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	<title>Il Cantaro</title>
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	<description>Periodico d'informazione libera online</description>
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		<title>Facciamo finta che&#8230; tutto va ben&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 18:22:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[allevamento_ovino]]></category>
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		<description><![CDATA[La Sardegna senza le pecore e pastori è parsa (finora) una contraddizione in termini. Eliminare i nuraghi sarebbe quasi meno traumatizzante per la nostra identità etnica e culturale. Non si tratta solo della voragine economica che inghiottirebbe l’intera isola e non solo gli addetti ai lavori, ma dello sradicamento “genetico” d’una intera popolazione dalle proprie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Sardegna</strong> senza le pecore e pastori è parsa (finora) una contraddizione in termini. Eliminare i nuraghi sarebbe quasi meno traumatizzante per la nostra identità etnica e culturale. Non si tratta solo della voragine economica che inghiottirebbe l’intera isola e non solo gli addetti ai lavori, ma dello sradicamento “genetico” d’una intera popolazione dalle proprie tradizioni e dalle proprie certezze, come la strage dei bisonti per i pellerossa o la distruzione della foresta amazzonica per gli indios. Queste motivazioni devono obbligarci a tentare tutti le soluzioni per permettere la sopravvivenza dignitosa al comparto dell’allevamento ovino.</p>
<p>Tutto ciò premesso, dobbiamo renderci conto però che è una battaglia periferica, quasi una scaramuccia, nella guerra che si combatte globalmente per la supremazia o forse addirittura per la sopravvivenza, in tutti i settori economici, senza eccezione per l’<strong><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201008articoli/57916girata.asp" target="_blank">agroalimentare</a>,</strong> dove le contraddizioni sono fatte di sovrapproduzione, eccesso d’offerta e crollo dei prezzi che convivono con denutrizione, fame e carestie.</p>
<p>Finora l’Occidente ha vissuto lautamente, protetto dalla superiorità economica, tecnologica e culturale, a scapito di altre popolazioni più deboli e penalizzate dalla natura e dall’organizzazione. <strong>I tempi cambiano e le vacche magre incombono, forse è arrivato il nostro turno di cedere il posto a tavola, essendo un’illusione che le provviste siano sufficienti per tutti.</strong></p>
<p>Anche i nostri prodotti soffrono della concorrenza più o meno leale e del cambiamento dei gusti e dei mercati. La qualità dei prodotti di nicchia non può competere con lo “tsunami” delle produzioni di massa e dei prezzi stracciati.<br />
I <a href="http://www.conipiediperterra.com/i-sardi-preferiscono-il-parmigiano-al-loro-pecorino-0706.html" target="_blank">nostri comportamenti</a> influiscono pur’essi ad aggravare la crisi, strisciante per anni, occultata dalle sovvenzioni droganti ed ora esplosa drammaticamente.</p>
<p>Le soluzioni proposte dall’affannato e assediato <strong>Assessore regionale all’Agricoltura</strong> sanno tanto di <strong>tacita finzione</strong> o di <strong>pannicelli caldi</strong>.</p>
<blockquote><p><strong>Bastano due conti per scoprire il bluff: si pretende di smaltire le eccedenze di produzione di pecorino romano favorendo il conferimento in una <a href="http://www.regionesardegna.it/documenti/1_60_20100825100522.pdf" target="_blank">“stanza di compensazione”</a> (riedizione del glorioso “Ammasso”) che sottrarrebbe ai magazzini di stoccaggio, ormai stracolmi, circa </strong><strong><span style="color: #ff0000;">60 mila quintali di formaggio</span> che andrebbero rigirati e consumati nelle mense scolastiche. Si creerebbe così lo spazio, fisico ed economico,  per il surplus&#8230; prossimo venturo!<br />
</strong></p>
<p><strong>Si tratta quindi di </strong><strong><span style="color: #ff0000;">6.000.000 di kili di pecorino</span> e ipotizzando -per eccesso- che gli scolari della scuola dell’obbligo che fruiscono della mensa siano in Sardegna <span style="color: #ff0000;">100.000</span>, essi, durante l’anno scolastico, <span style="color: #ff0000;">dovrebbero ingozzarsi con </span></strong><strong><span style="color: #ff0000;">60 kili di pecorino a testa</span>! Altro che spalmabili nel &#8220;mulino che vorrei&#8230;&#8221;</strong></p></blockquote>
<p>Non vogliamo infierire, perché la soluzione incruenta non ce l’ha l’Assessore al quale è arrivata, insperata, la dialettica ciambella di salvataggio dell’ex-ministro <strong>De Castro</strong>, come non ce l’ho certo io.</p>
<p>Forse l’hanno intravista, per il momento contingente, <strong>i pastori che da tutto il parlare hanno capito che nell’operazione è coinvolta la SFIRS</strong>, costretta ad aprire la cassaforte e alimentare artificialmente i boccheggianti allevatori.</p>
<p>Quanto potrà durare la terapia intensiva e sostitutiva se non ci si deciderà a tagliare l’eccesso di produzione (ma i pastori non lo faranno mai spontaneamente, <strong>finchè c’è la SFIRS…</strong>) e a dirottare la trasformazione del latte ovino su prodotti meglio accetti dai consumatori, riorganizzando tutta la filiera produttiva e commerciale?</p>
<p>E’ un’impresa titanica ma senza alternative, se non vogliamo ridurci anche noi ad una ciotola di riso (d’importazione ovviamente, prima che intervenga la FAO).</p>
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		<title>Aita, aita, parea dicesse…</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 09:54:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piombino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Liori]]></category>
		<category><![CDATA[Ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[Ozieri]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo agosto Sassari ha rinnovato trionfalmente la “faradda di li candareri” ma ha fatto anche la conoscenza col brivido del volo, in elicottero, per la precisione. Il marasma sanitario ha messo le ali e parrebbe aver toccato anche “la valle del Turritano”, come dicono i frammassoni.
