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	<title>Il Cantaro</title>
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	<description>Periodico d'informazione libera online</description>
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		<title>Salumeria comunale</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 15:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>X-file</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[gossip]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo_municipale]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono tempi di crisi economica per tutti questi ed anche ad Ozieri, ex “Perla del Logudoro”, si fanno sentire i risvolti più acuti di un dilagante “malessere”, per usare un termine tanto caro ai politici, causato il più delle volte dalla mancanza di sbocchi occupativi degni di questo nome. Non a caso il settore municipale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono tempi di crisi economica per tutti questi ed anche ad Ozieri, ex “Perla del Logudoro”, si fanno sentire i risvolti più acuti di un dilagante “malessere”, per usare un termine tanto caro ai politici, causato il più delle volte dalla mancanza di sbocchi occupativi degni di questo nome. Non a caso il settore municipale che da alcuni anni fila come un treno è quello dei Servizi Sociali, diventato una vera e propria idrovora di fondi statali e regionali, oltre che una macchina strappa consensi come non accadeva dai tempi della ex FIAT del Logudoro. Tuttavia c&#8217;è una categoria professionale che non sembra risentire affatto, anche dalle nostre parti, dei morsi della fame di lavoro, ed è quella dei “<strong>salumieri</strong>”.</p>
<p>Naturalmente si tratta di una professione antica, spesso passata di padre (o madre) in figlio/a ma non solo, e che ad Ozieri sta conoscendo un vero e proprio boom di appassionati e cultori tanto che, al contrario delle scuole che risentono pesantemente del calo di iscrizioni, in questo caso c&#8217;è il problema opposto, e cioè quello del surplus, ed infatti su questa categoria professionale si vocifera che abbiano  messo gli occhi gli esperti comunali in Redagliadu, arti e mestieri, cioè l&#8217;iperattivo Assessore alle attività produttive e la sua collega <strong>Bice</strong> che, in tema di professioni dimostrano di saperla lunga!</p>
<p>Il mestiere del Salumiere, come tutte le arti ed i vecchi mestieri che si rispettino, lo si impara con la pratica, la costanza e l&#8217;applicazione continua, ed una delle palestre cittadine più rinomate, una vera e propria università “non on line” che prepara sul campo fior di professionisti, è il <strong>palazzo municipale</strong>. In quella sede praticamente dal piano terra al primo piano (molto rinomato) e su su fino al sottotetto, in tutti gli uffici più o meno utili, ed in quasi tutte le scrivanie, si possono trovare “affettatrici”, sia vecchi modelli che di ultima generazione, che funzionano ininterrottamente tutti i giorni, dalle 8 alle 14, con due rientri settimanali il martedì ed il giovedì, anche se bisogna dire che, con orrore del ministro Renato Brunetta, alcuni si portano persino il lavoro a casa!</p>
<p>Fuor di metafora, è chiaro che ci riferiamo al principale hobby ozierese, quello della <strong>chiacchiera</strong>, in tempi di <em>Papi</em> e <em>Boffo</em> più conosciuta come “<em>gossip</em>”, diventata una vera e propria passione cittadina, che non sembra risparmiare nessuno e che ha trovato, nei meandri del palazzo comunale e fra appassionati della prima e dell&#8217;ultima ora, la sua vera apoteosi.</p>
<p>Lì, fra segretarie dello staff, impiegati di categoria C o D e persino vertici politici, la gara è fra chi taglia le fette più sottili!</p>
<p>Al momento uno dei più affettati è il <strong>primo cittadino</strong>, sul quale si cimentano continuamente fior di salumieri, ora di destra e ora di sinistra, ma soprattutto questi ultimi, e questo non deve meravigliare perché in politica si tende sempre a parlar male degli “amici”, che non disdegnano di affettarlo ben bene, malgrado la vicinanza politica. Fra i veri professionisti, tuttavia, un posto di assoluto primo piano lo ricopre la segretaria per antonomasia, che non disdegna il confronto continuo con altre appassionate di fette, che a onor del vero nel palazzo di via Veneto non sono mai mancate ma, come insegna l&#8217;affaire Boffo, “Chi la fa, l&#8217;aspetti”!</p>
<p>Che dire, anche noi del blog “<em>Il Cantaro</em>” ci siamo dovuti, seppure bonariamente, adeguare all&#8217;andazzo gossipparo cittadino, sopratutto per non lasciare che il buon Maurizio <strong>Caredda</strong> prenda troppo piede ed “occupi” tutti gli spazi internettiani locali.<br />
A presto.</p>
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		<title>L’editto delle chiudende</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 08:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piombino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditoria]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ più facile avanzare nella giungla tropicale, districandosi a mani nude, piuttosto che “fare impresa” in Italia. Questo giudizio, valido da almeno 40 anni, è ulteriormente confermato dal Rapporto della Banca Mondiale che ci assegna il 78° posto in una graduatoria di 183 nazioni:
