Commedia all’italiana

Pubblicato il 15 maggio, 2009 alle 1:51 pm da


Commedia all’italiana

Il pasticciaccio brutto del G8 e de la Maddalena è purtroppo lo specchio del modo di fare politica e quindi di governare italiano, senza chiarezza e ricorrendo sempre a sotterfugi, trucchi ed equivoci. Ma è anche lo specchio delle consolidate tradizioni di tutto il popolo italiano, ed ecco perché, chiunque governi, destra o sinistra, purtroppo l’andazzo sarà sempre quello, così ben rappresentato sugli schermi da tanti film di Totò, di Sordi, di Verdone.

Il dibattito in Consiglio Regionale, al di là delle posizioni di accusa e difesa, entrambe d’ufficio, ha avuto il merito di far affiorare il 5% della verità, un risultato eclatante mai raggiunto dai tempi dei Borgia. E come evento collaterale ha avuto anche il merito di stimolare La Nuova Sardegna, forse aiutata dalla visione di parte, a fare ciò che sempre dovrebbe: dedicare all’argomento trattato l’attenzione che merita, con fatti, cifre e riferimenti normativi.

Ora sappiamo con certezza che il 90% dei fondi destinati al G8 ed alle opere di contorno erano della Regione Sardegna, secondo quanto concordato tra Renato Soru ed i governi Prodi e Berlusconi. Decisioni certo prese a fin di bene, per compensare la Maddalena della perdita delle basi logistiche e militari USA e italiane, che anche per motivi ideologici si volevano cancellare.

Ma a questo punto ha poco da contestare Soru sugli «sberleffi alla Sardegna», di «mani in tasca ai sardi», di «disastri per l’isola» che quasi certamente ci sono stati, ma grazie alla sua complicità iniziale o quantomeno alla sua ingenuità. Giustamente gli è stato rinfacciato il suo noto “vizietto” d’essersi innamorato di qualche territorio o di qualche problema, usando occhi di riguardo e trascurando altre situazioni alle quali erano destinati occhi per piangere.

Cappellacci, che tenta di salvare il salvabile, s’aggrappa alla speranza, ultima dea: «Sono fondi della Regione, nessuno ce li può portare via» ma col groppo in gola della disperazione, conoscendo i modi da “catena di Sant’Antonio” che il Cavaliere adotta quando le risorse non ci sono e, pur di non ammetterlo, fa appello alla lacrima facile della solidarietà, che in Italia, isole comprese, tutto annacqua, pulisce e disinfetta. Scrive La Nuova:

“…il centrosinistra ha messo in evidenza i rischi che alla fine il governo possa davvero utilizzare altrove i fondi Fas: momentaneamente, ha detto Cappellacci, sono stati «stornati» assieme all’intera quota nazionale per essere «riprogrammati».”

ma questo non tranquillizzerà gli imprenditori imbarcatisi con entusiasmo su quella che appariva la pacchia del G8 e che ora devono decidere se atterrare o precipitare.

Se non fossimo fatti così, noi italiani, bisognerebbe inventarci. E non sarebbe affatto semplice.

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