Credevamo d’avere l’esclusiva, noi ozieresi, dello sfascio ospedaliero e, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo agosto <strong>Sassari</strong> ha rinnovato trionfalmente la <em><strong>“faradda di li candareri”</strong></em> ma ha fatto anche la conoscenza col brivido del volo, in elicottero, per la precisione. Il marasma sanitario ha messo le ali e parrebbe aver toccato anche “la valle del Turritano”, come dicono i frammassoni.</p>
<p>Credevamo d’avere l’esclusiva, noi ozieresi, dello sfascio ospedaliero e, per quel che ci riguarda, non ci lamentiamo per la violazione di tal diritto da parte dei vicini <strong><em>“impiccababbi”</em></strong>.</p>
<p>Un paio di settimane orsono, in cronaca di Sassari del quotidiano locale, veniva lamentato il trasferimento a Cagliari di un paziente che necessitava di cure ortopediche/traumatologiche e che non era possibile soccorrere nel Capo di Sopra per  disguidi vari. Nel contesto dell’articolo, esaminando le alternative alla lunga trasferta, il cronista, molto sinceramente, affermava che il trattamento non era possibile neanche ad<strong> Ozieri, <em>“il cui Ospedale è in fase di smantellamento”</em></strong><em> </em>e dava quest’inciso come cosa scontata e risaputa.</p>
<p>Qualche giorno dopo l’elisoccorso trasportava a <strong>Nuoro</strong> un paziente sassarese per una gastroscopia d’urgenza.</p>
<p>Non si contano più gli interventi di sindaco, sindacalisti, medici, docenti universitari e primari ospedalieri che dicono la loro, brigando malamente, sui futuri assetti e accorpamenti di reparti e interi ospedali e cliniche, evidenziando tutti lo scivolare collettivo verso il terzo mondo. L&#8217;Assessore regionale <strong>Liori</strong>, dopo aver farfugliato anagrammi di un Piano sanitario,  s&#8217;è addormentato sul libro dei sogni e nessuno riesce a svegliarlo.</p>
<p>Finchè le lamentele provenivano da Ozieri e da altri centri periferici, per i disservizi e i ridimensionamenti molto spesso causati proprio dalle cose decise o non decise a Sassari, non gliene fregava niente a nessuno.</p>
<p>Ora che la malattia s’è diffusa ed il fuoco è arrivato anche al culo dei sassaresi il/la  Presidente della Provincia di Sassari-Alghero-Porto Torres pensa di convocare gli “<a href="http://www.sassarinotizie.com/articolo-1455-a_sassari_gli_stati_generali_della_sanita_appuntamento_a_settembre.aspx" target="_blank"><strong>Stati Generali della Sanità</strong></a>”, sperando che il finale sia diverso da quello toccato a Luigi XVI dopo le riunioni della Pallacorda.</p>
<p>E&#8217; convinta che al massimo assisteremo alla<strong> Presa della Pastiglia</strong>.</p>
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		<title>Il grande rientro</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 17:46:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>X-file</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Locale]]></category>
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		<description><![CDATA[In attesa del ritorno dalle meritate ferie del nostro amato Leo e del grosso delle truppe comunali sparse quà e là nei lidi isolani, a tenere banco in sede locale ci ha pensato bene quello che oramai può, a ben diritto, essere considerato il cavalier servente municipale, da tutti meglio conosciuto come il marito dell’assessora.
Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In attesa del ritorno dalle meritate ferie del nostro amato <strong>Leo </strong>e del grosso delle truppe comunali sparse quà e là nei lidi isolani, a tenere banco in sede locale ci ha pensato bene quello che oramai può, a ben diritto, essere considerato il cavalier servente municipale, da tutti meglio conosciuto come il marito dell’assessora.</p>
<p>Non accennano a placarsi, infatti, le polemiche sulla <strong><em>parentopoli comunale </em></strong>che, innescate dalla rediviva opposizione, ormai hanno imboccato la discesa e vanno sempre più acquistando velocità e dimensioni, in questo facilitate anche da alcuni componenti della stessa maggioranza che avrebbero al contrario interesse a fare quello che, ad Ansedonia, fa<strong> Fini</strong> insieme al suo clan familiare, e cioè stare un pò zitti e lasciar decantare le torbide acque politiche cittadine, senza con questo voler dare consigli non richiesti, anche perché dalle parti del <strong>PdL</strong> locale non la prenderebbero bene!</p>
<p>In effetti le varie vicende, a livello nazionale quella relativa ai furbetti del clan finiano, e a livello locale quella dei furbetti del clan comunale, sembrano interessare non poco i nostri concittadini, al mare o meno che siano, ed appaiono alquanto sovrapponibili, almeno nelle parti che riguardano la componente relativa alla parentopoli.</p>
<p>Lungi da noi di identificare <strong>Leo</strong> con<strong> Fini</strong>, fra i quali le differenze non sono di poco conto, anche se alcune somiglianze balzano effettivamente all’occhio.</p>
<p>Infatti, a ben guardare <strong>Leo</strong> è basso e <strong>Fini</strong> alto;<strong> Leo</strong> fuma e<strong> Fini</strong> ha smesso;<strong> Leo </strong>utilizza la macchina (non solo nel senso di automobile) comunale mentre <strong>Fini</strong> quella del Parlamento e, sempre in tema di automobili, quella di <strong>Leo</strong> è grigia e senza autista, quella di <strong>Fini</strong> blu e con autista.</p>
<p>E’ anche vero che entrambi amano i liquidi, ma di differente gradazione e colore. Se infatti il presidente della Camera ama fare lunghe immersioni marine, il nostro Leo preferisce le tinozze, ma le differenze sembrerebbero fermarsi quì.</p>
<p>Le analogie, al contrario, sono senz’altro più numerose, se solo si pensi che entrambi hanno studiato pedagogia senza mai aver lavorato (anche se il nostro aveva  recentemente affermato di aver fatto il supplente per 15 giorni alle medie di Nughedu). Sono entrambi degli inguaribili <strong><em>p&#8230;&#8230;li</em></strong> ed entrambi hanno a cuore le sorti della parentela. Tutti e due hanno rotto con il partito, <strong>Fini</strong> recentemente e <strong>Leo </strong>alcuni anni fa, e tutti e due hanno rotto i maroni ai rispettivi elettorati.</p>
<p>Inoltre a <strong>Leo </strong>piace fondare Istituzioni, a <strong>Fini </strong>istituire Fondazioni, e via dicendo!</p>
<p>Insomma, non vogliamo annoiarvi, credeteci, ma mostrare anche a voi amici e lettori di come un sottile e quasi invisibile filo unisca il palazzaccio comunale di Ozieri con il palazzo di Montecitorio.</p>
<p>A questo punto non resta che aspettare Settembre, quando inizieranno le grandi manovre politiche locali e nazionali. Allora si spera, sia ad <strong>Ozieri</strong> che a <strong>Roma</strong>, che  alcuni grandi misteri vengano svelati al pubblico. Sapremo finalmente chi si cela dietro le due società off-shore dei Caraibi di cui tanto si parla sulla stampa nazionale, e che hanno acquistato l’ormai famoso appartamento di Montecarlo lasciato in eredità ad AN e finito nelle mani del cognato dell&#8217;ex leader e, per rimanere dalle nostre parti,  sapremo anche chi sarà il successore dello <strong>Smilzo</strong>.</p>
<p>Voci di corridoio dicono che dovrebbe essere <span style="text-decoration: underline;">uno dei più “svegli ed impegnati” consiglieri comunali</span>, ma potrebbe anche trattarsi solo di affermazioni di pura <strong>fantasia</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda l’altra vicenda che per la quarta estate consecutiva ci appassiona tutti, destra, sinistra e centro indistintamente, e cioè se <strong>Boccitta </strong>riuscirà finalmente a prendere il posto di <strong>Tenerone</strong> in giunta, come dicono  alcuni “<em>boatos</em>” di piazza, abbiamo l’impressione, almeno per il momento, che sarà più facile schiodare<strong> Fini</strong> dalla poltrona di Montecitorio!</p>
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		<title>Montecitorio, Montecarlo, Montezemolo</title>
		<link>http://www.ilcantaro.com/politica/politica-interna/montecitorio-montecarlo-montezemolo/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Aug 2010 17:40:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Bossi]]></category>
		<category><![CDATA[Cordero_di_Montezemolo]]></category>
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		<description><![CDATA[Paolo Panerai su &#8220;Milano Finanza&#8221; del 14 agosto ha dedicato un pezzo a Luca Cordero di Montezemolo e alla dichiarazione che annuncia la sua “discesa in campo”, ampliando il discorso anche alla situazione politica in generale ed al comportamento di altre figure che si proclamano “istituzionali” come… “Cicero pro domo sua”.
