Dalla pera alla mela, siamo alla frutta

Pubblicato il 25 marzo, 2008 alle 12:42 pm da


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Il proposito d’intervenire il meno possibile nella campagna elettorale non può essere mantenuto ad oltranza e non perché abbia l’illusione che la mia opinione possa interessare qualcuno, ma per questioni di sicurezza personale. Siamo un po’ tutti fatti come pentole a pressione o caffettiere moka-express e questo blog è per me, e per i pochi amici che vi scrivono, la valvolina di sicurezza che impedisce di scoppiare. Ovviamente ciò che bolle è diverso per ciascuno, a seconda dell’orientamento, ma il blog-valvolina funziona per tutti.

La buona notizia di oggi è che Veltroni ha promesso di aumentare tutte le pensioni ed è possibile attuare questo sogno utilizzando «la leva fiscale».

L’intervento previsto – dice Veltroni – riguarda i pensionati di oltre 65 anni e determina, a partire dal primo luglio 2008, un incremento medio di quasi 400 euro l’anno per le pensioni fino a 25mila euro l’anno e un incremento tra i 250 e i 100 euro l’anno per le pensioni di importo compreso fra 25mila e 55mila euro l’anno. [...] Il fine è quello di permettere ai pensionati di partecipare ai frutti della crescita economica del Paese.

Non è un’ottima notizia? Direi splendida, perché dimostra che ormai Veltroni è arrivato a raschiare il fondo del barile, se è costretto a promettere l’elemosina ai pensionati (30 euro al mese ! ) per recuperare qualche voto, per di più confermando di non aver perso il vecchio inguaribile vizietto della sinistra di voler mettere mano alla leva fiscale. Ormai il suo trend è finito su un binario morto, i sondaggi, per quanto aleatori, non lo rincuorano e la vicenda Alitalia, per quanto ingarbugliata e da trattare con le pinze, ha permesso a Berlusconi di sferrargli un colpo da KO.

Il riapparso governo di Prodi ha dovute esalare le sue indecisioni, dopo due anni di pseudoaccordi esclusivi di liquidazione con Air France, spaccandosi per una delle ultime volte al suo interno e spernacchiato anche dai sindacati amici. Grazie alla sparata berlusconiana, bluff o meno, anche Spinetta, patron di Air France, s’è dovuto rimangiare il termine ultimativo per le trattative con i sindacati e ormai tutti chiedono di vedere le carte Alitalia. L’indispettito e spiazzato Veltroni ha intimato le 48 ore, quando persino alle zeracche si concedono i 7 giorni e non ha potuto sciorinare nessuna ipotesi di soluzione alternativa.

Ormai può dedicarsi alle opere di carità [di questo si tratta] verso i pensionati italiani. Sempre che non preferiscano emigrare nella sua Africa, con Veltroni alla testa.

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