E’ più facile avanzare nella giungla tropicale, districandosi a mani nude, piuttosto che “fare impresa” in Italia. Questo giudizio, valido da almeno 40 anni, è ulteriormente confermato dal Rapporto della Banca Mondiale che ci assegna il 78° posto in una graduatoria di 183 nazioni:
“Tra cavilli fiscali costosi e intricati e tempi ‘biblici’ per avere giustizia sui contratti, in Italia è diventato ancora più difficile svolgere un’attività d’impresa: in un anno la penisola ha perso altri quattro posti…”
In questa poco brillante classifica, che offusca ancora di più il futuro di chi spera nell’imprenditoria per uscire dalla crisi, tra i tanti parametri esaminati, l’unico in cui sopravanziamo gli altri è quello dove volentieri avremmo voluto essere retrocessi:
“Infine il posizionamento più elevato lo registra sulla voce “chiusura di attività”, in cui è 29esima.”
Ma i nostri legislatori, a tutti i livelli, invece di decespugliare, incrementano di continuo le regole, i divieti, le prescrizioni… Manco fossero pagati a percentuale…


Pubblicato il 9 settembre, 2009 alle 9:59 am da Piombino