Fare Futuro, Italia futura, Futuro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Paolo <strong>Panerai</strong> su <span style="color: #ff6600;"><strong><a href="http://www.rassegnastampa.comune.roma.it/View.aspx?ID=2010081416410967-1" target="_blank">&#8220;Milano Finanza&#8221;</a> </strong></span>del 14 agosto ha dedicato un pezzo a Luca <strong>Cordero di Montezemolo</strong> e alla dichiarazione che annuncia la sua “discesa in campo”, ampliando il discorso anche alla situazione politica in generale ed al comportamento di altre figure che si proclamano <span style="text-decoration: underline;">“istituzionali”</span> come…<span style="text-decoration: underline;"><em> “Cicero pro domo sua”</em></span>.</p>
<blockquote><p><span style="color: #0000ff;"><strong>Fare Futuro, Italia futura, Futuro e libertà, generazione Italia…Che confusione di sigle e di idee.<br />
Tre sigle fanno capo al presidente della Camera, <span style="color: #ff0000;">Gianfranco Fini</span>: la fondazione Fare futuro, il laboratorio politico-ideologico ma non solo; l&#8217;associazione Generazione Italia, che sta assumendo l&#8217;iniziativa promozionale con manifesti già usciti in Lombardia, ricchi di slogan temerari come «Sì alla legalità. Via gli affaristi dalla politica» e la foto dei Fini!!!, e che potrebbe diventare il futuro partito; il gruppo parlamentare Futuro e libertà, per il quale è ancora incerta la sigla, se semplicemente Fl o Fli, raggruppamento dei parlamentari cacciati-usciti dal Pdl.<br />
Italia Futura fa invece capo a <span style="color: #ff0000;">Luca Cordero di Montezemolo</span>. Una fondazione o think tank di stile americano, se non fosse che ormai le fondazioni nel mondo politico italiano sono inflazionate, spuntando come i funghi a favore o con riferimento anche a uomini politici non di primo piano, impegnati a mascherare con esse l e loro correnti o correntine.<br />
Quindi, a parte la possibile confusione del nome con le sigle di Fini, la struttura predisposta da Montezemolo, chiaramente per essere pronto a mettere un piede nella politica, in ben poco si differenzia e si qualifica rispetto alle decine di altre che sono nate.<br />
Una possibile confusione che non si addice per niente a un uomo del livello del presidente della Ferrari, di Ntv (la prima società privata di trasporto ferroviario), nonché fino a poche settimane fa presidente della Fiat, cioè del più grande gruppo privato italiano.<br />
Se poi, nel pieno della bagarre tra Fini e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Montezemolo dà il via a dichiarazioni della sua fondazione, di fatto di nessuna originalità e anzi allineate nella sostanza a quelle di Fini e della sinistra, viene ragionevole domandarsi in quale direzione egli voglia andare: non solo se vuole scendere in politica o meno (domanda che potrebbe apparire pleonastica), ma <span style="text-decoration: underline;">in che cosa, nel caso, il suo programma si differenzierebbe dagli altri schierati all&#8217;opposizione di Berlusconi.</span><br />
Sono amico di Luca da più di 30 anni e ho sempre ritenuto che la sua tentazione politica rimanesse tale almeno fino a quando sulla scena politica ci potrà essere Berlusconi, di cui egli conosce bene il livello di popolarità e di capacità di comunicazione. Non c&#8217;è dubbio che anche la popolarità di Montezemolo sia alta, non solo per la sua costante associazione al marchio Ferrari ma per un ben gestito atteggiamento di apertura e cortesia verso tutti.<br />
Quando passa nella piazzetta di Capri, se gli si sta accanto, non si riesce a fare più di un passo ogni quarto d&#8217;ora, tante sono le mani che gli vengono tese e tante sono le richieste di autografo. Ma Luca sa benissimo, appunto, che la popolarità del Cavaliere è superiore e che razionalmente per lui potrà avere senso scendere in politica quando Berlusconi, che ha dieci anni più di lui, o sarà diventato presidente della Repubblica o avrà deciso di tornare a godersi le sue ricchezze e i suoi agi.<br />
<span style="color: #ff6600;">Che senso allora ha far uscire nel pieno della discussione un commento che è stato già fatto, e con obiettivi ben chiari, da Fini, da Pierferdinando Casini, dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, e da altre decine di politici dell&#8217;opposizione?</span><br />
Alcune settimane fa, Luigi Abete, un buon amico di Montezemolo, suo grande elettore per la presidenza della Confindustria, lo ha pubblicamente consigliato di non fare mai l&#8217;ultimo passo verso la politica. Il fatto che abbia voluto far senti re la sua voce nello scontro tra Fini e Berlusconi, non solo sembra smentire la mia personale previsione, ma dimostra che anche il consiglio di amici fidati non fa presa su di lui.<br />
Probabilmente, liberatosi deliberatamente del peso della posizione in Fiat, Montezemolo potrebbe aver deciso di anticipare i tempi. Ma allora che faccia, glielo suggerisco anche da amico, interventi meno banali e perce rti aspetti anche poco gradevoli, visto che ha criticato solo Berlusconi, il quale verso di lui ha avuto sempre grande stima fino al punto da offrirgli nel temp o più ministeri, senza minimamente esaminare l&#8217;atteggiamento irrituale e quindi fuori delle regole di Fini.<br />
Vuol dire allora che si schiererà, al momento delle elezioni, con Fini?<br />
Anche questa scelta gli verrebbe sconsigliata da tutti gli amici più sinceri. Se ha un pregio (e in realtà ne ha diversi), Montezemolo non è un politico di professione; non ha bisogno dello stipendio della politica per campare; è, se il termine può valere ancora, espressione della cosiddetta società civile; che bisogno avrebbe di confondersi con chi è politico a tempo pieno da quando aveva 23 anni (e oggi ne ha 58), cioè da quando si presentò a Roma, a Giuseppe Ciarrapico, al Secolo d&#8217;Italia, per cominciare una carriera politica interminabile, mentre passava dalla facoltà di magistero a quella di lettere moderne?<br />
E poi<span style="color: #ff6600;"> Montezemolo non ha proprio niente da osservare sul comportamento di Fini, che da terza carica dello Stato, durante il congresso del Pdl, assunse un atteggiamento che neppure i suoi amici camerati, come Arturo Michelini o Giulio Caradonna, si erano sognati di avere negli scontri epici in parlamento contro i due fratelli Pajetta?</span><br />
Le difficoltà di parola di Umberto Bossi sono conosciute da tutti, ma quando, in una recente dichiarazione in Riviera ligure, ha parlato di Fini ha detto qualcosa di assolutamente vero:<span style="color: #ff0000;"> quando Fini si è alzato di scatto dall a prima fila del congresso Pdl e con il dito alzato, la faccia paonazza, è andato sotto il palco da dove parlava Berlusconi, minacciando il capo del partito da lui cofondato, era da espellere seduta stante.</span><br />
«Berlusconi è stato troppo buono» , ha commentato Bossi, senza neppure aver bisogno di sottolineare che anche nel corso del congresso di partito Fini continuava a essere la terza carica dello Stato. Ve li vedete Nilde Jotti, Fausto Bertinotti o lo stesso Casini, ma si può citare anche Irene Pivetti, che da presidenti della Camera in primo luogo partecipano a una riunione di partito, in secondo luogo si comportano come un tifoso di calcio della curva e poi pretendono di essere rispettati perché rappresentano l o Stato?<br />
