L’I.S.O.L.A. dei furiosi

Pubblicato il 6 novembre, 2008 alle 4:21 pm da


Fare e disfare è tutto lavorare,

tanto paghiamo noi.

Il Tirannosorus Rex, col braccio operativo dell’assessore regionale del Turismo Luisa Anna Depau, considerati i risultati fallimentari delle “innovazioni” abbozzate per attrarre l’interesse dei “forestieri” verso la nostra terra, ci ha ripensato. Sardegna fatti bella, che avrebbe dovuto “vendere” tutto ciò che i sardi possono offrire in un pacchetto onnicomprensivo, dalle spiagge ai formaggi, e Sardegna Lab, fumoso progetto di “rivisitazione” delle produzioni artigianali, che avrebbe dovuto sostenere il comparto, non sono mai decollate, nonostante i pingui rifornimenti e le polemiche di cui ci siamo a suo tempo occupati.

Ora il team di Soru tenta d’uscire dall’ennesimo vicolo cieco in cui s’è cacciato riesumando, se non la sostanza almeno l’apparenza -il marchio- dell’ I.S.O.L.A. (Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano), vecchio carrozzone intruppato di funzionari-burocrati che dell’artigianato si ricordavano vagamente leggendolo sulla targa dell’ufficio. C’era da revisionarlo, sostituire qualche pezzo e dargli una scossa e rimetterlo in moto, non collegarlo all’alta tensione e ucciderlo abbrustolito, com’è stato fatto. Si sono persi anni e soldi, nostri e degli artigiani.

Il Tirannosorus e la sua combriccola ormai famosa sono maturi per l’Honduras e per la sua isola sperduta (1) (2), dove Simona Ventura li manderà (e noi insiema a lei). Potranno fare quattro chiacchiere con la compagna Vladimir Luxuria e con Valeria Marini, in attesa di giocare in casa, quando, anche grazie a loro, la Sardegna avrà tutte le caratteristiche per ospitare… i naufraghi.

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