BARBA E… CAPELLI

Pubblicato il 8 novembre, 2008 alle 8:52 pm da


“Il prezzo del grano e’ crollato del 60 per cento in sei mesi sul mercato internazio- nale con perdite di oltre 120 miliardi di euro per i contadini dei diversi continenti che rischiano di essere costretti ad abbandonare una coltivazione dalla quale dipende la sopravvivenza di miliardi di persone con un raccolto di quasi 600 milioni di tonnellate all’anno”.

E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base di una analisi dei dati del Chicago Board of Trade, che rappresenta il punto di riferimento per il commercio internazionale delle materie prime agricole [...]

“La situazione e’ drammatica anche in Italia con il grano tenero (per il pane) che e’ sceso sotto i 16 euro per quintale e quello duro (per la pasta) sotto i 22 euro per quintale, valori che non consentono di coprire i costi di produzione in forte ascesa (+56 per cento in un anno per i concimi) e mettono a rischio le prossime semine e con esse anche le forniture per la pasta Made in Italy. [...] nell’ampia forbice tra quotazioni del grano e quelle della pasta [...] che ha raggiunto 1,5 euro al chilo in media, c’e’ sufficiente margine da recuperare per garantire un giusto reddito agli agricoltori e consentire acquisti convenienti i consumatori. [...] l’emergenza alimentare non si risolve con i prezzi bassi all’origine per gli agricoltori, perche’ di questi non beneficiano i consumatori e non consentono di coprire i costi di produzione e, nel lungo periodo, portano alla chiusura delle imprese”

Non sarà il caso che il sindaco Ladu e l’assessore Sgarangella (col contributo dei tecnicI dell’AGRIS) usino molta prudenza nell’incoraggiare i coltivatori di Ozieri e dintorni a lanciarsi massicciamente nella coltivazione del grano nella piana di Chilivani?

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