Senza considerare quanto ha detto poi e quanto ha fatto di materiale per creare il suo gruppo parlamentare.<br />
Domanda per Montezemolo: caro Luca, nel tuo sacrosanto diritto di criticare Berlusconi, non ti è mai parso necessario stigmatizzare il comportamento di Fini? O ti piacciono come politici e alleati chi vuole tutti i diritti e il rispetto del la terza carica dello Stato e poi si comporta come l&#8217;ultimo dei peones in cerca di popolarità?<br />
E ciò senza neppure entrare per un attimo nel merito della casa di Montecarlo e delle prove a raffica che Vittorio Feltri sta offrendo su Il Giornale a proposito della partecipazione più che attiva all&#8217;acquisto e all&#8217;arredamento dell&#8217;appartamento di Montecarlo ricevuto in eredità da An?<br />
Si sente dire che di ben altre colpe, con prova, sono accusati i nemici di Fini. Non vi è dubbio che l&#8217;affarismo è uno dei mali della politica. Ma nel caso dell &#8216;appartamento di Montecarlo c&#8217;è qualcosa di più, anche se il comportamento di Fi ni si rivelasse non contro la legge (ma le società offshore lo sono): ci si trova di fronte a un abuso politico che tradisce in maniera clamorosa la fede politica di una nobildonna, che ha lasciato tutto ad An.<br />
Un abuso che al limite è assa i più grave, proprio perché tradisce la fede di una militante, rispetto agli abu si e agli intrallazzi di alcuni politici del Pdl che hanno cercato di lucrare gr azie alla loro posizione. Per questi, sarà necessaria la conferma delle accuse e dei sospetti in un processo penale; per il gesto di Fini non c&#8217;è bisogno di processo, tale e tanto grave è sul piano morale comunque il gesto di avere, non importa il modo, favorito un semiparente con un bene del partito.<br />
E poi, suvvia, quella dichiarazione di aver scoperto solo recentemente che l&#8217;appartamento era occupato dal semicognato Andrea Tulliani. Non ti pare, caro Luca, che se vuoi, come hai voluto, far sentire la tua voce critica verso Berlusconi avresti dovuto tenere un comportamento critico, fortemente critico, nei confronti di chi se ne frega della carica che ricopre nelle istituzioni e se ne frega della volontà di una nobildonna che per fede politica ha lasciato tutto nelle sue mani?<br />
Ma non sei stato l&#8217;unico in questi giorni a fare un salto nettamente all&#8217;opposizione, tradendo il convincimento di equilibrio e di intelligenza che nutrono verso di te molti amici e molti italiani. Hai detto che Berlusconi ha fallito nel suo obiettivo, ma tu stesso, prima di partire, ti dimentichi che in primo luogo, casomai, la gente si aspetta da te equilibrio e capacità di critica verso chi sbaglia. Altrimenti, ti confondi con Fini, non solo per il nome delle rispettive fondazioni.<br />
Certo, potresti giustificarti dicendo che <span style="color: #ff0000;">la prima carica dello Stato, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un certo senso ha fatto ben di peggio, concedendo un&#8217;intervista all&#8217;Unità, cioè a un giornale dichiaratamente schierato.</span><br />
Sarà stata la nostalgia dei decenni passati nel Pci, quando l&#8217;Unità diffondeva centinaia di migliaia di copie grazie anche all&#8217;azione porta a porta dei militanti. Saranno state le provocazioni di Bossi e di Berlusconi, che non hanno mancato di ricordare come Napolitano, nonostante l&#8217;inglese, nonostante le strette relazioni con gli Stati Uniti, è pur sempre un ex militante comunista. Sta di fatto che l&#8217;intervista all&#8217;Unità è una clamorosa gaffe per tre motivi: </strong></span></p>
<ul>
<li><span style="color: #0000ff;"><strong>il primo, di aver scelto un giornale schierato piuttosto che uno sostanzialmente indipendente come il Corriere della Sera o Il Resto del Carlino o La Nazione.</strong></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><strong>Il secondo motivo: non una parola di richiamo a Fini per i suoi doveri di terza carica dello Stato; avrebbe potuto dirlo con eleganza ricordando il comportamento tenuto nel passato dalla Jotti o da Bertinotti, appartenenti al suo stesso schieramento, e mai artefici di attività politica e partitica diretta fino a quando sono stati i garanti delle regole nel principale ramo del Parlamento.</strong></span></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><strong>E il terzo motivo della gaffe, l&#8217;aver voluto mettere le mani avanti, sostenendo che qualora ci fosse una crisi in Parlamento, egli si comporterebbe secondo la Costituzione, ignora ndo completamente la cosiddetta costituzione materiale. Quest&#8217;ultima si basa anche sul fondamento per cui, da più legislature (e in maniera assolutamente netta nelle recenti elezioni), gli schieramenti hanno indicato agli elettori il nome del primo ministro e gli elettori hanno votato non solo per quello schieramento ma per quel presidente del Consiglio.</strong></span></li>
</ul>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong> Due caratteristiche che non dovranno mai far commettere al presidente Napolitano l&#8217;errore (voluto) del suo predecessore, Oscar Luigi Scalfaro, quando per il tradimento della Lega cadde il primo governo Berlusconi e fu cercata una nuova maggioranza in Parlamento bluffando con l&#8217;incarico a Lamberto Dini, che era ministro del Tesoro di Berlusconi, ma che dovette a ccettare molti ministri imposti dal Quirinale.<br />
Si dirà: l&#8217;attuale legge elettorale non è il massimo. Il presidente Napolitano ha tutti i diritti di non condividerla. Ma è stato lui a promulgarla. Bastava che si rifiutasse di firmare. Nel momento in cui l&#8217;ha fatta pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale ora non può contrastarla e quindi se è più che condivisibile il suo invito alla prudenza, alla moderazione, a far riflettere sui rischi di una crisi e di elezioni immediate, dall&#8217;altra non si può accettare come cittadini liberi che anch&#8217;egli, da arbitro, tenda a trasformarsi in dodicesimo giocatore in camp o, per di più mettendosi la casacca di una squadra ben schierata a sinistra.<br />
O si sta dimenticando che come capo dello Stato, lo è di tutti gli italiani, anche di coloro che interpretano la politica come espressione della democrazia e il voto come diritto-dovere indipendentemente dalla forza che scelgono?<br />
Non gli piace lo stile di Berlusconi e Bossi? Si può capire. Ma non si può condividere che, <span style="color: #ff0000;">proprio lui, il garante della legalità e del rispetto delle istituzioni, usi parole solo a favore di chi, anch&#8217;esso, da garante, è diventato il più accanito e indisciplinato dei giocatori in campo.</span><br />
Forse, il presidente Napolitano non ha calcolato che così facendo non fa che aumentare i consensi verso Berlusconi e Bossi di tutti coloro che non amano l&#8217;estremismo e il non rispetto delle regole.</strong><br />
</span></p></blockquote>
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		<title>VACANZE OZIERESI</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 08:12:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>X-file</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Terminate le ferie estive, ci tocca sostituire Chirone per qualche settimana, dato anche lui in partenza per Abano Terme dove, grazie ai fanghi e ai vapori, potrà per l’ennesima volta tentare di ridurre lo spesso pannicolo adiposo che tuttavia non accenna a dare segnali di cedimento.
