Zecche, cimici, piattole. E sanguisughe…

Pubblicato il 2 agosto, 2008 alle 10:12 am da


tirrenia-rid.jpgIndubbiamente non sono tempi felici per la Tirrenia e per la pletora napoletana che “fatica” a bordo. I sardi abituati a viaggiare nei carri-bestiame naviganti eppure legati –dire affezionati sarebbe osare troppo- ai bianchi bastimenti, commentano “A su toppu s’ispina” .

Forse anche l’Isola Bianca si chiama così perché per decenni è stata l’approdo delle speranze, dei disagi, delle lacrime di chi su quelle navi bianche doveva salire per “andare in Continente”.
Forse la Compagnia continuerà a galleggiare, ma senza il salvagente di Pantalone, perché dal 31 dicembre non ci sarà più alcuna proroga della convenzione dello Stato con la Tirrenia per i collegamenti marittimi per la Sardegna.

Lo ha detto il presidente della Regione, Renato Soru al termine dell’incontro con il ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli:

“Il ministro mi ha confermato che non è stata rinnovata la concessione alla Tirrenia e che non verrà rinnovata, per cui il 31 dicembre 2008 cade la convenzione in essere”.

In assenza della convenzione con la Tirrenia, la Regione Sardegna si propone di porre in essere un bando che regolerà le frequenze, i costi, la velocità delle navi, la loro qualità complessiva in modo da garantire la tanto attesa continuità marittima per i passeggeri e le merci.

“Per attuare lo stesso sistema di continuità per il trasporto aereo – ha concluso il Presidente Soru – si potrà fare la gara internazionale per l’affidamento del servizio in modo da migliorare di molto la qualità del trasporto soprattutto per il traffico che ha origine dall’area di Cagliari. Finalmente vedremo l’avvio anche dalla Sardegna delle autostrade del mare che permetteranno di spostare sul mare i 400 Tir che ogni giorno attraversano l’isola da sud fino a Olbia mettendo in pericolo la sicurezza e con maggiori costi ambientali ed energetici”.

Cara Isola Bianca, anche per te ci saranno quindi novità, meno confusione, meno traffico, meno costi ambientali e maggiore sicurezza. Non sentirai più le sguaiate battutacce dei “guaglioni”, quando buona parte dell’attività sarà trasferita nel Capo di Sotto, dove ride la simpatica parlata dei “picioccheddus”.
Cagliari, fallita nel porto-canale, memore e devota, metterà in soffitta s.Efisio e proclamerà il nuovo protettore, s.Renato, nè vergine nè martire:

“…custodisci, reggi, governa me, che ti fui affidata dalla pietà celeste. Amen.”

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