Nel caso non ce ne fossimo accorti stampa e televisione traboccano di notizie sulla crisi dell’economia mondiale, sia descrivendone lo stato attuale (più che sufficiente per far aumentare il malumore) che le pessime prospettive future (contribuendo al panico e alle reazioni irrazionali).
“Gli effetti della crisi finanziaria internazionale stanno colpendo duramente il tessuto produttivo nazionale. Novecentomila lavoratori sono a rischio nei prossimi due anni nei settori manifatturiero e costruzioni, mentre circa 180mila sono già andati in cassa integrazione e mobilità tra gennaio e ottobre. […] nei prossimi due anni ci sarà una riduzione del Pil.”
denuncia la Cisl nel suo rapporto annuale sull’industria.
Repubblica è apocalittica:
“Le navi abbandonano i porti fermo il commercio mondiale. […] A settembre, rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, le importazioni di rame, zinco, piombo e soprattutto alluminio e nickel sono crollate del 76,5%. Sono metalli preziosi, questi. Servono a tutte le industrie che fabbricano auto o televisori, frullatori o telefoni, camion o lampioni… Se l’industria non compra queste materie prime, vuol dire che non ci sono ordini. Per chi ci lavora, il mancato acquisto è preannuncio di cassa integrazione o licenziamenti.”
Migliaia di lavoratori in sofferenza, preparati al peggio e incazzati come belve, scrive la Nuova… solo leggermente rinfrancata dalla presenza di tante prefiche alla veglia funebre dell’industria isolana.
Prima che spegniate il computer e cessiate di leggere –per risparmiarvi l’energia e il magone- una buona notizia, finalmente: è pronto il nuovo piano del lavoro e. udite, udite, ci saranno “Due giorni per parlare dell’emergenza lavoro in Sardegna, ma anche delle possibili strategie da adottare per contrastare il fenomeno e creare un’occupazione più numerosa e regolare” alla Conferenza regionale per l’occupazione “voluto dalla giunta Soru e oggetto di confronto, nei mesi scorsi, con sindacati, associazioni datoriali e con le otto province.”
Almeno in Sardegna, siamo sistemati, per le feste e anche dopo.
Gli strateghi assicurano che l’Assessorato al Lavoro:
“tra gli obiettivi ha già la “messa a sistema” dei servizi per il lavoro, attraverso un rafforzamento e una razionalizzazzione dei 28 Csl (Centri servizi per il lavoro) e 55 ex Cesil (Centri servizi per l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati) sparsi per tutta l’isola, con relativa stabilizzazione del personale.”
Dopo mesi di studi, confronti e concertazioni, un nuovo carrozzone, per sistemare, con azione sistematica, i sistemati e stabilizzare i soggetti… avvantaggiati.
La Chimica? Porto Torres? Assemini? Calma, calma, questo è solo “un punto di partenza…” poi, piano piano, senza fretta e senza spingere…
E’ restare vicini come bambini,
la felicita…
è un bicchiere di vino
con un bel panino,
la felicità…


Totoi
3 years ago
Pro piaghere no mi tocchedasa a Romina
Pro una ‘e judu chi bind’ada. Eh, no mi l’azzis a ponnere cun sa paesana mia, Mariantonietta, francu su battijamu!
don Perignon
3 years ago
La “mafia” dei parenti, amici, conoscenti e benefattori è più antica e radicata dell’onorata società siciliana.
Sulla vicenda “Sky” e la sua IVA dimezzata, neanche fosse un bene di prima necessità, se ne sono lette troppe, ma anche queste polemiche snob a qualcosa servono. Buttiglione, il filosofo prestato alla politica e mai restituito al legittimo proprietario, è sceso in campo senza valutare le conseguenze. Immediatamente qualche blogger -credo si chiamino così- ha scovato nell’armadio uno scheletrino e ha recuperato un vecchio archivio sui “dipendenti” RAI ammanigliati coi potenti. E’ un vero schifo.
Noi continuiamo a pagare il canone….
Scespir
3 years ago
Berlusconi, sulla vicenda SKY s’è difeso sostenendo che dietro pressione dell’UE era stato il governo Prodi ad impegnarsi al riallineamento dell’IVA. Prodi ha confermato: “le sollecitazioni della Ue perche’ fosse risolta l’assimmetria delle aliquote Iva per le tv in Italia ci furono, una posizione assolutamente condivisibile tanto che ci impegnammo a provvedere. Ma poi non entrammo mai nel merito”.
Notizia dell’Agenzia Giornalistica Italiana (AGI) che contribuisce a far affondare nel ridicolo il povero Veltroni, difensore di Murdock…