Intanto il mese di Luglio alcune novità, almeno in sede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Terminate le ferie estive, ci tocca sostituire Chirone per qualche settimana, dato anche lui in partenza per Abano Terme dove, grazie ai fanghi e ai vapori, potrà per l’ennesima volta tentare di ridurre lo spesso pannicolo adiposo che tuttavia non accenna a dare segnali di cedimento.</p>
<p>Intanto il mese di Luglio alcune novità, almeno in sede locale, le ha portate. Già nel <strong><em>Consiglio Comunale aperto</em></strong> convocato da <strong>Leo</strong> il giorno 8 Luglio e nel quale si doveva discutere di parentopoli e dintorni, pare che siano stati sufficienti dieci minuti di esilarante intervento di uno degli ex assessori di <strong>Cubetto</strong> per demolire 40 mesi di amministrazione<strong> Ladu</strong>. Per la prima volta, almeno, l’opposizione ha dato segni di vita, e speriamo anche di vitalità.</p>
<p>Nel frattempo, dopo due mesi di tira e molla, anche la <strong>Provincia</strong> ha partorito la sua nuova amministrazione, non senza lasciare morti e feriti sul terreno. All’ultimo momento, infatti, al nostro <strong>Leo</strong> è riuscito il colpo da vecchia volpe della politica, e cioè si è liberato dello <strong>Smilzo</strong>, mandandolo in piazza d’Italia a portare ai sassaresi un pò della sua cultura, non senza qualche mal di pancia in seno alla sua maggioranza.</p>
<p>Che cosa abbia fatto di male, la povera <strong>Alessandra</strong>, per doversi caricare il chitarrista, ancora non è dato sapere, ma abbiamo l’impressione che non tarderà a rispedirlo al mittente. Pare comunque che nè <strong>Michelino</strong> e ancor meno <strong>Boccitta</strong> l’abbiano presa molto bene, anche se, a nostro parere, la nuova trombata (politicamente, si intende) dei giochi di prestigio della sinistra moralista, grazie all’operazione <strong><em>“Liberiamoci dello Smilzo”</em></strong>, è la ex candidata alle provinciali per la Sinistra Unita.</p>
<p>Sarebbe infatti stata sufficiente una semplice operazione di alternanza per consentirle l’ingresso in Consiglio Provinciale, ma voci di palazzo ci dicono che, fra l’opportunità di liberarsi dello <strong>Smilzo</strong>, e quella di piazzare la giovane candidata,<strong> Leo</strong> e compagni non abbiano avuto dubbi e, anche con il benestare dell’assessore <strong>Riciclone</strong>, si sia scelto il male minore.</p>
<p>A questo punto, in attesa di sapere quante saranno, e di che altezza, le pale eoliche che <strong>Leo</strong> vorrebbe piazzare a San Nicola, vi informeremo anche, a breve, della situazione del <strong>PDL</strong> locale dopo la deflagrazione romana.</p>
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		<title>Il paese delle meraviglie</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 17:46:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piombino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Alice_nel_paese_delle_meraviglie]]></category>
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		<description><![CDATA[I pochi giorni nei quali ho fatto riposare la tastiera hanno portato tante novità nello scenario italiano. Di quelle grosse sono pieni i giornali e nessuno, me compreso, sente la necessità di ruminarci, anche se qualcuna potrebbe causare paratrac più grandi di quelli ai quali siamo ormai abituati.
Nell’epopea tragicomica della Grande Guerrra del PdL c’è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I pochi giorni nei quali ho fatto riposare la tastiera hanno portato tante novità nello scenario italiano. Di quelle grosse sono pieni i giornali e nessuno, me compreso, sente la necessità di ruminarci, anche se qualcuna potrebbe causare paratrac più grandi di quelli ai quali siamo ormai abituati.</p>
<p>Nell’epopea tragicomica della <strong>Grande Guerrra del PdL</strong> c’è la battaglia campale, con strateghi, truppe e colonnelli, ampiamente illustrata dai telegiornali e dalla carta stampata, ma ci sono anche tante scarmucce di fiancheggiamento fastidiose per le fazioni contrapposte ma divertenti per chi osserva da lontano.</p>
<p>In questa lotta semisotterranea nessuno è risparmiato, tutti gli armadi vengono svuotati alla ricerca non solo degli scheletri ma anche di qualunque ossicino possa nascondervisi. E’ così che si rivolta il passato dei diretti interessati e di chi gli possa a qualunque titolo essergli vicino, sia esso parente, affine, collaterale o interlocutore telefonico.</p>
<p>Sulla graticola mediatica si finisce ad es. per case donate al Partito, ubicate in un Principato tanto ameno che addirittura viene chiamato Paradiso, seppur solo “fiscale”, e poi vendute, rivendute e ricomprate da misteriosi abitanti di altri Paradisi (mica ce n’è solo uno!) e infine utilizzate, con regolari rogiti, registrazioni e volture catastali, da un giovane rampollo di una famiglia baciata dalla fortuna.</p>
<p>Eh, si, perché in questa famiglia la Fortuna s’è permessa di bussare più volte, insistendo fin quasi a sfondare la porta.</p>
<p>Una giovane rappresentante (che chiameremo<strong> Tizia</strong>) della schiatta infatti è stata “accasata” per qualche anno con un riccone (che chiameremo <strong>Caio</strong>) che, per salvare il patrimonio prima che i creditori ci mettessero sopra le mani, afferma di averla “utilizzata” come prestanome intestando a lei e ai suoi familiari ogni bene. Implicita, sempre a suo dire, l’aspettativa di una restituzione, una volta passata la bufera.</p>
<p>Solo che, tra un temporale e l’altro, la signora/ina <strong>Tizia</strong> ha trovato un’altra soluzione di vita, diciamo più istituzionale, e ha messo su famiglia con <strong>Sempronio</strong> e di retrocedere a <strong>Caio</strong>, primitivo sedicente proprietario, quanto ricevuto non ha intenzione.<br />
Perché, come sostengono gli avvocati ovviamente chiamati a tutela:</p>
<blockquote><p>“I beni mobili e immobili indicati da [<strong>Caio</strong>] nell&#8217;atto di citazione sono stati acquistati con denaro proprio della [<strong>Tizia</strong>] e della sua famiglia. In particolare, <strong><span style="text-decoration: underline;">l&#8217;acquisto dei suddetti beni e&#8217; avvenuto con i ricavi di una vincita all&#8217;Enalotto</span></strong> e con gli ulteriori risparmi dei genitori della [<strong>Tizia</strong>]. Di tale circostanza la nostra assistita ha fornito ampia prova documentale, dimostrando, in particolare, che la vincita all&#8217;Enalotto era di sua esclusiva pertinenza e che, addirittura, dopo l&#8217;incasso della somma, una parte cospicua di essa, esattamente Lire 1.100.000.000 (un miliardo e cento milioni), e&#8217; stata messa a disposizione del [<strong>Caio</strong>] con l&#8217;espresso incarico di provvedere a gestirla in proficui investimenti nell&#8217;interesse della medesima. Tale somma non e&#8217; mai stata restituita dal [<strong>Caio</strong>], con la conseguenza che la Sig.ra [<strong>Tizia</strong>] si e&#8217; trovata costretta a svolgere apposita domanda di restituzione nel giudizio civile”.</p></blockquote>
<p>Ora, dopo reso il dovuto riconoscimento all’<strong>Enalotto</strong>, non ancora Super ma già capace di creare miliardari, dopo aver giocato, insieme con <strong>Sempronio</strong>, col coniglio bianco, la lepre marzolina e il cappellaio matto, tornando alla realtà ci chiediamo:</p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">ma stiamo rincoglionendo tutti? </span></h2>
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		<title>Questa vince, questa perde…</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 18:32:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piombino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Strane coincidenze legano Ozieri, e più precisamente Chilivani, a Villacidro e l’associazione (d’idee e di destini) non sarà certo sfuggita al sindaco Ladu.

