Pedro, adelante con juicio…

Pubblicato il 31 marzo, 2009 alle 9:12 pm da Chirone


Pedro, adelante con juicio…

Ormai libera da condizionamenti di ruolo l’ex assessore alla Sanità Nerina Dirindin, in un’intervista a La Nuova Sardegna, abbandonati i toni diplomatici, s’è messa a randellare, dando sfogo ai repressi sentimenti di disagio patiti nell’isola.

Il suo ruolo di portatore di verità in terra di missione –tale può essere la Sardegna agli occhi di un piemontese costretto a viverci, sin dai tempi di Carlo Emanuele- era stato contestato dall’inizio del mandato e il feeling coi sardi era scarsissimo. Ora è rientrata a Torino, con soddisfazione reciproca, parrebbe.

Ma tra i tanti sassolini che aveva nelle scarpe, qualcuno era più fastidioso:

“ … di tutta la Sardegna, Sassari è il territorio più difficile. E’ vero che non ha gli interessi economici e professionali di Cagliari, ma ha una latente decadenza di cui tutti si sentono vittime e invece sono partecipi, una perdita di prestigio dilagante, una tendenza all’individualismo ancora più marcata di altri territori e una Università poco capace di alzare il tono della professione, del modo di agire.”

Tanto sarebbe bastato per suscitare polemiche, ma, dato che c’era, ha rincarato:

“Non dimenticherò mai il rettore quando riprendemmo i discorsi sulle ristrutturazioni delle cliniche e scoprimmo che lui aveva circa 15 milioni di euro fermi, nonostante le condizioni del tutto inadeguate del materno-infantile, per esempio. Io gli dissi che avrebbe dovuto averli già spesi e lui risposte che invece dovevo ringraziarlo per aver conservato questi soldi. Sassari ha dato all’Italia grandi nomi, ma il livello medio non è elevato. Si lamentano su tutto, […] al Santissima Annunziata [c’erano, ndr] 3 milioni di euro di cucine comprate e mai usate, tante irregolarità dappertutto…”

Il rettore dell’università, Maida, non può far finta di nulla e due giorni dopo (ma solo perché di mezzo c’è il lunedì, e La Nuova non esce…) reagisce, da isolano, siculo ma sardo d’adozione, contro

“… il vizio … di ritenere di poter dire quello che crede a proposito della Sardegna, dei sardi, delle istituzioni di questa Regione, di chi nelle suddette istituzioni opera. E’ un vizio talmente radicato che sopravvive anche adesso che Nerina Dirindin non è più sul soglio dal quale promulgava editti per la sanità sarda. […] La responsabilità della verità dovrebbe essere il primo compito del politico. Purtroppo questa non è stata la prassi dell’ex assessore, non aiutata da un carattere spigoloso e da una scarsa capacità di mediazione.”

Il rettore elenca poi alcune manchevolezze assessoriali e tocca alla fine un punto che con Ozieri ha qualche collegamento:

“… e lo sprezzante atteggiamento riservato alla facoltà di Veterinaria di fronte alla richiesta di supportare le due scuole di specializzazione in ambito di Sanità animale: la superficialità di tale presa si posizione si giudica da sola, se si considera che l’economia di questa regione si basa, per buona parte, sul patrimonio zootecnico. Operare fattivamente, nel settore cruciale della Sanità, in una regione come la Sardegna, era una sfida e un’occasione preziosa per qualsiasi politico. Posso dire che l’assessore Dirindin le ha perdute entrambe?”

A dar manforte interviene anche il preside della facoltà di Medicina, Rosati, con contestazioni specifiche, tra le quali:

“Il degrado edilizio e la mancanza di attrezzature indispensabili per l’assistenza è a tutt’oggi il maggior problema dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Sassari. Dal momento che l’A.O.U. è azienda di riferimento per lo svolgimento dei compiti della Facoltà medica (l’integrazione di didattica, ricerca e assistenza è, non a caso, la missione che la legge assegna alle A.O.U.), la mancanza di risorse finanziarie adeguate a risolvere questo grave problema è un macigno che, se non rimosso, impedirà alla Facoltà medica di perseguire i propri obiettivi didattico-scientifici.”

Nel rimpallo di accuse e responsabilità non posso essere io, piccolo untorello, a giudicare, ma qualche domandina piccola ce l’ho: se questa era la situazione, cosa aspettava Sua Magnificenza a sputare il rospo ? Che Cappellacci vincesse le elezioni e Dirindin suonasse la ritirata ? E se le cose fossero andate diversamente e Soru e la sua triste combriccola avessero potuto continuare la loro avventura ? Avremmo continuato a confidare nella vis sanatrix naturae ?

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • del.icio.us
  • Segnalo
  • Google Bookmarks
  • Digg
  • Live
  • Netvibes
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • Wikio IT
  • Upnews

Ulteriori articoli che ti potrebbero interessare