Mammona nostro che sei nei cieli…

Pubblicato il 9 aprile, 2009 alle 8:25 pm da


Mammona nostro che sei nei cieli…

Nostra Signora di Bonaria potrà coabitare con la dea Iside nella Basilica che finora deteneva in esclusiva a Cagliari, con vista mare e sguardo protettivo sui suoi naviganti, ora che uno dei più illustri “figli della vedova” ha raggiunto il suo Oriente Eterno?

Con grande disinvoltura infatti nel cattolicissimo tempio ha avuto luogo, a quanto descrive La Nuova Sardegna, la cerimonia d’esequie con l’abbinamento di un doppio rito religioso e laico, per Armando Corona, l’ex Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, il ramo “areligioso” della Massoneria.

Non può né deve interessare il cammino personale che ognuno decide di fare per arrivare all’incontro col Nulla o con Qualcuno né il nome che in cuor suo Gli attribuisce. Il travaglio di un’anima non è cosa che interessi terzi ed il rapporto con l’aldilà è faccenda che non si può delegare, nè vale la posizione occupata “prima” per decidere sul “dopo”.

Ma, se non la coerenza, almeno la chiarezza si può pretendere, da chi, accampando rappresentanze esclusive di multinazionali ultraterrene, dovrebbe avere la decenza di non mischiare il diavolo e l’acqua santa o viceversa. Altrimenti si fa, per così dire, “pubblicità ingannevole”.

Già a partire dal 1738 con Papa Clemente XII la Chiesa Cattolica ha proclamato l’«inconciliabilità» della Massoneria con il cattolicesimo.  Pio IX nell’enciclica «Singulari quidam», del 9 dicembre 1854, definisce la Massoneria come un’istituzione fondata sulla «visione illuministica razionalistica della realtà» che in nome della ragione divinizza l’uomo con la sua coscienza, celebrando il libero esame e in ben 116 documenti ufficiali accusò tale setta di fuorviare le coscienze.  Leone XIII emanò contro la fratellanza massonica più di 200 documenti  e pubblicò una “preghiera contro l’intrusione maligna nella Chiesa”, evidentemente già allora vecchia di secoli e persistente tutt’oggi. Accusò tale setta di proclamare «la sovranità ed il magistero assoluto dell’umana ragione… pigliando sembianze accademiche e scientifiche».

Ormai è evidente il momento di difficoltà che assale la Chiesa ma se la confusione e il conflitto provengono dall’interno e la gerarchia mostra silenziose complicità di fatto, il “fumo di Satana” denunciato da Paolo VI dimostra che c’è arrosto, come bene ha provato sulla sua pelle papa Benedetto:

A volte si ha l’impressione che la nostra società abbia bisogno di un gruppo almeno, al quale non riservare alcuna tolleranza; contro il quale poter tranquillamente scagliarsi con odio. E se qualcuno osa avvicinarglisi – in questo caso il Papa – perde anche lui il diritto alla tolleranza e può pure lui essere trattato con odio senza timore e riserbo. […] Ma se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!”

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