di raggiungere la riva è difficile e pericoloso, perché facendo (o dicendo o pensando) qualcosa di diverso o di originale si dimostra disprezzo verso lo sterminato “parco buoi” che galoppa a testa bassa e che, forte del numero, è arciconvinto d’essere nel giusto. Anche quando, in una nuvola di polvere, s’avventa verso un precipizio.

E’ il più grave difetto della regola democratica, dove a vincere e comandare sono i più, anche quando hanno torto, contro i meno che magari sono nel giusto.

“La democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte le altre” sosteneva Churchill ed aveva ragione e si può essere d’accordo, se il metodo si applica a questioni politiche e d’interesse generale, che toccano tutti i cittadini e sulle quali ognuno deve esprimere un parere. Ma ci sono questioni che non possono essere affrontate a colpi di maggioranza e anche Costituzioni che proclamano solennemente che “la sovranità appartiene al popolo” le sottraggono al suo giudizio, evidentemente non fidandosi sino in fondo della sua saggezza.

Tutto ciò che riguarda argomenti “sensibili” è tabù ed è, per motivi facilmente intuibili, vietato:

“Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.”

recita l’art. 75 della Costituzione Italiana.

Uguale schema logico-giuridico bisognerebbe adottare quando si tratti di argomenti scientifici o altamente tecnici, nei quali, con tutto il rispetto per il “popolo sovrano”, il dibattito dovrebbe essere interno alla comunità scientifica e condotto con argomentazioni di prove e controprove galileiane, sottratto quindi alle suggestioni demagogiche di maggioranze anche bulgare la cui opinione “nella fattispecie” conta meno di zero.

Se il giudizio popolare o della maggioranza avesse il sopravvento, la terra sarebbe ancora fissa al centro dell’Universo, con lo “jocondo sole” a girarle intorno, perché così la stragrande maggioranza dei contemporanei credeva e spergiurava contro Copernico e Galileo.

Dando ragione a Vico, la storia si ripete e lo stanno sperimentando Margherita Hack, assalita e costretta all’abiura dal “suo” popolo della sinistra e anche da buona parte del “nostro” popolo della destra per le sue opinioni fuori dal coro riguardo al nucleare e alle sue eventuali dislocazioni, e Umberto Veronesi che subisce lo stesso processo mediatico secondo il rito dell’isteria collettiva per le sue affermazioni sull’uranio impoverito, di cui chi scrive confessa di non saper nulla ma che invece è materia di quotidiana masticazione per il grande pubblico che parla, discute e s’accalora sulle nanoparticelle con la stessa disinvoltura con la quale “decide” sulla formazione della Sampdoria o sulla “nomination” del Grande Fratello.

Se qualcosa si dovesse obiettare ai due esimi scienziati è caso mai che, anche loro, stanno pisciando fuori dal buco, visto che si tratta di un astrofisico e di un oncologo e che meglio sarebbe se a discutere seriamente e a trarre conclusioni fossero specialisti di fisica nucleare.

Un tempo si diceva: “Chentu concas, chentu berrittas”.

Oggi le cose si sono ulteriormente complicate, dacchè nascono gli agnelli con due teste…

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