Tra il glicine e il sambuco

Pubblicato il 14 maggio, 2009 alle 8:45 pm da


Tra il glicine e il sambuco

Per chi come noi è privo di capacità divinatorie (solo queste hanno ormai una qualche possibilità d’azzeccare ciò che passa nella famosa “anticamera del cervello” di Berlusconi) risulta oscuro l’intendimento dell’emendamento governativo al “decreto Abruzzo” che ha spostato dall’isola de La Maddalena alla terraferma (si fa per dire) la sede del G8.

Modificando quanto previsto nel comma 2 dell’art. 17 oggi si propone:

«Le ordinanze di protezione civile continuano ad applicarsi per assicurare il completamento delle opere in corso di realizzazione e programmate nella Regione Sardegna, nonché quelle da programmare, con risorse di competenza della Regione e degli enti locali, a titolo compensativo degli effetti derivanti dalla diversa localizzazione del G8».

L’interpretazione della frase è sibillina: quella benevola sostiene che, a titolo di compensazione per il disturbo arreccato, avendo creato per la Maddalena un’atmosfera d’attesa andata in bianco (matrimonio rato ma non consumato) le si concede d’usufruire, a spese proprie, delle procedure straordinarie già adottate dalla protezione civile nei… preliminari.

Quella malevola vede invece per lei il danno e la beffa, perché, oltre a non aver goduto del meritato appagamento della luna di miele la sposa sarebbe anche costretta a pagare l’albergo, le spese della cerimonia e a restituire i regali ricevuti.

La vicenda è quanto mai misteriosa, perché Berlusconi è uomo di mondo e vuol tenere alta la fama di viveur che s’è costruito con charme e tenerezze, per cui spergiura: «Devo fare un salto alla Maddalena –e per evitare equivoci sui suoi salti, ormai visti con sospetto, aggiunge- per garantire che completino le opere».

Ben mi ricordo che pria di partire,
v’eran tariffe inferiori alle tremila lire”
Ciò detto agì da gran cialtrone
con balzo da leone
in sella si lanciò…

F. de Andrè

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