La “finanza creativa” non è un’esclusiva di Tremonti e della sua fantasia scatenata alla ricerca disperata di euro. Anche al Comune di Ozieri non scherzano.
Per ricavare qualche soldo e rimpinguare le casse comunali (di per sé un’ottimo proposito…) ora si arrampicano anche sui.. mulini a vento ed ipotizzano di dare in concessione al miglior offerente -per realizzare impianti eolici- delle aree, a parere di lor signori nella disponibilità del Comune, nei PIP (Piani d’Insediamento Produttivo, alias aree artigianali) di Traccone e Sas Pedras Frittas. Praticamente dentro città in quanto baricentriche tra Ozieri e San Nicola e comunque al fianco di capannoni artigianali o commerciali e relativi inquilini.
Naturalmente qualche forzatura è d’obbligo, quando la fantasia si sbizzarrisce a tal punto. Qualche esempio:
- le aree destinate ad ospitare le torri eoliche non sono lotti invenduti ancora di proprietà del Comune, bensì i cosidetti “standard” e cioè quegli spazi obbligatori previsti dal DM 1444/68 sugli Standard Urbanistici che prescrive “i limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi, da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell’art. 17 della legge 6 agosto 1967, n.765”. In pratica si sacrificano i parcheggi (verde pubblico non ce n’è) o le aree destinate alle attività collettive, quelle stesse che vengono draconianamente imposte ai privati per ogni piano di lottizzazione di “zona C”;
- le aree non sono accorpate ma frazionate e disperse sul territorio del PIP per cui i rotori gireranno tra i vari capannoni e gli automezzi e i TIR parcheggeranno sotto le pale rotanti;
- la delibera regionale n. 3/17 del 16.1.2009 che regola la materia prescrive al punto d) “esclusivamente per gli impianti di potenza non superiore a 100 KW, da realizzare da parte di Enti Locali, con un numero totale di aerogeneratori non superiore a tre unità.”. Quindi gli impianti dovrebbero essere costruiti direttamente dal Comune, e non per interposto concessionario;
- le distanze di rispetto e sicurezza dalle strade provinciali sono state ammorbidite (Soru regnante e di manica larga), ma resta il vincolo di “una distanza di rispetto data dalla somma dell’altezza dell’aerogeneratore al mozzo e del raggio del rotore più un ulteriore 10%” e quindi in pratica più è alto il generatore e più occorre allontanarsi dalla SP n.1 che costeggia Traccone. Sono ipotizzabili solo minitorri e si sa che il vento non ama soffiare rasoterra.
Tutto questo perché il piatto piange e mentre la sinistra più o meno ecologista si strappa le vesti quando è l’iniziativa privata a speculare “deturpando il paesaggio” con l’inquinamento ambientale.
Per fortuna che un’idea così strampalata non avrà seguito concreto…


Watson
1 year ago
Leggendo attentamente la delibera della Giunta Regionale del 16 gennaio 2009, una delle ultime dell’agonizzante Giunta SORU (si votò un mese dopo e vinse Cappellacci) si capisce che i “rigorosi” difensori dell’ambiente, che impedirono l’elevazione delle torri eoliche sui monti dove non darebbero fastidio a nessuno per permetterne la costruzione solo nelle aree industriali, dove magari di vento non c’è neanche l’ombra, e riducendo fino a renderli ridicoli i vincoli di sicurezza (cosa succederebbe se una pala rotante si sganciasse in pieno movimento e finisse su un capannone limitrofo?) sono proprio quelli che oggi mettono in croce Cappellacci perchè ha bloccato l’assalto fotovoltaico.
Riporto alcuni passaggi della delibera:
vengono inoltre individuati altri vincoli determinati da norme territoriali ed urbanistiche per contenere alcuni degli impatti derivanti dalla realizzazione di fattorie eoliche, quali,ad esempio:
I. distanza minima di 1000 metri dall’“edificato urbano”;
II. distanza minima di 200 metri (nelle disposizioni ministeriali era di m.500 n.d.e.) da strade provinciali o statali o da linee ferroviarie. [...]
L’Assessore propone pertanto di modificare il vincolo di cui al precedente punto I di una distanza pari a 500 metri, in linea con i regolamenti sopra citati.
Tale modifica garantirebbe l’installazione di impianti eolici anche nei PIP prossimi ai nuclei urbani, e permetterebbe di svincolare una ulteriore superficie pari ad oltre 22.000 ettari del territorio regionale.
L’Assessore fa presente che il vincolo di distanza minima di 200 metri da strade provinciali o statali o da linee ferroviarie di cui al precedente punto II, potrebbe risultare sovradimensionato se non contestualizzato all’altezza dell’aerogeneratore stesso. L’inserimento di tale vincolo territoriale, infatti, è stato imposto soprattutto per garantire condizioni minime di sicurezza e di comfort stradali, dipendenti, ad esempio, dal calcolo della gittata massima degli elementi rotanti in caso di rottura accidentale o dal disturbo causato dall’ombreggiamento della torre e del rotore sui veicoli transitanti.
Considerato, tuttavia, che le stime di disturbo sopra richiamate dipendono piuttosto dalla altezza massima dell’aerogeneratore, l’Assessore propone di modificare il vincolo di cui al precedente punto II ad una distanza di rispetto data dalla somma dell’altezza dell’aerogeneratore al mozzo e del raggio del rotore più un ulteriore 10%.
[...]
DELIBERA
- di modificare il vincolo della distanza minima di 1000 metri dall’“edificato urbano”, portandolo alla distanza minima pari a 500 metri, in linea con i regolamenti citati in premessa;
- di modificare il vincolo di distanza di 200 metri dalle strade e ferrovie, con quello dato dalla somma dell’altezza dell’aerogeneratore al mozzo e del raggio del rotore più un ulteriore 10%;