” … la primavera era primavera anche in città. Il sole riscaldava, l’erba ricresceva rigogliosa dove non era stata appena raschiata e scintillava di verde, non solo nelle aiuole dei viali, ma anche fra le lastre di pietra; e le betulle, i pioppi, i ciliegi selvatici stendevano le loro foglie vischiose e odorose, i tigli gonfiavano le gemme fino ad aprirle.
Le cornacchie, i passeri, i colombi preparavano con gioia i loro nidi come ogni primavera, e le mosche, riscaldate dal sole, ronzavano sui muri. Felici erano le piante e gli uccelli, gli insetti e i bambini.
Ma gli uomini, i grandi, gli adulti, non cessavano d’ingannarsi e di tormentarsi a vicenda. Gli uomini ritenevano che sacrosanto e importante fosse tutto ciò che loro avevano inventato per prevalere l’uno sull’altro, e non quel mattino di primavera, non la divina bellezza del mondo creata per la gioia di tutte le creature, invito alla pace, alla concordia, all’amore. ”
Lev Tolstoj Resurrezione


Pubblicato il 11 aprile, 2009 alle 8:04 pm da Redazione