“Tra cavilli fiscali costosi e intricati e tempi &#8216;biblici&#8217; per avere giustizia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ più facile avanzare nella giungla tropicale, districandosi a mani nude, piuttosto che “fare impresa” in Italia. Questo giudizio, valido da almeno 40 anni, è ulteriormente confermato dal <a href="http://www.apcom.net/newseconomia/20090909_072901_3f5c311_70331.html" target="_blank"><strong>Rapporto della Banca Mondiale</strong></a> che ci assegna il 78° posto in una graduatoria di 183 nazioni:</p>
<blockquote><p><em><strong>“Tra cavilli fiscali costosi e intricati e tempi &#8216;biblici&#8217; per avere giustizia sui contratti, in Italia è diventato ancora più difficile svolgere un&#8217;attività d&#8217;impresa: in un anno la penisola ha perso altri quattro posti…”</strong></em></p></blockquote>
<p>In questa poco brillante classifica, che offusca ancora di più  il futuro di chi spera nell’imprenditoria per uscire dalla crisi, tra i tanti parametri esaminati, l’unico in cui sopravanziamo gli altri è quello dove volentieri avremmo voluto essere retrocessi:</p>
<blockquote><p><strong><em>“Infine il posizionamento più elevato lo registra sulla voce &#8220;chiusura di attività&#8221;, in cui è 29esima.”</em></strong></p></blockquote>
<p>Ma i nostri legislatori, a tutti i livelli, invece di decespugliare, incrementano di continuo le regole, i divieti, le prescrizioni…  <strong>Manco fossero pagati a percentuale&#8230;<br />
</strong></p>
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		<title>Chi tocca i fili muore</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 10:22:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Badoglio]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio_Feltri]]></category>

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		<description><![CDATA[Non posso conoscere i motivi per cui Vittorio Feltri è salito sul ponte di com(m)ando de Il Giornale, se per soldi, molti, come si favoleggia, o per eseguire un mandato di “guastatore” nel paludoso mondo dove imperano gli alligatori della sinistra, o semplicemente spinto dall’istinto di predatore dalle penne velenose, ma la cosa certa è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non posso conoscere i motivi per cui Vittorio <strong>Feltri</strong> è salito sul ponte di com(m)ando de <em><strong>Il Giornale</strong></em>, se per soldi, molti, come si favoleggia, o per eseguire un mandato di “guastatore” nel paludoso mondo dove imperano gli alligatori della sinistra, o semplicemente spinto dall’istinto di predatore dalle penne velenose, ma la cosa certa è che ha rivitalizzato il mondo dell’informazione troppo sbilanciato, dal 26 aprile, sugli attacchi, allusioni, insinuazioni, sfottò tutti rivolti contro <strong>Berlusconi</strong>.<br />
Il quale, dopo che quotidianamente ha dovuto fungere da bersaglio per tiri d’ogni tipo, con pubblicazioni di foto, estratti catastali, specchietti patrimoniali, rendiconto fiscali, resoconti di serate, nottate e giornate, cene e merende, viene accusato, dopo quattro mesi di bombardamento mediatico, di attentare alla libertà di stampa e di voler re(in)staurare il fascismo, perché tenta di difendersi col ricorso alle aule di giustizia  e ai magistrati nei quali evidentemente continua ad avere fiducia.<br />
Il personaggio, per sua stessa ammissione, non è un santo e molte delle critiche rivoltegli sono condivisibili, ma essendo lo stato di santità merce rarissima, <strong>Feltri</strong> ha iniziato una sua personalissima ricerca sulla regolarità delle carte di alcuni critici frequentatori di pulpiti, scoprendo e dicendo delle cosucce che hanno fortemente sorpreso il sonnacchioso mondo del conformismo.</p>
<p>Quello che ritengo un merito di Feltri è stato (ed è)  di ricordare che non esistono zone franche o aree protette in cui solo alcuni, i soliti, possono esercitare il diritto di caccia verso una comoda preda, la solita. Non esistono mantelle purpuree che riparino dalle ritorsioni, né <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=380636" target="_self">terze cariche dello Stato</a> alle quali non si possa sbattere sotto il grugno alcune scomode verità.</p>
<p>Quello che era stato per mesi il campo d’esercitazione senza rischi per incursioni scoppiettanti o per silenzi subacquei ancor più indecenti, improvvisamente si è rivelato infestato da mine e ordigni, esplodenti al minimo tocco. Che si tratti di un eccesso (?) di zelo e l&#8217;esecuzione di un preciso mandato (sempre negato) non posso sapere, ma assistere allo sbalordimento di tante lese maestà, violate nei loro privilegi di presunta immunità, mi fa piacere.<br />
“La guerra continua” proclamò prendendo il potere Badoglio con tutti i machiavellici retropensieri che lo agitavano e la fece finire, ufficialmente, l’8 settembre. Peccato che lo stesso giorno iniziasse la ben più lacerante guerra civile, dei cui tardivi esiti ancora evidentemente “godiamo”…</p>
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		<title>OSPEDALE malato? Mal COMUNE&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 10:52:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>X-file</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Locale]]></category>
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		<category><![CDATA[Ospedale_"A.Segni"]]></category>

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		<description><![CDATA[Che le cose, sul colle di San Michele, non andassero particolarmente bene, da tempo lo sapevano tutti nel disastrato e autoreferenziale mondo politico locale anche se, a dire il vero, alcuni sapevano sicuramente meglio di altri.