La prima si riferisce al passato di Chilivani ed al futuro di Villacidro, e, riguardando situazioni per noi morte e sepolte, rientrano nel campo del rimpianto per quanto la CONVESA poteva fare e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Strane coincidenze legano <strong>Ozieri</strong>, e più precisamente <strong>Chilivani</strong>, a <strong>Villacidro </strong>e l’associazione (d’idee e di destini) non sarà certo sfuggita al sindaco<strong> Ladu</strong>.</p>
<ul>
<li>La <a href="http://www.regionesardegna.it/documenti/1_203_20100701140505.pdf" target="_self">prima</a> si riferisce al <strong>passato di Chilivani</strong> ed al<strong> futuro di Villacidro</strong>, e, riguardando situazioni per noi morte e sepolte, rientrano nel campo del rimpianto per quanto la <strong>CONVESA</strong> poteva fare e la<strong> KELLER</strong>, più fortunata (?) s’accinge a fare. Auguri a loro.</li>
<li>La <a href="http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_60_20100723105055.pdf" target="_self">seconda</a> invece si riferisce al <strong>passato di Villacidro</strong> ed al <strong>futuro di Chilivani</strong> e anch’essa fa aumentare la preoccupazione per chi ha ipotizzato un recupero del <strong>Frigomacello</strong> e deve constatare che le leggi di mercato sono inesorabili e dopo aver affondato la <strong>Valriso </strong>non saranno più clementi con il mattatoio ozierese.</li>
</ul>
<p>Ci sarebbe anche una terza coincidenza, legata agli <strong>ippodromi</strong>, ma per scaramanzia non ne parliamo…</p>
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		<title>Si potrebbe andare tutti allo zoo comunale…</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 15:29:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Se non ci fosse da piangere, sarebbe uno spettacolo divertentissimo, fantasmagorico, quello a cui assistiamo, portato sulle scene dalla compagnia itinerante del “Popolo della Libertà”.
Una sorpresa dopo l’altra, senza canovaccio ma “a braccio”, incentrato sull’improvvisazione di tutta la troupe, dal capo-comico alla sua spalla, fino all’ultima delle comparse (senza dimenticare le ballerine di fila…).  Da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se non ci fosse da piangere, sarebbe uno spettacolo divertentissimo, fantasmagorico, quello a cui assistiamo, portato sulle scene dalla compagnia itinerante del <strong>“Popolo della Libertà”</strong>.</p>
<p>Una sorpresa dopo l’altra, senza canovaccio ma “a braccio”, incentrato sull’improvvisazione di tutta la troupe, dal capo-comico alla sua spalla, fino all’ultima delle comparse (senza dimenticare le ballerine di fila…).  Da qualche tempo il repertorio viene rivisto in continuazione, passando dall’avanspettacolo in abiti succinti delle <em>Folies bergeres</em> (= follie pecoreccie) alla tragedia shakespeariana (Otello e Jago) e toccando ora pirandellianamente “Il berretto a sonagli”, con <strong>Berlusconi</strong> nelle vesti di “Ciampa mbèèè”, il marito tradito le cui corna vengono ufficializzate.</p>
<p>Si scopre infatti che l’<strong>eroe del predellino</strong>, che con una folgorazione ha dato vita al <strong>PdL</strong>, subito ridicolizzato dal socio <strong>Fini </strong>(<em><strong>“Siamo alle comiche finali…” </strong></em>commentò all’inizio, per poi –solo qualche giorno- accodarsi e sistemarsi comodamente), <span style="text-decoration: underline;">è si “padrone” del simbolo del partito, ma non può utilizzarlo senza il consenso scritto di tutti i 10 soci fondatori.</span> Riporto dal <strong>&#8220;<a href="http://www.iltempo.it/politica/2010/07/26/1183962-senza_leader.shtml" target="_self">TEMPO</a>&#8220;</strong>:</p>
<blockquote><p><span style="color: #ff0000;"><strong>È un po’ come quando il proprietario del pallone, offeso, prende e se ne va costringendo gli altri ad interrompere la partita. Berlusconi potrebbe farlo domattina. Potrebbe prendere il simbolo del Pdl e lasciare tutti in braghe di tela. Peccato che poi avrebbe bisogno dell&#8217;autorizzazione di Gianfranco Fini per utilizzarlo. No, non è uno scherzo. Ma il frutto di un atto notarile (ripescato da Vanity Fair) siglato il 27 febbraio del 2008. Quello con cui dieci persone hanno dato vita all&#8217;associazione &#8220;Il Popolo della Libertà&#8221;.</strong></span></p></blockquote>
<p>Di fronte a tanta sprovvedutezza come meravigliarsi se il ministro <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/veronesi_non_mi_pieghero_diktat_pd/26-07-2010/articolo-id=463400-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>Prestigiacomo</strong></a> propone il vegliardo Umberto <strong>Veronesi</strong>, con cuore e portafogli a sinistra, senatore del <strong>PD</strong>, alla testa dell’<em><strong>Agenzia per la Sicurezza del Nucleare</strong></em> e l’ottantacinquenne scienziato onnisciente <a href="http://www.corriere.it/politica/10_luglio_26/veronesi-lettera_f7e70862-9882-11df-a51e-00144f02aabe.shtml?fr=box_primopiano" target="_blank">ritiene seriamente di mettere la sua baldanza giovanile a disposizione?</a></p>
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		<title>Il Gran Consiglio</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 12:47:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
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		<description><![CDATA[Molti, troppi, danno Berlusconi per finito, politicamente e poi, di conseguenza, personalmente. Anche  se vendere la pelle dell’orso prima d’averlo ucciso non è il massimo dell’avvedutezza, non c’è dubbio che Berlusconi, il suo governo ed il suo (?) partito non siano di questi tempi al top del successo.
