Nella guerra per la conquista della Regione sarda s’è messo mano all’artiglieria pesante, senza trascurare la lotta corpo a corpo, quella che mira al personale. Siamo arrivati alle querele. Soru, sotto assedio e schierato a difesa del suo quinquennio, con nemici esterni e alleati malfidi e meditanti vendetta, deve accreditare e difendere l’immagine di imprenditore prestato alla politica, superiore alle miserie umane e disinteressato salvatore della piccola patria isolana. Col prestigio appannato dai crolli di Borsa e i licenziamenti in arrivo, egli si rivolge all’orgoglio ancestrale dei sardi e fa appello alla loro diversità, croce e delizia di tutti i dis-integrati, in un’esaltazione di autosufficienza contraddetta dalla perentorietà delle rivendicazioni contro Roma-ladrona. Gli avversari ovviamente lo mettono in croce sbertucciando i suoi affari e tentando di farlo scendere dalla nicchia dove egli si è parcheggiato, circonfuso d’autoritarismo ma con l’alone della santità. Per il popolo della sinistra, lacero e contuso, da sempre in attesa messianica (“Ha da venì Baffone… “) è come la pietra filosofale per gli alchimisti, oltre Veltroni.
Il risultato elettorale in Sardegna condizionerà anche il destino del PD e della politica nazionale. Ecco perchè Il Giornale, voce del padrone di Arcore quanto l’Unità è voce del padrone di Sanluri (o quanto La Nuova fa da eco fedele, per via del nuovo presidente del CdA De Benedetti) gli dedica spesso la sua attenzione, entrando nella ragnatela dei suoi interessi, legittimi sino a prova contraria, ma per così dire “ingombranti” per chi vuole apparire incorporeo come un angelo. Già il fatto di essersi (auto) ricandidato, e a seguito di lotta fratricida, per un secondo mandato, dopo aver spergiurato la disponibilità ad essere in campo per una sola volta, con ritiro programmato stile Cincinnato, dimostra che l’attaccamento al potere è molto tenace, impedendo il distacco del velluto dei calzoni da quello della poltrona. Qualche incoerenza comportamentale serve a delineare meglio i contorni del personaggio, che si è “fatto da sè” ma che poteva riuscire meglio, dicono i maligni.
Tutto questo senza entrare nel merito della vicenda politica e amministrativa regionale –la cosa che oggettivamente dovrebbe essere più importante- delle cose fatte, disfatte, malfatte e non fatte.


Sator
3 years ago
La vostra foto -inserita nel pezzo- è profetica: in serata Carlo De Benedetti ha annunciato che lascerà tutte le presidenze, perchè quest’anno compirà 75 anni!
Chirone
3 years ago
Ecco come l’Unione Sarda ricostruisce il pasticcio della pubblicità istituzionale della Regione, oggetto di inchiesta della magistratura e causa della querela di Soru contro Berlusconi.
Domenico M.
3 years ago
Quando i dissidenti non sono “disturbatori di sinistra”.
Chi segue con attenzione la campagna elettorale sarda, non può non aver notato l’importanza che le viene dedicata a livello nazionale, e nella quale si può notare il divario di forze mediatico in campo fra Sua Emittenza e il Signore di Sanluri, perché di questo scontro, e solo di questo referendum si tratta, lasciando a Cappellacci l’ingrato ruolo di raccogliere i cocci di una possibile, (e perché no ?) probabile sconfitta.
