In questi tempi di crisi –praticamente dal neolitico ad oggi- e con il Ministro dell’Economia che s’aggira famelico alla ricerca di qualche osso da spolpare, si rinnovano le inchieste sulle retribuzioni regolari e sulle entrate irregolari di politici e alti burocrati, senza trascurare i compensi di calciatori, presentatori televisivi e giornalisti più o meno perseguitati da editti bulgari. Scopriamo così che, ad esempio, i dipendenti del Parlamento hanno uno stipendio medio di 115.000 euro l’anno ed un autista con 35 anni di servizio incassa oltre 10.000 euro di stipendio mensile! Non si parli degli alti “commis” che tra retribuzione e consulenze incassano frequentemente milioni di euro all’anno.
Non mancherebbe quindi al Ministro armato di “machete” la giungla in cui aggirarsi per tagliare e disboscare. Ma, dal neolitico in qua, dopo l’età del bronzo e quella del ferro, lo scenario si ripete e nessuno ha la forza ed il potere di sfrondare e sradicare. Si finirà per colpire il “parco buoi”, capace d’elevare solo alti ed innocui muggiti.
Certo non con l’illusione di sanare le finanze pubbliche né tantomeno d’esser preso in considerazione, ma anche nel microcosmo in cui vivo esistono situazioni, se non di spreco, di cattiva spesa.
Vicende familiari mi costringono a frequentare gli uffici dell’INPS ad Ozieri (finchè non verranno anch’essi accorpati a Sassari) dove oltre agli impiegati –cortesi e competenti- trascorre le proprie vuote giornate una guardia giurata, armata di tutto punto. Non è un compito facile il suo: non avendo nulla da fare, non essendoci il rischio di furti o rapine (nell’ufficio non si maneggiano soldi o valori) né tantomeno problemi d’ordine pubblico, dopo aver assaporato qualche raggio di sole davanti all’ingresso, è costretto a rifugiarsi all’interno a risolvere sciarade e parole incrociate. Deprimenti ore con l’incombete rischio di piaghe da decubito. Facesse servizio all’Ufficio Postale di Piazza Garibaldi potrebbe dirigere il traffico degli utenti in perenne fila e sedare le discussioni sulle precedenze, ma così è solo una vittima sacrificale alla noia.
“La Patria si serve anche facendo la guardia ad un bidone di benzina”, si proclamava quando la Patria era viva o credeva di esserlo. Ma allora c’era l’illusione che almeno, nel bidone, ci fosse la benzina. Nel nostro caso si ha la certezza che il bidone è vuoto.
Non vogliamo che, insieme a tanti altri suoi colleghi disseminati con lo stesso criterio a tutela di scartoffie, perda il lavoro e lo stipendio un tranquillo signore comandato a quel compito. Ma, considerato che in qualche modo dobbiamo dargli la possibilità di vivere, perché l’INPS o le Poste non lo assumono come impiegato ordinario, facendogli svolgere una, una sola, pratica al giorno? Forse si venderebbero meno copie di “Settimana Enigmistica” ma ne guadagnerebbero le finanze comunque pubbliche e soprattutto l’umore e la salute del “vigilante”.


Pubblicato il 24 maggio, 2010 alle 11:10 am da Piombino