Via col vento

Pubblicato il 17 luglio, 2010 alle 12:36 pm da


Via col vento

La “finanza creativa” non è un’esclusiva di Tremonti e della sua fantasia scatenata alla ricerca disperata di euro.  Anche al Comune di Ozieri non scherzano.

Per ricavare qualche soldo e rimpinguare le casse comunali (di per sé un’ottimo proposito…) ora si arrampicano anche sui.. mulini a vento ed ipotizzano di dare in concessione al miglior offerente -per realizzare impianti eolici-  delle aree, a parere di lor signori nella disponibilità del Comune, nei PIP (Piani d’Insediamento Produttivo, alias aree artigianali) di Traccone e Sas Pedras Frittas. Praticamente dentro città  in quanto baricentriche tra Ozieri e San Nicola e comunque al fianco di capannoni artigianali o commerciali e relativi inquilini.

Naturalmente qualche forzatura è d’obbligo, quando la fantasia si sbizzarrisce a tal punto.  Qualche  esempio:

  1. le aree destinate ad ospitare le torri eoliche non sono lotti invenduti ancora di proprietà del Comune, bensì i cosidetti “standard” e cioè quegli spazi obbligatori previsti dal DM 1444/68 sugli Standard Urbanistici che prescrive “i limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi, da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell’art. 17 della legge 6 agosto 1967, n.765”.   In pratica si sacrificano i parcheggi (verde pubblico non ce n’è) o le aree destinate alle attività collettive, quelle stesse che vengono draconianamente imposte ai privati per ogni piano di lottizzazione di “zona C”;
  2. le aree non sono accorpate ma frazionate e disperse sul territorio del PIP per cui i rotori gireranno tra i vari capannoni e gli automezzi e i TIR parcheggeranno sotto le pale rotanti;
  3. la delibera regionale n. 3/17 del 16.1.2009 che regola la materia  prescrive al punto d) “esclusivamente per gli impianti di potenza non superiore a 100 KW, da realizzare da parte di Enti Locali, con un numero totale di aerogeneratori non superiore a tre unità.”. Quindi gli impianti dovrebbero essere costruiti  direttamente dal Comune,  e non per interposto concessionario;
  4. le distanze di rispetto e sicurezza dalle strade provinciali sono state ammorbidite (Soru regnante e di manica larga), ma resta il vincolo di “una distanza di rispetto data dalla somma dell’altezza dell’aerogeneratore al mozzo e del raggio del rotore più un ulteriore 10%” e quindi in pratica più è alto il generatore e più occorre allontanarsi dalla SP n.1 che costeggia Traccone.  Sono ipotizzabili solo minitorri e si sa che il vento non ama soffiare rasoterra.

Tutto questo perché il piatto piange e mentre la sinistra più o meno ecologista si strappa le vesti quando è l’iniziativa privata a speculare “deturpando il paesaggio” con l’inquinamento ambientale.
Per fortuna che un’idea così strampalata non avrà seguito concreto…

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