Nonostante questa diversa potenza di fuoco mediatica, a cui, a livello regionale si sono supinamente, e non da oggi, aggiunte e adeguate alcune tv e giornali locali, non si è riusciti a soffocare e occultare striscioni e voci dei dissidenti (lui li chiama disturbatori di sinistra) apparsi in diversi comizi. Testimonianze insopprimibile e certificate, obtorto collo, a Cagliari e Sassari , dove il servizio d’ordine ha allontanato i dissidenti. Dei dissidenti in Gallura , poco si è saputo a parte la testimonianza di Altravoce.net
Ora, che si frequentino i comizi e si ascoltino le ragioni di Berlusconi e di Soru è cosa buona e giusta, affinché si possano capire i rispettivi programmi di governo regionale. Altrettanta cosa buona e giusta e democratica è quella di dissentire, anche sonoramente (a scelta tra fischi, pernacchie, e buuuuuuu) se non ci viene data la possibilità di controbattere a fandonie, mancate verità, quando non sane falsità o si arriva alla denigrazione dell’antagonista sia esso il Governatore o lo stesso Presidente.
Casi già sentiti e ripetuti (e qualcuno già finito in querela di parte) tipo: soldi di appalti messi in tasca, aumento della disoccupazione, posti di lavoro promessi a gogò ecc.ecc. avversario incapace imprenditorialmente,ecc. Ricordando a tal fine il caso di quel famoso imprenditore il quale aveva le sue aziende indebitate per migliaia di miliardi ,si candidò e divenne Presidente del Consiglio e le sue aziende risanarono i bilanci,senza più bisogno di eventualmente falsificarli.
Dissentire da tali fandonie è un nostro sacro diritto-dovere per non passare da abulica claque, e ribadire la nostra dignità di cittadino elettore, dotato di mente pensante.
Non facciamoci turlupinare da ricatti morali e da sterili accuse di “disturbatore di sinistra”, andiamo ai comizi, tutti, e prima di esercitare il nostro diritto di voto, esercitiamo il nostro diritto di cittadini a dissentire dalle bugie e dalle falsità dette in campagna elettorale, da qualunque parte vengano.
Attenzione:questo divario di mezzi potrebbe far scattare ,in personaggi instabili o emotivamente fragili o troppo coinvolti, gesti inconsulti di gucciniana memoria che per rimediare ad una evidente e ormai acclarata ingiustizia “decidono di salire su una locomotiva e lanciarla contro tale ingiustizia fatta persona” alla quale a volte nemmeno i servizi d’ordine o le scorte imperiali possono porre rimedio.
Illuminanti i casi del papa in piazza San Pietro e dello stesso Berlusconi che si vide arrivare un cavalletto fotografico, sul capo pre-impianto tricologico. Poveretto non aveva nemmeno una bandana di protezione.
Quando andiamo ai comizi quindi, sarebbe nostro compito di sorvegliare anche sull’incolumità del nostro Presidente del Consiglio, non si sa mai che, appunto, un gesto inconsulto lo trasformi in martire prima , Santo protettore della Sardegna subito dopo e stavolta per davvero e per sempre.
A tal fine, con convinzione anche gli atei e i laici invocano un salvifico: Libera nos Domine.
P.s. Noto con stupore che seguite la campagna elettorale in modo un pò “tiepido” per usare un eufemismo: soliti problemi di connessione o delusi da un centro destra sgangherato e succube di Arcore?
La stima resta immutata, un cordiale e sempre sincero saluto da Tresnuraghes.
Domenico Mura
La redazione
3 years ago
L’amico D.Mura ci segue con molta attenzione, se ha notato il mancato “accanimento” per la campagna elettorale che si sarebbe aspettato dal ns. sito.
I motivi sono in parte tecnici (lo spazio sul web a noi dedicato è quasi saturo e siamo in attesa che ci concedano spazio) in parte voluti, essendo demotivante “tifare” in una partita che si sa in partenza fasulla, con candidature ottenute per cooptazione o auto-imposte, con programmi evanescenti e soluzioni di comodo, in cui la cosa più intrigante è di scoprire dov’è il trucco.
Ma forse siamo troppo esigenti… Sopratutto con la squadra del cuore.
