Scontri tra dimostranti e forze dell’ordine in piazza Maggiore, a Bologna, durante un comizio di Giuliano Ferrara, nel capoluogo emiliano per la campagna elettorale. Contuse almeno quindici persone. Organizzatori della protesta i giovani dei centri sociali, che peraltro avevano preannunciato la propria azione dimostrativa. Il pubblico ha cominciato a fischiare e urlare non appena il direttore del Foglio, candidato premier della lista «Aborto? No Grazie», ha dato il via al suo intervento. Secondo quanto riferiscono i testimoni, in un primo momento sono volati pomodori, quadretti di mortadella, uova e bottigliette d’acqua. Ma poi s’è vista volare anche anche qualche sedia, presa da un bar che affaccia sulla piazza. La tensione è quindi cresciuta, per culminare nel momento in cui Ferrara ha preso la parola. A quel punto alcuni dei contestatori hanno cercato di salire sul palco e sono stati respinti dagli agenti di polizia. Lo stesso candidato premier ha rilanciato alla folla un pomodoro che era stato gettato sul palco.
“Erano piuttosto aggressivi. Io sono uno che sopporta molto bene i fischi. Ma siccome erano così cattivi e violenti, mi è sembrato che per una volta dovessi dimenticarmi di porgere l’altra guancia alla fine del comizio e trattarli come meritavano.”
ha detto in un’intervista Giuliano Ferrara all’indomani della durissima contestazione subita a Bologna.
Dopo quello che è accaduto, l’Italia è ancora un Paese democratico?
“Finché i carabinieri impediscono ai centri sociali di linciare gli oratori di parte avversa è un Paese democratico. Se fossero riusciti a linciarmi forse parlerei diversamente. Ma non ci sono riusciti.”
Giulianone ci è simpatico perché abbondantemente fornito di ciccia, di cervello e di coraggio. E’ anche dotato d’una discreta dose di cinismo col contorno obbligato dell’ironia, ma forse avrebbe necessità d’un supplemento. Un vero cinico a tempo pieno infatti mostra le contraddizioni nelle credenze e nei modi di vivere della gente, non si fa coinvolgere dai drammi veri o apparenti e anzi ci scherza su. Indispensabile ovviamente la completa assenza o rinunzia a qualunque idea di trascendenza e ad una minima visione sociale dei rapporti umani. Un paio di risposte ciniche esemplificheranno meglio il concetto:
Finiranno mai le guerre? : “Si, quando finiranno i proiettili.”
Sconfiggeremo la fame nel mondo?: “Non è la fame il problema, ma gli affamati. Eliminati loro, il problema è risolto.”
Ecco, per l’aborto e per le droghe, leggere o pesanti, è lo stesso: li vogliono, lottano, si battono, rischiano le manganellate e la galera per averli? Accontentiamoli.
Ciò che conta è che “loro”, e solo “loro”, ne abbiano l’esclusiva.
La visione sociale e collettiva? la rifiutano, la rinnegano, la combattono, dimentichi della concezione di massa proletaria e di classe che si proponeva di conquistare il mondo e dare la scalata al cielo.
Ognuno per sé e Dio per chi ci crede. Nel mondo c’è posto per tutti: è in paradiso che lo spazio è limitato.


Pubblicato il 3 aprile, 2008 alle 7:46 pm da Chirone