Quello che, appena venti anni, fa era considerato il “top” ospedaliero regionale, anche grazie ad alcune mirate nomine primariali che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che le cose, sul colle di San Michele, non andassero particolarmente bene, da tempo lo sapevano tutti nel disastrato e autoreferenziale mondo politico locale anche se, a dire il vero, alcuni sapevano sicuramente meglio di altri.</p>
<p>Quello che, appena venti anni, fa era considerato il “top” ospedaliero regionale, anche grazie ad alcune mirate nomine primariali che avevano fatto, di diversi reparti, veri e propri centri di attrazione sanitaria, è andato via via decadendo sino a diventare sempre più simile ad un avamposto sanitario quasi familiare.</p>
<p>Il punto di svolta si ebbe a metà degli anni novanta quando, con la soppressione della <strong>ASL n.5</strong>, per anni guidata dall&#8217;infaticabile Nanni <strong>Terrosu</strong>, la gestione della sanità locale passò sotto le grinfie dell&#8217;azienda sassarese che, come prima cosa, pensò bene di raccogliere a piene mani dall&#8217;ambito ospedaliero locale  procedendo a indiscriminati trasferimenti, spesso richiesti dagli stessi interessati, dei  migliori professionisti oltre Scala di Giocca.<br />
In pratica, dopo aver vissuto di rendita ancora per alcuni anni l&#8217;<strong>ospedale &#8220;A.Segni&#8221;</strong> venne sottoposto ad una sorta di “tiesizzazione” in salsa Monte Acuto, una sorta di provincia periferica dell&#8217;impero sassarese, dove esiliare figure professionali che, in via Monte Grappa, si volevano &#8221;ridimensionare&#8221;.</p>
<p>E così l&#8217;ex nosocomio è andato via via caratterizzandosi, sopratutto negli ultimi anni, come porto sicuro di &#8221;professionisti&#8221; che a Sassari non sapevano dove sistemare.</p>
<p>Il tutto naturalmente nel pieno rispetto degli usi e costumi della <span style="text-decoration: underline;">classe politica cittadina</span> che, “usa obbedir tacendo”  ha assistito silenziosamente, ora a destra e ora a sinistra a seconda della dirigenza di turno, regolarmente nominata più per eseguire che per amministrare, tanto che risulta sempre più difficile trovare, nella sanità regionale, “manager” che siano in grado di riconoscere la differenza che intercorre fra le siringhe ed i pappagalli, volendoci naturalmente riferire a quelli ospedalieri e non a quelli della foresta amazzonica!</p>
<p>Mentre l&#8217;ospedale piange, nel <strong>sinistrato municipio cittadino</strong> si ride a crepapelle.  Agnostici di tutto quello che accade oltre le sacre porte comunali, infatti, <strong>Leo</strong> e i fedelissimi continuano imperterriti a stilare graduatorie concorsuali e relative assunzioni a 180°, di fronte al disinteresse di una opposizione che, a suo tempo, non era stata in grado di assumere neanche un netturbino (naturalmente anche in quel caso con le rare e dovute eccezioni!).</p>
<p>La “<em>conventio ad excludendum</em>” nei confronti dei diversamente allineati e dei normolaureati quindi, continua anche dalle parti di via Veneto, così come <em>Il Cantaro</em> aveva a suo tempo previsto, e che contrasta pesantemente con le prediche, moraliste ed egalitarie, che anche ad <strong>Ozieri</strong> i compagni comunali avevano a suo tempo ampiamente pubblicizzato.</p>
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		<title>Accò che no…</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 17:54:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[Anche sotto la caldana ferragostana i quotidiani ho continuato a comprarli, alcuni per necessità (i necrologi e la cronaca locale) altri per abitudine “ideologica”, ma devo confessare che molti sono stati i dubbi sulla bontà dell’acquisto, avendone tratto l’utilità maggiore nell’usarli come scacciamosche.
Qualche notizia interessante è anche affiorata, ma il clima vacanziero allenta le capacità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche sotto la caldana ferragostana i quotidiani ho continuato a comprarli, alcuni per necessità (i necrologi e la cronaca locale) altri per abitudine “ideologica”, ma devo confessare che molti sono stati i dubbi sulla bontà dell’acquisto, avendone tratto l’utilità maggiore nell’usarli come scacciamosche.</p>
<p>Qualche notizia interessante è anche affiorata, ma il clima vacanziero allenta le capacità reattive: lo scoprire che ci sono migliaia di italiani con miliardi di euro all’estero, occultati in quelli che si chiamavano “<strong>paradisi fiscali</strong>” e che si rivelano ora invece “<strong>purgatori all’incontrario</strong>” perché dopo espiata la pena conducono all’”<strong>inferno fiscale</strong>”, può essere commentato con invidia e compiacimento (per il lavoro investigativo di chi riesce a stanarli ma anche per la ricchezza, seppure occultata, di tanti compatrioti), con sarcasmo (per il nome degli “intoccabili” coinvolti e per come, esponendo i panni sporchi di famiglia, si son fatti scoprire), con ipocrita, demagogica e scandalizzata indignazione (considerato che tutti vorremmo essere al loro posto e in questi giorni ardentemente cerchiamo d’imitarli col superenalotto). Ma per commentare occorrerebbe un po’ di fresco…</p>
<p>Il palcoscenico politico invece è stato occupato dal <em>vaudeville</em> estivo portato in scena dalla <strong>Lega</strong>, con fantasmagoriche trovate giornaliere, dall’inno nazionale alle gabbie salariali, dai presidi indigeni agli stendardi regionali, dall’imposizione dei dialetti ai festeggiamenti per l’unità d’Italia. Occorre riconoscere la fantasia e la facciatosta dei “padani” che brillano e hanno buon gioco nel confronto con gli “oscuri oggetti del desiderio” che vorrebbero essere i grandi partiti <strong>PdL </strong>e <strong>PD</strong>, arroccati su rendite di posizione e incapaci di proporre qualcosa, qualunque cosa.</p>
