Una donna pakistana trentenne che vive nel bolognese ha subito l’aborto del quarto figlio di cui era in attesa a causa delle percosse e delle violenze ricevute dal marito, forse perché il nascituro era una femmina. Roba da non credere: ha osato accusare qualcuno per un aborto? Ma in che mondo vive? invece di ringraziare!
La notizia in sé non desta quasi più curiosità, tanto è d’ordinaria amministrazione, ma quel che dovrebbe suscitar scalpore è che il responsabile è libero su disposizione del GIP, che lo ha ritenuto colpevole esclusivamente di maltrattamenti e lesioni, disponendo solo il provvedimento di allontanamento dal tetto coniugale.
Ben altro clamore e mobilitazione ha suscitato l’ispezione della Polizia in un Ospedale napoletano dove era stata segnalata una violazione di legge sull’aborto. Controllare una donna? Ma come osano? Tutte in piazza, striscioni e cortei, persino con tafferugli, e inchieste e ispezioni ministeriali e relazioni al CSM. Rincuorata dalle tricoteuses anche la scadente ministra della Salute, spernacchiata di brutto a destra e manca, ha preso il coraggio col forcipe e ha voluto inanellare un’altra cantonata. Su sua sollecitazione sta per concludersi un accordo Stato-Regioni che prevederebbe, tra l’altro, che il medico non possa essere obiettore rispetto alla prescrizione di farmaci, con la possibilità di vedersi denunciato all’ASL. Si riferisce ovviamente alla RU486, la “pillola abortiva”, e alla “pillola del giorno dopo” che blocca l’ovulazione o impedisce l’impianto dell’ovulo eventualmente fecondato. Al di là delle bioetica, che ampiamente giustifica l’obiezione di coscienza, la prescrizione “obbligatoria” dovrebbe far seguito alla richiesta della paziente autorichiedente, col medico tenuto alla prestazione… Già i medici troppo spesso accontentano i pazienti nelle loro richieste di analisi e farmaci, ma che questa cattiva prassi debba diventare obbligatoria per placare le ansie femminili pare fuoriluogo anche nella sgangherata società in cui tiriamo a campare. Ma già vediamo Pannella che muore di fame per la causa… (omissis…)


Grillo Parlante
3 years ago
Non ci si meraviglia più di niente, ormai in Italia è tutto consentito, anche massacrare di botte la moglie (o una delle mogli!!).
I maltrattamenti in famiglia sono all’ordine del giorno, seppure quasi sempre nel silenzio generale, e chi ne fa le spese sono quasi sempre le donne. Negli ultimi anni, peraltro, questi fatti sono diventati all’ordine del giorno a causa dell’incremento degli immigrati di fede musulmana, che come si sa hanno grande considerazione dell’altra metà del cielo.
Purtroppo ci sono magistrati che sono sempre pronti ad occuparsi di nani e ballerine, ed intanto mascalzoni come il marito della povera pakistana stanno tranquillamente a spasso!
Da noi le “femministe” infatti, sono sempre pronte a difendere l’amore libero, l’aborto, la RU486, ma nessuna che dica una parola su fatti come questi!