Che bella cosa na jurnata ‘e sole,

Pubblicato il 8 gennaio, 2008 alle 9:34 am da


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Mores, come tanti altri paesi piccoli e grandi della Sardegna, deve inventarsi un futuro perché il cingolo delle generazioni che si susseguono possa continuare ad avanzare.

E’ il destino degli amministratori e il dramma degli amministrati. Con la palla al piede del Numero, che quando è piccolo è… Impotenza. Se la Sardegna avesse 6 milioni d’abitanti, l’autodromo di Mores –opera grandiosa- farebbe campare il paese ed il circondario, così come quei giacimenti inesplorati dell’ippodromo di Chilivani o del lago di Oschiri e di Tula. Rassegnamoci, siamo pocos y male unidos (quanto al locos  abbiamo compagnia) e, considerato che ultimamente non gliene va bene una, diamo una consolazione anche a Soru che darebbe 10 anni della vita di Cabras (ma anche di Arzachena o di Segariu) per realizzare la sua visione dell’isola de’ sardi: poveri ma belli.
A Mores comunque si sono inventati un parco fotovoltaico, destinandovi delle terre non produttive e seguendo la corrente vagamente eco-logista ed eco-nomicista oggi sulla cresta dell’onda. I finanziamenti seguiranno, come le salmerie di Napoleone, ma sempre più frequentemente s’odono le critiche dei bastian contrari, non contro Mores, per carità, ma in generale. Chi se ne intende sostiene che gli impianti fotovoltaici, per esempio:

• hanno la grave limitazione di fornire un’energia (KWh) fluttuante e non in grado di soddisfare i picchi di domanda, dato che non sempre il sole splende, per cui la potenza nominale degli impianti fotovoltaici (FV) va divisa per 6 o addirittura per 9 (dipende dalla latitudine);

• l’energia del FV è super costosa e con il conto energia operante per 20 anni (l’energia del FV viene rivenduta all’Enel a prezzo maggiorato ed il conto viene pagato da tutti noi) con l’installazione di, poniamo, 3 Watt FV si compra 1 e si spende ben 66 in confronto all’energia nucleare;

• anche se i pannelli fotovoltaici fossero gratis e l’impianto FV costasse circa la metà ed il costo del combustibile nucleare raddoppiasse, si comprerebbe sempre 1 ma si spenderebbe 26;

• se, come ipotizzato, in Italia s’installassero entro il 2016 impianti FV capaci di produrre 3 Giga Watt, il costo sarebbe di 50 miliardi, a causa del predetto “conto energia” pagato dall’Enel (cioè da noi) e con tale cifra si potrebbero costruire 20 centrali nucleari da 1 GW ognuna, che ci libererebbero per sempre dalle dipendenze energetiche, gas serra e “ricatti” energetici compresi;

• gli impianti FV non portano neanche consistenti benefici per il contenimento dei gas serra, in quanto, essendo l’energia fornita dai pannelli fotovoltaici fluttuante, occorre comunque avere centrali convenzionali in stand-by sempre pronte a partire per non andare in black-out. Questo determina sprechi di energia che, oltre a far lievitare i costi, riducono o annullano i risparmi dei gas serra dovuti al FV stesso;

• per ogni KWh erogato il FV «produce» mediamente 160 grammi di CO2-equivalenti mentre con il nucleare ci si ferma a 16 (ben 10 volte inferiore).

• l’energia elettrica prodotta con il FV è quindi solo aggiuntiva e non sostitutiva, per cui non è possibile spegnere neppure una centrale termoelettrica esistente. Il FV, in definitiva, serve solo a risparmiare (poco) combustibile, tant’è che nel mondo sono installati circa solo 5 GW FV, con contributo energetico insignificante;

• ultimo argomento, opinabile ma per molti decisivo per diffidare, è l’annuncio di Prodi che nel 2008 tutti i tetti degli edifici pubblici saranno ricoperti di pannelli fotovoltaici.

Non abbiamo la presunzione di far cambiare idea ai moresi, che sanno sbagliare da soli, come tutti, anche perché se i costi ricadono (anche) sui cittadini del Lombardo-Veneto o del Regno delle Due Sicilie, chi se ne frega! L’Unità d’Italia? Roba vecchia, di prima della guerra. E poi oggi abbiamo fatto Geografia, quando arriveremo alla Storia ci penseremo!

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