<p>Ci sarebbe materiale per scrivere a lungo, ma ciò che mi ha colpito è il silenzio della variegata sinistra di Sardegna per quel che riguarda <strong>la lingua nazionale e quelle locali</strong>. Forse avrebbero voluto condannare aspramente, condendola di “inaudita”, “provocatoria”, “incostituzionale” la proposta leghista, ma li frena il fatto che anche in Sardegna una minoranza rumorosa spinge e si agita per imporre l’uso di <a href="http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20081209&amp;Categ=11&amp;Voce=2&amp;IdArticolo=2304916" target="_blank">uno dei dialetti isolani</a> come “lingua”, avendo anche ottenuto una legislazione favorevole a livello nazionale e regionale, come immancabile premessa di uno strisciante separatismo.</p>
<p>Mentre come operazione culturale non possono elevarsi obiezioni (ognuno è libero di dedicare il proprio tempo e i propri studi a ciò che preferisce, dai geroglifici alla ricerca degli UFO) molte ce ne sarebbero sui rischi di sfaldamento della già lesionata <strong>unità nazionale </strong>e ancor più sull’uso pratico,  in un contesto globalizzato, di una “lingua” minoritaria, poverissima di lemmi se non quelli legati alla vita pratica di una tradizione contadina, fondamentalmente priva di una letteratura “nobile”, impossibile da utilizzare per esprimere concetti immateriali o tecnologici.</p>
<blockquote><p><span style="color: #ff6600;"><strong> “…senza la cornice della lingua nazionale il dialetto diventa un fatto folclorico, da osteria, da barzelletta paesana. […]<br />
Non è un avanzamento, è un regresso. Lo è rispetto alla più autentica tradizione italiana, che ha avuto la ricchezza di più lingue letterarie che spesso hanno attinto alle fonti del dialetto. Tutto ciò è avvenuto in un quadro che si sostiene reciprocamente in tutte le sue parti. Pensare invece che il solo parlare in dialetto costituisca un fatto identitario in Italia è un fenomeno di crassa ignoranza, di volgare abbrutimento”</strong></span></p></blockquote>
<p>sostiene <a href="http://www.unita.it/news/interni/87338/ignoranza_crassa_della_lega" target="_self"><strong>Asor Rosa</strong></a>.</p>
<p>Diatriba ormai stantia, archiviata, subita con rassegnazione, con la magra consolazione di una vittoria sul campo, nella messa in pratica, in sfregio alle disposizioni strategiche ed alle risorse impegnate.</p>
<p>Inutile appellarsi alla evoluzione naturale delle cose, lessico compreso: ogni obiezione viene respinta con un anatema dai cultori della “limba”, quasi sempre in qualche modo interessati per le ricadute culturali o materiali o persino politiche che ne derivano.</p>
<p>Sono le radici della nostra identità e della nostra cultura, l’obiezione più ragionevole. Inutilmente si farà presente che anche i carri a buoi e l’abbigliamento tipico in costume lo sono ma che nessuno li usa ormai più nella quotidianità. Ci si scontrerà con la coorte di salariati degli “Uffici de sa Limba” e gli aspiranti insegnanti ed intellettuali-glottologi prigionieri nel loro poetico localismo.</p>
<p>Ma sarà l’ineludibile necessità di un <em><strong>ceck-in</strong></em> aeroportuale a riportarli coi piedi per terra, anche se in procinto di volare…</p>
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		<title>Trasparente come il vetro</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 08:39:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piombino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fecondazione_in_vitro]]></category>

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		<description><![CDATA[“A reprodução humana é um processo relativamente ineficiente.” sosteneva nel suo sito web un sessantacinquenne ginecologo brasiliano, uno dei più quotati specialisti in fecondazione in vitro e, dopo l’arresto nella clinica “Jardim América, bairro nobre da zona oeste de São Paulo” anche in vivo, parrebbe. Forse per smentire di fatto ciò che affermava in teoria…
Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>“A reprodução humana é um processo relativamente ineficiente.”</strong></em> sosteneva nel <a href="http://www.abdelmassih.com.br/" target="_blank">suo sito web</a> un sessantacinquenne ginecologo brasiliano, uno dei più quotati specialisti in fecondazione <strong>in vitro</strong> e, <a href="http://e-paulopes.blogspot.com/2009/08/roger-abdelmassih-foi-preso-sob.html" target="_blank">dopo l’arresto</a> nella clinica “<em>Jardim América, bairro nobre da zona oeste de São Paulo</em>” anche<strong> in vivo</strong>, parrebbe. Forse per smentire di fatto ciò che affermava in teoria…</p>
<p>Il progresso e le tecniche avveniristiche sono ottima cosa, ma, a mali estremi, estremi rimedi, e, avendone la possibilità, perché non ricorrere anche ai collaudati e tradizionali sistemi naturali, deve aver pensato il baldo donatore senza tener conto dell’opinione delle riceventi.</p>
<p>Così ci sono in giro per il mondo 62 persone che guardano con sospetto i magnanimi lombi che ufficialmente avrebbero contribuito, teoricamente in vitro, alla loro nascita, pagando profumatamente la prestazione d’alto livello scientifico dello… studioso che aveva garantito il risultato.</p>
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		<title>Nunc est bibendum…</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Aug 2009 16:52:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia Locale]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Locale]]></category>
		<category><![CDATA[ASL]]></category>
		<category><![CDATA[Ospedale_Segni]]></category>
		<category><![CDATA[Ozieri]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema_Sanitario_Regionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Approvando il collegato alla legge finanziaria, qualche giorno fa il Consiglio Regionale ha iniziato a modificare l’attuale assetto dell’apparato sanitario isolano, decidendo da subito il commissariamento dei vertici delle ASL, con la sostituzione degli attuali Direttori Generali, e la riorganizzazione di tutto l’apparato.
