Qualcuno, “abituato male”, si chiede e ci chiede perché non appaiano “post” che commentino le più recenti vicende di Renato Soru, mentre ogni mossa di quello che chiamavamo Tirannosorus Rex era, prima della caduta, analizzata ed il più delle volte criticata.
La risposta è semplice: il voto dei sardi ha ribaltato il suo ruolo e peso politico, neutralizzandolo e relegandolo nel mondo del rimpianto. Finchè giacerà lì a leccarsi le ferite, e a destreggiarsi con le carte da bollo e gli avvocati, non abbiamo motivo per attaccarlo. Dovesse dare segni di risveglio, segnaleremo il pericolo.
Il rischio maggiore ormai lo corriamo con la compagine che lo ha sconfitto e quella terremo d’occhio, passata la sdolcinatura della luna di miele. Le prime (in)decisioni non suscitano entusiasmo e, abituati alla mimica tragica di Soru non riusciamo a capire cosa mai avrà da (sor)ridere in continuazione il suo successore.
Il filo del destino inoltre s’è inceppato per Soru in qualche nodo economico, sia sul versante della carta stampata che su quello dell’impalpabile rete informatica e non troviamo gradevole andargli contro.


Domenico M.
2 years ago
Signori si nasce ….! Andare a fare le pulci a chi è seduto sui banchi della minoranza è segno di una politica cialtrona e vendicativa (se mai poi si può parlare di politica in tal caso) dando inoltre, a chi siede sui banchi della maggioranza, ulteriori armi per assumere atteggiamenti arroganti.
Basta guardare a livello nazionale gli atteggiamenti del Silvio di Arcore, che difficilmente e sempre più raramente, suscitano perplessità e dubbi nei, e non sono pochi, sedicenti, giornalisti.
Per fortuna nostra, che seguiamo questo sito, qui dentro abbiamo gente di spessore politico e intelletuale, da far invidia a ben più blasonate redazioni, che giustamente (dico io) passata la sbornia della vittoria, scende dal carro del vincitore, per osservare con spirito critico le gesta di chi dovrà amministrare la nostra regione. Compito arduo che dovrà tener conto anche di pagar pegno a “colui che ci ha messo la faccia”, sperando che a noi non tocchi, in posizione supina, subirne le turpi voglie e porgere di conseguenza.
A sentire i primi proclami sia nucleari che urbanistici, mi sembrano timori fondati.
Al posto del nostalgico olio di ricino questa destra, anche isolana, pare voglia ricorrere alla vasellina in quantità industriale e oscena.
Si salvi chi può, e chi vuole!
Sator
2 years ago
Grandi manovre sulla carta stampata di sinistra, dove i leader e gli editori ormai hanno vita breve e grama. Soru forse salva il suo quotidiano, con grossi sacrifici (sopratutto degli altri…) ma, siccome non si sa mai, ci informa l’Agenzia ASCA che: “Mentre ”l’Unita’” sciopera, prende quota il progetto di un nuovo quotidiano diretto da Antonio Padellaro, predecessore della De Gregorio alla direzione del giornale fondato da Gramsci. Dovrebbe avere come testata ”Il fatto’‘, contare su una piccola redazione e andare a occupare uno spazio politico in quel settore di opinione pubblica che guarda con simpatia all’Idv di Antonio Di Pietro.
Pure Piero Sansonetti, ex direttore di ”Liberazione”, sta lavorando al progetto di un nuovo quotidiano. La testata, compiendo una piccola rivoluzione rispetto all’immaginario tradizionale della sinistra, dovrebbe essere ”L’altro”. Non piu’ il richiamo alla storia del movimento operaio e dei suoi simboli, quanto piuttosto alla curiosita’ per i singoli individui e alle tematiche della cittadinanza e delle liberta’.
Un terzo progetto di quotidiano di sinistra che potrebbe presto andare in edicola riguarda la trasformazione di ”Notizie verdi”, il foglio della Federazione dei Verdi. La testata di chiamera’ ‘Terra’ o ‘Live‘, editore Luca Bonaccorsi. Grande attenzione ai temi della democrazia energetica ma anche molte inchieste sul territorio (discariche, raccolta differenziata dei rifiuti, cementificazione) per indicare cattive e buone pratiche ecologiche da parte di enti locali e cittadini.
Prova invece in questi giorni a ricontrattare il proprio debito con le banche ”il manifesto”, altro quotidiano storico della sinistra che ha potuto superare le difficolta’ degli ultimi mesi grazie al sostegno della sottoscrizione dei propri lettori e alla conferma dei fondi della legge sull’editoria per i prossimi due anni da parte del governo.”
Continuando così ci saranno più giornali che (e)lettori di sinistra…