Difficoltà oggettive di gestione della crisi economica, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Molti, troppi, danno <strong>Berlusconi</strong> per finito, politicamente e poi, di conseguenza, personalmente. Anche  se vendere la pelle dell’orso prima d’averlo ucciso non è il massimo dell’avvedutezza, non c’è dubbio che <strong>Berlusconi</strong>, il suo governo ed il suo (?) partito non siano di questi tempi al top del successo.</p>
<p style="text-align: left;">Difficoltà oggettive di gestione della crisi economica, e delle manovre tentate per disincagliare l’economia scontentando tutti, intrecciate a decisioni e scelte fatte con leggerezza e di cui oggi si pagano le conseguenze giudiziarie e d’immagine, unite all’oggettiva azione di logoramento di potenti, prevenute ed intoccabili figure istituzionali, con l’aggiunta del male oscuro (ma non tanto&#8230;) della rivalità interna del <em><strong>co-af-fondatore</strong></em> del partito stanno facendo vacillare il consenso e il morale delle truppe, dallo stato maggiore all’ultimo militante.</p>
<p style="text-align: left;">Troppe le variabili perché gli osservatori più equilibrati riescano a fare previsioni, al di là di quanto sognato dalle molte volpi con l’acquolina in bocca in attesa che il formaggio ancora in bocca al corvo precipiti.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">Un tempo, ai giovani che ambivano a diventare giornalisti il concetto di notizia si spiegava così: un cane che morde un uomo è la normalità, l&#8217;uomo che morde il cane è una notizia.</p>
<p style="text-align: left;">Ecco, oggi un simile esempio si può fare col presidente della Camera Gianfranco<strong> Fini</strong>. Se rilascia una dichiarazione critica nei confronti del cofondatore del suo partito o di qualche berluscones, siamo nella norma; se invece dovesse elogiare un atto del Cavaliere, allora ecco che sarebbe una notizia.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ff00ff;"><strong>Il centrosinistra ha finalmente trovato che il leader che cercava.</strong></span> Capace non solo di rispondere punto su punto, senza mai arretrare, all&#8217;odiato presidente del Consiglio, ma &#8211; soprattutto &#8211; di guidare una seria e capace opposizione parlamentare.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">scrive Massimiliano <strong>Gallo</strong> sul <strong><em>Riformista.</em></strong></p>
<p style="text-align: left;">Tutti gli oppositori, privi di programmi, leader e consenso, incapaci di andare in porta, sperano ardentemente in un autogol della squadra di governo e <strong>Fini</strong>, considerata l’ormai consolidata esperienza nella navigazione a zig-zag e controvento, è l’uomo giusto, soprattutto se c’è coincidenza con i suoi interessi. Ora parrebbe ritornare portabandiera della destra, dopo aver ridicolizzato e distrutto una tradizione cinquantennale, costata (non certo a lui) lacrime  esangue.</p>
<p style="text-align: left;">In un&#8217;<a href="http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/247349/" target="_blank">intervista</a> anche <strong>Di Pietro</strong>, autoinvestitosi del ruolo di vergine vestale custode del fuoco giustizialista, blandisce e getta l’amo, sperando che il subacqueo abbocchi.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">Sostiene Antonio <strong>Di Pietro</strong>:</p>
<p style="text-align: left;"><strong>«È giunta l&#8217;ora di dividere il campo in due: da un lato il partito dell&#8217;illegalità a struttura e vertice piduista, dall&#8217;altro il partito della legalità. <span style="color: #ff00ff;">Il mio è un invito a Bersani e Fini: facciamo una coalizione nuova.</span> Sia chiaro, però, che il mio campo resta quello del centrosinistra». </strong><br />
Il presidente della Camera riprende in mano la vecchia bandiera della “sua” destra, quella della legalità, e rischia di fare la fine dell&#8217;interista Mario Balotelli, il pezzo più pregiato di questo calciomercato estivo. Chi lo vuole cacciare. E chi se lo prenderebbe subito.<br />
Del resto, da quando Gianfranco Fini ha introdotto la questione morale nella maggioranza, il suo consenso potenziale sul mercato della politica si è triplicato. Dal 4 al 12 per cento, come riportato giovedì scorso dal Corriere della Sera.<br />
Preoccupato, onorevole Di Pietro?<br />
<strong>E perché? Semmai orgoglioso. Sono anni che insisto sul tema della legalità. Fino all&#8217;ultima manifestazione che ho fatto a Piazza Navona sono stato considerato quasi un extraparlamentare sulla questione morale. Ma lei lo sa che cosa ha detto Bersani ultimamente? […] Il segretario del Pd si è sfogato coi suoi e ha detto che non bisogna lasciare a me la bandiera dell&#8217;etica in politica. E io anche di questo sono orgoglioso. Significa che sarò pure un contadino con le scarpe grosse ma ho dimostrato di avere il cervello fino. Ci avevo visto giusto. Ora fanno tutti i giustizialisti.</strong><br />
Quindi?<br />
<strong>In una situazione grave come questa per battere il modello piduista al governo del paese c&#8217;è bisogno di dividere il campo in due in nome della questione morale. Anche perché le persone oneste esistono a destra come a sinistra. Mi rivolgo a Bersani e anche a Fini.</strong><br />
Nel 2007 lei e Fini avete presentato insieme un ddl contro la casta. Senza contare il sostegno missino alle inchieste di Tangentopoli.<br />
<strong>La legalità non ha colore politico. Quando le nostre inchieste scoperchiarono il malaffare della Prima Repubblica, i partiti che non non avevano le mani sporche ci sostennero. È il caso del Msi di Fini ma anche alla Lega di Bossi.</strong><br />
Fini, dunque, ritorna all&#8217;antico?<br />
<strong>Sta vivendo una fase di resipiscenza che spero porti a compimento. […]</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">A parte l&#8217;anacronistico e controproducente richiamo al <strong>MSI</strong> e al collegamento con Fini, il tempismo è fondamentale in politica (e non solo).</p>
<p style="text-align: left;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Domani è domenica, 25 luglio.</strong></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Quale giorno più adatto, evocativo e scaramantico per approvare l’ordine del giorno di 63 anni fa, far dimettere il Capo e arrestare il Cavaliere?<br />
Dopo? La guerra continua… e s’arriva all’8 settembre.</strong></p>
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		<title>Via col vento</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 11:36:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Eolico]]></category>
		<category><![CDATA[Ozieri]]></category>
		<category><![CDATA[PIP]]></category>
		<category><![CDATA[Sas_Pedras_frittas]]></category>
		<category><![CDATA[Traccone]]></category>

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		<description><![CDATA[La “finanza creativa” non è un’esclusiva di Tremonti e della sua fantasia scatenata alla ricerca disperata di euro.  Anche al Comune di Ozieri non scherzano.