E’ solo l’inizio, non è ancora una riforma organica ben articolata, ma credo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Approvando il <a href="http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20090805&amp;Categ=1&amp;Voce=1&amp;IdArticolo=2370107" target="_blank">collegato alla legge finanziaria</a>, qualche giorno fa il <strong>Consiglio Regionale</strong> ha iniziato a modificare l’attuale assetto dell’apparato sanitario isolano, decidendo da subito il commissariamento dei vertici delle <strong>ASL</strong>, con la sostituzione degli attuali Direttori Generali, e la riorganizzazione di tutto l’apparato.</p>
<p>E’ solo l’inizio, non è ancora una riforma organica ben articolata, ma credo che a me e a tutti gli ozieresi questa decisione debba fare piacere. Non certo perché tutti i “manager” e gli alti dirigenti della sanità siano (stati) degli incapaci (per quanto sia ovvio che tutte le organizzazioni camminano con le gambe degli uomini che le guidano) e con la loro sostituzione si ottenga un risultato strepitoso, ma perché, con le insoddisfacenti condizioni nelle quali si trova il sistema sanitario regionale, con risultati non correlati agli alti costi, il primo provvedimento non può che essere la sostituzione dei capi.</p>
<p>Forse pagano “colpe” anche non sempre oggettivamente a loro ascrivibili ma comunque fiduciari di altri referenti oggi privati di responsabilità diretta.<br />
I quali referenti infatti molto si sono lamentati della scure che colpirà i loro “beniamini” e anche per mezzo dei quali potevano “contare” e speravano di continuare.</p>
<p>Poco vale l’accusa di “spartizione” o di “spoyl sistem” se a  lanciarla è chi quell’esercizio lo ha particato sino all’ultimo giorno di mandato e nel tentativo di non cedere il testimone parla di “imboscata”.</p>
<p>Ma la cosa che più apre alla speranza d’un cambiamento è, per quanto ancora solo abbozzata, la decisione di <span style="text-decoration: underline;">ridisegnare la mappa del servizio sanitario regionale</span> individuando alcune <strong>macroaree</strong>, comprendenti gli ambiti territoriali di diverse ASL, che gestiranno alcuni servizi, come quello acquisizione beni, e soprattutto il previsto <span style="text-decoration: underline;">scorporo dei principali ospedali</span> dal sistema delle<strong> ASL</strong>, rendendole <span style="color: #ff0000;"><strong>Aziende ospedaliere autonome</strong></span> e restituendo loro la capacità decisionale.</p>
<p>Se una tale ipotesi fosse stata formulata qualche anno fa, nessuno avrebbe avuto dubbi sulla scontata potenzialità dell’<strong>Ospedale<em> Segni </em></strong>di camminare con le proprie gambe, non per stabilire primati nazionali ma per fare la strada routinaria insieme al 90% dei cittadini che in esso –ancora- vedono una risorsa.</p>
<p>Oggi la struttura è debilitata, dissanguata di risorse materiali ed anche umane, con medici demotivati o non motivati come quelli del passato, rassegnata al proprio declino.</p>
<p>Oggi sta arrivando il momento nel quale tutta la classe politica del territorio ozierese ha l’occasione per riscattarsi dal lustri d’ignavia o peggio complicità, raddrizzando la schiena e liberandosi, se fosse il caso, anche di qualche “profeta di sventura” sotto le spoglie di “tecnico” che emetterà giudizi di condanna (<em>struttura troppo piccola…; non autosufficiente…; ci conviene restare aggregati…</em>) solo perché la risalita della china potrebbe mettere a rischio le sue (in)capacità, compromettendo i ritmi circadiani del suo pendolarismo imperniato su tredici mensilità.</p>
<p>Una cittadina di servizi, che nel terziario specie se di qualità può trovare sollievo ai suoi mali endemici che hanno necessità di tempo per trovare rimedio, non può perdere quest’ultima occasione, quest’insperato ritorno di fiamma per riavviare i motori.</p>
<p>Gli accorpamenti hanno troppa assonanza con ammortamenti e con rigidità cadaveriche. Forse non scoppiamo di salute, ma non siamo ancora morti: dimostriamolo.</p>
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		<title>Situazione grave ma non seria</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 17:33:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[In agosto, tra un gelato ed una fetta d’anguria, si mette il cervello in stand-by aspettando il fresco settembrino e anche chi scrive su “il Cantaro” si gode il dormiveglia, sicuro di non perdere grandi notizie.
Stampa e televisione ripetono la cantilena annuale sull’ondata di caldo africano, sulla temperatura percepita, sul far bere molto gli anziani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In agosto, tra un gelato ed una fetta d’anguria, si mette il cervello in <em>stand-by</em> aspettando il fresco settembrino e anche chi scrive su <strong><em>“il Cantaro”</em></strong> si gode il dormiveglia, sicuro di non perdere grandi notizie.</p>
<p><strong>Stampa e televisione</strong> ripetono la cantilena annuale sull’ondata di caldo africano, sulla temperatura percepita, sul far bere molto gli anziani e tenere i bimbi all’ombra; i fine settimana sono dedicati alle code chilometriche in autostrada, coi disperati prigionieri delle lamiere roventi e i giorni infrasettimanali agli aggiornamenti sulle ultime <em>“liaison dangereuses”</em> di <strong>Berlusconi</strong> con corollario di manifestazioni d’affetto familiare e filiale nei suoi confronti, sempre diffusi nell’intimità patinata dei rotocalchi.</p>
<p>Sotto l’ombrellone qualche panciuto piccolo borghese, stropicciando il quotidiano sfogliato di malavoglia, rimugina di provvedimenti draconiani che si prenderebbero<strong><em> “se ci fossi io al suo posto…”</em></strong> ma subito ritorna al reale per respingere l’undicesimo assalto del venditore di collanine.</p>
<p>Ma su questa bonaccia di notizie una ce n’è che toglie il sonno a quasi tutti gli iscritti all’Ordine dei Giornalisti: alla <strong>INNSE</strong> di Milano quarantanove (diconsi quarantanove) dipendenti rischiano il posto di lavoro a causa della liquidazione dell’azienda e della vendita dei macchinari: quattro di loro sono saliti su una gru  e minacciano di buttarsi giù da un’altezza di ben … 10 metri. Di questi 49 disperati ben 20 sono in età di prepensionamento e gli altri, tutti specializzati, vivono in un’area come il milanese dove nell’ultimo anno si sono creati, pur con la crisi, 176.000 posti di lavoro.</p>