Contraccambiamo la stima ed i saluti.
pupo
3 years ago
Vorrei che Domenico spiegasse la differenza tra Berlusconi e Soru, dato che si tratta di due miliardari entrambi con gigantesco conflitto di interessi, ma almeno il secondo in Sardegna ha portato soldi a palate, mentre le esose tariffe di Tiscali servono soltanto ad arricchire Soru e i suoi cari, per non parlare dei tanti dipendenti che ha messo a spasso.
A questo punto preferisco sicuramente riascoltare il comizio di Toto negli inimitabili panni di Antonio La Trippa nella natia Roccasecca, certo più divertente di un qualsiasi discorso di Soru.
Don Perignon
3 years ago
NO ! Anche De Benedetti s’è squagliato, abbandonando TISCALI !
Dalla stampa economica si apprende:
“Management & Capitali ha comunicato alla Consob di aver ridotto entro la soglia del 2% la propria quota in Tiscali. Management & Capitali, fondata da Carlo De Benedetti, a settembre era diventata il secondo azionista di Tiscali in seguito alla conversione del prestito obbligazionario da 60 milioni sottoscritto a fine 2007.
Aveva il 6,86%, alle spalle del primo socio, il fondatore Renato Soru, che di recente ha assegnato a un fiduciario il proprio pacchetto del 17,7%.”
Domenico M.
3 years ago
La differenza fra Soru e Berlusconi meriterebbe uno spazio maggiore di questo riservato ai commenti.Quello che posso dire e ribadire è che Soru l’avevamo eletto noi nel 2004, e questo è il momento di bocciarlo o riconfermarlo,come si dovrebbe fare in una democrazia matura,senza scomodare indipendenze o secessioni ne federalismi.Di Berlusconi ,invece,non capisco perchè si ostina ad intrufolarsi nelle elezioni regionali (vedi anche il caso Abruzzo)in modo cosi insistente ed ostinato ,atteggiandosi a Re Mida,fino a imporre nomi non solo sconosciuti ma anche discutibili.E il tutto viene accettato da un centrodx in religioso silenzio e in formazione allineata e coperta,in posizione quasi supina.L’urna elettorale darà ragione a tali scelte e sottomissioni?Oppure l’orgoglio sardo ribalterà il tutto? In tal caso ne vedremo delle belle in costa, e stavolta non saranno veline!! In tal caso le urla di Palazzo Grazioli (il giorno della sconfitta contro Prodi,fra il Berlusca e Pisanu)rieccheggeranno a villa Certosa e le sentiremo fin qui da Bosa, e sai che goduria!!!
Sator
3 years ago
Pare che non tutto fili liscio tra Soru e De Benedetti (a parte l’avventura di Tiscali quotata all’esordio 60 euro, arrivata a 116 euro e scesa in questi giorni a 38 centesimi e nella quale l’ingegnere aveva iniettato 60 milioni e uscendone malconcio).
Il Giornale mette il dito nella piaga, per l’affare fotovoltaico di Macchiareddu:
“con il via libera agli espropri, che ancora non arriva. Nei palazzi della politica si dice che De Benedetti sia sulle spine e che questa incertezza, assieme al precipitare delle quotazioni, abbia indotto l’Ingegnere a una duplice mossa: non solo a convertire con larghissimo anticipo (meno di un anno dopo l’emissione) il prestito di 60 milioni, ma a vendere subito dopo (26 gennaio scorso) la gran parte delle azioni, scendendo dal 6,9 a meno del 2 per cento del capitale di Tiscali. Un sostanziale disimpegno. Negli stessi giorni su Repubblica è uscito un reportage che ha infastidito Soru perché lo contrappone ai «castosauri» del suo partito. Qualcosa si è rotto nel centrosinistra, e forse anche con De Benedetti.”
pupo
3 years ago
La descrizione su Soru fatta da x-file è perfetta.
Invito Domenico a leggersela attentamente perché con grande correttezza viene descritto benissimo l’ex presidente, che non è certo il santerellino che vuole far credere.