Siamo a cavallo, prepariamo l’asino…

Pubblicato il 31 marzo, 2008 alle 11:29 am da


Non so se Villacidro avrà il più importante ippodromo della Sardegna, certo avrà quello più “dopato”, con gli anabolizzanti della politica di campanile spudoratamente iniettati dai politici dell’inesistente provincia del Medio Campidano. Anch’essa peraltro tirata fuori dal cilindro dei riassetti istituzionali e fatta vivere come un replicante da chi aveva necessità d’un covo sicuro dove architettare le rapine ai danni degli altri sardi.

D’altra parte, seppur screditate, le teorie di Cesare Lombroso un fondo di verità, almeno empirica, devono averlo, guardando il volto di qualche protagonista della politica regionale, immeritatamente sottratto alla vanga e proiettato nel ruolo di macellatore e cannibale dei miserabili e indifesi corregionali.
Com’è possibile che Leonardo Ladu non soffra della stessa nausea che soffoca tutti gli ozieresi nell’apprendere che i suoi compagni di partito e di coalizione, dopo le promesse vagheggiate a Cagliari, si compiacciano di brindare a Villacidro, ancora prospettando “sinergie tra i quattro ippodromi e la Regione [che] dovrà fare la sua parte”?

Ancora? Non basta quanto ha già fatto, vero cancro che sta consumando scientemente e sistematicamente le carni del resto dell’isola più a nord di Marrubiu?

Cos’altro ha intenzione di strappare, col sorriso falso che mostra solo denti da predatore?
Cosa ci sta a fare un sindaco ad Ozieri, turlupinato e insultato insieme ai concittadini, visto solo come gestore di discariche? Come pensa di poter continuare a gestire dignitosamente, senza essere scambiato per un complice interessato, una Città che non fa altro che inanellare delusioni e fallimenti, con l’aggravante che i responsabili fanno parte della sua cordata politica?

La risposta non la deve dare a noi, ma a se stesso.

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