<p>La <strong>CGIL </strong>e la <strong>FIOM</strong> lottano allo spasimo al fianco dei disperati, con <strong><a href="http://www.ilcantaro.com/economia/sciopero-profilattico/" target="_blank">Rinaldini</a></strong> in testa, forse per vendicare lo “schiaffo” di Torino, mentre <strong>CISL</strong> e <strong>UIL</strong>, con più senso dell’umorismo, osservano da lontano. Si minacciano tuoni e fulmini se non si bloccherà il processo di smantellamento, ordinato da un giudice, ed al quale tutti, Provincia, Regione e Governo dovrebbero opporsi, a costo di mandare i carrarmati.  Pare ci sia qualcuno interessato a rilevare l’azienda e tutti i dipendenti, ed è tanto interessato che, appena lanciata la proposta se n’è andato in ferie e ripromette di farsi vivo a settembre, anche lui evidentemente in attesa del… fresco settembrino.</p>
<p>Questa notizia del cavolo tiene banco da giorni, nel mentre  la crisi industriale in Sardegna, con cancellazione di interi settori industriali di valore strategico  nazionale e perdita di migliaia di posti di lavoro, in una regione dove ci si scanna per un impiego di lavapiatti, dove quando si sale per protesta sulle ciminiere si parla di quota 60 metri e dove non si occupano più le stazioni ferroviarie perché nessuno se ne accorgerebbe, <strong>non fa notizia, non interessa nessuno.</strong></p>
<p>Ecco, la differenza tra la Sardegna e la Lombardia, sta anche in questo, oltre che nelle cazzate di<strong> Bossi</strong> e “duri” come lui ed in altre infinite cose: che non facciamo notizia, che i nostri problemi, per quanto giganteschi, scompaiono rispetto a quelli lillipuziani dei “padani”.<br />
I quali, per incrementare ancora di più le loro possibilità di creare lavoro e ricchezza, hanno anche la risorsa di poter metter su allevamenti di bufale, inondandoci tutti non di mozzarelle ma di notizie fasulle.</p>
<p><strong>Ma è tempo di andare a controllare il cocomero semisotterrato nel bagnasciuga…</strong></p>
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		<title>Nati per perdere</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 11:32:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chirone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo una pausa di riflessione di qualche anno e col rammarico d’essersi lasciati scappare un’occasione d’oro per  punire gli odiati “ricchi” e tra essi il maggiore, Veltroni e alcuni soci hanno partorito, con metodo platonico staccato dalla realtà, la tagliola che, nel rispetto della sacra, sana e robusta Costituzione, tanto venerata soprattutto quando proclama [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo una pausa di riflessione di qualche anno e col rammarico d’essersi lasciati scappare un’occasione d’oro per  punire gli odiati “ricchi” e tra essi il maggiore, <strong>Veltroni</strong> e alcuni soci hanno partorito, con metodo platonico staccato dalla realtà, la tagliola che, nel rispetto della sacra, sana e robusta <strong>Costituzione</strong>, tanto venerata soprattutto quando proclama l’uguaglianza di tutti i cittadini, impedirà ai milionari d’Italia di aspirare a cariche governative, riservate esclusivamente a chi milionario ancora non è ma aspira a diventarlo, come tanti illustri esempi dimostrano.</p>
<p>La barriera per essere considerati cittadini con pienezza dei diritti è posta, per ora a 30 milioni di euro, ma già <strong>Colombo</strong> sempre più Furio propone il limite a 10.<br />
Riferisce<em><strong> l’Unità</strong></em>:</p>
<blockquote><p><span style="color: #f92805;"><strong>“Il cuore della nuova proposta è nell’articolo 4 che disciplina i casi di «incompatibilità assoluta» tra cariche di governo (premier,ministri, vice, sottosegretari,commissari) e posizioni economiche di rilievo o dominanti (è presa in considerazione la anche la concentrazione in un medesimo settore di mercato). Di rilievo è la proprietà di un patrimonio di almeno 30 milioni di euro. E l’incompatibilità è totale anche quando si abbia il controllo diretto o indiretto di un’impresa la cui attività si base su una abilitazione rilasciata dallo Stato,o anche se si detiene il possesso di partecipazioni rilevanti in settori strategici (fra i quali le comunicazioni e la pubblicità).”</strong></span></p></blockquote>
<p>Siccome in Italia occorre una “<span style="text-decoration: underline;">abilitazione rilasciata dallo Stato</span>” anche per andare al cesso, in realtà la barriera vera è quella patrimoniale.<br />
Chiunque vincesse il <strong><em>Superenalotto </em></strong>passerebbe immediatamente tra i paria della politica. Non che 30 milioni di euro di patrimonio siano noccioline, ma perché un cittadino che gestisce un tale capitale e quindi premiato dalla sua abilità e fortuna, che cede il 50% del suo reddito all’erario, deve essere escluso dal governo della cosa pubblica, riservata a professionisti della politica spesso senza arte né parte?</p>
<p>Domanda retorica, perché il motivo vero, aldilà della contingente esistenza di Berlusconi, è sempre il solito dell’<span style="color: #f92805;"><strong>invidia sociale</strong></span> che affligge da sempre gli affezionatii clienti dell’<strong>Ufficio Sinistri</strong> e che continua ad affiorare alla minima occasione.</p>
<p><strong>La proprietà è un furto</strong> (quando non è la loro&#8230;).</p>
<p>Nessuna batosta li farà mai guarire. Forse un miglioramento l&#8217;otterrebbero con una vittoria, ma è solo un&#8217;ipotesi fantascientifica.<br />
Come diceva <strong>Guareschi</strong>: <span style="color: #f92805;"><strong>“Gratta il Pepito e affiora il Peppone”.</strong></span></p>
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		<title>Patrice de dieu</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 10:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piombino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Nunzia_De_Girolamo]]></category>
		<category><![CDATA[Padre_Pio]]></category>
		<category><![CDATA[Patrizia_D'Addario]]></category>

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		<description><![CDATA[In un eccesso di zelo la giovane parlamentare del PdL Nunzia De Girolamo s’è lanciata nel recupero, se non dell’anima, almeno dell’immagine di Berlusconi e s’è proposta di trascinarlo a Pietralcina, paese di nascita di Padre Pio e dove il santo ebbe le stigmate.