Per ricavare qualche soldo e rimpinguare le casse comunali (di per sé un’ottimo proposito&#8230;) ora si arrampicano anche sui.. mulini a vento ed ipotizzano di dare in concessione al miglior offerente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La “<span style="color: #ff0000;"><strong>finanza creativa</strong></span>” non è un’esclusiva di <strong>Tremonti</strong> e della sua fantasia scatenata alla ricerca disperata di euro.  Anche al Comune di <strong>Ozieri</strong> non scherzano.</p>
<p>Per ricavare qualche soldo e rimpinguare le casse comunali (<em>di per sé un’ottimo proposito</em>&#8230;) ora si arrampicano anche sui.. mulini a vento ed ipotizzano di <a href="http://www.comune.ozieri.ss.it/bandi/2010/24-pip_eolico/avviso.pdf" target="_blank"><strong>dare in concessione al miglior offerente</strong></a> -per realizzare <span style="color: #3366ff;"><strong>impianti eolici</strong></span>-  delle aree, a parere di lor signori nella disponibilità del Comune, nei <strong>PIP </strong>(Piani d’Insediamento Produttivo, alias aree artigianali) di <strong>Traccone</strong> e <strong>Sas Pedras Frittas</strong>. Praticamente dentro città  in quanto baricentriche tra Ozieri e San Nicola e comunque al fianco di capannoni artigianali o commerciali e relativi inquilini.</p>
<p>Naturalmente qualche forzatura è d’obbligo, quando la fantasia si  sbizzarrisce a tal punto.  Qualche  esempio:</p>
<ol>
<li>le aree destinate ad ospitare le torri eoliche <strong>non sono lotti invenduti</strong> ancora di proprietà del Comune, <strong>bensì i cosidetti “standard”</strong> e cioè quegli spazi obbligatori previsti dal <a href="http://www.architettoroma.it/dm-144468-standard-urbanistici.html" target="_blank"><strong>DM 1444/68</strong></a> sugli Standard Urbanistici che prescrive “i limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e<strong> spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi</strong>, da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell&#8217;art. 17 della legge 6 agosto 1967, n.765”.   In pratica <span style="text-decoration: underline;">si sacrificano i parcheggi (verde pubblico non ce n’è) o le aree destinate alle attività collettive</span>, quelle stesse che vengono draconianamente imposte ai privati per ogni piano di lottizzazione di “zona C”;</li>
<li>le aree non sono accorpate ma frazionate e disperse sul territorio del PIP per cui <strong>i rotori gireranno tra i vari capannoni</strong> e gli automezzi e i TIR parcheggeranno sotto le pale rotanti;</li>
<li> la <a href="http://www.regionesardegna.it/documenti/1_73_20090312175453.pdf" target="_blank"><strong>delibera regionale n. 3/17 del 16.1.2009</strong></a> che regola la materia  prescrive al punto d) “esclusivamente per gli impianti di potenza non superiore a 100 KW, <strong>da realizzare da parte di Enti Locali</strong>, con un numero totale di aerogeneratori non superiore a tre unità.”. Quindi gli impianti dovrebbero essere costruiti <strong> direttamente </strong>dal Comune,  <strong>e non per interposto concessionario</strong>;</li>
<li> le<strong> distanze di rispetto e sicurezza dalle strade provinciali</strong> sono state ammorbidite (<strong>Soru</strong> regnante e di manica larga), ma resta il vincolo di “una distanza di rispetto data dalla somma dell’altezza dell’aerogeneratore al mozzo e del raggio del rotore più un ulteriore 10%” e quindi in pratica più è alto il generatore e più occorre allontanarsi dalla <strong>SP n.1</strong> che costeggia Traccone.  Sono ipotizzabili solo <strong>minitorri</strong> e si sa che il vento non ama soffiare rasoterra.</li>
</ol>
<p>Tutto questo perché il piatto piange e mentre la sinistra più o meno ecologista si strappa le vesti quando è l’iniziativa privata a speculare “deturpando il paesaggio” con l’inquinamento ambientale.<br />
<span style="color: #ff0000;"><strong>Per fortuna che un’idea così strampalata non avrà seguito concreto…</strong></span></p>
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		<title>Malebolge</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 13:57:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Autostazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ozieri]]></category>
		<category><![CDATA[parcheggio_multipiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo spiazzo sovrastante il parcheggio multipiano è stato destinato, capovolgendo -per forza maggiore: la munera- la primitiva destinazione d’uso, ad area di stazionamento delle autolinee che ancora fanno capo ad Ozieri. Ritengo per poco, perché si ridurranno sempre più, per morte seminaturale (insolazione o congelamento) i disgraziati costretti a sostarvi in attesa della “corriera”, esposti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo spiazzo sovrastante il parcheggio multipiano è stato destinato, capovolgendo -per forza maggiore: <strong><em>la munera</em></strong>- la primitiva destinazione d’uso, ad area di stazionamento delle <strong>autolinee</strong> che ancora fanno capo ad <strong>Ozieri</strong>. Ritengo per poco, perché si ridurranno sempre più, per morte seminaturale (insolazione o congelamento) i disgraziati costretti a sostarvi in attesa della “corriera”, esposti a tutti gli eventi atmosferici, liquidi e gassosi, dalla tramontana gelida al caldo asfissiante di questi giorni.</p>
<p>Il po’ d’ombra proiettata da un solitario albero d’acacia viene contesa dai pochi eroi che ancora resistono e persino l’auto dei Vigili Urbani si “accucca” sotto di esso (puro spirito di sopravvivenza, presumo), sottraendo spazio ed ombra.</p>
<p>Chi, per necessità più che per scelta, utilizza l’autobus appartiene alla categoria degli <strong>studenti pendolari </strong>(che permettono ancora di tenere aperte certe scuole…) o a quei pochi<strong> ozieresi</strong> o <strong>“zarragoni” </strong>del circondario che non dispongono di un’auto e tantomeno con l’aria condizionata, al contrario di chi scrive (auto propria) o del signor sindaco (auto del Comune).</p>
<p>Non hanno diritto all’<a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=110647&amp;sez=HOME_ECONOMIA" target="_blank"><strong>auto blu</strong></a>, ma non per questo devono soffrire e diventare loro blu, maledicendo la pessima ospitalità offerta dalla pseudo-città di <strong>Ozieri</strong>.</p>
<p>Costruire un riparo funzionale che supplisca alla mancanza di una vera autostazione, magari dotato di riscaldamento per l’inverno e aria condizionata per l’estate (meglio specificare….) costa dei soldi e per trovarli si dovrebbero sacrificare altri progetti.</p>
<p>Lo capisco e perciò mi permetto di suggerire (e ammetto il plagio) la <strong>ripetizione dell’operazione-pollaio dell’Orto del Conte</strong>:<span style="color: #ff0000;"><strong> </strong></span></p>
<blockquote><p><span style="color: #ff0000;"><strong>si conceda <span style="color: #3366ff;">(al limite e in caso estremo magari con una… gara pubblica) </span>ad un privato di aprire una dignitoso chiosco-bar di adeguate dimensioni offrendo in cambio un rifugio confortevole per i “pellegrini” in attesa, con uso di toilette</strong><span style="color: #000000;"> (meglio specificare…)</span></span></p></blockquote>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">Potrebbe tornare utile anche al sottoscritto e magari anche al signor sidaco.</span></span></p>
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		<title>Il treno dei desideri, dei miei pensieri, all&#8217;incontrario va&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 10:18:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piombino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Chilivani]]></category>
		<category><![CDATA[ferrvia]]></category>
		<category><![CDATA[littorine]]></category>
		<category><![CDATA[Scala_di_Giocca]]></category>
		<category><![CDATA[treni]]></category>

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		<description><![CDATA[“Basterebbe dire che in caso di ritardo del treno il rimborso sarà garantito entro 5 minuti dall’arrivo in stazione. Che a bordo di ogni convoglio ci sarà una sorveglianza privata, che è stato addirittura creato un piccolo shop con prodotti alimentari rigorosamente del territorio per una spesa d’emergenza: pane, dolci, una vetrina frigo. Basterebbe dire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="color: #00ccff;"><strong>“Basterebbe dire che in caso di ritardo del treno il rimborso sarà garantito entro 5 minuti dall’arrivo in stazione. Che a bordo di ogni convoglio ci sarà una sorveglianza privata, che è stato addirittura creato un piccolo shop con prodotti alimentari rigorosamente del territorio per una spesa d’emergenza: pane, dolci, una vetrina frigo. Basterebbe dire che si potrà comprare il biglietto senza fare code, da cellulare e non solo via Internet, o acquistarlo direttamente sul treno senza sovrattassa. Che l’abbonamento darà diritto al posto riservato senza spendere un euro in più. Basterebbe dire che su ogni carrozza ci saranno macchinette pulisci-scarpe, portaombrelli, prese elettriche per telefoni e computer, antenne Wifi e monitor Lcd in funzione per tutta la durata del viaggio.”</strong></span></p></blockquote>
<p>Poi, il risveglio. Non si parte da Chilivani  (o da Cagliari, Sassari, Olbia,…) ma da Torino, e lo scrive <a href="http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/273762/" target="_blank"><em><strong>La Stampa</strong></em></a>.</p>
<p>Noi possiamo solo sognarlo… in una notte di mezz’estate.</p>
<p>Si decidessero a restituirci almeno le <em><strong>&#8220;littorine&#8221;</strong></em> e a riaprire <em><strong>Scala di giocca&#8230;</strong></em></p>
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