Fare e disfare è tutto lavorare,
tanto paghiamo noi.
Il Tirannosorus Rex, col braccio operativo dell’assessore regionale del Turismo Luisa Anna Depau, considerati i risultati fallimentari delle “innovazioni” abbozzate per attrarre l’interesse dei “forestieri” verso la nostra terra, ci ha ripensato. Sardegna fatti bella, che avrebbe dovuto “vendere” tutto ciò che i sardi possono offrire in un pacchetto onnicomprensivo, dalle spiagge ai formaggi, e Sardegna Lab, fumoso progetto di “rivisitazione” delle produzioni artigianali, che avrebbe dovuto sostenere il comparto, non sono mai decollate, nonostante i pingui rifornimenti e le polemiche di cui ci siamo a suo tempo occupati. 
Ora il team di Soru tenta d’uscire dall’ennesimo vicolo cieco in cui s’è cacciato riesumando, se non la sostanza almeno l’apparenza -il marchio- dell’ I.S.O.L.A. (Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano), vecchio carrozzone intruppato di funzionari-burocrati che dell’artigianato si ricordavano vagamente leggendolo sulla targa dell’ufficio. C’era da revisionarlo, sostituire qualche pezzo e dargli una scossa e rimetterlo in moto, non collegarlo all’alta tensione e ucciderlo abbrustolito, com’è stato fatto. Si sono persi anni e soldi, nostri e degli artigiani.
Il Tirannosorus e la sua combriccola ormai famosa sono maturi per l’Honduras e per la sua isola sperduta (1) (2), dove Simona Ventura li manderà (e noi insiema a lei). Potranno fare quattro chiacchiere con la compagna Vladimir Luxuria e con Valeria Marini, in attesa di giocare in casa, quando, anche grazie a loro, la Sardegna avrà tutte le caratteristiche per ospitare… i naufraghi.



Totoi
3 years ago
Cant’istada faghindesi bella sa Sardigna moridi de famine ei “su mere” s’indaffuttidi. Deo pagu ‘nde cumprendo, ma su chi appo leggidu mi parede una futtida. Leggìde…. custa. Forsi nos cumbenidi a cominzare a imbastare s’aiunu.