L’occasione sarebbe una festa di partito nel collegio domestico della De Girolamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un eccesso di zelo la giovane parlamentare del PdL Nunzia <a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/politica/2009/24-luglio-2009/nunzia-de-girolamo-potero-berlusconidove-padre-pio-ricevette-stigmate-1601599112166.shtml" target="_blank"><strong>De Girolamo</strong></a> s’è lanciata nel recupero, se non dell’anima, almeno dell’immagine di <strong>Berlusconi</strong> e s’è proposta di trascinarlo a Pietralcina, paese di nascita di <strong>Padre Pio</strong> e dove il santo ebbe le stigmate.</p>
<p>L’occasione sarebbe una festa di partito nel collegio domestico della <strong>De Girolamo </strong>ma si avrebbe anche la ricaduta mediatica del grande peccatore che, pentito, si riconcilia con se stesso e con le altre. Una scena da Innominato col cardinal Federigo, se non fosse che il Berlusca, pecorella smarrita ma pur sempre appartenente al gregge cattolico, non vorrebbe eccedere in devozione, pur riconoscendo che un periodo d’astinenza e digiuno gli gioverebbe.</p>
<p>Pare che la ritrosia  ad omaggiare il santo cappuccino  sia diventata rifiuto netto appena saputo che, nella sua esibizione parigina,  la “escort” barese che registra le sue imprese, alla richiesta dei giornalisti se sarebbe andata al Louvre, ha confessato che non  avrebbe tradito il suo&#8230;  santuario preferito, essendo fedele di Padre Pio che riposa in terra di Puglia.<br />
Meglio quindi evitare collegamenti…</p>
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		<title>La presa della pastiglia</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 18:26:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Cossiga]]></category>
		<category><![CDATA[embrione]]></category>
		<category><![CDATA[legge_194]]></category>
		<category><![CDATA[Rino_Fisichella]]></category>
		<category><![CDATA[RU486]]></category>

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		<description><![CDATA[Su L’Osservatore Romano del 1 agosto mons. Rino Fisichella, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha scritto alcune considerazioni sulla pillola abortiva che permetterà a qualunque donna di liberarsi della creatura che la natura le ha affidato in custodia, quando è maggiormente indifesa. Come dovesse assumere un’aspirina per l’emicrania, anche se con qualche rischio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su <strong>L’Osservatore Romano </strong>del 1 agosto mons. Rino <strong>Fisichella</strong>, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha scritto alcune considerazioni sulla pillola abortiva che permetterà a qualunque donna di liberarsi della creatura che la natura le ha affidato in custodia, quando è maggiormente indifesa. Come dovesse assumere un’aspirina per l’emicrania, anche se con qualche rischio in più.</p>
<blockquote><p><span style="color: #e70ef0;"><strong><span style="color: #ff0000;"><em>C&#8217;è una triste tendenza che si sta imponendo poco alla volta in alcuni frammenti della cultura contemporanea: la banalizzazione. Dalla vita alla morte tutto sembra sottoposto a un mero processo semplificativo che tende a rinchiudere ogni cosa in un affare privato senza alcun riferimento agli altri. In questo modo, però, la coscienza si assopisce e diventa progressivamente incapace di giudizio serio e veritiero.</em></span><br />
</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>[…]Come ci si può sottrarre davanti al fatto che troppi casi di morte si sono verificati dopo l&#8217;assunzione di questo trattamento? Come non considerare gli aspetti etici che questa pillola comporta? Come trascurare l&#8217;impatto che avrà sulle giovani generazioni di ragazze che ricorreranno sempre più facilmente a questo uso? […] . Inutile tergiversare. La Ru486 è una tecnica abortiva perché tende a sopprimere l&#8217;embrione da poco annidato nell&#8217;utero della madre. Che il ricorso all&#8217;uso di questa pillola sia meno traumatico che sottoporsi all&#8217;operazione è tutto da dimostrare. Il primo trauma nasce nel momento in cui non si vuole accettare la gravidanza ed è proprio qui che si deve intervenire per aiutare la donna a comprendere il valore della vita nascente. L&#8217;embrione non è un ammasso di cellule né un po&#8217; di muffa come qualcuno ha avuto l&#8217;ardire di definirlo; è vita umana vera e piena. Sopprimerla è una responsabilità che nessuno può permettersi di assumere senza conoscerne a fondo le conseguenze.<br />
L&#8217;assunzione della Ru486, quindi, non rende meno traumatico l&#8217;aborto, solo lo rinchiude ancora di più nella solitudine del privato della donna e lo prolunga nel tempo. È necessario ribadire che quanti vi fanno ricorso stanno compiendo un atto abortivo diretto e deliberato; devono sapere delle conseguenze canoniche a cui vanno incontro, ma soprattutto devono essere coscienti della gravità oggettiva del loro gesto. L&#8217;aborto è un male in sé perché sopprime una vita umana; questa vita anche se visibile solo attraverso la macchina possiede la stessa dignità riservata a ogni persona. Il rispetto dovuto verso l&#8217;embrione non può essere da meno di quello riservato a ognuno che cammina per la strada e chiede di essere accolto per ciò che è: una persona.<br />
[…] è difficile far comprendere che la via da seguire per mantenere il primato dell&#8217;etica non è quella di fornire con molta tranquillità una pillola, ma piuttosto quella di formare le coscienze. Questo compito è arduo perché comporta non solo l&#8217;impegno in prima persona, ma la capacità di farsi ascoltare e di essere credibile. La nostra opposizione a ogni tecnica abortiva è per affermare ogni giorno il «sì» alla vita con quanto essa comporta. Ciò significa ribadire il nostro richiamo all&#8217;urgenza educativa perché i giovani comprendano l&#8217;importanza di fare propri dei valori che permangono come patrimonio di cultura e di identità personale. Non potremo mai abituarci alla bellezza che la vita comporta dal suo primo istante in cui fa sentire di essere presente nel grembo di una madre fino al momento estremo in cui dovrà lasciare questo mondo.<br />
