Non sono una novità, considerato che era stato annunciato da 2000 anni da Chi ne avrà esperienza diretta, gli attacchi contro il Papa e ciò che rappresenta: “Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me. (Gv 15,18-21)“ e “Beati voi, quando vi oltraggeranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro a voi ogni sorta di male per cagion mia. (Mt 5,11-12).”
E’ (quasi) sempre stato così ma la consuetudine è diventata moda da quando “regna” Benedetto XVI, contestato in ogni sua decisione e in ogni sua parola, dal discorso di Ratisbona alla beatificazione di Pio XII, dalla Messa in latino alla rimozione della scomunica ai lebfevriani. Tutti i codardi del mondo, ammutoliti quando dovrebbero urlare contro aspetti controversi presenti in altre religioni, israelita e musulmana per citarne solo due a caso, danno fiato alle trombe contro l’inerme ed inoffensivo profeta cristiano.
Ora un coro internazionale (e nazionale, col “cattolico” Franceschini ben allineato…) grida allo scandalo per la sua dichiarazione sui preservativi, che nella sua ottica ed etica sono“inefficaci nel combattere” l’AIDS, la malattia curabile ma finora inguaribile che fa strage nell’Africa subsahariana.
Nel mondo (fonte UNAIDS, 2005) ci sono circa 45 milioni di contagiati da HIV e circa 6 milioni muoiono ogni anno per le complicanze della malattia. Più del 60 % di tutti gli infetti (25-28 milioni) sono africani e sono africane il 75% delle donne contagiate.I preservativi finora ampiamente distribuiti non riducono il problema.
L’AIDS è una malattia trasmessa prevalentemente per via sessuale ed in ambiente di promiscuità: è del tutto evidente quindi che la soluzione definitiva del problema sarebbe la castità e la sessualità all’interno di una coppia. Il preservativo è solo un artifizio per non pagare penale in un contesto comportamentale che la morale cattolica condanna.
S’invoca la libertà assoluta del singolo di gestirsi come meglio crede (tranne impedirgli di fumare, bere alcolici, assumere droghe…) ma guai a ricordargli le remore morali, difficili e proibitive per loro natura.
Una dimostrazione indiretta del ragionamento deriva dal fatto che in tutto il Medio Oriente e nel Nord Africa, dove domina l’Islam, i contagiati sono “solo”600.000.
Sarà merito dei profilattici o delle costumanze locali che, quanto ad abitudini sessuali, non hanno le “ampie vedute”dell’Occidente agnostico e dell’Africa nera pluriconfessionale?
Ma tutto questo il Papa non può dirlo…
Rischia la popolarità.


Scespir
1 year ago
Tutti sanno meglio del Papa cosa è bene e cosa è male e come guidare la Chiesa seguendo gli insegnamenti di Gesù.
Benedetto XVI dovrebbe seguire il gregge invece di guidarlo.
Su Repubblica anche Adriano Sofri, mandante dell’assassinio del commissario Calabresi, condannato a 22 anni con sentenza passata in giudicato e uscito di galera per motivi sanitari e agli arrersti domiciliari soft, emette il suo anatema laico e dà del pazzo al Papa che si ostina ad andare “controcorrente”, ricordando ed osservando la legge di Dio, quando c’è quella dell’uomo (e della donna e delle varietà intermedie…) così ragionevole e politicamente corretta, abortista ed eutanasica.
Come si fa a proporre l’astinenza “salvo che si finga di credere che davvero la gente smetta i rapporti sessuali”?
Se la gente non smette, occorre approvare! La gente non smette di ammazzare o rubare? Viva l’assassino e il ladro!
E’ questa la logica dell’intellettuale-assassino, e dal suo punto di vista ha ragione…
Povero Papa, costretto alla “LOTTA CONTINUA”, senza fiancheggiatori che applaudono e invochino per Lui la grazia (in minuscolo).
Al contrario, anche per Lui, chiedono gli arresti domiciliari. Per ora.
Coop
1 year ago
Già nel 2008 la rivista Micromega aveva lanciato l’appello al boicottaggio della Chiesa Cattolica, rea di un’ ”offensiva clericale volta a limitare irrinunciabili libertà e diritti civili degli individui (che andrebbero invece decisamente ampliati), e alla subalternità e passività dello Stato nelle sue istituzioni parlamentari e governative” consigliando di non devolvere a suo favore l’8 per mille nella dichiarazione dei redditi.
I promotori erano il fior fiore dell’intellighentzia di sinistra: Paolo Flores d’Arcais, Umberto Eco, Margherita Hack, Vasco Rossi, Giorgio Bocca, Simone Cristicchi, Dario Fo, Michele Santoro, Oliviero Toscani , Franca Rame, Ferzan Ozpetek, Lidia Ravera, Umberto Galimberti, Lella Costa, Luciano Canfora, Bernardo Bertolucci, Mario Monicelli, Eugenio Lecaldano, Gennaro Sasso…
Fin qui tutto normale.
Ma all’appello seguiva una postilla di cattolici (adulti alla Prodi?) e soprattutto preti (?):
“Noi cittadini cattolici, che tentiamo di testimoniare nella vita sociale ed ecclesiale un fedeltà la più coerente possibile al Vangelo e quindi critici e scandalizzati nei confronti di una politica dei vertici ecclesiastici sempre più tesa a usare il potere che deriva dal danaro, dalle clientele, dalle influenze politiche, dal dominio sulle coscienze per condizionare la politica degli stati e in particolare di quello italiano, riteniamo legittimo e forse doveroso negare a questo potere ecclesiastico il sostegno dell’8 per mille IRPEF.”
don Enzo Mazzi, Giovanni Franzoni, don Vitaliano Della Sala, don Raffaele Garofalo, don Gianni Alessandria, don Roberto Fiorini, don Franco Barbero, Francesco Zanchini, don Bruno Ambrosini, don Aldo Antonelli, Domenico Jervolino, Giulio Girardi…
Ora, un comunicato della solita rivista ci aggiorna:
Hanno aderito alla manifestazione ‘Sì alla vita, no alla tortura di stato’, che si svolgerà a sabato 21 febbraio a Roma in piazza Farnese, numerosi sacerdoti della Chiesa cattolica. Ne diamo un primo elenco, a dimostrazione che è solo la Chiesa gerarchica, non la Chiesa in quanto tale, impegnata nell`imporre una legge che toglie ai cittadini la loro vita e il diritto di decidere di fronte alla malattia terminale.
don Franco Barbero (Pinerolo), don Vitaliano della Sala (Sant`Angelo a Scala, Avellino), don Paolo Farinella (Genova), don Enzo Mazzi (Firenze), don Raffaele Garofalo (Pacentro, l`Aquila), don Carlo Carlevaris (Torino), padre Nino Fasullo (Palermo), dom Giovanni Franzoni (Roma), don Angelo Bertucci (Rovereto), don Mario Signorelli (Bergamo), don Roberto Fiorini (Mantova), don Luigi Forigo (Verona), don Gianni Alessandria (Mantova), don Aldo Antonelli (Antrosano, l`Aquila), don Nicola De Blasio (Benevento), don Angelo Cassano (Bari), padre Pierangelo Marchi (Caserta), don Renzo Fanfani (Firenze), padre Benito Maria Fusco (Bologna), don Andrea Gallo (Genova)”.
Non meraviglia che sempre sulla stessa rivista uno dei preti “di cotta e di governo” si erga a censore del Papa chiamandolo confidenzialmente Benedetto e traditore del messaggio di Cristo.
Quanti ragli e grugniti, prima che il gallo canti tre volte…