Per questo motivo dinnanzi alla superficialità che spesso incombe permane immutato l&#8217;impegno per la formazione, così da cogliere giorno dopo giorno l&#8217;impegno per vivere la sessualità, l&#8217;affettività e l&#8217;amore con gioia e non con preoccupazione, ansia e angoscia.</strong></span></p></blockquote>
<p>Scrive <a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/3069" target="_blank"><strong>il Foglio</strong></a>, riferendo di una interpellanza del sen. <strong>Cossiga</strong>:</p>
<blockquote><p><span style="color: #6c9966;"><strong>“le donne ingoieranno due pillole (una per abortire, l’altra per espellere il feto) e poi, dopo al massimo due giorni, torneranno a casa senza sapere quando né dove avverrà realmente l’aborto. In più la legge parla di nuove tecniche “meno rischiose”, mentre la mortalità per aborto chimico è dieci volte quella per metodo chirurgico. […] Ma perché, per esempio, non si può ammazzare una persona? E se è proibito che un parlamentare tiri in ballo la morale, perché non stabilire per legge la depenalizzazione dell’infanticidio davanti a un ‘disagio psichico’, come nel caso dell’aborto?”.</strong></span></p></blockquote>
<p>Chi volesse conoscere meglio l’argomento può <span style="text-decoration: underline;">“linkare” i siti inseriti alla fine dell’intervista a Cossiga</span>, scoprendo anche qualche aspetto più personale dell&#8217;inventore del metodo.</p>
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		<title>Manolesta e manomorta</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 18:09:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terenzio</dc:creator>
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&#8220;Politici, imprenditori, capi della mafia: tutti a braccetto per spartirsi la torta della sanità pubblica a Bari e nell’intera Puglia. Scoppia lo scandalo, roba da Tangentopoli. E come ai tempi di «Mani pulite» i carabinieri irrompono nelle sedi dei partiti alla ricerca di bilanci e conti correnti bancari. Tutti di centrosinistra: Rifondazione comunista, Sinistra e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
</strong></p>
<blockquote><p><strong>&#8220;Politici, imprenditori, capi della mafia: tutti a braccetto per spartirsi la torta della sanità pubblica a Bari e nell’intera Puglia. Scoppia lo scandalo, roba da Tangentopoli. E come ai tempi di «Mani pulite» i carabinieri irrompono nelle sedi dei partiti alla ricerca di bilanci e conti correnti bancari. Tutti di centrosinistra: Rifondazione comunista, Sinistra e Libertà, i Socialisti autonomisti, Pd e Lista Emiliano (dal nome del suo promotore, Michele Emiliano, rieletto sindaco di Bari). L’ipotesi accusatoria del pm Desiree Digeronimo, che da un anno che indaga su forniture e appalti nella sanità pubblica, è quella di finanziamento illecito ai partiti. Una serie di imprenditori privati sarebbero stati favoriti con la promessa di versare contributi. Un giro di tangenti che sarebbe continuato fino alle ultime elezioni. Associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, concussione, falso, truffa, abuso d’ufficio e voto di scambio, questi i reati ipotizzati per almeno quindici persone coinvolte. Da indiscrezioni, però, si apprende che il numero degli indagati è destinato a crescere. </strong></p>
<p><strong>[…] Al centro dell’inchiesta l’ex assessore regionale alla Sanità Alberto Tedesco indagato dal 6 febbraio scorso. Quel giorno, tre ore dopo, l’assessore consegnò le sue dimissioni a Nichi Vendola, il governatore della Puglia. Nel fascicolo che lo riguarda ci sono alcune intercettazioni in cui un imprenditore del settore gli suggerisce come «aggiustare» il piano regionale sanitario. «Ti preparo un appunto?». «No, basta che mi dici dove stanno gli errori». Poca roba è la replica dell’ex assessore, nel frattempo trasmigrato a Palazzo Madama grazie all’elezione a Strasburgo del primo degli eletti, Paolo De Castro. Tedesco è un politico di lunga militanza socialista ma con un occhio rivolto agli affari nella sanità pubblica. Fino al 2006 è stato infatti proprietario di «Medical Surgery» e «Aesse Hospital», aziende passate nelle mani dei figli subito dopo la nomina ad assessore per evitare conflitti di interesse. Nel passato, Tedesco è stato anche socio di Gianpi Tarantini, il personaggio chiave dello<span style="color: #3366ff;"> scandalo escort-Berlusconi</span>. Anche lui è finito in uno dei filoni (si tratta di quattro inchieste) sulla Sanitopoli pugliese. Ieri, infatti, la Gdf è piombata negli uffici del Policlinico barese per sequestrare documenti, cartelle cliniche e diagnosi. Il giro d’affari è quello delle protesi, il business prediletto dal <span style="color: #3366ff;">giovane imprenditore amico di Silvio Berlusconi (nei periodi «caldi» del giro di escort a Roma e in Sardegna, il Presidente gli faceva fino a venti telefonate al giorno)</span>.[…]</strong></p></blockquote>
<p>Per evitare d’essere accusato di partigianeria o di “speculazione” ho riportato la cronaca de <a href="http://www.unita.it/news/sanit_/86939/bari_inchiesta_sulla_sanit_centrosinistra_sotto_accusa" target="_blank"><strong>l’Unità</strong></a> per quanto riguarda l’inchiesta barese che il giornale, fondato da Gramsci e ora proprietà di Soru, s’illude sia una costola soprannumeraria del filone principale dedicato a <strong>Berlusconi </strong>e alle sue (dis)avventure da infoiamento senile. Mancano alcuni particolari che il velo pietoso della partigianeria ricopre, per non incrudelire e per risparmiare il ridicolo che ricadrebbe sul serioso “ipse dixit” di <strong>D’Alema</strong>: l’indagato senatore <strong>Tedesco</strong> è un <a href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-8272.htm" target="_blank">“dalemiano”, il referente locale.</a></p>
<p>Giustamente <strong>D’Alema</strong> le scosse baresi le aveva previste in anteprima, incitando l’armata a raccogliere il frutto che sarebbe caduto dall’albero berlusconiano ormai corroso.</p>
<p>Su una cosa sbagliava: <strong>le “scosse” che pre-sentiva erano coliche intestinali,  arrivate finalmente al traguardo. </strong></p>
<p><strong>Ora occorrono chilometri di morbidezza, senza neanche poter fare affidamento su <a href="http://www.asca.it/news-PUGLIA_SANITA___DI_PIETRO__CORRUTTORI_NON_HANNO_COLORE_POLITICO-849740-ora-.html" target="_blank">mani pulite</a>.</strong></p>
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